contatore visite free skip to Main Content
info@salernoeconomy.it
http://www.ilraggiodilunasrl.com/
Info Food

Che giorno fa

BES BAROMETRO ECONOMICO SALERNITANO

La notizia del giorno »



di Pasquale Persico

Con periodicità sorprendente fioriscono studi sulle disuguaglianza territoriali e sulle carenze della politica economica. Sul Mezzogiorno si fa fatica a capire che l’approccio al riequilibrio della spesa e all’efficienza della stessa non risolvono il problema. Addirittura, nonostante l’esperienza fatta come presidente dell’Inps, Tito Boeri propone una rinascita dei differenziali retributivi come necessità di riconoscere il diverso potere d’acquisto del salario o stipendio nel Nord e nel Sud. E ancora l’economia di mercato, nella visione smithiana, prevale come presupposto dello sviluppo: più mercato, più efficienza, più equità da correggere.
Ma l’efficacia non viene prima dell’efficienza?
Occorrerebbe, forse, comprendere che l’oggetto della politica economica non è tanto quello di predisporre incentivi che spingono agenti auto-interessati a gestire in modo coerente i propri piani di azione. E’ questa una prospettiva inefficace, quanto quella di creare le condizioni per un allargamento della base di pro-socialità presente nei territori regionali.
Continua

L'altra notizia »



(Er.Pa.) - Le ferie di agosto arrivano e spesso colgono impreparati. SalernoEconomy in questo mesi del 2019 ha intensificato il proprio lavoro di analisi delle notizie e spesso ha provato a fare parlare i numeri. La scelta si è rivelata giusta perché, alla fine, abbiamo anticipato le tendenze e siamo riusciti a dare il nostro piccolo contributo ai lettori che hanno avuto la possibilità di approfondire ogni dato, magari anche quello che non sembrava utile. Non sono mancati, inoltre, approfondimenti importanti con rubriche che, in realtà, hanno anticipato anch’esse tendenze o, in alcuni casi, sostanziali andamenti. Ma che cosa è restato di tutto il lavoro svolto? Come sempre accade si avverte la sensazione che, al di là delle circostanze, il nostro tipo di giornalismo ha sollecitato la riflessione, anche quella un po’ lontana dalle solite modalità che, ormai, si rintracciano intorno alla stampa locale (e non locale). Modalità che sebbene spesso ne riconoscano il ruolo fondamentale, in fondo tendono a certificare una volontà poco attenta al rispetto delle regole. Ma non importa. Il giornalismo locale o anche non locale resta tutto intero stretto intorno ai fatti, alle notizie, ai commenti. E questa è l’unica cosa che conta. Tutto il resto va così. Buone vacanze! Ci risentiamo il 26 agosto e con la newsletter il 30 agosto.
Continua

GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Glocal- Mappa Italia

L’economia? Tra strategie e “tecniche” di voto

L’economia meridionale si ferma e (forse) aspetta. Il metodo è abbastanza chiaro e fornisce la chiave di lettura di quanto sta accadendo, mentre altrove le dinamiche assumono caratteristiche diverse, assecondando meglio quanto viene fuori dal sistema di relazioni interne ed estere maggiormente indirizzate a gestire in maniera positiva gli eventi. E’ il momento difficile che capita di vivere a Sud dopo mesi nei quali si è messo in campo il massimo sforzo, tentando di capitalizzare ogni spinta, ogni minimo evento positivo. Alla fine, però, è emerso il "rallentamento", si è perso qualche colpo, non si è trovato più l'equilibrio giusto per le economie locali che pure avevano lanciato la sfida. Insomma – come spiega la Svimez – il Sud ha rallentato, e ora arrivano i rischi e, forse, la necessità di aspettare gli sviluppi della situazione.

I numeri dell'economia »

Numer Economia-Mappa Italia

Sud, lo spettro della recessione

Il quadro è chiaro per la Svimez. Non ci sono incertezze: “dopo un triennio 2015-2017 di (pur debole) ripresa del Mezzogiorno, si riallarga la forbice con il Centro-Nord. Tengono solo gli investimenti in costruzioni, crollano quelli in macchinari e attrezzature. Prosegue il declino dei consumi della P.A. e degli investimenti pubblici”. In estrema sintesi: “Al Mezzogiorno mancano quasi 3 milioni di posti di lavoro per colmare il gap occupazionale col Centro-Nord. Il dramma maggiore è l’emigrazione verso il Centro-Nord e l’estero. I diritti di cittadinanza limitati al Sud. Forte disomogeneità tra le regioni meridionali: nel 2018 Abruzzo, Puglia e Sardegna registrano il più alto tasso di sviluppo”. D’altro canto “i segnali di rallentamento apparsi in Europa nella prima metà del 2018 hanno ridotto le prospettive di crescita dell’intera area, tuttavia l’Italia subisce un rallentamento che riallarga la forbice rispetto alla media europea. Siamo l’unico Paese, a parte la Grecia, che non ha ancora recuperato i livelli pre-crisi".
(Fonte: Ufficio Stampa Svimez/ 1° agosto 2019)

Lo speciale »

Lo speciale 1-governance imprese

Credito e patrimonio, sfida per le imprese

di Maria Teresa Cuomo*

L’introduzione delle nuove regole di default ed il conseguente auspicato cambio di passo ad opera dell’attuale classe imprenditoriale sembrano restituire centralità a due questioni fortemente caratterizzanti l’economia meridionale, ovvero l’accesso al credito e il grado di patrimonializzazione aziendale. Se sul primo punto le cifre più recenti sull’andamento delle variabili creditizie mostrano un sostanziale miglioramento qualitativo, con un calo dei crediti in sofferenza (nel solo Meridione) di circa 8,3 mld nel 2018 rispetto all’anno precedente, ad esso si associa, tuttavia, una contrazione quantitativa dei prestiti concessi alle imprese, stimata in circa 14 mld (Check-up Mezzogiorno, Confindustria Srm, 2019). In prima battuta, dunque, alla robusta richiesta di credito da parte delle organizzazioni imprenditoriali non sembra corrispondere un’adeguata offerta, anche a causa di criteri di matrice internazionale più severi per la sua concessione, con il risultato dell’immissione di un minore ammontare di risorse nell’economia reale.

*Docente di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università degli Studi di Salerno e presso il Dipartimento di Scienze Economico-Aziendali e Diritto per l’Economia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Green Style »

Neuroni-Integratori

Integratori alimentari, 32 milioni li consumano

Integratori alimentari sempre più presenti nella dieta quotidiana con conseguenti positivi riscontri sul mercato e sull’occupazione. Sono “32 milioni gli italiani che li consumano rendendo le dinamiche settoriali particolarmente interessanti”. Lo fanno “abitualmente più di 18 milioni (tutti i giorni o qualche volta alla settimana) e più di 4 milioni qualche volta al mese. Li utilizzano maggiormente le persone in età attiva (il 62,8% degli utilizzatori ha tra 35 e 64 anni) e le donne (il 60,5%)”. Sono numeri che “descrivono un consumo di massa trasversale rispetto a genere, età, livello di scolarità, territorio di residenza, condizione economica”. Ad accomunare “le scelte di usare gli integratori alimentari da parte di tante persone diverse è il contributo che viene da questi prodotti per la prevenzione e la tutela della salute”. È quanto emerge dalla ricerca “Il valore sociale dell'integratore alimentare” realizzata dal Censis e presentata alla XX Convention di Federsalus.
(Fonte: censis.it/ 20.06.2019)

FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
Continua
Back To Top
Cerca