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Che giorno fa

La notizia del giorno »



Dopo Mosul , nuovamente la fragilità ed il coraggio di Papa Francesco riemergono a Budapest; egli non parla solo ai dodici milioni di cattolici, ma al mondo intero, a quella parte ostile in particolare: tutti dobbiamo avere più coraggio. Il coraggio, di cui si parla nell’omelia commentata, è quello di abbandonare linee di pensiero, di azione e di reazione, infruttuose e sterili. La cultura di un modo di pensare pacifico, deve emergere, perché basato sulla giustizia, partendo dal rispetto dei diritti e dei doveri di tutti, facendo crescere l’impegno a collaborare per il bene comune plurale. Vi è poi il tema della perseveranza nel bene e nel rifiuto del male. “Non abbiate paura!”, questo è il messaggio che il successore di Pietro desidera consegnare al mondo che crede anche alla sua missione, ma paradossalmente anche al mondo ostile (ad esempio i seguaci di Orban in Europa). Diventare un “ponte di dialogo” e di collaborazione costruttiva nell’edificare una cultura di pace che superi l’attuale stallo della paura, dell’aggressione e della frustrazione. Il parallelismo con la missione di Draghi nel G20 allargato è possibile ed a me è apparso come racconto da reinterpretare; nell’omelia viene evidenziata la necessità di una svolta.
La scena, di cui si parla nell’omelia, si svolge mentre Gesù è in viaggio con i discepoli attraverso i villaggi intorno a Cesarea di Filippo, una città pagana di frontiera, all’estremo Nord di Israele.
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L'altra notizia »



“Crolla nel 2021 la spesa dei turisti stranieri in Italia con un taglio netto di oltre 1/3 (36%) rispetto all’anno precedente, già duramente segnato dalla pandemia come evidenziato dall’Istat”. Il quadro emerge da un’analisi della Coldiretti su dati Bankitalia riferiti al primo semestre dell’anno, “che sottolineano l’effetto negativo sulle presenze dei viaggiatori dall’estero delle chiusure e delle successive difficoltà”. Il risultato “è che da gennaio e giugno - rileva la Coldiretti - il numero delle presenze di turisti stranieri è sceso da 16,5 a 9,7 milioni con un impatto dirompente sull’economia del Paese”. Non rilevati soprattutto - sottolinea Coldiretti – “i turisti americani che nella prima metà del 2021 sono stati appena 78mila contro i 511mila di dodici mesi prima. Un’assenza pesante perché i vacanzieri a stelle e strisce hanno un budget elevato. Le mete privilegiate sono le città d’arte che hanno risentito più notevolmente della loro mancanza, ma gli americani prestano anche particolare attenzione alla qualità dell’alimentazione per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza”. Stessa linea di tendenza da parte dei turisti giapponesi, “praticamente azzerati (da 82mila a 2mila)”, altra categoria di vacanzieri “con una elevata disponibilità economica - spiega Coldiretti - così come australiani e neozelandesi, passati da 186mila a 7mila. Più contenuto il calo dei turisti europei che nel giro di un anno sono comunque scesi da 10,9 a 7,3 milioni”.
(Fonte: coldiretti.it/14.09.2021)
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

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Il sogno meridionale? Ogni mattina di corsa verso il lavoro che non c’è

A volte, può bastare qualche ora inconsueta, magari di primo mattino, mentre ci affrettiamo alla ricerca di un parcheggio per l’auto, in attesa di correre per salire sul treno che dovrà condurci da qualche altra parte per dare forma a un progetto di lavoro che, forse, finalmente, inizierà a camminare. E’ in questi momenti che, apparentemente distratti, raccogliamo, senza neanche rendercene conto, una serie di indicazioni su tutto quello che, intanto, accade intorno a noi. Nonostante l’orario non aggreghi il grande pubblico - che, invece, si presenterà più tardi - la città inizia a proporre una platea di persone che raccontano, in silenzio, un mondo che ha, ormai, una sua chiara identità e rappresenta (forse) quello che siamo destinati a diventare. Moltissimi sono in partenza per Roma, altri per Firenze, altri ancora raggiungono Roma per, poi, spostarsi in tante direzioni francamente inattese. Insomma, siamo noi che ci trasformiamo, che andiamo incontro, senza neanche saperlo bene, al futuro che cambia e che ci mette a disposizione un “pezzo” di quello che possiamo diventare. E’ proprio questa parte di storie individuali che profila quello che stiamo diventando, o siamo già diventati, senza avere il tempo di elaborare bene un’identità che, intanto, ha preso forma. Intorno a noi il nuovo “mondo” già gira e viaggia, altre storie, quelle che ci hanno accompagnato per anni, si sono affievolite , sono state in larga parte archiviate.
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I numeri dell'economia »

Credit crunch

Confesercenti, l’incertezza frena la ripartenza dei consumi

“Tra restrizioni e risparmio precauzionale, i depositi liquidi degli italiani sono lievitati di 74 miliardi in 18 mesi. Una liquidità accumulata soprattutto nel 2020, anno del lockdown, che ha registrato un aumento straordinario dei depositi (71 miliardi, +6,9%), per poi proseguire nei primi sei mesi del 2021 su variazioni in linea con il dato pre-pandemico (+3 miliardi e +0,3% in media mensile)”. Questo il dato di riferimento che Confesercenti stima (con l’utilizzo del modello econometrico del Cer), evidenziando che “l’incertezza frena la ripartenza dei consumi”, e - di fatto - gli “italiani rinviano 59 miliardi di spesa”. Come spiegarsi l’aumento di liquidità? A che cosa si può ricondurre? “Alla combinazione - spiega Confesercenti - del crollo dei consumi (-112 miliardi di euro nel solo 2020) e delle misure di sostegno adottate dal Governo, che hanno ridotto sensibilmente l’impatto economico della crisi: stime della Banca d’Italia indicano come i sostegni abbiano consentito di limitare al 4% la flessione del reddito disponibile delle famiglie, a fronte di una riduzione del 10% che si sarebbe osservata in assenza di misura compensative”. Risulta, quindi, che “l’aumento di liquidità non è stato generato da un incremento dei redditi, che al contrario nel 2020 si sono ridotti in termini reali del 2,6%, con una contrazione molto più accentuata per i lavoratori autonomi (-12,2%)”. E va evidenziato che “la fase di contrazione dei redditi non sembra ancora esaurita”. In questo caso è l’ultima Indagine della Banca d’Italia che evidenzia come “il 29,9% delle famiglie continua a registrare una riduzione del reddito rispetto alla situazione pre-pandemica”.
(Fonte: confesercenti.it/14.09.2021)
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Lo speciale »

P. Persico-casa-morra-cs-Pasquale-Persico

La filosofia? Assente nella politica (economica) delle città

di Pasquale Persico

Nel bel libro di Donatella Di Cesare - “Sulla vocazione politica della filosofia” - la parola chiave risveglio è posta al centro della riflessione profonda su come procedere con gli abitanti della città e dell’altra città per portarli fuori dal sonnambulismo che la narcosi di luce della globalizzazione dominante ha provocato, e che la pandemia ha aggravato, chiudendo le nazioni nel pensiero della immunizzazione difensiva e della integrazione controllata. La parola risveglio va coniugata in tutte le sue valenze a partire dalla presunta efficacia delle risorse che il Pnrr destina alle città metropolitane ed alla transizione ecologica. Nei programmi elettorali dei sindaci metropolitani c’è “poco” approccio strategico su come moltiplicare le risorse del Pnrr e vi è assenza dell’impegno politico nel ragionare in termini di macroaree capaci di indurre a fare un salto qualitativo (e di efficienza) fino al tema dell’integrazione propositiva dell’area “Euro Mediterranea”, che va ben oltre le argomentazioni del dualismo Nord-Sud.
Per la Di Cesare non si può abbandonare il sogno di una civiltà plurale invocata da Albert Camus e scolpito nel Manifesto di Ventotene: deve risorgere il pensiero filosofico che denuncia il racconto in campo sul futuro delle città. Nel suo linguaggio, il filosofo rientra con nuovi dubbi sulla parola città e la ridefinisce in termini di nuova immaterialità concettuale, per interrompere lo stato di veglia apparente sulla manutenzione da fare, nei fatti un sonnambulismo catastrofico, che porta l’Europa e le sue città, e molte altre nazioni, ad uscire dalla storia.
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Green Style »

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Cocktail di fine estate limone e fragole

di Maristella Di Martino

Per salutare l’estate che sta finendo eccovi servito un bel cocktail che dà l’arrivederci alla stagione del sole e del mare. Il mix perfetto di limone e fragola si tuffa nel bicchiere per dare sapore e carattere ad una bevanda deliziosa. In giro mi hanno detto che le varianti di questo cocktail di fine estate non si contano. Gli abbinamenti proposti sono con vodka, birra e l’intramontabile prosecco. L’ultimo atto dell’estate che se ne va dunque spetta ad uno dei frutti che, per eccellenza, rappresentano le serate trascorse in riva al mare: le fragole. Che mi piace far sposare allo spumante. Gli ingredienti: 300 grammi di fragole, 1 sfusato di Amalfi, 4 cucchiaini di zucchero di canna, 60 ml di soda e 120 ml di prosecco.
Il procedimento è semplicissimo. E una volta imparato sarà davvero facile stupire i nostri amici e preparare per loro un aperitivo elegante e fresco. Da servire magari in giardino. E tra una chiacchiera degustare gli ultimi profumi e sapori della bella stagione che volge al termine.
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FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
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