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Che giorno fa

BES BAROMETRO ECONOMICO SALERNITANO

La notizia del giorno »



di Ernesto Pappalardo

In tempi di grande confusione e di predominanza dell’apparenza e della “rappresentazione” sulla sostanza, almeno su un punto sembra che non ci sia alcun tipo di equivoco. Nella gerarchia dei valori personali ha assunto una posizione di rilievo la ricerca del cibo sano e perfettamente tracciabile. Meglio se a “Km 0” e, comunque, ben inquadrato in una logica di “non danneggiamento” degli equilibri psico-fisici. Insomma, la svolta c’è stata e coinvolge un bacino di consumatori molto più esteso di quanto apparentemente sembri. Un bacino composito che oscilla dal polo degli “integralisti” fino a quello dei “moderatamente salutisti”. Un bacino che pesa sempre più sulle strategie dei circuiti della distribuzione. L’avvento di questo nuovo approccio all’alimentazione è senza dubbio positivo, ma – come in tutti i fenomeni di massa – occorre richiamare l’attenzione sulle non poche “trappole” disseminate lungo le strade dell’innovativa spesa familiare. Da qui la rilevanza di leggere con attenzione le etichette e, soprattutto, di procedere con perseveranza nell’opera di auto-rieducazione agli acquisti.
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L'altra notizia »




(Er.Pa.) – L’incertezza politica, si sa, determina una serie di conseguenze per così dire pratiche sui cicli economici. Ma, soprattutto, alimenta la scarsa fiducia delle comunità e, quindi, imprime una decelerazione a tutti i processi che alimentano percorsi di crescita e di sviluppo. Va da sé che le scadenze elettorali da questo punto di vista fanno la loro parte, a prescindere dal quadro complessivo delle forze in campo e dalla dialettica maggioranza/opposizione. Ma, è sotto gli occhi di tutti, quando le “turbolenze” raggiungono standard molto elevati, si assiste ad un arroccamento generale che si protrae ben oltre il responso delle urne. E’ questa una tendenza che si è consolidata negli ultimi anni, ma non ha minimamente indotto le parti in causa, le forze ed i movimenti politici, ad assumere atteggiamenti meno conflittuali. Anzi, si è andati verso una progressiva escalation di toni e di scambi di accuse che non lasciano prevedere nessuna inversione di marcia. Considerando che in Italia si vota molto spesso, è del tutto evidente che il clima di campagna elettorale permanente non faccia affatto bene alla nostra economia.
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Foto Alfonso Cantarella 2 IMG-20190522-WA0017

“Fondazioni, risorsa strategica per la crescita del Sud”

“Siamo ad un passaggio cruciale per rimettere al centro dell’agenda istituzionale e politica il nostro Mezzogiorno in maniera innovativa ed efficace. In questo snodo temporale il ruolo delle Fondazioni di origine bancaria può rivelarsi fondamentale per accelerare le indispensabili dinamiche di coesione sociale e di valorizzazione delle competenze e dei meriti dei giovani del Sud alla ricerca di una collocazione adeguata nel mercato del lavoro”. Alfonso Cantarella – presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana e coordinatore della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria meridionali – sintetizza così, in questa intervista a SalernoEconomy, il perimetro della riflessione che si è sviluppata nel convegno che ha visto presenti a Salerno (venerdì 17 maggio scorso) i principali protagonisti di un mondo che proprio negli anni della “disintermediazione” ha saputo riaffermare il valore propositivo e proattivo dei corpi intermedi. Parole come comunità, territorio, capitale e coesione sociale costituiscono la traccia per seguire la mappa di progettualità importanti non solo dal punto di vista dei singoli interventi realizzati ed in corso di realizzazione, ma anche in termini di metodo operativo.

I numeri dell'economia »

Foto Albanese

Banche di territorio e vincoli europei

di Margherita Siani

L’accesso al credito è da sempre la bestia nera delle imprese, soprattutto quelle che iniziano la loro attività, le start up, a parole avvantaggiate per una politica che su di esse punta per rafforzare e ringiovanire l’economia del Paese. Una difficoltà che le banche di prossimità avevano in parte lenito, favorendo un accesso, per così dire, più facilitato. Ma non tutto è restato immutato. Le Banche di Credito Cooperativo, frontiera dell’economia dei territori, hanno iniziato a fondersi in grandi gruppi in base alla nuova normativa relativa a questa tipologia di banche. L’Europa ha calato su di esse nuove e più restringenti norme, ma soprattutto sono state sottoposte in maniera più vincolante alla vigilanza diretta della Bce. Il direttore generale della Bcc Monte Pruno, Michele Albanese, in una lettera trasmessa al presidente del Consiglio, ai vice-presidenti, al ministro dell’Economia, ai componenti delle Commissioni Finanze della Camera e del Senato, al governatore della Regione Campania, focalizza l’attenzione sul tema e chiede un intervento legislativo. In pratica Albanese pone l’accento sulla necessità di riaffermare il principio di prossimità che ha sostenuto l’economia delle piccole e medie imprese nelle relazioni con il mondo del credito cooperativo.

Lo speciale »

Acquisti al supermercato

Per stare in salute? “Mangiare smart”

Il cambiamento degli stili di vita incentrato sulla ricerca di un maggiore equilibrio psico-fisico in grado di prevenire malattie o disturbi di qualsiasi genere è sempre più diffiuso. Ricerche ed approfondimenti mettono in rilievo la grande attenzione che una crescente fascia di popolazione (trasversale dal punto di vista anagrafico) dedica alla composizione della propria dieta alimentare, fino a mettere in secondo piano la predisposizione alla buona tavola e alle pietanze sofisticate rispetto all’esigenza di non affaticare, appesantire o debilitare l’organismo. Ulteriore conferma arriva dallo studio del Censis - presentato nei giorni scorsi nell’ambito di “Tuttofood” - sul tema “Mangiare smart per stare in salute. Il rapporto tra cibo, scienza e tecnologia visto dagli italiani”. Per il 66,7% del campione degli intervistati “in futuro l'attenzione delle persone sarà rivolta sempre di più all'impatto dei cibi sulla salute e meno al gusto. Il salutismo diventa la frontiera più avanzata dello stile alimentare italiano”.
(Fonte: censis.it/ 07.05.2019)

Green Style »

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Spiagge assediate dalla plastica

di Giuliano D’Antonio*

E’ un’emergenza dilagante che ci pone di fronte a un vero e proprio disastro ambientale. Giusto per capirci: “Per ogni passo che facciamo sulle nostre spiagge incrociamo più di cinque rifiuti, dieci ogni metro. Per lo più sono plastica, un frammento ad ogni passo, ma ad invadere i nostri litorali c’è ormai di tutto: oggetti di ogni forma, materiale, dimensione, colore. Una mole incredibile che rappresenta soltanto la punta di un iceberg: i rifiuti in spiaggia e sulla superficie del mare rappresentano appena il 15% di quelli che entrano nell’ecosistema marino, mentre la restante parte galleggia o affonda. Rifiuti spiaggiati gettati consapevolmente arrivati da chissà dove attraverso i fiumi o che provengono direttamente dagli scarichi non depurati, dall’abitudine di utilizzare i wc come una pattumiera e, soprattutto, dalla loro cattiva gestione”. Questa inquietante descrizione della situazione nella quale ci troviamo è di Legambiente che con l’indagine “Beach Litter 2019” evidenzia numeri gravissimi.

*Presidente Fonmed (Fondazione Sud per la Cooperazione e lo Sviluppo del Mediterraneo)

FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
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