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Che giorno fa

BES BAROMETRO ECONOMICO SALERNITANO

La notizia del giorno »



di Ernesto Pappalardo

E’, ormai, partita la grande corsa natalizia. Città caricata a dovere di luci e atmosfere di festa, onda non consolidata di presenze, ma – negli orari e nei giorni strutturalmente giusti (vale a dire a partire dal venerdì pomeriggio fino alla domenica sera) – il trend sale in maniera più o meno costante. Naturalmente influisce (e non poco) l’aspetto meteorologico che non è stato certamente dei migliori. Tutti gli aspetti della complessa macchina delle Luci d’Artista appaiono sintonizzati per cogliere il risultato: non solo accoglienza per quanti giungeranno a Salerno da altre città e da altre nazioni (esiste anche questo aspetto, che sembra in crescita), ma pure per quanti provengono da molto più vicino. Non solo Salerno-città, quindi, ma c’è pure la provincia che si muove. Per vedere le “Luci”, senza dubbio. Ma soprattutto per trovare il punto di incontro con l’atmosfera natalizia. Perché, a guardare bene tra le varie tipologie di folla che si possono incontrare a Salerno, in fin dei conti che cosa si cerca di fare in orari e percorsi così diversi? Semplicemente trovare il sentiero della visione e della condivisione della festa. Numeri sì, anche importanti per la difficile fase economica. Ma, soprattutto, l’idea che – fa bene ricordarlo – è Natale.
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L'altra notizia »




(Er. Pa.) – Il quadro economico complessivo si segnala principalmente per le difficoltà che le imprese meridionali incontrano sulla loro strada. A leggere bene le ultime analisi la fase di stallo preponderante punta principalmente a contenere il danno derivante da una “stagnazione” che in realtà impedisce di procedere alle accelerazioni che tutti i soggetti in campo - privati (ma anche pubblici) - dovrebbero mettere in campo per aprire nuove finestre di crescita e sviluppo. E, invece, no. La difficile “interpretazione” della situazione politica (e delle prospettive che ne derivano nel breve e medio e periodo) e il quadro economico complessivo anche a livello europeo (che impone quanto meno cautela nella fase di approccio) delineano nei prossimi mesi non poche difficoltà di gestione del quadro interno. Da qui si delinea un contesto da prendere con le molle. Il test elettorale delle regionali si posiziona inevitabilmente al centro dell’attenzione e determina il forte ridimensionamento delle aspettative di spesa e di investimento. Insomma, la maggior parte delle imprese vuole capire verso quale contesto socio/economico ci stiamo dirigendo. E’ molto chiaro che in tantissimi, prima di scegliere e di impegnare le proprie risorse, stanno provando a mettere a fuoco gli scenari reali. E non è del tutto semplice.
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

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Politica/partiti, rebus complicato. Come si risolve?

Il tempo corre, ormai, alla velocità della luce, soprattutto nei paraggi del fine anno. C’è poco da riflettere: la politica - con tutte le sue fibrillazioni (o, almeno, così sembra a noi, alle prese con la quotidianità mediatica) - è un racconto senza sosta, che ben si presta a ogni interpretazione. Il problema vero si materializza sempre un secondo dopo e, principalmente, si scarica su quanti si ritrovano ad avere a che fare con le emergenze economico/occupazionali. In altre parole, nonostante il Natale alle porte, è evidente che la politica sia ben concentrata esclusivamente sui propri interessi. Tutto il resto? Poi si vedrà. Perché né da una parte (quella attualmente al governo), né dall’altra (l’opposizione) si tende ad evidenziare che siamo diventati nel contesto europeo il soggetto più improbabilmente adeguato a navigare con successo - nei prossimi mesi e forse anni - all’interno delle scie della produzione, senza dubbio le più sostanziali per gli equilibri della nostra comunità. I numeri in circolazione non riservano dubbi: siamo effettivamente messi male, con tantissima confusione che viene sostenuta non solo da chi guida il Paese, ma anche da chi – forse momentaneamente, alla luce dei dati che girano – si ritrova all’opposizione.

I numeri dell'economia »

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Fiducia, pesante battuta d’arresto

La fiducia delle famiglie, alla fine, inizia a vacillare. “Dopo alcuni mesi - scrive in una nota la Confesercenti - in cui il clima aveva mantenuto un andamento oscillante ma intorno al punto percentuale, in controtendenza rispetto ai dati macro, a novembre si risveglia la preoccupazione delle famiglie italiane per la difficile congiuntura che il Paese sta attraversando, con l’indice che diminuisce di ben 3 punti nel mese. Evidentemente si stanno manifestando gli effetti del forte rallentamento economico, in particolare sul mercato del lavoro”. Occorre tenere, quindi, conto che “diversi capitoli di spesa delle famiglie sono già entrati in quasi recessione: alimentare, abbigliamento e auto sono infatti al centro della crisi dei consumi, con la sola spesa turistica che, insieme ad altre poche voci, continua – con l’aiuto degli stranieri – a dare una spinta significativa. Per quanto riguarda le imprese, invece, sembrerebbero prevalere sentimenti di attesa riguardo al futuro e alle misure che il Governo saprà mettere in campo”.
(Fonte: confesercenti.it/ 27.11.2019; confesercenti.it/ 29.11.2019)

Lo speciale »

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Il cibo? E’ la prima ricchezza del Paese

“Il cibo è diventato la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare estesa, dai campi agli scaffali e alla ristorazione, che raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil ed offre lavoro a 3,8 milioni di occupati”. E’ il dato complessivo che emerge dall’indagine Coldiretti su “Il valore del cibo in Italia” presentata alla prima giornata nazionale Cibo e cultura, evento di chiusura del programma di Matera 2019, capitale europea della cultura. “Si tratta - spiega Coldiretti - di una leva strategica del Paese, che cresce più e meglio degli altri e che in poco tempo è stato capace di diventare un traino per l’intera economia Made in Italy nei confini nazionali e all’estero, oltre ad essere di fondamentale importanza per l’ambiente e la salute”. Mai “così tanto cibo e vino italiano sono stati consumati sulle tavole mondiali con il record storico per le esportazioni agroalimentari Made in Italy che nel 2019 hanno registrato un aumento del 4% rispetto al record storico di 41,8 miliardi messo a segno lo scorso anno”.
(Fonte: coldiretti.it/ 30.11.2019)

Green Style »

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Latticini e dieta

di Maristella Di Martino

Certo la preferenza va accordata a quelli ipocalorici e con un minor contenuto di acidi grassi saturi, pericolosi - se consumati in grosse quantità - perché amplificano gli effetti negativi del colesterolo. Ma mangiare quelli giusti e nelle dovute porzioni, vi assicuriamo, fa solo bene. E vi spieghiamo i motivi. Intanto in un regime alimentare corretto ed equilibrato è importante includere tutti gli alimenti e quindi anche latte, formaggi e yogurt. Contengono infatti alcune sostanze nutritive essenziali per essere in forma e, oltre ad essere ottime fonti di proteine, zinco e vitamine del gruppo B, sono una delle fonti principali di calcio, un minerale che aiuta a sviluppare ossa forti e sane e quindi a combattere in futuro malattie come la riduzione della massa ossea e l’osteoporosi.

FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
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