Storie intrecciate con l’artigianalità dell’impegno in sintonia con il miglioramento legato alla progressiva acquisizione di tecnica (e esperienza).
Eroe in difesa, alla conquista del mondo (negli anni Settanta)
L’esempio del nerazzurro Mario Giubertoni, che insieme con Burgnich e Facchetti illuminò il calcio italiano alla vigilia della magica “rivoluzione” olandese.

Mario Giubertoni
Ma è nella carriera di questo straordinario calciatore, pieno di storia nerazzurra, che si rintracciano spunti e episodi che aiutano a ritrovare non solo e non tanto lo spirito del tempo, ma anche (e soprattutto) la vocazione più autentica del difensore, che costruisce, partita dopo partita, la caratteristica principale di un tipo di squadra che appare, chiaramente, orientata prima di tutto a non prenderle. Ma, non per questo, a non attaccare, sebbene facendo leva su una difesa articolata, appunto, su Burgnich, Facchetti e lo stesso Giubertoni.
In quell’estate del 70’ arriva a Milano con il compagno di squadra Sergio Pellizzaro e si impone subito come titolare: lo scudetto che arriva a fine stagione è anche, meritatamente, suo. L’avventura nerazzurra dura per quattro stagioni. Diventa uno dei pilastri della difesa insieme con Tarcisio Burgnich e con Giacinto Facchetti.
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Il meridione “secondo la ricerca, è l’unica area dove tra il 1996 e il 2023 è diminuito il numero di lavoratori”. A trenta anni di distanza “a fronte di una media nazionale del +6,5%, fa segnare un calo dell’1,7%”.
Confcommercio: “Cresce il divario Nord-Sud”
“Nel 2023 +1,2% per il Pil a livello nazionale, ma solo +0,5% nel Mezzogiorno. Nel primo trimestre le imprese dei servizi di mercato sono arrivate al record storico del 54,8% del totale”.

Divari
(Fonte: confcommercio.it/05.06.2023)
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L’allarme. “La normativa colpirebbe una filiera che in Italia vale 14 miliardi di euro”.
“Vino, allarmi in etichetta: 7,9 mld a rischio”
Coldiretti, decisione da ridiscutere nel Comitato barriere tecniche del Wto il 21 giugno e monitorare “gli effetti sul mercato interno”.

Riflettori accesi
Una decisione che molte associazioni hanno preannunciato che contesteranno. La Coldiretti auspica “possa essere ridiscussa nel Comitato barriere tecniche in sede Wto il 21 giugno dove verranno presentate ufficialmente le obiezioni già anticipate da diversi Paesi a partire dagli Usa, che sono il principale consumatore di vino. Ma è anche importante - precisa la Coldiretti - che la Commissione Europea monitori gli effetti sul mercato interno per valutare la possibilità di aprire una procedura di infrazione”.
Per la Coldiretti “si tratta di una norma distorsiva del commercio che è il risultato di un approccio ideologico nei confronti di un alimento come il vino che fa parte a pieno titolo della dieta mediterranea e conta diecimila anni di storia e le cui tracce nel mondo sono state individuate nel Caucaso mentre in Italia si hanno riscontri in Sicilia già a partire dal 4100 a.c.”.
Secondo la Coldiretti va considerato che “anche se le esportazioni di vino italiano in Irlanda sono state nel 2022 pari ad appena 45 milioni di euro, la decisione rischia però di aprire le porte in Europa e nel mondo ad una normativa che colpirebbe una filiera che in Italia vale 14 miliardi di euro, dal campo alla tavola garantisce 1,3 milioni di posti di lavoro ed è la principale voce dell’export agroalimentare”.
(Fonte: coldiretti.it/22.05.2023)
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“Dalla pandemia al lockdown, dalla guerra in Ucraina alla corsa dell’inflazione”.
Confesercenti: “Boom di spese obbligate e giù il risparmio”
Nel 2023, abitazione, elettricità e altre utenze costeranno in media più di 1.300 euro al mese, oltre + 400 euro rispetto al 2019 (+45,5%).

Complicazioni
Si tratta, quindi di “un magro risultato, che oltretutto potrà essere ottenuto solo attraverso un ulteriore sacrificio da parte delle famiglie, che valutiamo dovranno bruciare altri 6,5 miliardi di risparmi nel corso del 2023 per sostenere i propri livelli di consumo. I dati sulla liquidità detenuta dalle famiglie presso il sistema bancario confermano d’altronde questa erosione, con un ammontare dei depositi che nella media del primo trimestre 2023 si è ridotto di 11 miliardi rispetto allo stesso periodo 2022”.
Restano determinanti, quindi, le spese obbligate. “A crescere, in questi quattro anni, sono state soprattutto le spese per l’abitazione e per le utenze, che più hanno risentito degli aumenti di energia e gas. Nel 2019 le famiglie spendevano per questa voce in media 896 euro al mese, il 35% del budget mensile; oggi l’esborso è arrivato a 1.304 euro, occupando quasi la metà (il 45,8%) del bilancio familiare”.
(Fonte: confesercenti.it/06.06.2023)
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