contatore visite free skip to Main Content
info@salernoeconomy.it
http://www.ilraggiodilunasrl.com/
Info Food

Che giorno fa

BES BAROMETRO ECONOMICO SALERNITANO

La notizia del giorno »



“Un sacrificio necessario ma doloroso che costa 6 miliardi al sistema turistico con lo stop agli spostamenti verso parenti, amici, vacanze o gite fuori porta che interessa 20 milioni di italiani che l’anno scorso erano usciti di casa per Pasqua”. L’analisi di Coldiretti su dati Ixè prende in considerazione i dati riferiti al giorno di Pasquetta dello scorso anno. “Un conto salato che – evidenzia la Coldiretti – colpisce un sistema già in grande difficoltà dopo settimane di chiusura. Sull’orlo del crack sono alberghi, ristoranti ma anche i 23mila agriturismi presenti in Italia per i quali la Pasqua segna tradizionalmente l’inizio della stagione turistica con il risveglio della natura in primavera che offre il miglior spettacolo delle campagne italiane”. Una situazione che “sta sconvolgendo le abitudini delle famiglie – sottolinea la Coldiretti – che il lunedì dell’Angelo, soprattutto se c’è bel tempo, ogni anno approfittano delle feste per stare all’aria aperta a contatto con la natura insieme a parenti e amici, con brevi spostamenti in giornata, in un Paese come l’Italia che può contare su quasi 900 parchi e aree naturali protette che coprono il 10 per cento del territorio nazionale”.
(Fonte: coldiretti.it/ 02.04.2020)
Continua

L'altra notizia »



di Stefano Grimaldi

David Cronenberg è un vero fuoriclasse tra i registi e fin dagli esordi ha sempre posto una particolare attenzione per i lati più perversi della carnalità, dirigendo alcune opere fondamentali e provocatorie incentrate proprio sul sesso, sui dannosi esperimenti scientifici su soggetti umani, sulla tossicodipendenza e il relativo senso di paranoia, e sugli effetti devastanti della violenza. Con l’inizio degli anni 2000 il cineasta canadese ha intrapreso la strada del noir con un approccio meno viscerale e più meditativo, ma sempre incentrato sui lati perversi del corpo umano. Dopo lo straordinario “A History of Violence”, col quale creava un’indagine morale sulla legittimità sociale della violenza, arriva “La promessa dell’assassino”, che rappresenta una sorta di approfondimento tematico del film precedente. Il geniale Cronenberg riesce ancora una volta a coniugare una storia avvincente con una regia impeccabile, regalandoci uno splendido aggiornamento del thriller di stampo mafioso, senza rinunciare alla sua ossessione per la carne. Il teatro della vicenda è una Londra oscura, dove i personaggi, interpretati da un cast eccelso (il meraviglioso Viggo Mortensen impegnato in una delle sue migliori interpretazioni, il grande Vincent Cassell e la meravigliosa Naomi Watts), si muovono silenziosamente e inesorabilmente alla ricerca di una verità celata.
Continua

GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Numeri Economia-future-2372183_960_720

Il sogno “glocale” al tempo del covid

E’ del tutto evidente che la crisi generata dal coronavirus ha attivato – con una forte accelerazione – una serie di cambiamenti per così dire “strutturali” sia di breve che di media e lunga durata. L’intervento di Aldo Bonomi, pubblicato lo scorso 4 aprile, che riproponiamo integralmente nella nostra newsletter di questa settimana, offre la possibilità di percepire nitidamente lo sconvolgimento con il quale ci confrontiamo e continueremo a confrontarci per non poco tempo. Il recupero dell’appartenenza alle micro-comunità - che, poi, messe insieme formano, è bene ricordarlo (sempre), le macro e maxi comunità glocali (mai come in questa circostanza glocali anche quando, interagendo tra di loro, si definiscono globali) - è il passaggio chiave per ritrovare le tracce di quel percorso che ci porta fino in fondo alla “geografia” di “che cosa siamo diventati”.
(continua)

I numeri dell'economia »

Foto Aldo Bonomi per Il Mattino

Tra Immunitas e Communitas

di Aldo Bonomi

Quante volte, scavallando il secolo, ci siamo detti “nulla sarà più come prima”. Nel fine secolo con la fine del fordismo, con la sua metamorfosi. Con la caduta del muro ed il riapparire nella ex Yugoslavia in frantumi della comunità maledetta del sangue, del suolo e delle religioni e dei campi di concentramento etnici nella Europa che aveva perso memoria ed il senso del tragico. Con il farsi avanti delle “guerre giuste” poi dopo l’11 settembre diventate “guerre per la democrazia” sino all’oggi delle “guerre a pezzi” continuate. Poi il 2008 con il fallimento della Lehman Brothers che data l’inizio di una crisi ben presente da tempo nelle lunghe derive del turbo capitalismo finanziario. Balzi d’epoca ove ha sobbalzato la nostra capacità di continuare a cercare per continuare a capire nell’apocalisse culturale del non riconoscersi più in ciò che ci era abituale.
Ma adesso il salto d’epoca di covid 19, sempre per citare De Martino, evoca la “Fine del Mondo” che va letto, non solo per speranza, ma per ricercare e capire che siamo di fronte alla fine di UN mondo. Mi dico gramscianamente tra pessimismo ed ottimismo che ad ogni balzo, ad ogni perturbamento del capire cosa non era più e cosa veniva avanti nel non ancora, ho cercato di rispondere con il fare conricerca con i tanti travolti da ciò che non era più e con i pochi che mi indicavano la via del non ancora.
(continua)

Lo speciale »

P. Persico-casa-morra-cs-Pasquale-Persico

Con Draghi e Rifkin? Sì, ma ben oltre Draghi e Rifkin

di Pasquale Persico

La crisi che scoppiò nel 1929 non riuscì ad ottenere soluzioni brillanti, soluzioni che, invece, furono, per così dire, trovate entrando in guerra, quando si ottenne – parlando eufemisticamente – la piena occupazione. Le altre crisi, quelle del dopoguerra, hanno trovato rimedi temporanei, che, però, hanno sempre fatto “allargare” la forbice dei divari tra Stati e tra regioni, tra funzionalità ecologica delle macro regioni e efficacia delle politiche di insediamento delle attività connesse all’abitare; per l’Italia, poi, l’eccesso di debito pubblico ha moltiplicato spiazzamenti importanti, sconnessioni insostenibili tra città, e tra città ed altre città (territori ancora a forte ruralità e resilienza ecologica). Il percorso sugli scenari prospettati, sia quando si è accennato alla catastrofe e al definitivo allontanamento della politica dall’esigenza della nuova domanda sociale in campo, che - quando è emerso - delle analisi ben articolate, ha bisogno dei dovuti approfondimenti.
(continua)

Green Style »

Green Style-pansy-337140_960_720

Primavera, risvegliamoci così . . .

di Maristella Di Martino

Arriva la primavera, le giornate si allungano e abbiamo voglia di sentirci più belle. La parola d’ordine ora è benessere per risvegliare il nostro corpo e tornare in forma dopo i mesi freddi e cupi della stagione invernale. Metabolismo e buonumore vanno invogliati a piccole dosi. Inutile progettare troppi cambiamenti, facciamolo lentamente. Partendo dalla pelle tre sono i diktat da osservare: esfoliare, purificare e rigenerare. L’epidermide, per mesi nascosta sotto strati di tessuti pesanti, appare spenta ed opaca, stressata dal freddo e dallo smog. E il nostro organismo sarà appesantito dalle scorie di un’alimentazione ricca di grassi e calorie.
(continua)

FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
Continua
Back To Top
Cerca