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Che giorno fa

BES BAROMETRO ECONOMICO SALERNITANO

La notizia del giorno »



di Ernesto Pappalardo

Il problema, alla fine, si ripropone periodicamente e valica la “strategia” (quale?) che sta prendendo forma per le regionali. Lo scontro frontale in atto tra Pd/5Stelle e Lega (con il resto delle forze di destra) ha, ormai, preso il sopravvento, rendendo difficilmente comprensibile l’atteggiamento del centrosinistra. Basta prendere in considerazione quanto accaduto in occasione del voto relativo a Salvini sulla vicenda Gregoretti. La maggioranza ha lasciato la giunta chiamata a esprimersi e il segretario leghista ha potuto fare votare il suo gruppo contro di lui. Quale tipo di profilo politico è emerso per i partiti che attualmente governano il Paese? Come è stato percepito questo snodo delle complesse vicende che si susseguono in queste ore? Inutile dire che andare a spiegare bene il perché della scelta del Pd non è affatto semplice. E, di conseguenza, si persevera nel “non racconto”, nella perseveranza (voluta o meno) di un aggregato politico (Pd/5Stelle) che molto spesso è impercettibile o, purtroppo, lontano dalla quotidianità di un contrasto che è destinato a dominare la scena dei prossimi mesi (almeno).

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L'altra notizia »



(Er.Pa.) - Per provare a censire il numero di visitatori giunti a Salerno per visitare “Luci d’artista” occorre partire dal totale dei pullman che hanno chiesto di interagire con la città. Il numero dei mezzi di trasporto – da un primo calcolo – ammonta a 1.705. Se moltiplichiamo – per comodità di conteggio – questo numero per 50 visitatori, si giunge a 85.250 turisti giunti a Salerno. Ipotizzando una spesa media di 7 euro (caffè, bibita, aperitivo etc etc) , si giunge alla cifra di 596.750 euro. Vanno, poi, calcolati quanti tra questi visitatori hanno scelto, invece, di recarsi anche in una pizzeria o ristorante. Se fossero esattamente la metà del totale, ammonterebbero a 42.625 persone che hanno speso mediamente 15 euro a testa per un totale di 639.375 euro. Se tiriamo, quindi, le somme tra spesa in bar/pub/pasticcerie e spesa in locali per pranzo/cena, arriviamo a oltre 1 milione e 200mila euro (1.236.125). Ma va aggiunto un altro target dimensionalmente molto importante: i residenti a Salerno, in provincia e, soprattutto, nelle zone limitrofe. In questo caso, parliamo di una cifra che si può ipotizzare pari a circa 3 milioni di euro.
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

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La partita continua, ma l’incertezza è prevalente

Dopo il periodo di feste e di scadenze natalizie ci si ritrova con la stessa (puntuale) dinamica di incertezza che finisce con stringere tutti – poveri, meno poveri e ricchi e meno ricchi – in attesa di “sviluppi” e, soprattutto, di contrapposizioni (più o meno aspre) che tendono a delineare due contesti socio/economici ben chiari. Da un lato quelli che – alla fine – decidono di seguire il racconto del centrosinistra sempre attento (se ne deduce dalla composizione dei pezzi di comunicazione messi in campo) a mantenere un profilo di contestualizzazione dei problemi con particolare riferimento all’Europa; dall’altro quelli che hanno proprio da sottolineare i ritardi dell’Europa, ma anche l’eredità negativa che hanno trovato o intravisto, per esempio, nei meccanismi economici dello Stato. Ma c’è di più. C’è la somministrazione quotidiana di uno scontro calato sul terreno del contesto sociale, senza stare troppo a sottilizzare su che cosa può costare questo clima così arroventato da scatenare conseguenze francamente improponibili per un Paese come l’Italia.

I numeri dell'economia »

Foto Pasquale Persico

La politica, il sogno e lo “stallo” istituzionale

di Pasquale Persico

Di questi tempi si fa fatica a immaginare che i politici abbiano ancora la passione giusta per provare ad affrontare con efficacia il problema di introdurre regole innovative sul fronte del funzionamento dell’Ente Regione (in termini di governance interistituzionale efficace). Eppure, venti anni fa mi capitò di immaginare quella che fu semplice, all’epoca, definire una partita a tressette con il morto. Una partita che non era stata organizzata per stabilire chi avesse ragione sui modi di rilanciare la Regione Campania e la sua governance, ma come semplice tentativo di unificare i linguaggi e parlare di strategie istituzionali. Eravamo tre docenti che sostenevano a fondo i temi del riposizionamento delle Regioni come aree economiche e istituzionali nel mosaico della competizione globale, evidenziando l’importanza della riforma dei poteri e di regole innovative sul fronte del funzionamento degli Enti Locali. Insomma, il problema era su quali principi di sovranità relativa dovesse essere poggiata la capacità della P.A. di fare economia.

Lo speciale »

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Consumi: 3 piatti di fagioli su 4 stranieri (+46% in 10 anni)

“Tre piatti di fagioli, lenticchie e ceci su quattro che si consumano in Italia sono in realtà stranieri provenienti soprattutto da Paesi come gli Stati Uniti e il Canada dove vengono fatti seccare con l’utilizzo in pre-raccolta del glifosato secondo modalità vietate sul territorio nazionale”. A denunciarlo è la Coldiretti, sottolineando che “si tratta di un inganno per i consumatori favorito dalla mancanza dell’obbligo dell’indicazione dell’origine in etichetta”. Le importazioni di legumi secchi “da spacciare come nazionali – precisa la Coldiretti – hanno superato i 405 milioni di chili, con un aumento record del 46% negli ultimi dieci anni, secondo una analisi su dati Istat. Ma se si torna indietro agli anni ’60, le importazioni erano pari “ad appena 4,5 milioni di chili, praticamente un centesimo di quelle attuali”.
(Fonte: coldiretti.it/ 14 .01.2020)

Green Style »

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Broccoli, salute e gusto a volontà

di Maristella Di Martino

Broccoli e broccoletti, cime di rapa o friarielli… E chi più ne ha più ne metta. Con tutti questi nomi, spesso usati indistintamente, si fa riferimento a prodotti in realtà un po’ diversi tra loro. Cominciamo col dire subito che non c’è alcuna differenza tra i primi due. I friarielli, in particolare, sono l’infiorescenza, cioè la parte più sviluppata della pianta delle cime di rapa e vengono chiamati a Roma broccoletti e a Napoli appunto friarielli con la differenza che quando ci si riferisce al mondo partenopeo si preferiscono solo le parti lunghe, nell’altro caso se ne consuma il fiore più grosso posto tra le foglie. Parlando di broccoli, invece, stiamo facendo riferimento alla famiglia dei cavoli, capaci di assicurarci il pienone soprattutto di vitamine A (preziosa per la vista) e C (utile per proteggere le coronarie), insieme a magnesio, calcio e fosforo. Da consumare sia crudi che cotti, vantano proprietà depurative e tante altre che scopriamo leggendo più in basso.

FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
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