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Che giorno fa

La notizia del giorno »



Non completamente evidenziata la sottolineatura di Draghi del gesto di solidarietà dell’Europa che tassa il reddito dei propri cittadini per andare incontro all’esigenza di vaccinare e di istruire le popolazioni dei Paesi poveri; insieme ai Paesi dell’alleanza atlantica, 7 miliardi di dollari sono stati stanziati anche per contrastare l’uso politico degli aiuti sanitari e di assistenza che arrivano dalla Russia e dalla Cina. La tenerezza dell’amore nella mistica di Santa Giovanna Antida e l’intervento di suor Wanda Maria Clerici, durante i pomeriggi di formazione organizzati dalla Fondazione Thouret nel 2018, ci ricordano quanta distanza esista tra l’approccio europeo al tema della disuguaglianza e quello che riguarda il ritardo d’amore per l’altro, accumulato da sette secoli trascorsi tra colonizzazione e decolonizzazione “zoppa”.
Per capire ciò la lezione di Suor Wanda Maria Clerici riprende la parola tenerezza, citata dalla santa nel suo memoriale e la mette al centro del racconto che parte dalla filosofia clandestina che animava la credenza della novizia Giovanna Antida durante la rivoluzione francese a Parigi; lei, nonostante il feroce contrasto al mondo cattolico, non poteva che svolgere la sua missione di misericordia e tenerezza, cercando erbe mediche necessarie per andare incontro alle sofferenze dei malati e rincorrendo i ragazzi e le ragazze lontani dall’istruzione, ragazzi abbandonati.
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L'altra notizia »



“In controtendenza rispetto al crollo generale dell’industria dell’11,5%, nel 2020 resiste solo l’alimentare che mantiene il fatturato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (-1%) salvato dall’export che fa segnare il record storico a 46,1 miliardi, in netta controtendenza rispetto agli altri settori produttivi”. E’ quanto si evince dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat. “Tiene la produzione delle imprese del comparto alimentare che diventa così la prima ricchezza del Paese. Un risultato ottenuto grazie alla fame di Made in Italy sulle tavole di tutto il mondo dove nonostante la pandemia Covid si registra un andamento positivo con un aumento dell’1,4% nel 2020 rispetto all’anno precedente”. L’andamento positivo “della domanda di cibi e bevande all’estero è trainata dalla Germania (+5,5%) che è il primo partner dell’Italia seguita dagli Usa (+5,2%) nonostante i dazi che hanno colpito i prodotti più significativi”.
Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha sottolineato che “l’Italia può ripartire dai punti di forza con l’agroalimentare che ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può svolgere un ruolo di traino per l’intera economia. Nell’agroalimentare è possibile creare un milione di nuovi posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni con una decisa svolta dell’agricoltura verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale”.
(Fonte: coldiretti.it/ 23.02.2021)
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

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La politica sul filo del fuorigioco, partita sempre più difficile

La partita, ormai, è impostata sul filo del fuorigioco: pochi passi più avanti e la politica si ritrova - senza possibilità di equivoco - in una zona del campo che non ammette giustificazioni. Entra, cioè, in una parte dello scenario di gioco dove si rincorrono solo le direttrici del consenso; dove, però, si prova ad impostare la “manovra” che può consentire di andare in rete. D’altro canto la sfida è, ormai, indirizzata - dal punto di vista dei partiti - non solo per aggregare come sempre consenso, ma anche per tenere sotto osservazione gli obiettivi verso i quali si è incamminati. Tra questi spunta, naturalmente, l’elezione del presidente della Repubblica - ormai al centro di ogni movimento dei partiti - che è in grado di influenzare e orientare ogni strategia nel breve e nel medio periodo degli schieramenti che si contendono la carica. Perché questo riferimento? Perché contribuisce a spiegare bene il senso di quanto sta accadendo, mentre il governo deve efficacemente preoccuparsi di contrastare la pandemia attraverso il ricorso al piano vaccini. Il contesto di riferimento, quindi, lascia emergere vari livelli con i quali interagiscono i partiti in campo che provano a fare i conti con una situazione che ne ha fortemente ridimensionato capacità effettiva e, soprattutto, rappresentazione delle loro “ragioni”.
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I numeri dell'economia »

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Comuni e Asl (del Sud Italia), pagamenti troppo lenti

di Diletta Turco

Non solo di debiti e di crisi di fatturato. E’ oramai risaputo che le aziende falliscono anche per i crediti vantati. Soprattutto se il loro “cliente” è lo Stato italiano. Che siano ministeri, Regioni o enti locali ancora più piccoli, i ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione si sono accumulati, fino ad arrivare a superare i tempi imposti dalle normative europee. Ad analizzare lo stato di “solvenza” delle pubbliche amministrazioni del territorio nazionale è la Cgia di Mestre che ha monitorato il cosiddetto Indicatore di Tempestività dei Pagamenti. Gli apparati centrali si muovono come elefanti. E questo è il caso di ben 10 ministeri su 12: la maglia nera al ministero dell’Interno, che ha una media di pagamento di 62 giorni. La Difesa segue con 36 giorni di attesa, lo Sviluppo Economico sfiora il mese, così come quello delle Infrastrutture.
Ma se i ministeri procedono con le zavorre ai piedi, neppure Regioni e Comuni se la passano meglio. La media di attesa per alcuni Comuni del Sud Italia arriva anche a superare i 300 giorni.
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Lo speciale »

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Draghi, elogio della bellezza e strategia del silenzio

di Pasquale Persico

A partire dal “Sole 24 Ore”, tutti i maggiori e più autorevoli media d’Italia e del mondo hanno commentato la bellezza del discorso del presidente Draghi al Senato. Certo, c’erano - nel suo primo e secondo discorso - molti riferimenti ai passaggi chiave del cambiamento da proporre; l’enfasi sulle discontinuità con il precedente Governo era raccontata con eleganza, ma erano, anche, evidenti i salti di qualità; abbondavano, nei commenti, i complimenti all’approccio strategico e alla visione di lungo periodo tracciata come approdo necessario. Non a caso, i complimenti e le sottolineature riguardavano il sogno e la visione larga, come se la bellezza potesse durare anche nel tempo lungo della condivisione politica necessaria. La lunga serie di valutazioni, sul testo specifico del suo discorso, erano sembrate, allo stesso presidente, appropriate, ma le sottolineature erano state, spesso, troppo elogiative: un viva il Re troppo sfacciato anche per alcuni passaggi minori. Lui aveva voluto rendere produttivo ed efficace il suo ragionamento; esso consentiva a molti di potere confrontare le immagini di riferimento come rappresentative dell’animo umano in concordia, mostrando anche aspirazioni alle quali - anche lui - non poteva rinunciare.
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Merluzzo, ecco le dieci ricette da preparare a casa

di Maristella Di Martino

Dal trancio al filetto, il merluzzo davvero è gustoso. Impanato poi è una vera delizia. Per non dire di quello alla mediterranea o in umido. E potremmo continuare all’infinito. Se lo consideriamo sotto sale lo chiamiamo baccalà, mentre lo stoccafisso viene preparato conservando la carne del merluzzo tramite essiccazione. Il merluzzo è un pesce molto delicato, dalle carni bianche e poco grasse. Si pesca soprattutto nei mari del Nord Europa ed è ricco di acidi omega 3. Perfetto quindi per tenere a bada il colesterolo cattivo e ridurre il rischio di eventi trombotici, dal suo fegato si ottiene l’olio di fegato di merluzzo, utilizzato come rimedio contro il rachitismo e il corretto funzionamento della tiroide. Il merluzzo fresco è ideale per chi segue una dieta ipocalorica e perciò deve assumere poche calorie. I valori nutrizionali per 100 grammi di merluzzo fresco equivalgono a 91 kilocalorie, 0,30 grammi di grassi, 17 di proteine, 50 milligrammi di colesterolo e 77 di sodio, senza carboidrati.
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FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
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