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Che giorno fa

La notizia del giorno »



L’idea - già apparsa in un precedente “Punto di Arpocrate” - di conferire una Cattedra-A. Camus alla cittadina europea Angela Merkel, abbracciava come corollario l’ipotesi che lei stesse pensando ad una vera pausa di riflessione, per dedicare il suo nuovo tempo-Kairos a tante altre propensioni, senza trascurare di poter vedere consolidarsi, anche senza di lei, una nuova leadership europea. Una pausa sperimentale, individuale, di ecologia della felicità (Stefano Bartolini, Aboca, edizione 2021), basata sulla possibilità di sviluppare nuove esperienze relazionali, è diventata necessaria. Una diversa ipotesi, invece, è stata avanzata da Anna Kassautzki, la candidata del Partito socialdemocratico che ha conquistato il seggio che per trent’anni è stato della cancelliera. La Kassautzki ha affermato, in una recente intervista, che la Merkel è stata sempre la più progressista del suo partito; inoltre, è anche stata la prima leader a non ricandidarsi dopo una serie di mandati più che eccellenti; e, infine, è stata anche la prima ad investire in reciprocità politica, e a fare il ponte istituzionale necessario per il futuro cancelliere Olaf Scholz, nei vertici internazionali. La credenza nel progresso delle istituzioni democratiche della Merkel non implica, per la giovane socialdemocratica vincitrice nella circoscrizione elettorale di Greifswald in Medlemburgo-Pomerania, un pensionamento.
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L'altra notizia »



Diretto dallo scrittore Will Sharpe “Il visionario mondo di Louis Wain” è un biopic dal tono gentile e commovente che racconta le vicende dell’artista inglese Louis Wain tra la fine del XIX secolo e gli inizi degli anni ’30. Famoso per i suoi bizzarri ritratti di gatti antropomorfizzati dallo stile colorato e kitsch, Wain visse una vita tormentata oscillando tra la necessità di provvedere, in quanto unico figlio maschio, al mantenimento delle cinque sorelle e l’incapacità di far fruttare economicamente la sua arte, eventi che lo condannarono a soffrire di disturbi mentali e a morire povero e dimenticato.
Tra humor e dramma.
Protagonista un eclettico Benedict Cumberbatch perfettamente a suo agio nel districarsi in un ruolo che unisce humor e dramma, realtà e visione, sogno e incubo. Sullo sfondo delle convenzioni sociali e dei pregiudizi dell’Inghilterra vittoriana la breve storia d’amore tra Louis Wain e sua moglie Emily (Claire Foy), istitutrice della famiglia Wain e molto più grande di Louis, diventa un inno alla purezza di un sentimento di “elettricità” che scuote le emozioni e mette in moto la grande macchina della vita. Grazie ad una sceneggiatura originale, che premia l’immagine e l’impatto evocativo che essa suscita nello spettatore, l’amore diventa metafora del potere salvifico dell’arte, capace di creare contatto, vincere la solitudine e consegnare gli amanti al ricordo nell’eternità.
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

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Presenza e assenza, la “favoletta” dei buoni e cattivi

“Ci trattano come vogliamo essere trattati: noi odiamo la verità, ce la nascondono; vogliamo essere incensati, ci incensano … Così la vita umana non è che una perpetua illusione: non si fa che ingannarsi e adularsi a vicenda. Nessuno parla di noi in nostra presenza come ne parla in nostra assenza …”. Queste parole di Blaise Pascal (Pensieri, fr. 783), a riflettere bene, ricostruiscono - sebbene immersi in tutt’altra dimensione - tanta parte di che cosa si avvera nel circuito delle persone chiamate a frequentarsi non per sintomi di spontaneità, ma soltanto per pure e semplice “convenienza” di vario genere. Insomma, la socialità, l’aspirazione a circondarsi di un “pubblico” accondiscendente, di fatto, in pochissimo tempo, crea una “platea” conforme alle indicazioni che il soggetto protagonista - consapevolmente (o inconsapevolmente, accade davvero poche volte) - mette in campo. Senza, va detto anche questo, neanche troppo rifletterci. E’ la sindrome che affligge personalità, in qualche modo, aduse all’esercizio di una qualsiasi forma di “potere” e che costringono tutti coloro che hanno un qualche tipo di relazione con loro - molto spesso concretamente solida - a tenerne attentamente conto. Questa propensione, in tempi di “restrizione” evidente dei rapporti tra le persone a causa del motivo predominante di origine pandemica, invece di assumere meno rilevanza, come, pure, è sempre auspicabile, si è andata delineando con sempre maggiore chiarezza, fino - addirittura - a “restringere” il “campo” di azione dei soggetti più adusi a questo comportamento.
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I numeri dell'economia »

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Imprese, ok alla trasformazione tecnologica e digitale

di Sergio Cairone*

Supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture ubicate nel territorio dello Stato. E'questo l'obiettivo del credito d'imposta per beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. L'agevolazione fu introdotta con la legge di bilancio del 2016. Il testo del Disegno di Legge di Bilancio 2022, approvato dal C.d.M. il 28.10.2021, contiene, infatti, la proroga, al periodo 2023 ed agli anni successivi, dei principali crediti d’imposta del Piano Transizione 4.0. Tale proroga viene "depotenziata" e mantenuta soltanto fino a tutto l'esercizio 2022, per quanto concerne, invece, i beni strumentali non innovativi. La proroga dei crediti investimenti in beni strumentali 4.0 rappresenta, dunque, il risultato di un vero e proprio "compromesso", individuato dal legislatore, tra l’esigenza di garantire alle imprese, da un lato, la stabilità delle misure per un ampio orizzonte temporale, dall'altro, le risorse finanziarie ad esse dedicate, con conseguente dimezzamento delle aliquote dei crediti d’imposta.

*Dottore commercialista
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Lo speciale »

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Notizie e retorica, aree interne e risorse per i piccoli comuni

di Pasquale Persico

Il baricentro economico della provincia di Avellino si sposta ad Ariano e in Valle Ufita, attorno alla nuova stazione dell’Alta Capacità/Velocità Napoli-Bari in costruzione, ecco la notizia. La Confindustria di Avellino chiama i principali attori istituzionali della provincia, i sindacati, l’amministratrice Vera Fiorani (RFI), il consigliere regionale con delega ai trasporti Luca Cascone, per capirci di più sul “se” e “quando” arriveranno i tempi del riequilibrio territoriale. La Ministra per il Sud Mara Carfagna annuncia nuovamente che sono pronti i primi 24 miliardi di euro di investimenti dedicati alle infrastrutture e al rilancio delle Zone economiche speciali, e poi, che, grazie ai fondi del Pnrr, è possibile fare affidamento su un miliardo e ottocento milioni dedicati alle aree interne, un’occasione irripetibile per una provincia che di opportunità ne ha perse fin troppe. Nel complesso, il paesaggio dell’intera regione Campania non parla un linguaggio adeguato in termini di standard di urbanità, e, poi, il preliminare, non individua i nuovi standard aggregati di attrazione per le imprese e per l’abitare; rischia di rimanere indifeso e fragile il tessuto sociale sparso delle aree interne.
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Green Style »

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Tornare in forma? Sì, con le erbe dimagranti

di Maristella Di Martino

Esistono erbe dimagranti che ci accompagnano per tutto l'arco della giornata e rilasciano effetti durante la notte? Ebbene sì. E se abbiamo accumulato qualche chiletto durante l’inverno, ci soccorrono grazie ai loro benefici effetti. Questo non significa che per stare bene e tornare in forma basta usare le erbe dimagranti. Restano fondamentali due capisaldi: l’attività fisica e una dieta equilibrata. Parliamo, quindi, di integratori naturali che ingeriamo per via orale e che vanno associati ad uno stile di vita equilibrato. Il nostro organismo va alimentato bene e mantenuto in allenamento. Proviamo allora a trascorrere un’intera giornata in compagnia delle erbe dimagranti dall'alba al tramonto.
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FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
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