contatore visite free skip to Main Content
info@salernoeconomy.it

Che giorno fa

La notizia del giorno »



“Un’impresa su due (esattamente il 47,3%) attiva nella distribuzione alimentare al dettaglio ha rilevato un aumento di nuovi clienti durante la pandemia in corso, soprattutto nei mesi del lockdown”. Il dato emerge dall’Osservatorio Fida (Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione aderente a Confcommercio) realizzato in collaborazione con Format Research. “In epoca Covid-19 - si legge - i punti vendita sono stati in prima linea per assicurare la spesa e continuare ad erogare, in condizioni di difficoltà, un servizio fondamentale per i cittadini facendo così riscoprire, come afferma il 70% delle imprese, anche il ruolo dei negozi di vicinato”. Tra gli altri dati rilevanti emerge che “quasi il 31% prevede, comunque, un peggioramento della propria attività economica nei prossimi tre mesi, mentre per il 59% la situazione rimarrà stazionaria”.
(Fonte: confcommercio.it/ 24.09.2020)
(continua)
Continua

L'altra notizia »



A pensarci bene, viene da chiedermi qual’è oggi “L’altra notizia”? Ci sono realmente fatti, eventi che possano non essere sempre condizionati o comunque riconducibili al difficile momento che stiamo vivendo? Se volessimo sfuggire o cercarci un posto nel mondo dove provare a riappropriarci delle nostre vecchie vite - anche se solo per abitudine, magari non ci piacevano poi così tanto - al momento avremmo qualche difficoltà nello scegliere dove andare. Allora siamo in trappola? “La forza della pandemia ha di fatto squarciato violentemente il divenire così come lo conoscevamo”, per dirla in maniera Zen. Le filosofie orientali, come sostiene Dario Doshin Girolami, con il calore della meditazione sarebbero di aiuto, ma non funzionerebbero, non appartengono al nostro patrimonio culturale, se non in rare eccezioni. Resta il fatto che purtroppo l’umore sociale sembra ingabbiato, nonostante gli sforzi e le abbondanti dosi di resilienza.
(continua)
Continua

GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Italia-globe-1013554_960_720

Lavoro e sviluppo, appuntamento al buio con l’Ue

Ora che la campagna elettorale per le regionali è finita, che l’esito si è manifestato e che tutto rientra nel clima precedente - con un chiaro e netto rafforzamento della leadership del presidente De Luca - appare evidente che è giunto il momento di provare ad affrontare con il massimo sforzo la complicata situazione derivante dall’epidemia, sia sul versante sanitario, in un contesto che ogni giorno palesa oggettive difficoltà, sia dal punto di vista economico e sociale. Non è una vicenda semplice da fronteggiare e i tempi appaiono per quanto riguarda la malattia più lunghi di quanto potesse all’inizio sembrare; per quanto concerne la ripresa e la ripartenza più brevi e concentrati.
Che cosa accadrà adesso? Il governo riuscirà a prendere, finalmente, una strada sostanzialmente (e non episodicamente) impegnata sulla questione fondamentale che non può prescindere da un giusto e ben collocato impiego dei fondi che l’Ue ha reso disponibili? Sono state esattamente valutate le poste in gioco? Si comprende a fondo che cosa significa investire su determinati capitoli e non su altri? O, invece - al di là della vasta retorica in corso su parole chiave da nessuno discutibili - si continua a insistere su atteggiamenti e decisioni che, alla fine, si riveleranno, più in sintonia con una determinata parte di forze in campo e non con altre?
(continua)

I numeri dell'economia »

Foto soldi Confesercenti

Il Covid “taglia” 59,2 miliardi di consumi

“I dati di cui disponiamo sinora indicano che la spesa delle famiglie, a quattro mesi dalla riapertura, non ha ancora ripreso un sentiero ben definito di aumento e recupero”. Dall’inizio della crisi Covid persi complessivamente 59,2 miliardi di euro in consumi. “Pesano incertezza e calo dei redditi da lavoro. Vendite quasi dimezzate per l’abbigliamento, affondano ristoranti e attività ricreative”. A fornire questa stima è la Confesercenti che evidenzia la scarsa capacità di recupero dei consumi. “A sei mesi dall’inizio del lockdown e dell’emergenza, il bilancio è ancora negativo: tra marzo e agosto di quest’anno, le famiglie italiane hanno speso in beni e servizi oltre 2.300 euro in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A ridursi sono soprattutto le spese per abbigliamento e calzature (-278 euro in sei mesi, per un totale di -7 miliardi di euro), ma si registrano veri e propri crolli anche per le spese in ricreazione, spettacolo e cultura (-195 euro, totale -5 miliardi) e mobili e arredamento (-166 euro, -4,2 miliardi). Affondano anche i consumi nei pubblici esercizi, con una flessione di 207 euro per nucleo familiare, pari ad una perdita totale di 5,5 miliardi”.
(Fonte: confesercenti.it/ 13.09.2020)
(continua)

Lo speciale »

P. Persico-casa-morra-cs-Pasquale-Persico

“Eolo al quadrato” e le sottrazioni necessarie

di Pasquale Persico

Caggiano è un un paese in provincia di Salerno oggetto di un approfondimento strategico da parte dell’Ecole Special d’Architetture di Parigi. Alcuni allievi architetti della Scuola, avendo letto, in francese, i contenuti del saggio “La città dei numeri sette”, scritto da me in collaborazione con l’artista Ugo Marano, hanno voluto apprendere da vicino il significato di sottrazione addizionante. L’introduzione al saggio prevedeva una constatazione e più domande: se una paese di antichissima civiltà abbandona dolcemente ma rapidamente i segni della sua storia millenaria e si riposiziona su reti più confortevoli del potenziale territoriale, molte domande attendono risposte. Caggiano vuole vivere fino in fondo la sottrazione necessaria e crede di poter rinunciare definitivamente alla manutenzione del suo passato? La sottrazione avvenuta inconsciamente deve essere annunciata definitivamente riposizionando nel contemporaneo ogni pietra della sua storia? Per rispondere alle domande, la Scuola ha elaborato nuovi paesaggi cognitivi, immateriali, che occuperanno tutti gli spazi liberati e gli architetti ritroveranno le gioie dell’amore di ogni giorno come gioie di crescita professionale. Nel 2004 si annunciava la strada da seguire, oggi ancor più necessaria.
(continua)

Green Style »

Green Style-Mangiare a casa-bake-2723655_960_720

Cosa mangiare quando stiamo a casa?

di Maristella Di Martino

Sicuro è la domanda più frequente di queste ultime settimane. Ma anche e soprattutto stando tra le mura amiche non dobbiamo rinunciare a mangiar sano. Una dieta equilibrata e ricca di tutti i nutrienti necessari al nostro benessere è il presupposto imprescindibile per stare bene. Quindi sì a legumi, cereali, zuppe e, in particolare, piatti della tradizione. Restare a casa con tutta la famiglia, bambini compresi, può essere un’occasione per riscoprire tutte quelle cose che normalmente non abbiamo l’opportunità di condividere. Presi come siamo dalla fretta e dal tran tran quotidiano, dimentichiamo i segreti dell’equilibrio psico-fisico pur di sfamarci. Ma non c’è nulla di più sbagliato. Il nostro imperativo deve essere semplice. Rendere la permanenza tra le mura domestiche una possibilità per rafforzare i valori alla base della nostra cultura.
(continua)

FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
Continua
Back To Top
Cerca