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Che giorno fa

La notizia del giorno »



Serendipity è il termine inglese che introduce il caso come ultimo evento di una scoperta. Serinda è l’antico nome di un’isola dello Sri Lanka dove si racconta che un sua principessa realizzava i sogni che arrivavano alla sua mente, suggestionata dalle mille domande sulla conoscenza. Questa premessa per raccontare del viaggio di Sandra, veterinaria che esercita la professione nelle aree di confine tra il Parco nazionale del Cilento e quello del Lagonegrese. Forse era stata la lettura del bel libro di Stefano Mancuso e di Alessandra Viola - “Verde Brillante”, ed. Giunti - ma una serie di domande sopraggiungevano nei suoi sogni, appena chiudeva gli occhi. Le piante sono esseri intelligenti? Ci aiutano a risolvere i problemi? Gli animali, che io curo, possono giovarsi di una maggiore conoscenza sul mondo vegetale? Per caso è stata invitata a visitare l’Ecomuseo della Valle delle Orchidee e dal flusso di informazioni sulla biodiversità delle erbe spontanee del Parco nazionale del Cilento - ricevute dal professore Nicola Di Novella durante la visita - ha appreso dell’esistenza di un distretto degli asini sapienti: sono proprio gli asini con le loro soste incomprensibili, a segnalare la vitalità e la bontà delle erbe spontanee, spesso integratori insostituibili della dieta mediterranea.
Si è così resa conto che doveva iniziare un viaggio tra realtà ed immaginario nei luoghi dove gli asini mostrano i loro saperi. E’ bastato proporsi come la nuova veterinaria del distretto degli asini sapienti ed una mappa dettagliata gli è stata fornita dall’Ateneo Nomade e Triangolare, Casale il Sughero, Vibonati (Sa).
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L'altra notizia »



“Il caro energia sta colpendo indistintamente tutte le nostre imprese, anche se le piccole, ben prima degli aumenti boom registrati negli ultimi mesi, subiscono un trattamento di sfavore rispetto alle grandi realtà produttive. Secondo gli ultimi dati Eurostat relativi al primo semestre 2021, infatti, le piccole aziende pagano l’energia elettrica il 75,6 per cento e il gas addirittura il 133,5 per cento in più delle grandi. Questo differenziale, a scapito dei piccoli, colpisce anche le realtà di pari dimensioni presenti nel resto d’Europa, sebbene negli altri Paesi questo gap sia più contenuto del nostro”. La Cgia Mestre sottolinea così la difficile condizione che si trova ad affrontare il segmento più contenuto dal punto di vista dimensionale delle tantissime attività produttive nel nostro Paese. “Se ancora ce ne fosse bisogno - evidenzia la Cgia - questa è un’ulteriore dimostrazione che il nostro Paese non è a misura di piccole imprese. Sebbene queste ultime costituiscono oltre il 99 per cento delle aziende presenti in Italia, diano lavoro ad oltre il 60 per cento degli addetti del settore privato e siano la componente caratterizzante il made in Italy nel mondo, continuano ad essere ingiustificatamente discriminate”.
Non poche le iniziative messe in campo da queste imprese nella prima settimana di rientro dopo le vacanze natalizie. “Molte di queste realtà hanno deciso di introdurre o di potenziare il turno di notte per abbattere i costi energetici. Pertanto, tra assenze legate al Covid e la necessità di rimodulare il ciclo produttivo per tagliare il costo delle bollette, non sono poche le attività che hanno organici ridotti all’osso e grosse difficoltà a garantire processi produttivi efficienti”.
(Fonte: cgiamestre.com/15.01.2022)
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

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Tra Pnrr, territori e solite sfide già tante volte perse

L’inizio del nuovo anno ripropone, molto semplicemente, tutto quello che di pessimo e negativo la nostra politica non ha mai smesso di mettere sul piatto della bilancia, manifestando, con chiarezza, l’unico segnale che, ormai, è in grado da tempo di trasmettere e di propagare: prima il potere vero e proprio, poi tutto il resto. Anche in tempi di pandemia e di emergenza perdurante, nonostante gli sforzi e le decisioni prese. Figuriamoci quello che sta accadendo in questo periodo di preparazione all’elezione del presidente della Repubblica e in presenza di una condizione abbastanza chiara di partenza: Mattarella non intende essere ricandidato. Draghi non vuole pubblicamente parlarne e, di conseguenza, la partita resta in sospeso, se non pienamente riaperta.
Ma il fatto evidente è che - al di là degli stessi esiti che infervorano prioritariamente i partiti (anche questo va specificato bene) - i problemi restano intatti e si sommano nel delineare un quadro che è molto complesso e pesante per i cittadini italiani, nonostante le cifre e i trend, recentemente, esibiti. Più volte abbiamo letto la descrizione della massa del debito maturato dall’Italia e più volte abbiamo letto delle tante interpretazioni che di esso sono state date. In ogni caso, il debito è più consistente e la tendenza mostrata anche recentemente dal Paese a reagire, nonostante i non pochi rischi, è l’unico elemento che autorizza un po’ di ottimismo. Per il resto è nebbia fitta, a cominciare dalla valutazione effettiva - per esempio - della capacità di mettere in campo e realizzare (realizzare) le mille opportunità offerte dal Pnrr.
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I numeri dell'economia »

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Il nuovo piano industriale del gruppo “Time Vision”

Un 2022 all’insegna di nuove assunzioni e di rafforzamento delle competenze. Questi gli elementi alla base di “Working Empowerment” il programma di reclutamento di nuovo personale e empowerment che il gruppo Time Vision ha avviato nel 2018. Durante il 2021, caratterizzato dalla pandemia e dalla crisi economica che tuttavia hanno portato anche alla nascita di nuove esigenze, il progetto di Time Vision è stato ulteriormente potenziato nell'ultima revisione del piano industriale rilasciata dal consiglio di amministrazione, definendo i parametri di un ulteriore ampliamento di organico e di sedi. Tra il 2020 e il 2021 il gruppo Time Vision ha raddoppiato il suo personale, aggiungendo 45 nuove risorse alle 35 già presenti. Nei prossimi 12 mesi è stato programmato l'inserimento di ulteriori 80 figure professionali tra progettisti, coordinatori, esperti in materia di lavoro e formazione, esperti in comunicazione digitale e vendita, informatici.
“Time Vision - ha spiegato il presidente Daniela Sabatino - è alla continua ricerca di talenti che possono fare la differenza e che condividono la mission aziendale basata su eticità, trasparenza e competenza. Crediamo fortemente proprio nella centralità delle competenze e della formazione come elementi di base della crescita personale e professionale di ciascuno".
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Lo speciale »

P. Persico-casa-morra-cs-Pasquale-Persico

La logica dello spread, democratico o finanziario?

di Pasquale Persico

Il discorso di saluto del presidente Mattarella, a fine anno, e il suo richiamo all’unità ed al compromesso necessario, già lasciavano prevedere che, nonostante l’attivismo durante la crisi pandemica, la massa critica dei “costruttori” è ancora insufficiente a proteggere i valori democratici della Costituzione. La democrazia matura, appunto, necessaria ad affrontare la grande crisi che ci avvolge sta per diventare un miraggio e l’investimento fatto dalla Germania sull’Italia potrebbe rivelarsi inefficace e, forse, addirittura spiazzante. Il dibattito sul come verrà avviato il processo di elezione del presidente della Repubblica ci deve preoccupare molto, la “lettura” che ci viene data dalla comunicazione e dalle dichiarazioni delle diverse componenti dei partiti, segnala una storia di società già distrutta, in termini di comportamento istituzionale.
La sua debolezza strutturale emerge con drammaticità, i sistemi di rappresentanza non riescono a darci segnali positivi sul modo in cui la struttura sociale supererà la crisi “a più dimensioni” che ci avvolge. Fino a qualche mese fa sembrava possibile pensare ad una democrazia in grado di muovere le istituzioni usando il buon senso; la conferma dei due presidenti poteva essere una modalità per completare il percorso di navigazione verso l’uscita dalla crisi. L’Italia si poteva confermare come protagonista, insieme alle altre nazioni fondatrici, del rilancio dell’Europa come continente di riferimento.
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Green Style »

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Ma come ritornare in forma dopo le feste?

di Maristella Di Martino

Le tanto desiderate feste natalizie non hanno portato soltanto gioia e vicinanza alla famiglia ma anche aperitivi innumerevoli, pranzi e cene interminabili e uno scompenso notevole di tutti gli equilibri che andrebbero mantenuti per una vita sana. Tornare in forma dopo le feste? Il pensiero ci tormenta. Ci ritroviamo stanchi, gonfi e con una media di un paio chili in più. Come rimediare a tutto questo e ritrovare la silhouette perduta? E’ possibile riuscire in questa impresa che sembra così ardua? Senz’altro sì. Ed è più facile di quanto si possa immaginare. L’aumento di peso legato a pasti super abbondanti e ipercalorici ma occasionali, infatti, è dovuto principalmente ad un gonfiore da “ritenzione idrica”, per cui basterà drenare e disintossicare per sgonfiarci velocemente. Ecco qualche piccolo accorgimento da seguire per tornare in forma dopo le feste…
Preferiamo alimenti che favoriscano il drenaggio e la disintossicazione. Tra questi, in particolare, carciofi, finocchi, cavolini di Bruxelles, cicoria, ananas. Vediamoli nelle loro caratteristiche specifiche: i carciofi sono protettori del fegato, favoriscono la secrezione biliare e la diuresi. Sono molto indicati anche nella dieta dei diabetici e per soffre di ipercolesterolemia. Il loro alto contenuto di fibra li rende utilissimi per la regolarità intestinale.
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FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
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