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Che giorno fa

La notizia del giorno »



La precisazione di Romano Prodi, su “Il Sole24 Ore” di domenica scorsa, per distinguere la sua proposta da quella di Giorgio La Malfa, va nella giusta direzione ma, naturalmente, si trova nella condizione di fare tesoro dell’esperienza del governo Prodi “2”. La ragione del giudizio positivo è radicata nel principio irrinunciabile del ruolo della Pubblica Amministrazione nel guidare lo Stato e le sue articolazioni, stando dentro la Costituzione, e contribuendo all’evoluzione della politica economica dell’Europa delle Macroregioni. Allora, a palazzo Chigi, la mia, fu un’esperienza particolare accanto al Ministro Nicolais alla Funzione Pubblica, ed al Sottosegretario alla Presidenza, amico mai dimenticato, scomparso dopo qualche anno, forse, anche per la malinconia civile sopraggiunta, il Prof. Fabio Gobbo (che aveva la responsabilità del Cipe). Oggi Prodi ribadisce che il Cipe (Comitato interministeriale di programmazione economica) deve essere rafforzato e posto in capo alla Presidenza del Consiglio. Allora, il Ministro per l’attuazione del Programma, Giulio Santagata, insieme ad altri ministri, svolsero un ruolo non secondario al Cipe. L’occasione dei fondi europei, oggi, è storica e non è possibile perderla.
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L'altra notizia »



di Daniela Delvecchio

Il caos oggi come non mai corre a gran velocità. Immersi nel disordinato e convulso succedersi di eventi, fatichiamo anche solo ad illuderci di ricostruire un minimo di quella vecchia normalità che era la nostra vita, un anno fa. Sentiamo come se ci venisse chiesto continuamente di praticare nuovi esercizi con la mente, un vero e proprio allenamento a vivere nel disordine, ma, allo stesso tempo, tentiamo di riordinare i pensieri in nuove direzioni. La nostra storia porta con sé questa dicotomia ordine-disordine come l’esistenza di due categorie che si implicano reciprocamente, dove il significato dell’una dipende dalla contrapposizione con l’altra. I due contrari però esprimono aspetti che mai dovrebbero escludersi a vicenda, anzi, sarebbe sempre meglio se fossero presenti entrambi in una dinamica armonia. “Nel grande ordine vi sia un piccolo disordine” (Leibniz). In momenti come quello che stiamo attraversando è facile rischiare di perdersi, concentrarsi su divisioni e schematizzazioni nette, rigide e talvolta permanenti.
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Glocal-Politica

Elezioni amministrative, la grande sfida sulle cose da fare (o non fare)

Inizia a delinearsi la grande, ulteriore, corsa verso le elezioni amministrative previste per il periodo di giugno. Al voto anche Salerno che dovrà rinnovare il consiglio comunale e individuare il sindaco per i prossimi anni. Ma, se si allarga un po’ lo sguardo, ci si rende conto che la sfida elettorale si inserisce in un contesto nel quale dovrebbe essere prevalente la massima attenzione per la presenza diffusa e continua della pandemia. L’allarme sanitario dipana uno scenario sociale che sottrae attenzione, non c’è alcun dubbio, alla partita che si svolgerà per le amministrative, anche in considerazione del quadro politico nazionale che non offre, per quanto si riesce a comprendere, riferimenti saldi e radicati, proponendo, invece, incertezze e apprensioni. E’ evidente, quindi, che lo scontro che si verificherà tra le varie liste a Salerno, tra le aggregazioni che riusciranno a comporre schieramenti ben riconoscibili, si calerà in un quadro che merita, senza dubbio, una non superficiale riflessione.
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I numeri dell'economia »

P. Persico-casa-morra-cs-Pasquale-Persico

Oltre il caos? Navighiamo tra caso e necessità

di Pasquale Persico

Riprendo le conclusioni de “Il Punto di Arpocrate” di questa settimana - “Il super Cipe” e l’esperienza del governo Prodi 2”, 19.01.2021 - per cercare di capire se la casualità, che ci viene incontro, ci consentirà di andare oltre la necessità di un raccordo efficace con le politiche europee per l’uscita dalla crisi del sistema istituzionale ed economico, in stallo visivo e sostanziale. Ecco, allora, che la nuova precisazione di Romano Prodi ci aiuta a capirne di più: il Cipe, lo Stato, deve essere un organismo autorevole, competente, in grado di fare vivere (partecipare) tutti i ruoli istituzionali (Regioni, Comuni, parti sociali e rappresentanze) assegnati dalla Costituzione, per comporre la sequenza giusta ed efficace dei progetti del Recovery Fund; bisogna evitare che i criteri di valutazione dei singoli progetti disperdano la necessità di vederli in progressione, come rete-infrastruttura (Sanità, Istruzione, Clima, Ambiente, etc) in grado di moltiplicare l’efficacia totale dei fattori produttivi per l’occupazione. Bisogna evitare, ancora una volta - dopo quella volta - che la storia di cui si parla, metta in discussione qualsiasi gerarchia di valori capaci di ordinare in sequenza le cose da fare.
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Lo speciale »

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Occupazione, pensare “smart” e agire “digital”

di Diletta Turco

Innovazione e digital. Corre su questo binario la ricerca efficace di lavoro per chi ancora non ce l’ha. I profili occupazionali più inseguiti nel 2021 che è appena iniziato, in provincia di Salerno, come nel resto dell’Italia, al di là delle posizioni specifiche, hanno tutti un filo rosso. E cioè la capacità dei possibili candidati a “pensare smart” e, soprattutto, “agire digital”. A dirlo è il bollettino del sistema informativo Excelsior di Unioncamere che ha letteralmente messo sotto la lente di ingrandimento un panel di aziende di tutti i settori produttivi per capire se assumeranno nell’anno post-pandemico. Chi assumeranno, e soprattutto perché. Quest’ultimo interrogativo trova la risposta proprio in uno dei due pilastri citati ad inizio articolo, e cioè il “pensare smart”. Mai come adesso, dopo un anno di rivoluzioni totali che hanno stravolto i luoghi, i modi e anche i tempi del lavoro e del consumo dei prodotti - al netto del calo per via del potere d’acquisto ridimensionato - è importante che i processi produttivi siano “diversi” e innovativi.
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Green Style »

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In pizzeria il crack è pari a 5 miliardi nel 2020

“Con gran parte delle pizzerie chiuse per l’entrata in vigore delle misure di prevenzione previste dal Dpcm nella nuova mappa di colori nelle regioni, la Giornata internazionale della pizza si celebra quest’anno soprattutto nelle case dove oltre 4 italiani su 10 (44%) hanno scelto di prepararsela da soli pur di non rinunciarci”. E’ questo lo scenario che viene delineato da un sondaggio “condotto sul sito www.coldiretti.it in occasione della giornata dedicata al simbolo della cucina italiana più conosciuta nel mondo che si celebra il 17 gennaio”. Si è trattato, quindi, di una celebrazione che è venuta a cadere in un momento particolarmente, caratterizzato “dall’emergenza coronavirus con la grande maggioranza delle pizzerie italiane - ha sottolineato la Coldiretti - chiuse per il servizio al tavolo nelle regioni arancioni e rosse e le altre duramente provate dalle limitazioni negli spostamenti e negli orari di apertura, con il coprifuoco, nonostante la debole boccata d’ossigeno rappresentata dalla possibilità di consegna a domicilio e di asporto”.
(Fonte: coldiretti.it/ 16.01.2021)
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FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
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