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Che giorno fa

BES BAROMETRO ECONOMICO SALERNITANO

di Paolo Coccorese e Ernesto Pappalardo
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La notizia del giorno »



(Er.Pa.) - I primi 7 mesi del 2018 sono letteralmente volati. I 31 numeri della newsletter di SalernoEconomy realizzati fin qui nel settimo anno di pubblicazioni hanno provato a documentare le dinamiche dell’economia provinciale allargando lo sguardo allo scenario regionale ed al panorama nazionale. Non c’è dubbio che lo spartiacque del 4 marzo ha dato il segno del cambiamento in corso. Un mutamento politico che ha trovato nell’urna la richiesta forte di voltare pagina, punendo probabilmente anche oltre i demeriti – ben chiari e visibili – la vecchia maggioranza politica incentrata sul Pd. Un’ondata di scetticismo e di polemiche percepite come “vecchie” ed infondate sta caratterizzando il “racconto” che emerge dal circuito mediatico in relazione alle prime iniziative del Governo 5Stelle-Lega. La verità è che le opposizioni – Pd in testa – sono rimaste un passo indietro e non hanno ben compreso che senza recuperare prima di tutto la credibilità dei propri rappresentanti a tutti i livelli non riusciranno a scalfire più di tanto il consenso così diffuso raccolto dai protagonisti di questa nuova fase politica. Non è questione di obiettivi da centrare o di provvedimenti da fare approvare.
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L'altra notizia »



di Pasquale Persico

Il dibattito in corso tra economisti e addetti ai lavori su quale tipo di flessibilità il Governo debba chiedere all’Ue è stato principalmente incentrato sul trade-off “investimenti in infrastrutture/spesa corrente o redistributiva” attingendo ai fondamentali dell’economia. Ma a partire dal Decreto Dignità - e dal verificarsi di alcune “complicazioni” di prospettiva politica sulla realizzazione di due opere particolarmente rilevanti come il gasdotto in Puglia e la Tav - sono emerse in maniera molto chiara le differenze sostanziali tra M5Stelle e Lega che rischiano di minare dalle fondamenta il contratto di programma. Il tema delle infrastrutture richiama, infatti, il tema della produttività totale dei fattori e la promessa della riduzione del cuneo fiscale – forzata attraverso l’intervento contro la precarizzazione dei contratti – sembra equivalere ai vecchi provvedimenti sulla svalutazione del cambio (non più in campo) e sulla fiscalizzazione degli oneri sociali nel Mezzogiorno. Misure che la storia ha dimostrato non in grado di favorire il recupero del gap strutturale dei servizi per famiglie e imprese.
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Immagine turismo Glocal

La “sindrome” del ritorno non basta

Questo articolo è stato pubblicato nella sua prima versione sul quotidiano Il Mattino (edizione Salerno) mercoledì 25 luglio.

di Paolo Coccorese e Ernesto Pappalardo

L’analisi del rapporto tra il territorio della provincia di Salerno ed i flussi di visitatori provenienti dall’estero consente di entrare nel merito delle dinamiche di un segmento dell’economia locale estremamente importante sia dal punto di vista della composizione del Pil che sul versante delle opportunità occupazionali. Delineare con precisione i punti di forza e quelli di debolezza - che evidentemente possono estendersi anche all’offerta destinata al mercato interno - non è soltanto un esercizio statistico, ma il tentativo di mettere a fuoco le criticità (e le potenzialità) sulle quali lavorare per innalzare il tasso (già consistente) di competitività.

I numeri dell'economia »

Costiera Amalfitana-Numeri Economia

Il voto dei turisti stranieri? Oltre il nove

Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Mattino (edizione Salerno) mercoledì 25 luglio.

di Paolo Coccorese e Ernesto Pappalardo

Età 45-64 anni, tempo di permanenza 6-8 giorni, preferibilmente alloggiato in albergo, di ritorno in provincia di Salerno per la terza o quarta volta, di nazionalità inglese, statunitense o tedesca. E’ questo l’identikit del turista straniero (dati Banca d’Italia) che mediamente sceglie il nostro territorio per le sue vacanze. Un turista, generalmente, molto soddisfatto della qualità dell’accoglienza e delle opportunità di entrare in contatto con un patrimonio paesaggistico, ambientale, artistico ed enogastronomico con pochissimi termini di paragone al mondo.

Lo speciale »

Lavoro contratti a termine

Contratti a termine, ecco come cambiano

di Remo Roscigno*

Il Decreto Legge n.87 del 12 luglio 2018, fortemente voluto dal Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, appare in parziale controtendenza rispetto alla volontà espressa dal legislatore negli ultimi anni. Uno dei cambiamenti che ha suscitato molte perplessità è la reintroduzione dell’obbligo della causale nei contratti a termine (cioè di quelli che hanno una scadenza). A ben vedere negli ultimi anni questa tipologia è stata molto utilizzata anche per l’insuccesso di altre forme contrattuali (vedi i voucher e i nuovi Presto). Dopo il decreto è sorto, quindi, un dibattito molto intenso tra chi - come Confindustria - ritiene che queste forme contrattuali non debbano essere modificate e chi - come il Governo – pensa che l’uso spropositato alimenti il precariato. Vediamo, in sintesi, quali sono i maggiori cambiamenti che si ravvisano in questa tipologia di contratti alla luce della nuova normativa.

* Dottore commercialista

Green Style a cura di Medicert »

Green Style agricoltura

L’agriturismo “spinge” l’agricoltura

I numeri sono importanti e confermano la dinamicità del settore primario, oltre che la sua capacità di rinnovarsi e di elevare il livello di competitività. “Con un valore di 4,5 miliardi di euro delle attività secondarie agricole, come l’agriturismo, le vendite dirette e la produzione di energie rinnovabili, quella italiana si rivela l’agricoltura più multifunzionale d’Europa”. È questo uno degli aspetti prioritari che emerge dal rapporto sulla Competitività dell’agroalimentare italiano realizzato da Ismea. “L’agriturismo in particolare - si legge in una nota di sintesi - rappresenta una specificità italiana che dal suo esordio negli anni ’70 ha avuto un notevole sviluppo, affermandosi come la tipologia più efficace di diversificazione dell’attività agricola e diventando allo stesso tempo uno dei comparti più di successo del turismo italiano. Alla fine del 2016 si contavano 22.661 strutture agrituristiche in Italia, quasi 5.000 in più rispetto al 2007 e uno stock in costante crescita negli anni, con un lieve rallentamento solo nel biennio 2012-2013, quando la crisi economica e il riordino della normativa a livello regionale hanno inciso anche sullo sviluppo di questo settore”.

FOCUS on »


di Alfonso Schiavino

Le persone ricordano più le storie che i fatti, preferiscono le emozioni ai freddi dati. Questa verità ancestrale, nota agli autori della Bibbia e ai rapsodi antichi, ha svolto nei secoli una funzione fondamentale: costruire la memoria collettiva, cioè il collante culturale, cioè il tessuto sociale della comunità. L’arte di raccontare – “storytelling” in inglese – ha ispirato anche fini venali, diventati prevalenti in era digitale, a supporto del marketing e della politica. Storytelling oggi è l’abilità di promuovere qualcosa o qualcuno usando la multimedialità e la scrittura persuasiva (quella che gli apprendisti stregoni del neuromarketing arrivano a definire “ipnotica”). Serve per vendere i pannolini come per spiegare una “case history”. Dai politici alla Coca-Cola, ecco gli esempi.
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