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Che giorno fa

La notizia del giorno »


(Er. Pa.) - Due settimane. Ci fermiamo il 7, ma siamo di nuovo on line con la nostra newsletter il 28 agosto. La pausa estiva arriva dopo un periodo di tempo davvero complesso e difficile. Ma noi abbiamo provato a lavorare intensificando la natura del nostro prodotto editoriale, tentando, cioè, di approfondire e dare ancora maggiore spazio a firme e proposte di qualità. Abbiamo raccolto opinioni e commenti, ma, soprattutto, abbiamo ampliato - con grande stima e considerazione da parte nostra e dei nostri lettori - il panel di editorialisti, opinionisti, studiosi che non ci hanno fatto mancare il loro supporto e ci hanno consentito di offrire il punto di vista e la visione più attenta (e molto competente) rispetto a quello che accadeva intorno a noi.
Occorre dire che siamo stati premiati perché gli accessi sono notevolmente cresciuti. Naturalmente, si tratta in larga parte di trend che si basano sulla ricerca di notizie legata all’emergenza della pandemia. Ma bisogna dire che, evidentemente, siamo, in qualche modo, riusciti a rimanere nel nostro mondo quotidiano: descrivere i processi economici e tentare di raccontare gli effetti che scatenano (o subiscono?) sul versante della politica. Non è mai semplice questo obiettivo, ma - giunti al nono anno di pubblicazione - continuiamo a inseguirlo con la nostra platea di lettori che aumenta. Grazie a tutti voi.

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L'altra notizia »



Anche per Salernoeconomy arriva una meritata pausa. Mi verrebbe da pensare: “E ora cosa leggeremo il venerdì?”. Si tratta solo di due settimane … magari si può sempre cliccare sull’archivio in alto a sinistra e rileggere qualche numero particolarmente interessante (direi tutti), cercarne qualcuno che è sfuggito alla lettura o, semplicemente, aspettare che Salernoeconomy ritorni presto. Naturalmente c’è sempre tanto da leggere in giro, ma resta il fatto che, nel mare magnum dell’informazione, non è prerogativa di molti fare sempre cultura. Per “Arabesque”, una nuova storia. Neonata del blog, inizialmente più che una rubrica è stata un vero e proprio esperimento, un’avventura, cominciata - non so ancora bene come – in pieno lockdown, quando perlopiù tutto si fermava o addirittura finiva. Una finestra oltre l’economia - da un’idea del nostro direttore - ha avuto sempre l’intenzione di diventare una nuova proposta. “L’altra notizia” in una rubrica che trattasse di attualità, arte, società ma anche di comportamenti, abitudini, tendenze, oggi più che mai in continuo e radicale cambiamento. Da parte di chi prova umilmente a fare vivere “Arabesque” una straordinaria occasione all’improvviso, subito, inconsapevolmente accolta, forse inconsciamente riconosciuta come un’opportunità per rimanere in contatto, connessa con un pubblico sconosciuto, ma al quale sentirsi in qualche maniera accomunata da una stessa sorte, proprio in questo particolarissimo momento.
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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

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Il “nodo” delle ferie, economia non ti conosco

L’anno, ormai, è giunto al “nodo” di ferragosto e, per la verità, più che il tirare le somme di quanto accaduto - mesi difficili e tristi - suscita ancora più preoccupazione quello che ancora ci aspetta. Quasi “inutile” appare, purtroppo, in queste ore provare a ragionare di quanti rischi incombano nel contesto nel quale ci troviamo. “Inutile” perché la maggior parte della popolazione, evidentemente, “ha deciso” che deve prevalere il concetto “che è estate e che si devono fare le vacanze”. Non c’è niente che possa arginare questa considerazione. Nemmeno tentare di provare a sostenere che, invece, il rischio c’è - peraltro ben richiamato e descritto da medici, esperti, autorità eccetera eccetera - e che bisogna fare i conti, responsabilmente, con questa difficile situazione. Insomma, da un lato quanti intendono, giustamente, permanere in una condizione di attenzione e di costante valutazione delle cose e dei fatti, tentando di reagire con la necessaria determinazione. Dall’altro tutto il resto del mondo. Una situazione assolutamente ingestibile e pericolosa. Ma a questo prioritario aspetto se ne somma un altro che indirizzerà l’agenda di un Paese alle prese con un contesto economico molto difficile. Qualche numero per comprendere bene di cosa stiamo tentando di parlare. Tra aprile e giugno scorsi il prodotto interno lordo è calato del 12,4% rispetto al trimestre precedente e - giusto per ricordare dove eravamo un anno fa - del 17,3% nel confronto con il secondo trimestre del 2019.
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I numeri dell'economia »

Foto Barbano

Il cantiere del riformismo, istruzioni per l’uso

L’evidenza populista

di Mariano Ragusa

C'e' una “evidenza” populista. E un populismo implicito, surrettizio, ideologicamente coattivo. Evidenza populista è la narrazione di Salvini ma anche quella intessuta dai Cinque Stelle. Proprio questi ultimi sono i motori, gli induttori del populismo implicito che contagia quelle forze politiche al contrario destinate, per storia e valori fondativi, ad essere alternativa radicale al populismo stesso.
Il contagiato numero uno è il Partito democratico Alla prova dell'alleanza con i Cinque Stelle ha fatto sin qui sconti continui al suo profilo riformista. Tattica di legittima politica politicante? Anche. Solo che se la tattica annebbia le direttrici della strategia allora i problemi sono pesanti.
Muove anche (ma non solo) in questo clima l'ultimo saggio di Alessandro Barbano "La visione-Una proposta politica per cambiare l’Italia" (edito da Mondadori).
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di Alessandro Barbano

Una prospettiva nuova per la democrazia italiana ha una possibilità di imporsi e di durare solo se è capace di volare oltre l’urgenza dei tempi, di cui il populismo è figlio. Non sono le prossime elezioni l’imperativo a cui rispondere, ma l’idea di Paese che abbiamo coltivato al confronto con l’immagine del Paese che vediamo declinare sotto i nostri occhi. Dismettere l’urgenza non significa non tener conto delle occasioni che la politica offre, ma evitare che tutto si riduca alla occupazione di uno spazio subordinando la strategia alla tattica. Un’alternativa credibile ha un tempo di elaborazione, di amalgama e di organizzazione, e coincide con il rispetto di un metodo di lavoro che è tutt’uno con il contenuto dell’offerta politica. Per proporre un compromesso credibile bisogna prima imparare a praticarlo, partendo da un’analisi realistica delle idee e delle risorse oggi presenti nell’area esterna al bipolarismo contrappositivo.
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Lo speciale »

P. Persico-casa-morra-cs-Pasquale-Persico

Il silenzio kairologico e l’Europa che verrà

di Pasquale Persico

“SalernoEconomy” ha ospitato per lungo tempo le mie brevi note intitolate “Il punto di Arpocrate”, durante il tempo/kronos del primo governo Conte. Arpocrate, con il suo gesto di invitare a tacere, parla, in realtà, di un silenzio molto vigile rispetto a quello che accade. Quelle note brevi andavano ben oltre la parola ed il linguaggio, cercavano di fare uscire parole nuove durante il vociare scomposto di un Occidente mediato e mediale orientato dal populismo a soggettività multipla. Era un silenzio di attesa, per una crescita latente, aperta al tema delle periferie, delle aree marginali, dei bordi del mondo. Appariva in lontananza il tema del kairos come silenzio, cioè del tempo giusto per fare emergere l’azione, affinché questa sia, poi, efficace; sorgevano connessioni ai temi di qualità che potevano finalmente prendere evidenza. Questo silenzio di cui ho parlato con “Il punto di Arpocrate” era, in realtà, già in relazione con il futuro (agamben), nel senso che cercava di relazionarsi con i movimenti d’opinione e di azione che dovevano, prima o poi, uscire dal silenzio e vivere nel modo giusto le azioni da intraprendere, perché il tempo cairologico si scopre quando durante il tempo cronologico la realtà ci costringe a dare finalmente spazio alla visione panoramica.
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Green Style »

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Tintarella, ecco come abbronzarsi

di Maristella Di Martino

Adorate sfoggiare un’abbronzatura perfetta? Niente paura. Bandite però soluzioni autoabbronzanti come creme, salviette e polveri e seguite semplicemente le nostre dritte: vi guadagnerete una pelle dorata e soprattutto senza disagi. Basta aggiungere alla vostra dieta alimenti ricchi di carotene, la sostanza nutritiva che ci garantisce una meravigliosa tintarella. E non è finita. Leggete più avanti nell’articolo quali ulteriori vantaggi assicurano. Ecco quindi una lista da tenere sempre a portare di mano. Presentano tutti un tono arancione, giallastro, rosso o verde… Innanzitutto la carota, uno dei più ricchi di questa sostanza nutritiva e, perciò, uno dei più adatti a favorire e prolungare l’abbronzatura. Poi gli spinaci e qualsiasi altro vegetale a foglia verde, i peperoni rossi, le albicocche, i pomodori, la patata. Il metodo di cottura migliore resta quello al vapore, anche se sono ottimi pure lessi, crudi e con il giusto condimento.
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FOCUS on »


di Ernesto Pappalardo

A riflettere bene sulle conseguenze dei lunghi anni della crisi recessiva - e su quelle che potrebbero derivare dal nuovo rallentamento in atto - la fisionomia del sistema economico e produttivo della provincia di Salerno, per la verità, non ne esce eccessivamente male. Si cristallizza in un paradigma ben saldo da diversi decenni in termini di segmentazione del valore aggiunto con una netta “propensione” verso i servizi, il turismo, la ristorazione, l’accoglienza (dichiarata o sommersa). Come in tutte le altre aree del Mezzogiorno (ed in larga parte d’Italia) il manifatturiero in senso stretto accusa difficoltà, ma risponde come può. E cioè con casi virtuosi di aziende export e green oriented che rappresentano una minoranza ben agganciata alle catene della produzione del valore nazionale (ed in parte internazionale), a fronte, però, di una maggioranza che si barcamena, naviga a vista ed è di nuovo alle prese con percorsi di accesso al credito difficili (e molto onerosi in termini di costi). La regressione degli investimenti pubblici, naturalmente, influisce negativamente con maggiore efficacia (se possibile) anche su quelli privati e va a finire che pure strumenti interessanti come la Zona Economica Speciale (che ingloba i porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia e le aree retro-portuali) - sebbene in attesa dell’attivazione definitiva delle corsie veloci in termini di semplificazione amministrativa e di credito d’imposta - risentono di uno scarso appeal soprattutto nei confronti di imprese provenienti dall’estero o da territori almeno extra-regionali.
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