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Salerno Economy VII.41- 26.10.2018

Sempre più evidente l’approccio datato ed inefficace per elaborare le risposte più adeguate al sentiment della base.

Lo “spaesamento” (anche) mediatico del centrosinistra

L’info/comunicazione resta il punto di partenza per provare a ricucire un rapporto - lacerato e, nel migliore dei casi, formale e freddo - con l'elettorato che non sembra destinato ad essere travolto dalla demagogia e dal rancore sociale ad uso e consumo dei social network.
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Distonie relazionali
Colpisce osservare la reazione a dir poco improduttiva (anche) a livello mediatico dei governi locali guidati dal centrosinistra nel Mezzogiorno di fronte al racconto che la nuova maggioranza Lega/5 Stelle elabora quotidianamente a dispetto del bombardamento strumentalmente negativo messo in campo dal circuito info-comunicativo per così dire dominante. Non si riesce, cioè, a comprendere bene quale tipo di “rappresentazione” sia stata scelta dal Pd e dalle altre forze di opposizione (o che così si definiscono) per fronteggiare una tipologia di relazione con i fruitori finali - cittadini, imprese, quel che resta dei corpi intermedi e, a “debita” distanza, giornali/radio/tv siti web eccetera eccetera - che di fatto “spiazza” continuamente gli interlocutori. Come? “Saltando” da una parola/chiave all’altra in base ad una scala di valori/notizia non più incentrata sulla gerarchia delle fonti (e su gli interessi preminenti delle varie lobby economiche, politiche, culturali eccetera eccetera che spesso dietro di esse si celano), ma “soltanto” sul sentiment del proprio elettorato di riferimento.
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Il nostro Paese tra le destinazioni più apprezzate. Oltre 8 su 10 (86%) cittadini europei vorrebbero visitarlo.

Turismo, il voto degli stranieri: 7+

Indagine Confesercenti/Swg. Immagine positiva, svedesi (91%), spagnoli e tedeschi (90%) tra i più propensi a scegliere un viaggio in Italia.
Turismo Camper
Prodotto/Italia molto attrattivo
Arrivano ulteriori ed importanti conferme sul grado di attrattività dei visitatori stranieri da parte del nostro sistema turistico. “L’Italia rimane tra le destinazioni più apprezzate dai cittadini europei: tanto che oltre 8 su 10 (86%) vorrebbero visitarla per una vacanza, attirati dal patrimonio di cultura, arte e storia, dai paesaggi naturali, dal clima mite ed ovviamente dal buon cibo”. E’ questo il quadro delineato dall'indagine condotta da Swg/Confesercenti in Gran Bretagna, Spagna, Francia, Polonia, Germania, Svezia e Paesi Bassi che “nel loro insieme - si legge in una nota di sintesi - rappresentano il quadro europeo”. La valutazione che emerge è “molto positiva sul nostro Paese tra gli eventuali turisti: in una scala da 1 a 10, il voto medio assegnato alla destinazione Italia è superiore al sette (7,3)”.
(Fonte: confesercenti.it/ 29.09.2018)
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La generazione che governa il Paese si è fermata solo al "racconto" dell’esigenza di voltare pagina.

La palude del non cambiamento e la malinconia civile

Non si intravede neanche lontanamente un progetto di lungo periodo orientato alla produttività totale dei fattori insediativi di famiglie ed imprese.
Foto Pasquale Persico
Pasquale Persico
di Pasquale Persico

Le piogge arrivano come ogni anno e scoppia l’emergenza a cui si aggiunge l’immissione di nuove e tante paure con l’idea che il primo che passa - anche se è un ministro - possa determinare le priorità (vedi il tema della sicurezza stradale dopo il grande disastro di Genova). In più, l’elenco delle opere fattibili lasciate in programmazione dal precedente governo (oltre 130 miliardi di euro) si è posizionato in un grande ambito di incertezza, non solo dal punto di vista della fattibilità reale, ma anche in termini di irrinunciabilità strategica. L'idea della manutenzione in scala territoriale è un’immagine sostanziale per delineare il profilo del modello di crescita delle città e dei territori connessi, per avviare in maniera concreta il percorso di soluzione della crisi. E' un progetto di lungo periodo che richiede la cura delle qualità dei territori urbani (e non), partendo dall'esistente per proporre, tra l'altro, un processo di progressiva trasformazione ed evoluzione, orientato alla produttività totale dei fattori insediativi di famiglie ed imprese.

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Subito la sanatoria sulle liti pendenti con un meccanismo più conveniente per chi ha già vinto in primo e secondo grado.

Flat tax e pace fiscale, la “mappa” dei requisiti

Arriva la rottamazione-ter delle cartelle con un piano di rateazione più lungo. Si può arrivare a 5 anni, utilizzando in compensazione i crediti non prescritti per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati verso le P.A.

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"Ricette"
di Remo Roscigno*

Il 20 Ottobre è stato riesaminato e approvato il decreto legge recante disposizioni urgenti in materia fiscale che è stato, poi, pubblicato il  23 Ottobre sulla Gazzetta Ufficiale. Oggetto della discussione sono state, tra le altre, le norme che riguardano la pacificazione fiscale sulle quali è importante fare un apprendimento. Prima di parlare del tanto discusso condono, ricordiamo anche altri provvedimenti che tendono a migliorare il rapporto fisco-contribuenti ed ad agevolarne gli adempimenti di natura formale. A cominciare dal percorso della flat tax che inizia dalle partite Iva con un allargamento dell’attuale regime forfettario. L’obiettivo è consentire l’accesso a piccole imprese e professionisti con ricavi o compensi fino a 65mila euro. L’imposta del 15% sostituisce Irpef e addizionali ma anche l’Irap e coloro i quali hanno i requisiti per entrarvi non sono tenuti neanche alle liquidazioni e alle dichiarazioni dell’Iva. Oltre al carico fiscale ci sono vantaggi legati allo snellimento degli adempimenti.

* Dottore Commercialista

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I dati contenuti nel 5° Rapporto Agi-Censis presentato nei giorni scorsi a Roma.

Economia circolare, opportunità sottovalutata

Italia al primo posto per la reintroduzione dei materiali recuperati all'interno dei processi produttivi: il 18,5% di riutilizzo contro il 10,7% della Germania.
Foto D’Antonio Giuliano
Giuliano D'Antonio
di Giuliano D’Antonio*

Come spesso accade le dinamiche legate alla riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi, al recupero dei materiai utilizzati ed ancora utilizzabili e, quindi, alla tutela dell’equilibrio naturale dei territori, entrano spesso nel cono d’ombra della disattenzione, per così dire, da parte del circuito mediatico e comunicativo più in generale. E’ evidente che dietro questo atteggiamento ci sia un ritardo culturale, ma anche una presenza ben radicata di potentati e lobby che, ovviamente, non hanno alcun interesse a cambiare i percorsi di redditività che dominano senza grandi problematiche le relazioni nei mercati. Eppure, il sistema-Italia rappresenta una realtà di primissimo piano anche in questo ambito di riferimento. Ulteriore ed autorevole conferma arriva dalla quinta edizione del Rapporto Agi-Censis presentato nei giorni scorsi a Roma dedicato, non a caso, al tema: “Perché all'Italia conviene l'economia circolare” e realizzato nell'ambito del programma pluriennale “Diario dell'innovazione” della Fondazione Cotec, che studia le reazioni degli italiani di fronte ai processi innovativi.

*Presidente Fonmed (Fondazione Sud per la Cooperazione e lo Sviluppo del Mediterraneo)

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