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Che giorno fa

BES BAROMETRO ECONOMICO SALERNITANO

di Paolo Coccorese e Ernesto Pappalardo
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La notizia del giorno »



di Ernesto Pappalardo

Il clima elettorale – per le europee di primavera – si fa sentire ogni giorno in maniera più esplicita e non è facile distinguere nell’arena mediatica quali sono realmente i temi che andrebbero seguiti con attenzione e quali, invece, semplicemente destinati a durare lo spazio di un mattino. Le strategie di info-comunicazione che i due partiti alleati/competitor (Lega e 5Stelle) sviluppano sono senza dubbio rivolte alla captazione del consenso non solo sull’azione di governo che portano avanti, ma anche sul “rinnovamento” che dal loro punto di vista è indispensabile all’interno della rappresentanza Ue. Si tratta, come si sa, di una competizione che esalta il valore politico del voto: è un voto che molto volte ha consentito all’elettore di sganciarsi, per quanto possibile, dalla valutazione dell’azione amministrativa dei partiti. Nel caso attuale la campagna elettorale permanente di Lega e 5 stelle pone i presupposti per dare una linea di continuità – senza alcun distinguo – tra le posizioni istituzionali e quelle più prettamente politiche. E’ chiaro, quindi, che più ci si avvicina al voto, più potrebbero intensificarsi i fronti aperti contro l’Ue. Con quali conseguenze sulla “dialettica” in corso in relazione ai numeri della manovra economica? E sullo spread? La sensazione è che non ci attendono mesi tranquilli.
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L'altra notizia »



di Alfonso Schiavino

Tempo di bilanci. Senza nostalgie. Avete visitato le Luci d’artista? Come vi sono sembrate quest’anno? Quali installazioni vi sono piaciute? Fatecelo sapere se ne avete voglia. Intanto possiamo “rivivere” diversi momenti e alcune tendenze, sfogliando qualche profilo Instagram dedicato: il social media riservato alle fotografie è l’ambiente naturale per un evento di 11 settimane basato sulle creazioni luminose.
Di norma i post non generano engagement da urlo (rari commenti, like oscillanti fra poche unità e 100-150) ma i soggetti sono numerosi e un’idea centrale emerge abbastanza nitida. L’oggetto più amato sembra essere il Nettuno collocato alla Rotonda. Inoltre l’hashtag “lucidartista” (scusate il pasticcio di parole: i padroni del web non amano le regole della grammatica italiana) fa rilevare una netta propensione per i ritratti femminili, taluni piuttosto ingaggianti. Due esempi? Una ragazza in jeans con un cappello largo e vari complementi griffati – ritratta sul lungomare in prossimità della ruota panoramica – ha superato i duemila like e i cento commenti (“Wow! Che bella la tua borsa!”). Una coppia di fidanzati ferma vis-à-vis davanti all’arco-cuore sul Corso ha sfondato i tremila gradimenti, con 21 commenti: “Siete davvero una bella coppia”, “Che dolci”, “Dooooolci”, “Che dolci che siete ragazzi”, “Che belli”.
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Glocal-Immagine mass media

Se prevale il “rancorismo”

La categoria del “rancorismo” continua ad essere predominante nei comportamenti più diffusi negli ultimi due anni. Non è un problema solo italiano, questo va detto. Ma nell’ambito della “rivoluzione” dei meccanismi di rappresentazione del conflitto politico (ed istituzionale) alla quale stiamo assistendo, è evidente che proprio il “rancorismo” ha assunto le caratteristiche di valore-notizia predominante. In altre parole, maggiore è il grado di aggressività – non solo dal punto di vista verbale, purtroppo – di tipo“rancoroso”, più diventa facile bucare il cancello (sempre più malconcio, ridotto quasi ad una gruviera) delle redazioni. Occorre, naturalmente, interrogarsi sulle origini del fenomeno e soffermarsi senza infingimenti sulle responsabilità in capo alla politica ed ai partiti che hanno governato fino al 4 marzo. E’ senza dubbio nella deriva autoreferenziale - fino allo scollamento quasi totale dalla realtà sociale del Paese - fortemente accelerata negli ultimi 20 anni che va individuata una delle cause “fondanti”, una delle premesse più robuste, di tutto quello che ora si sta sviluppando sotto i nostri occhi.

I numeri dell'economia »

Economia digitale immagine 4.0

La “ricetta” Its? Salerno in ritardo

Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Mattino (edizione Salerno) venerdì 11 gennaio 2018.

di Ernesto Pappalardo

Tutte le analisi convergono su un dato: il mercato del lavoro provinciale (specchio fedele di quanto accade in Campania ed in larghissima parte del Mezzogiorno) sconta il mancato incrocio tra domanda ed offerta di profili professionali. In altre parole, al di là delle dinamiche strutturali dei singoli settori produttivi, anche quando le imprese si muovono alla ricerca di nuovi addetti, molto spesso non riescono facilmente a rintracciare le competenze necessarie ad implementare la propria pianta organica. Le previsioni più recenti di Unioncamere evidenziano che nei prossimi 5 anni (2019-2023) ad alimentare i contratti di lavoro saranno “la rivoluzione digitale (big data, intelligenza artificiale, internet of things) e la domanda di ecosostenibilità”. E’ chiaro, quindi, come diventi indispensabile per i singoli territori “attrezzarsi” dal punto di vista delle “filiere” formative innovative per orientare l’offerta.
Lo strumento, sperimentato con successo in molte aree d’Italia, è stato individuato già nel 2010. Gli Istituti Tecnici Superiori (Its) si configurano come la prima esperienza italiana di offerta formativa terziaria professionalizzante. In Campania ne sono stati attivati 9 (il numero più alto dopo la Lombardia), ma in provincia di Salerno - secondo il monitoraggio della Banca Dati Nazionale Its, settembre 2018) - al momento non è ancora stato censito alcun percorso di questo genere.

Lo speciale »

Immagine Glocal imprese bio

Imprese bio, valore aggiunto per il territorio

Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Mattino (Edizione Salerno) lunedì 14 gennaio 2018).

di Ernesto Pappalardo

In provincia di Salerno operano 1.054 imprese biologiche che hanno ottenuto la relativa certificazione. Per numero complessivo la provincia di Salerno - elaborazioni InfoCamere su dati Registro Imprese-Accredia (settembre 2018) - è quella più densamente “popolata” in Campania da questa tipologia di aziende. Seguono le province di Benevento (839); Avellino (797); Caserta (532) e Napoli (305, ultimo posto nella graduatoria nazionale). Se, invece, prendiamo in considerazione l’incidenza su ogni 10.000 imprese iscritte ai registri camerali, il Salernitano (87) si colloca alle spalle del Sannio (235) e dell’Irpinia (178), ma precede il Casertano (57) ed il Napoletano (10).
Da un punto di vista generale si può affermare che l’agricoltura biologica “sfrutta la naturale fertilità del suolo con lo scopo di rispettarla e favorirla ricorrendo a interventi limitati” (nota Unioncamere, 27 dicembre 2018). Sulla base di questi elementi, è evidente che la diffusione della cultura del biologico tra le imprese rappresenta un fattore di crescita che va ben oltre la filiera dell’agro-alimentare in termini di opportunità sul versante della creazione di valore aggiunto complessivo che è possibile generare in provincia di Salerno.

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Foto D’Antonio Giuliano

Lotta alla contraffazione e cultura della legalità

di Giuliano D’Antonio*

A leggere con attenzione alcune analisi che delineano il profilo e le abitudini di acquisto degli italiani occorre prendere atto che siamo in presenza di una serie di carenze molto gravi in materia di cultura della legalità. Non è certamente un dato nuovo, si dirà. E, purtroppo, è esattamente così. Ma di fronte all’entità dei numeri di alcuni fenomeni si resta davvero sorpresi. Una conferma di questo stato effettivo delle cose giunge da una ricerca che il Censis ha realizzato per il Ministero dello Sviluppo Economico (Direzione Generale Lotta alla contraffazione-UIBM) e resa nota lo scorso mese di dicembre.
“Nel 2017 - scrive il Censis in una nota di sintesi - gli italiani hanno speso 7,2 miliardi di euro per acquistare prodotti contraffatti: un valore in crescita del 3,4% rispetto al 2015”. Ma il ragionamento evidenzia ancora meglio la criticità della situazione se si prova a considerare il dato della produzione interna se non esistesse il fenomeno della contraffazione. In questo caso “la produzione interna registrerebbe un incremento di 19,4 miliardi di euro, con un valore aggiunto di 7 miliardi (un valore quasi uguale, ad esempio, a quello generato dall'intera industria metallurgica).

*Presidente Fonmed (Fondazione Sud per la Cooperazione e lo Sviluppo del Mediterraneo)
(Fonte: censis.it/ 19.12.2018)

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di Alfonso Schiavino

Le persone ricordano più le storie che i fatti, preferiscono le emozioni ai freddi dati. Questa verità ancestrale, nota agli autori della Bibbia e ai rapsodi antichi, ha svolto nei secoli una funzione fondamentale: costruire la memoria collettiva, cioè il collante culturale, cioè il tessuto sociale della comunità. L’arte di raccontare – “storytelling” in inglese – ha ispirato anche fini venali, diventati prevalenti in era digitale, a supporto del marketing e della politica. Storytelling oggi è l’abilità di promuovere qualcosa o qualcuno usando la multimedialità e la scrittura persuasiva (quella che gli apprendisti stregoni del neuromarketing arrivano a definire “ipnotica”). Serve per vendere i pannolini come per spiegare una “case history”. Dai politici alla Coca-Cola, ecco gli esempi.
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