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Che giorno fa

BES BAROMETRO ECONOMICO SALERNITANO

La notizia del giorno »



di Ernesto Pappalardo

La partita, ormai, si gioca (quasi) esclusivamente sugli annunci e sulla descrizione di prospettive, scenari, immagini che – se non prenderanno consistenza – potranno essere sostituite senza indugio con altro. Insomma, il quadro è evidentemente complesso, i numeri non sono affatto buoni, le previsioni non inducono a stare tranquilli. E, allora, la politica che cosa fa? Da  un lato si incastrano i numeri del bilancio in modo da creare nell’immediato meno danni possibili (?) a famiglie e imprese; dall’altro si lasciano consolidare trend difficili, prospettive che in qualche modo si proverà a rimuovere o a rallentare. E’ il gioco della politica al tempo dell’informazione in tempo reale, soprattutto quando gli equilibri tra le parti in campo si reggono sulla necessità di non farsi scalzare dalla scia della narrazione vincente o, meglio ancora, convincente. E’ facile capire che basta davvero un niente per rimescolare le carte e iniziare altri racconti.
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L'altra notizia »



di Stefano Grimaldi

La sezione di polizia denominata "Blade Runner" richiama in servizio Rick Deckard un tempo il migliore nel suo campo, per dargli la caccia e "ritirarli" dal mercato. Fu il produttore Michael Deelay a mettersi in contatto con Ridley Scott per la realizzazione di Blade Runner, Scott era tecnicamente molto capace, I Duellanti e Alien ne erano la prova più concreta. Mai ci fu scelta più azzeccata, Scott costruisce un'impalcatura visiva meravigliosa, la Los Angeles che ospita le vicende dell'opera è un conglomerato post - moderno fatto di palazzi desueti ed imponenti edifici somiglianti a piramidi. Oscura e pluviosa, contornata da dirigibili reclamizzanti nuove opportunità nelle colonie extramondo, la città mostrata da Scott possiede un'eterogeneità di stili che si sovrappongono e si mescolano, andando di pari passo con il carrobbio di culture orientali e occidentali. Le inquadrature strabordano, sempre, persino lo spazio più aperto riesce ad essere soffocato, è la rappresentazione di un mondo che ha fatto del progresso la sua più grande malattia.
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Regione Campania

Napoli, Salerno e la partita delle regionali

Salerno vive il ritorno alla stagione dei problemi e delle cose da fare con lo sguardo rivolto ai prossimi mesi. La scadenza delle elezioni regionali e il grande fermento in atto a livello nazionale non consentono distrazioni. D’altro canto, la novità nazionale della “collaborazione” istituzionale Pd-5Stelle non “ammette” tentennamenti anche in Campania perché appare evidente che si tratta di un contesto particolare nel quadro di una situazione generale che procederà – così si dice – alla luce dei tentativi concreti che saranno messi in campo (vedi in Umbria per poi proseguire in Emilia Romagna). Perché il caso della Campania è, in qualche modo, diverso da tanti altri in Italia? Perché ci riguarda da vicino come salernitani? Perché ci riguarda da vicino come campani? Se si sente qualche napoletano – è del tutto evidente – come la partita interagisca con il livello nazionale. Se si parla con qualche salernitano (di sinistra o di centrosinistra), le risposte sono sempre orientate sullo spessore della leadership in campo e della storia (politica) di una provincia che a partire dalla riforma dei sindaci ha sempre vissuto momenti di profondo cambiamento (nella sinistra o nel centrosinistra). Fino a segnare passaggi importanti

I numeri dell'economia »

Pagamenti in ritardo- time-1738083_960_720

Imprese tra crediti difficili e pagamenti in ritardo

E’ una stagione di tempo cattivo per le imprese. “L’economia reale va male e andrà ancora peggio”, si legge in una nota del Censis, e, a vedere i numeri dell’indagine appare chiaro che l’evoluzione della situazione non è delle migliori. “Per il 62,1% dei commercialisti italiani l’attuale situazione economica del Paese è molto o abbastanza negativa. Ne sono convinti il 61,8% di quelli residenti nel Nord-Ovest, il 54,1% nel Nord-Est, il 68,2% nel Centro e il 65,9% al Sud”. E ancora: “per il 44,6% dei commercialisti nell’ultimo anno la situazione è peggiorata, per il 43,7% è rimasta uguale, solo per l’11,7% è migliorata”. Cosa accadrà nei prossimi dodici mesi? “Per il 48,8% dei commercialisti il quadro economico rimarrà negativo come oggi, per il 38,7% peggiorerà e solo per il 12,5% migliorerà”. È quanto emerge dal “Barometro Censis-Commercialisti sull’andamento dell’economia italiana”, realizzato in collaborazione con il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili attraverso la ricognizione delle valutazioni di un campione di 4.000 commercialisti italiani.
(Fonte: censis.it/ 08.10.2019)

Lo speciale »

Foto Lo Speciale 1 – Marica Corvi- Finale Foto convegno 1 ottobre Impresa Eccezionale (7)

Cultura d’impresa, la sfida da vincere

Il convegno che si è tenuto a Spoleto il 1° ottobre scorso sulle tematiche relative alla finanza straordinaria per le imprese a guida femminile consente di tenere ben presente il quadro d’insieme con il quale confrontarsi per affrontare questa delicata e sostanziale materia dal punto di vista dello sviluppo più in generale, ma anche (e soprattutto) sotto il profilo della progressiva crescita sociale ed economica. La riflessione di Marica Corvi - founder e managing partner di Impresa Eccezionale srl - coglie gli aspetti rilevanti di un contesto che in Italia, soprattutto in quella centro/meridionale, resta delicato, se non difficile e contrastato. “Credo sia importante – ha sottolineato Corvi – partire da una chiave di lettura non ordinaria delle tendenze dell’economia d’impresa oggi in Italia. Lo stesso titolo del convegno (De’ remi facemmo ALI al folle volo), che abbiamo tratto dal ventiseiesimo canto dell’Inferno in omaggio a Dante, ci ricorda come Ulisse incitò i propri compagni a compiere un’impresa davvero difficile. E’, dunque, vero, è proprio vero: la nostra millenaria tradizione di italiane ed italiani ci offre solide radici per cimentarci nel folle volo delle nostre imprese, del nostro lavoro quotidiano, duro ma sempre appassionante”.

Green Style »

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Verdura, cruda o cotta?

di Maristella Di Martino

Come mangiare la verdura: cruda o cotta? È un dilemma antico ma che la verdura faccia bene e sia importante consumarla quotidianamente lo sappiamo, ma molti ignorano i segreti per ottenerne tutti i benefici. Che siano cibi ricchi di vitamine, minerali, fibre ed antiossidanti di cui l’organismo non può fare a meno è una frase che forse le nostre nonne ci avranno ripetuto fino alla noia. Ma capiamoci bene: innanzitutto ci sono alimenti più adatti a essere consumate crudi, altri invece cotti; e non basta: anche sapere come cuocere verdure ed ortaggi è fondamentale.

FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
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