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Che giorno fa

BES BAROMETRO ECONOMICO SALERNITANO

di Paolo Coccorese e Ernesto Pappalardo
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La notizia del giorno »



di Pasquale Persico

Lo Stato “negligente” attraverso il decreto sicurezza sembra guardare solo all’immigrazione con una grave miopia politica. Ed, invece, un rilancio forte della govenance multi-scalare potrebbe essere il presupposto per parlare di sicurezza; ciò è evidente dall’esame delle problematiche emerse in tempi recenti, purtroppo, a Genova (il ponte e il dissesto idrogeologico). Ma è la negligenza dello Stato - nelle sue diverse articolazioni - che dovrebbe fare emergere il tema della sicurezza nella sua complessità più generale: da quella delle scuole a quella degli ospedali fino alla (non) manutenzione del patrimonio culturale, solo per citare alcuni aspetti più rilevanti. E, invece, l’anima del decreto sicurezza sembra concentrarsi solo sulle colpe originarie del migrante; perché sei partito e sei venuto in Italia?
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L'altra notizia »



di Alfonso Schiavino

Salerno ha gli autobus lumaca d’Italia e, per giunta, non possiede una metropolitana. Questa realtà emerge dalle tavole dell’Istat sulla mobilità nei capoluoghi di provincia. I dati sono riferiti al 2016, ma la situazione nel frattempo non sarà cambiata in misura significativa: gli interventi su un aspetto cruciale della qualità urbana procedono raramente nel Paese. Vediamo meglio.
Solo 7 città hanno la metropolitana. Milano spicca per estensione (72 km contro i 58 di Roma) e densità (40 km per 100 km² contro i 15,8 di Napoli). Il primato della velocità commerciale spetta a Napoli: 34,7 km/h contro i 32 di Torino. Le altre città “dotate” sono Brescia, Catania e Genova.
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

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Notizie, giornali, social, una questione di fiducia

Avventurarsi nella descrizione dello scenario info-comunicativo che è sotto i nostri occhi implica necessariamente il tentativo di mettere in campo un’analisi che proceda più attraverso l’alimentazione di dubbi che mediante l’individuazione di risposte secche e precise. Il dato di fatto - confermato da diverse ed autorevoli indagini quali/quantitative - è senza dubbio il ridimensionamento dei bacini di utenza dei media tradizionali a tutto vantaggio dei social network e, più in generale, dei “giacimenti” di notizie reperibili in rete, soprattutto in ambiti “sganciati” dalle fonti emittenti (quasi sempre pubblicati senza la citazione di tali fonti) o, in minor misura, allocati nel perimetro web di una fonte emittente che coincide molto spesso con lo spazio ufficiale in rete di un veicolo mediatico tradizionale. Per intenderci: non compro l’edizione cartacea di quello specifico quotidiano, ma ne seguo via internet il lavoro di informazione che da esso ne scaturisce.

I numeri dell'economia »

Frutta bio

Otto consumatori su dieci acquistano bio

I nuovi stili di alimentazione ed il mutato approccio con il cibo in senso salutistico ricevono continue conferme sul piano delle analisi quantitative (oltre che qualitative). In altre parole, siamo di fronte ad un cambiamento estremamente diffuso nella popolazione, che ha già da qualche anno abbandonato le logiche della “nicchia” dal punto di vista della dinamica dei consumi.
Sono 8 su 10 i consumatori che hanno acquistato prodotti bio nell’ultimo anno. E il 42% di loro è frequent user, ovvero sceglie di comprare biologico ogni settimana. Una scelta consapevole e informata: quasi 1 italiano su 2 predilige i prodotti biologici perché li ritiene esattamente quelli che vuole. Per il 52% degli intervistati la scelta è dettata da ragioni salutistiche, ma non mancano quelli che mettono al primo posto la garanzia di sicurezza e qualità offerta da questo genere di merci (47%) e quelli che scelgono il bio perché ritenuto più rispettoso dell’ambiente (26%).
(Fonte: sana.it/Comunicato Stampa-07.09.2018)

Lo speciale »

Immagine Food Bio

Tendenze bio? Ragù vegetale e chewingum “eco-lover”

Il segmento del “bio” cresce in maniera costante. Di conseguenza diventa più ampio il bacino delle novità proposte ai consumatori. “A crescere, oltre alle vendite - sottolinea una nota di sintesi del Sana 2018 - anche la varietà e la ricchezza dell’offerta. Le più di 950 proposte segnalate dalle aziende espositrici lo dimostrano: le innovazioni sono tante e interessanti in tutte le categorie merceologiche: alimentazione biologica, cura del corpo naturale e bio e green lifestyle. Cambiano gli ingredienti e le formulazioni per alimenti e cosmetici, si trasforma il packaging in chiave ecologica, si propongono soluzioni e funzionalità nuove per una quotidianità sempre più sostenibile”. Ma che cosa fa tendenza? “Fanno tendenza le linee per le pelli più sensibili, non solo in ambito beauty, ma anche nei prodotti per la pulizia della casa.
(Fonte: sana.it/Comunicato Stampa-08.09.2018)

Green Style a cura di Medicert »

Foto D’Antonio Giuliano

“Marchi” di qualità per rendere competitivi i territori

di Giuliano D’Antonio*

In tempi di non sporadiche campagne di marketing più o meno strumentali, ma in grado di influenzare i processi info/comunicativi, appare sempre più indispensabile accelerare non tanto contro/campagne di marketing - nell’arena mediatica è sempre più difficile ribaltare la “narrazione” che è partita per prima ed ha accumulato senza dubbio un vantaggio competitivo (soprattutto se si basa su messaggi ambiguamente verosimili e non sempre veri) - ma più pragmaticamente percorsi che accertano e certificano la qualità di tutto quello che si intende vendere. Può essere una merce tradizionale, ma anche una filiera produttiva estesa. O anche un territorio in termini di appeal ambientale e ricettivo oppure di capacità attrattiva dal punto di vista dei fattori di competitività. In altre parole, il riferimento ad un “disciplinare” che di per sé garantisca il rispetto di una serie di “standard” di alto livello qualitativo determina una pre/condizione che può fare la differenza.

*Presidente Fonmed (Fondazione Sud per la Cooperazione e lo Sviluppo del Mediterraneo)

FOCUS on »


di Alfonso Schiavino

Le persone ricordano più le storie che i fatti, preferiscono le emozioni ai freddi dati. Questa verità ancestrale, nota agli autori della Bibbia e ai rapsodi antichi, ha svolto nei secoli una funzione fondamentale: costruire la memoria collettiva, cioè il collante culturale, cioè il tessuto sociale della comunità. L’arte di raccontare – “storytelling” in inglese – ha ispirato anche fini venali, diventati prevalenti in era digitale, a supporto del marketing e della politica. Storytelling oggi è l’abilità di promuovere qualcosa o qualcuno usando la multimedialità e la scrittura persuasiva (quella che gli apprendisti stregoni del neuromarketing arrivano a definire “ipnotica”). Serve per vendere i pannolini come per spiegare una “case history”. Dai politici alla Coca-Cola, ecco gli esempi.
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