contatore visite free skip to Main Content
info@salernoeconomy.it
http://www.ilraggiodilunasrl.com/
icea

Che giorno fa

BES BAROMETRO ECONOMICO SALERNITANO

La notizia del giorno »


Il problema dello spreco di cibo resta di dimensioni notevoli, a conferma che la strada per raggiungere la piena consapevolezza della gravità della situazione è ancora lunga. In questo contesto arriva l’iniziativa della Fondazione Campagna Amica della Coldiretti, che in occasione della giornata nazionale di prevenzione dello spreco (che si è celebrata il 5 febbraio scorso) ha elaborato una serie di consigli utili per arginare questo deleterio fenomeno. “Fare la lista della spesa, leggere attentamente la scadenza sulle etichette, verificare quotidianamente il frigorifero dove i cibi vanno correttamente posizionati, effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo, privilegiare confezioni adeguate, scegliere frutta e verdura con il giusto grado di maturazione, preferire la spesa a km 0 e di stagione che garantisce una maggiore freschezza e durata, riscoprire le ricette degli avanzi, dalle marmellate di frutta alle polpette fino al pane grattugiato, ma anche non avere timore di chiedere la doggy bag al ristorante”: sono questi alcuni dei consigli proposti ai consumatori.
(Fonte: coldiretti.it/ 05.02.2018)
Continua

L'altra notizia »


I consumi alimentari tornano a crescere nel 2017 (3,2%) rispetto all’anno precedente. “Performance positive - si legge in una nota di sintesi dell’Ismea - si registrano per la maggior parte dei prodotti proteici di derivazione animale che negli anni recenti avevano fatto segnare cali vistosi: carni bovine (+3,4%) carni avicole (+3,9%) e carni suine fresche (+2,7%)”. Ma “anche il comparto della frutta (+4,3% il fresco e +3,5% il trasformato) e degli ortaggi (+4%) - verso i quali si destina il 20% della spesa complessiva - cresce in maniera significativa e fa registrare il boom della frutta in guscio (+9,7%)”. Buone notizie anche per il settore ittico che “per il secondo anno consecutivo cresce con un aumento dei volumi e dei prezzi unitari in termini di spesa complessiva del 5,4%”. Il comparto dei derivati dei cereali, invece, “fa fatica a tenere il passo mostrando una crescita complessiva dello 0,8%”. Gli acquisti di pasta “sono in calo (-1,6% in volume e -3% la spesa) ma i prodotti integrali accelerano i loro trend positivi: pasta integrale +17%; riso integrale +10% la spesa e +20% i volumi".
(Fonte: ismea.it/ 19.02.2018) 
Continua

GLOCAL di Ernesto Pappalardo »


La sensazione che si avverte in questa campagna elettorale è sempre più persistente: ma il “popolo”, i cittadini dove sono? Come seguono gli appuntamenti organizzati dai partiti e dai candidati? Nella maggior parte delle occasioni la platea che assiste ad eventi, post/comizi, aperitivi, caffè e quanto altro è stato inventato per mascherare la difficoltà di trascinare gente in carne ed ossa nella competizione in atto, appare composta per oltre il 60 per cento da persone che gravitano in qualche modo intorno alla politica o che lavorano professionalmente con la politica. Solo molto dopo, nella scala delle “simpatie”, vengono presi come riferimento i partiti o quel che ne resta. L’altro 30 per cento delle platee si suddivide in varie tipologie categoriali: precettati per motivi di interesse indiretto (parenti, figli, mogli, mariti etc etc etc di quanti lavorano attraverso la politica); esponenti a vario titolo dell’arcipelago sempre più complesso ed articolato dell’info/comunicazione (all’interno del quale sono pochissimi i giornalisti veri e propri, e cioè riferibili ad una testata); pensionati o disoccupati ed, infine, al massimo un 10 per cento di coinvolti/attratti dal dibattito politico e da uno specifico partito o candidato.
Continua

FOCUS on »


di Pasquale Persico e Ernesto Pappalardo

Che cosa significa oggi fare comunicazione? Che cosa sono o possono essere oggi le Scienze della Comunicazione? E che rapporto/relazione può esistere tra di esse e la rappresentazione dei processi di sviluppo dell’economia? Il tema è affascinante, se lo rapportiamo – per esempio – alla nuova “religione” dell’Industria 4.0. Nel momento della nuova rivoluzione industriale, quella digitale, è evidente che il principale processo di cambiamento deve investire il linguaggio della comunicazione. Altrimenti viene a mancare un pezzo fondante di questa intrigante rivoluzione. Naturalmente, non parliamo soltanto di codici e linguaggi di programmazione “interni”, cioè indispensabili per fare funzionare l’interattività tra le macchine e tra le macchine e l’uomo. A noi interessa di più il “pezzo” finale. L’ultimo (o il primo, dipende dai punti di vista) miglio della comunicazione di Industria 4.0.
Continua
Back To Top
Cerca