contatore visite free skip to Main Content
info@salernoeconomy.it

Che giorno fa

La notizia del giorno »



La narrativa delle due Italie, che ci racconta di ampie differenze di reddito tra Nord e Sud del Paese, è conosciuta a livello internazionale e viene da lontano. La luce e le bellezze dell’Italia raccontate dai viaggiatori del Gran Tour provenienti dal Nord Europa hanno sempre raccontato di un ritardo culturale ed istituzionale enorme. A un Centro-Nord più industrializzato, più ricco e dotato di servizi più efficienti, si contrappone un Sud rappresentato come omogeneamente più povero, meno sviluppato, a bassa crescita, con una inesistente qualità dei servizi a civiltà avanzata, sebbene pieno di bellezze naturali ed archeologiche. Lavoce.it propone una domanda fondamentale: ma, quando si considera la geografia in dettaglio, è davvero ancora soltanto una questione Nord-Sud? Emerge con chiarezza - dallo studio presentato nella sintesi giornalistica - che la differenza tra il reddito medio in provincia di Milano e in provincia di Napoli è molto minore di quella tra il reddito dell’individuo più povero e quello più ricco che vivono in provincia di Milano (o di Napoli). Se, poi, confrontiamo le categorie sociali che emigrano dalla provincia di Napoli e quelle che emigrano dalla provincia e/o Città Metropolitana di Milano percepiamo che il tema del Debito Buono e della efficacia della politica economica connessa al Pnrr deve essere approfondito, perché è scomparso dalla valutazione specifica. Il miglioramento della percezione che l’Italia stia sul sentiero giusto (Commissario Gentiloni) come potrebbe influire sullo stato delle cose?
(continua)
Continua

L'altra notizia »



Nove traduttori vengono ingaggiati dal responsabile editoriale Eric Angstrom per redigere simultaneamente nelle loro lingue l’ultimo volume della trilogia “Dedalus” dell’autore Oscar Brach (di cui non si conosce l’identità) che si annuncia essere un best sellers mondiale. I traduttori dovranno operare all’interno di un bunker, isolati dal mondo esterno. Quando un misterioso hacker minaccia pubblicare in anteprima le pagine del manoscritto inizia una caccia al colpevole che porterà tutti a sentirsi coinvolti in un intrigo pericoloso e senza esclusione di colpi.
Scrittore e traduttore: rapporto ambiguo.
Ne “Il prezzo dell’arte” (titolo originale “Les Traducteurs”) il regista francese Régis Roinsard indaga sul complesso rapporto tra scrittore e traduttore inserendolo nelle logiche capitalistiche del profitto e aprendo ad una profonda e più ampia riflessione sul ruolo svolto dall’arte nella società contemporanea. Citando Agatha Christie e il genere classico del mistero a più protagonisti dell’“Assassinio sull’Orient Express” o dei(c “Dieci Piccoli Indiani” Roinsard costruisce un thriller a sfondo gotico, nei colori e nelle musiche, che alza il livello della tensione proprio nel contrasto tra l’ambientazione claustrofobica del bunker e il dinamismo relazionale dato alla storia dal cast corale che annovera, tra i vari protagonisti, Lambert Wilson, Alex Lawther, Olga Kurylenko e Riccardo Scamarcio.
(continua)
Continua

GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Il tempo-hourglass-620397_960_720

E’ “solo” il tempo la vera “questione” da risolvere

In questi giorni - sempre politicamente proiettati sulle cose da fare, senza mai provare seriamente a fare i conti sulle cose (impossibile rendicontarle) solo preannunciate o “disegnate” nell’aria per decenni - riprende forma la “teoria” della “lotta contro il tempo”. “E’ una corsa contro il tempo”, “Non bisogna perdere tempo”, “C’è chi rallenta e accumula ritardi, tempo perduto”, “Non ha responsabilità chi disperde forze e energie nel tempo”. Insomma, alla fine dei conti, nessuno prova - come dovrebbe - a farsi parte integrante, in qualunque ruolo graviti, della colossale dispersione di tempo che avvolge da sempre l’agire politico-istituzionale italiano. A tutti i livelli, con particolare rilevanza, però, in quelli massimi, dove si procrastinano decisioni rilevanti - o anche assolutamente non rilevanti, spesso, però, “narrate” come importanti, anzi essenziali - finendo con il fare prevalere il senso dell’agire “difensivo” e, solo in determinate circostanze, il senso dell’agire “offensivo” che prevalentemente assume il connotato del “nulla”: “non fare niente” è meglio di “fare”? Quasi sempre sì. Ma, a guardare bene quello che ancora accade in questi giorni difficili e preoccupanti, è la forma del fare scivolare in secondo piano la decisione che non si prende, che provoca quasi ammirazione. Esiste sempre, cioè, qualcosa di “oggettivamente” più rilevante, importante, sfidante, imminente che sfida la massima attenzione, il principale sforzo e, quindi, “obbliga” - “momentaneamente”, sia chiaro - a farsi carico di “assumersi la responsabilità” di non decidere.
(continua)

I numeri dell'economia »

Foto Conad-Confcommercio

Conad entra in Confcommercio

Conad e Confcommercio “hanno firmato i protocolli di intesa che siglano l’ingresso del Consorzio Nazionale e delle Cooperative nella Confederazione di Piazza Belli”, (il 24 novembre a Roma). L’intesa è stata ratificata “nell’ambito di un accordo quadro tra Ancd (Associazione Nazionale Cooperative Dettaglianti, struttura politico-sindacale aderente a Legacoop a cui sono associate le cooperative territoriali e il Consorzio Nazionale Conad) e Confcommercio”. Presenti alla firma il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, il presidente di Ancd Maurizio Pelliconi e l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese, “che assume la carica di vicepresidente di Confcommercio con delega alla fiscalità e alla finanza d’impresa”.
“Siamo lieti di iniziare - ha dichiarato Francesco Pugliese, ad di Conad - questo nuovo percorso insieme a Confcommercio. Il nostro ingresso segna la prosecuzione di un processo di progressiva semplificazione del sistema di rappresentanza nel nostro settore. Questo ci permette di essere meno frammentati e più uniti, di restituire maggiore forza alla rappresentanza, e di essere quindi più efficaci nello sviluppo del settore del commercio. Oggi, finalmente, operatori e associazioni sono più coesi perché gli interessi sono più simili rispetto al passato. Auspichiamo che altri soggetti possano seguire la nostra scelta, rafforzando la rappresentanza della comunità di imprenditori e di lavoratori che serve il Paese e contribuisce alla ripresa dell’economia, generando valore aggiunto e occupazione”.
(Fonte: confcommercio.it/25.11.2021)
(continua)

Lo speciale »

P. Persico-casa-morra-cs-Pasquale-Persico

“Quinta urbanità” e nuova ricerca, le città/infrastrutture complesse

di Pasquale Persico

Nel 2015, in occasione di Milano Expo, presentai la relazione sulla possibile risalita della città della Madonnina in tema di transizione ecologica, ponendo a confronto la funzionalità dell’intera area metropolitana - oggi oggetto di forestazione urbana per la risalita - e l’area del Parco Nazionale del Cilento, che, per la sua alta funzionalità ecologica e ricchezza di biodiversità naturale, è stata battezzata e riconosciuta dalla letteratura come città del quarto paesaggio. Nel 2020 il concetto di città bastevole - come critica costruttiva al dispositivo concettuale della teoria della decrescita - si arricchiva del contributo di Amedeo Trezza nel libro “Il Sogno di una civiltà plurale”, edizioni Fondazione Morra. In ambedue i contributi vi è la presunzione di poter far risalire l’urbanità delle due aree, quella milanese e quella del Parco Nazionale del Cilento, verso una nuova idea di urbanità, connessa alla transizione ecologica e digitale, che la letteratura di ricerca innovativa comincia a chiamare quinta urbanità. Ma torniamo alla parola bastevole a cui aggiungiamo reciprocità istituzionale. Da dove ripartire per dare valore a questo progetto culturale ed operativo?
(continua)

Green Style »

Tavola di Natale-christmas-3016954_960_720

Ricette natalizie italiane, le vie del Nord

di Maristella Di Martino

Tante sono le differenze tra Nord e Sud a Natale. A cominciare dalla date. 24 o 25? Se da Firenze in su, chilometro più chilometro meno, i festeggiamenti natalizi si concentrano per il pranzo del 25, da Roma in giù tutto comincia con la cena della vigilia. Nel Meridione ci si mette a tavola intorno al tardo pomeriggio del 24 per aspettare la nascita del bambino Gesù tra fritti, menu di pesce e frutta secca a profusione, vini, spumanti ed amari (chiamati “fiduciosamente” digestivi) e si gioca a carte e tombola fino all’alba. Lo stesso dicasi per gli invitati. E il detto “Aggiungi un posto a tavola” vale da Trieste a Lecce, isole incluse. Nelle famiglie del Nord si alterna la location, a casa dai nonni o dai suoceri (dai miei o dai tuoi?) per un totale, al massimo, di 8/10 persone. Al Sud, invece, si passa in rassegna l’albero genealogico fino al terzo grado di parentela. Insomma, mai meno di 20 seduti, compresi gli amici di amici di passaggio.
Ma le maggiori particolarità ci sono di sicuro sul menù. Esistono anche regole precise. Infatti, il 24 dicembre per la cena della vigilia la tradizione predica una cena di magro a base di pesce, mentre il 25 dicembre arriva il via libera anche alla carne.
(continua)

FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
Continua
Back To Top
Cerca