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Salerno Economy VII.33- 31.08.2018

Occorre creare maggiori “connessioni” tra le varie sub-aree della provincia di Salerno.

Troppe squadre in campo

Se non si rafforza la condivisione delle politiche turistiche dal basso, anche quelle più valide attivate a livello istituzionale trovano non pochi ostacoli sulla propria strada.
Glocal Turismo Costiera Amlafitana
Costiera Amalfitana in crescita nel 2018
Questo articolo è stato pubblicato nella sua versione integrale sul quotidiano Il Mattino (edizione Salerno) sabato 25 agosto 2018.

di Paolo Coccorese e Ernesto Pappalardo

L’analisi dell’offerta alberghiera nel Salernitano (vedi altro articolo contenuto nella newsletter di questa settimana) conferma un modello di economia turistica che evidenzia forti differenze a livello di sub-aree provinciali. Lo scenario che emerge dalla ricognizione realizzata da Federalberghi offre diversi spunti di riflessione ed invita a immaginare una programmazione in grado di “tenere insieme” nell’offerta finale le tante opzioni disponibili. “Tenere insieme” significa creare connessioni a partire dal riconoscimento di target per alcuni versi alternativi.

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Lo scenario che si delinea attraverso l’analisi dei dati contenuti nell’ultima indagine realizzata da Federalberghi.

Alberghi di lusso, Salerno tra le prime della classe

Su 539 strutture censite il 4,1% appartiene alle categorie 5 Stelle e 5 Stelle Lusso (la media Italia è pari all’1,3%); la percentuale dei 4 Stelle è del 27,3% (la media Italia si attesta al 16,9%).
Numeri Economia -Mappa provincia di Salerno
Territorio a cinque stelle
Questo articolo è stato pubblicato nella sua versione integrale sul quotidiano Il Mattino (edizione Salerno) sabato 25 agosto 2018.

di Paolo Coccorese e Ernesto Pappalardo

Un territorio a cinque stelle. La provincia di Salerno per densità percentuale di alberghi di lusso sul totale di quelli presenti sul territorio si inserisce al 6° posto nella graduatoria nazionale che il Mattino ha “estratto” dall’ultima indagine realizzata da Federalberghi. Si tratta di un’analisi che consente di “misurare” - nel contesto di molti altri strategici indicatori - anche la percentuale di alberghi di alta fascia rispetto al totale degli esercizi operativi all’interno del perimetro delle singole province italiane. Come pure va sottolineato che dal punto di vista del totale degli alberghi in attività (539) il Salernitano ottiene un significativo 14° posto rispetto al ranking generale. Ma sono le percentuali riferite alla “consistenza” degli alberghi di lusso rispetto alla media nazionale che fanno comprendere bene il valore di mercato dell’offerta disponibile nella nostra provincia e che spiegano la forte attrattività che essa è in grado di esercitare rispetto ai flussi di turisti stranieri. Per dire: su 539 alberghi censiti il 4,1% appartiene alle categorie 5 Stelle e 5 Stelle Lusso (la media Italia è pari all’1,3%); la percentuale dei 4 Stelle è del 27,3% (la media Italia si attesta al 16,9%).
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La mancata garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni nei servizi pubblici incide sulla tenuta dell’area.

Il Sud? A “cittadinanza limitata”

La Svimez: “Nel Mezzogiorno si delinea una netta cesura tra dinamica economica che, seppur in rallentamento, ha ripreso a muoversi dopo la crisi, e una dinamica sociale che tende ad escludere una quota crescente di cittadini dal mercato del lavoro, ampliando le sacche di povertà e di disagio”.
Svimez Italia finale
Dualismi sociali ed economici
(Er.Pa.) - Il tema dovrebbe essere quello prevalente e non solo nelle sedi più propriamente politiche ed istituzionali. E, invece, appare quasi sempre “oscurato”, tenuto in secondo piano. O, peggio ancora, agitato nei momenti di maggiore e strumentale scontro tra maggioranza ed opposizione. Lo scenario descritto dalla Svimez (anticipazioni del Rapporto 2018) è molto chiaro e inquietante. “Ancora oggi al cittadino del Sud - si legge in una nota di sintesi - nonostante una pressione fiscale pari se non superiore per effetto delle addizionali locali, mancano (o sono carenti) diritti fondamentali: in termini di vivibilità dell’ambiente locale, di sicurezza, di adeguati standard di istruzione, di idoneità di servizi sanitari e di cura per la persona adulta e per l’infanzia”. E ancora: “In particolare, nel comparto socio-assistenziale il ritardo delle regioni meridionali riguarda sia i servizi per l’infanzia che quelli per gli anziani e per i non autosufficienti".
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Cinque proposte di Salerno Economy incentrate sul moderno e sul contemporaneo.

Autunno, tempo di mostre

Panorama vario e interessante per gli appassionati di arte e pittura in Campania: Alma Meditèrranea/Liliana Comes (Salerno), Leonardo Da Vinci/La Scapiliata (Napoli), Dal mare alle colline del mare/Paolo Viola (Napoli), Modigliani Opera/Innovazione e arte (Caserta), Mario Lanzione/Materiche geometrie (Benevento).

Foto mostre di pittura in autunno
Itinerari culturali
di Laura Maiellaro

Per il primo week-end d’autunno sono previste molte iniziative dedicate alla pittura moderna e contemporanea in Campania. Di seguito proponiamo una selezione di cinque mostre d’arte per andare incontro ai differenti gusti artistici. Si va dal misterioso dipinto della “Scapiliata” di Leonardo Da Vinci, in esposizione ancora per questo week-end a Napoli, alla rivisitazione impressionista dei paesaggi marini campani dell’artista contemporaneo Paolo Viola, per finire con la ricerca sulle possibilità di trasformazione della materia di Mario Lanzione.

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Nella difficile fase che sta attraversando il Paese si ripropone il tema della spinta dal basso.

Più crescita inclusiva, meno scontro sociale

Ma senza una filiera estesa della P.A. efficiente ed efficace non è possibile immettere sul mercato della competitività le piattaforme territoriali non solo del Sud, ma dell’intero Paese.
Foto D’Antonio Giuliano
Giuliano D'Antonio
di Giuliano D’Antonio*

Mentre la politica continua ad offrire l’immagine di uno scontro permanente tra maggioranza e opposizione e all’interno della stessa maggioranza – tra uno storytelling e l’altro – la società reale (come si diceva un tempo) si confronta con una situazione di sostanziale cristallizzazione delle “distanze sociali”. Possono anche cambiare le terminologie ed i metodi di individuazione delle diverse “aree” reddituali, ma resta il fatto che la mobilità tra le “classi” è diventata molto più difficile verso l’alto e molto più probabile verso il basso. Al punto che la paura di perdere posizioni induce a restringere i budget di spesa delle famiglie anche quando non ce ne sarebbe alcun bisogno (Censis).
Di fatto le distanze tra le due Italie (non solo Nord/Sud, ma anche Benestanti/Meno abbienti) sono molto consistenti e le pari opportunità di affermazione di un profilo professionale adeguato al percorso formativo intrapreso sono diventate più che altro un’ipotesi accademica.

*Presidente Fonmed (Fondazione Sud per la Cooperazione e lo Sviluppo del Mediterraneo)



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