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Che giorno fa

BES BAROMETRO ECONOMICO SALERNITANO

di Paolo Coccorese e Ernesto Pappalardo
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La notizia del giorno »



di Pasquale Persico

Da economista, prendendo in considerazione la fattibilità dei progetti, mi sarebbe congeniale criticare le (in) compatibilità finanziarie delle proposte del Patto Lega-Cinque Stelle. Patto che avrebbe potuto lavorare sulla “semplicità” del cambiamento realisticamente attuabile, un cambiamento basato sul welfare di popolazione invece che sul welfare di gruppi sociali contrapposti. Insomma, ancora una volta la “finalità” politica finisce con il non convergere sulla struttura del cambiamento. E, quindi, ai vincitori del 4 marzo conviene spostare l’attenzione, conseguentemente, sull’ipotesi di riaffidare ai residenti italiani il “compito” di fare più figli per rigenerare l’efficacia della piramide della popolazione. Pare di capire, dunque, che Salvini ed a seguire i Cinque Stelle siano molto lontani dai processi di formazione delle città europee e dalle dinamiche evolutive dei tessuti sociali complessi. Oggi i meccanismi di autentico rinnovamento urbano sono poggiati sul flusso dei “residenti equivalenti” legati all’attrazione delle attività creative e degli stranieri “aspiranti residenti” spesso inseriti negli interstizi dei servizi alle persone e dei servizi alla città più in generale.
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L'altra notizia »



di Ernesto Pappalardo

E’ davvero singolare osservare come la richiesta di rinnovamento espressa nelle urne sia talmente forte da oscurare qualsiasi atteggiamento ostativo – anche il più fondato e condivisibile – che viene a porsi sulla strada dei vincitori del 4 marzo. E’ come se fosse calata una “cappa negativa a prescindere” su ogni oppositore del nuovo corso M5Stelle-Lega. Per quanto il mondo dell’informazione si sforzi in ogni modo di evidenziare – facendo il suo mestiere, sia chiaro – le contraddizioni del “nuovo che avanza”, finisce per ottenere l’effetto contrario. Basta dare uno sguardo ai sondaggi sul gradimento e la popolarità delle leadership politiche per rendersi conto che il sentimento predominante resta quello di voltare pagina e di rottamare prima di tutto quelli che si erano presentati solo qualche anno fa come rottamatori. Insomma, la musica è cambiata e dovrebbe essere molto chiaro che le “narrazioni” negative e disfattiste – tipo: si faranno del male dal soli o rovineranno l’Italia – non fanno altro che alimentare la presa di distanze da quei partiti che,evidentemente, non avevano previsto le dimensioni della valanga che li ha travolti.
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »


Nel clima di grande incertezza che si fa sempre più insistente appare molto chiaro che nei prossimi mesi risulterà determinante per i territori rafforzare la capacità non solo di competere – è questo un aspetto del tutto scontato – ma anche di accelerare il più possibile i percorsi di realizzazione delle opere infrastrutturali strategiche per la crescita. Insomma, sembra di essere arrivati al passaggio cruciale per delineare gli scenari di sviluppo nel medio periodo. Da una parte rimarranno - a confrontarsi con una fase che in questo momento appare di rallentamento del processo di ripartenza manifestatosi in maniera sensibile anche in Campania – le aree a bassa intensità di crescita; dall’altra si aggregheranno – come già strutturalmente accaduto al Nord – le zone geografiche più in grado di agganciarsi alle dinamiche delle catene di produzione del valore di livello globale. Affiora, cioè, in maniera preponderante la necessità di contrastare il fenomeno di polarizzazione delle imprese e della loro capacità relazionale con le filiere nelle quali sono inserite. Uno dei fattori che risulterà ancora più decisivo è senza dubbio la dotazione infrastrutturale delle piattaforme territoriali in competizione per attrarre investimenti.
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FOCUS on »


di Alfonso Schiavino

Le persone ricordano più le storie che i fatti, preferiscono le emozioni ai freddi dati. Questa verità ancestrale, nota agli autori della Bibbia e ai rapsodi antichi, ha svolto nei secoli una funzione fondamentale: costruire la memoria collettiva, cioè il collante culturale, cioè il tessuto sociale della comunità. L’arte di raccontare – “storytelling” in inglese – ha ispirato anche fini venali, diventati prevalenti in era digitale, a supporto del marketing e della politica. Storytelling oggi è l’abilità di promuovere qualcosa o qualcuno usando la multimedialità e la scrittura persuasiva (quella che gli apprendisti stregoni del neuromarketing arrivano a definire “ipnotica”). Serve per vendere i pannolini come per spiegare una “case history”. Dai politici alla Coca-Cola, ecco gli esempi.
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