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Salerno Economy I.2 – 03.10.2025

Glocal/ Cosa resta dell’antico patto di fedeltà politica che non può esistere (e non esiste) più

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La libertà
Glocal/ Cosa resta dell’antico patto di fedeltà politica che non può esistere (e non esiste) più

Guardare la televisione per “informarsi” - o almeno, in origine, quella restava l’aspirazione iniziale  o meglio ancora primordiale nell’uomo contemporaneo sopravvissuto, per caso, alle mille tempeste mediatiche che si sono succedute in così pochissimo tempo - resta ancora un riflesso automatico che ci porta a vedere ed ascoltare quello che sembra manifestarsi da una specie di altro mondo intorno a noi. Sì, perché è proprio un altro mondo che si ostina a conservare attori che trasmettono e ripetono solo se stessi. Anche se tutto quanto accade è purtroppo vero (come dice e dimostra la tivvù …), si ha l’impressione che siamo di fronte a racconti distonici e lontani dal mondo reale, quello che va avanti (o indietro) ogni mattina, riportando e comunicando il nulla, travestito dal nuovo che è, ormai, solo un fatto meramente temporale, ma forse anche troppo vecchio. La sensazione - cari amici che avverto l’esigenza di salutare con affetto perché, mi hanno spiegato, senza ombra di possibile smentita, mi seguite attraverso la lettura di salernoeconomy.it da qualcosa come oltre dieci anni, undici  per la precisione - è che ci siamo di fatto allontanati e rintanati dentro le nostre cose, i nostri pensieri, le nostre fantasie, le nostre involuzioni che inseguiamo senza interessarci troppo di tutto il resto. Un pensiero concreto sul quale dovremmo riflettere? Per esempio, l’universo, che ha mantenuto intatto o quasi il suo valore, di quelli che addirittura vanno a votare, qui da noi è pari più o meno al 40 per cento. Un dato che si commenta sa solo, ma che appare gigantesco per chi ne fa una ragione di vita, per chi crede ancora nelle belle idee della politica. Figurarsi che anche per me, ormai più che sessantenne, è un dato che fa riflettere e che apre le porte a un’altra costellazione: non abbiamo capito proprio niente, mai niente, con tutta la presunzione di sentirsi a venti, trenta, quaranta e anche cinquanta i veri padroni del mondo. E, poi, una domanda: ma chi, giovane o vecchio, crede, oggi, alla politica? La politica, mi spiegano senza perdere troppo tempo quelli che si considerano (e considero, almeno anagraficamente) giovani, è un mestiere come tanti altri.
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Lo speciale/Il Collegio Medico di Salerno: fondazione, sviluppo e scioglimento.

Cappella di Santa Caterina
Ex Cappella di Santa Caterina (porzione dell’attuale Sala San Tommaso)-Atrio della Cattedrale di Salerno. Foto di G. Ferrantino
Lo speciale1/Il Collegio Medico di Salerno: fondazione, sviluppo e scioglimento.

di Giuseppe Ferrantino

Leopoldo Cassese (n. 1901- m. 1960), archivista e storico, (1) in un suo saggio ha citato alcuni trattati medici, riconducibili all’ambiente culturale salernitano, come il Passionarium (Il Passionario) (2) scritto da Garioponto, vissuto intorno al 1040, con la collaborazione di alcuni Socii e il De arte medendi (Sull’arte della guarigione), di Cofone il giovane, fiorito tra il 1100 ed il 1110, il quale ci informa di aver scritto il suo trattato ascoltando il modo di guarire dalla viva voce di Cofone il vecchio, vissuto intorno al 1060, e basandosi sugli scritti dei suoi Soci. (3) Quindi da questi testi, secondo Cassese, si evince che la Societas medicorum che si delinea in Garioponto e Cofone il vecchio si struttura per moto spontaneo a metà dell’XI secolo. (4) Sicuramente i Socii di cui parla Cofone sono, secondo il linguaggio scolastico medioevale gli allievi e la Societas indica una organizzazione di tipo universitario. Ma oltre la Societas tra maestri e discepoli vi è una Societas doctorum phisicalium, composta di soli maestri, organismo che offre loro la possibilità di collaborare nella elaborazione di testi utilizzati per l’insegnamento. Ma Paul Oskar Kristeller (n. 1905 - m. 1999), filologo e storico, (5) ritiene che questa collaborazione tra Maestri non prova l’esistenza di una organizzazione regolare a forma di corporazione. (6) Va precisato che nel medioevo i termini schola, societas, confratria, collegium, sodalitas erano sinonimi. (7)

Tra il XII ed il XIII secolo vi furono una serie di pronunce conciliari che proibirono l’esercizio della medicina e della chirurgia da parte dei religiosi. Questo consentì l’emergere della medicina laica che nella maggior parte dei casi fu di modesta levatura e spesso dannosa per la popolazione. (8) Tanto che fu necessario da parte di Ruggero II (n. 1095 - m. 1154) (9) l’emanazione nel 1134 di un decreto che stabilì, per chi avesse intenzione di esercitare la medicina, l’obbligo di presentarsi ai funzionari reali e ai giudici e sottoporsi ad un loro esame. Un secolo dopo questo decreto fu incorporato in un corpus di leggi e di ordinamenti, emanate da Federico II di Svevia. (10) (11)
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Lo speciale 1/I Cannoni di Trump e la società del burro che si individualizza e si liquefa.

pasquale-persico
Pasquale Persico
Lo speciale 1/I Cannoni di Trump e la società del burro che si individualizza e si liquefa.

di Pasquale Persico

Gli economisti nei loro manuali sulle strategie dello sviluppo utilizzano, spesso, un grafico a due dimensioni, per   parlare   delle   due   opzioni   strategiche: produrre   più   cannoni   o   più   burro   per l’economia del futuro benessere? Il Piano strategico delle Aree Interne, approvato in primavera ,   ancora una volta mostra tutta la sua retorica nell’affrontare questo tema: esso, per le disuguaglianze da  correggere, prevede strumenti fuori dalla storia e dalla geografia del reale contemporaneo. Proprio l’allargamento della geografia delle aree interne dovrebbe segnalarci che si allontana sempre più l’ipotesi di riequilibrio tra città ed altra città (l’altra città è il linguaggio mio e di Maria Cristina Treu ); con la nascita di una nostra collana di ricerca, segnalammo la crisi della pianificazione urbana connessa alla scomparsa di una politica economica strutturante rispetto ai disequilibri storici ereditati dall’Italia diventata repubblicana). La questione meridionale deve essere riposizionata su nuovi paradigmi di ricerca che sono ancora lontani   dalla   filosofia   e   dal   linguaggio,   rielaborato   anche   con i contributi, pigri, del CNEL e dell’Anci, aggiunti alle inerzie strutturali dei governi recenti. L’imposizione di un ordine nuovo nella strategia della globalizzazione finanziaria è chiaramente in contrasto con il concetto di Geografia e commercio, elaborato a suo tempo dall’economista   Krugman, guardando   alla   storia   delle popolazioni. I vettori del cambiamento hanno direzioni contrastanti ed il concetto di innovazione sembra   tradire   le   aspettative   dei   popoli   che   aspirano   a   riconoscersi   come   portatori   di   pace   e scambi   di   beni   essenziali.   Le   risorse   e   le   strategie   esplicitate   nel   documento   sembrano   voler accompagnare i territori verso uno svuotamento della società dei valori umanitari,   a vantaggio della   società   opulenta   individualizzata. Affrontare il   problema dalla parte radicale del cambiamento ABBRACCEREBBE UNA POLITICA SCOMODA: la de verticalizzazione delle decisioni, come sussidiarietà per l’efficacia delle economie di scopo e di varietà o reti territoriali .Nel libro Quale Europa, Capire, Discutere, e Scegliere, a cura di Elena Granaglia e  Gloria Riva , il forum   delle   disuguaglianza fa emergere molti   temi ,  ma a mio avviso, non c’è il dissenso strategico radicale, pur se emerge  un impegno politico e morale. Non viene denunciato con forza la tendenza della società burocratica e tecnologica dominante a disumanizzare la politica fino ad imporre   la   trappola   del   militarismo   come   antidoto   alla   guerra   (più   cannoni   per   tutti); questa ipotesi   comunque,   per   molti   economisti, produrrebbe benefici all’efficienza, misurata dalla crescita   finanziaria, la regina   madre   dei   nuovi   imperi   ad   autocrazia   crescente.
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Lo speciale 2 /Cuore granata: la Salernitana e la rimonta che continua sempre (come a Casarano)

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Il cuore granata batte sempre
Lo speciale 2 /Cuore granata: la Salernitana e la rimonta che continua sempre (come a Casarano)

di Ubaldo Gatto

Altra rimonta per i ragazzi di mister Raffaele che hanno strappato un prezioso punto al Capozza di Casarano. I granata hanno saputo resistere ad una squadra che, visti i maggiori impegni della Salernitana, è apparsa a tratti più lucida e pericolosa. Le assenze di Inglese e Capomaggio hanno limitato le scelte sia a centrocampo sia in attacco. L’adattamento di Villa a centrocampo ha privato la squadra di soluzioni in  fase di proposizione sebbene, proprio il terzino ex Padova, sia stato uno dei migliori in campo per tutto il campionato. Rimarchiamo con grande soddisfazione la capacità della squadra di rimontare da situazioni difficili con ben 5 rimonte in 7 giornate che hanno issato i granata in prima posizione in condominio con il Benevento. La situazione sarebbe potuta essere diversa se il signor Tona Mbei non avesse inciso in maniera determinante sulla partita con il Cerignola annullando due reti regolari ai granata. Il fischietto di Cuneo ha poi assegnato un rigore assai dubbio ai pugliesi, fatto che ha definitivamente indirizzato la partita in favore del Cerignola. La società deve farsi sentire con il designatore in merito a questi disastri che dobbiamo avere ancora davanti ai nostri occhi. I granata disputano un campionato che sul campo non è certamente di nostra competenza, dove al danno della retrocessione si è aggiunta la “beffa” di avere le trasferte bloccate per quattro mesi quando altri per scontri nel senso letterale del termine sono stati davvero premiati. Tornando ad aspetti puramente di campo, si dovrebbero limitare gli esperimenti sul terreno di gioco al fine di sminuire la proposizione in fase avanzata. I granata a tratti esprimono un ottimo calcio per la categoria ma tali esperimenti ne possono svilire l’efficacia, portando la Salernitana a subire gol evitabili in contropiede. Proprio l’aspetto difensivo è la nota dolente di questa fase della stagione dove i meccanismi sono ancora lontani dall’essere oleati. Da contraltare va segnalata una fase offensiva con i fiocchi. La Salernitana, infatti, produce numerose palle gol che se tramutate in rete potrebbero rendere i pomeriggi dei tifosi molto più tranquilli e gioiosi. Questo aspetto viene rimarcato da alcuni numeri di questa stagione che vede la Salernitana come vera cooperativa del gol, avendo mandato ben otto calciatori in rete.


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