contatore visite free skip to Main Content
Ticker news is disabled.
info@salernoeconomy.it

I numeri dell'economia »

Il meridione “secondo la ricerca, è l’unica area dove tra il 1996 e il 2023 è diminuito il numero di lavoratori”. A trenta anni di distanza “a fronte di una media nazionale del +6,5%, fa segnare un calo dell’1,7%”.
Confcommercio: “Cresce il divario Nord-Sud”
“Nel 2023 +1,2% per il Pil a livello nazionale, ma solo +0,5% nel Mezzogiorno. Nel primo trimestre le imprese dei servizi di mercato sono arrivate al record storico del 54,8% del totale”.

“Il 2023 è un anno di transizione tra la fase di eccezionale recupero post-pandemico e un futuro incerto nel quale la crescita economica è tutta da costruire”. E’ questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio nella “Nota sulle economie regionali” diffusa in occasione dell’Assemblea Generale della Confederazione. “Ma se Pil e consumi cresceranno rispettivamente dell’1,2% e dell’1% a livello nazionale (nel 2024 dell’1,3% e dell’1,1%), usando la lente di ingrandimento si scopre che il prodotto interno lordo del Mezzogiorno crescerà quasi tre volte meno rispetto al Nord (+0,5% contro +1,4%) e che ci saranno regioni a crescita zero – Calabria e Sardegna – rispetto al +1,7% della Lombardia. Si acuisce, insomma, il divario Nord-Sud, anche per effetto del calo demografico che a fine anno vedrà la popolazione italiana ridursi di quasi un milione di persone rispetto al 2019, la metà solo nel Mezzogiorno. Un calo notevole, che diventa ancora più importante se si prendono in considerazione gli ultimi 28 anni: rispetto al 1995 si contano oltre 900mila residenti in meno, con Molise, Calabria e Basilicata che hanno perso tra l’11 e il 12% della popolazione. Al Sud, e non è certo una novità, si concentra anche la situazione più complicata per quanto riguarda l’occupazione”. L’analisi specifica che “il Mezzogiorno, secondo la ricerca, è l’unica area dove tra il 1996 e il 2023 è diminuito il numero di lavoratori. A quasi trenta anni di distanza, a fronte di una media nazionale del +6,5%, il Sud fa segnare un calo dell’1,7% contro il +13,1% del Centro, il +11,6% del Nord-Est e il +6,9% del Nord-Ovest. Le ultime due posizioni della classifica non a caso sono occupate da Calabria (-7,2%) e Campania (-5,2%), con all’opposto Lazio (+19%) e Trentino Alto Adige (+18,7%)”.

Va detto che “il calo occupazionale non può non far sentire il suo effetto sul Pil italiano, con il contributo del Sud che, sempre tra il 1995 e il 2023, è diminuito dal 24,1% al 21,7%. Dulcis in fundo, il Sud è però l’area in cui le imprese dei servizi di mercato mostrano maggiore vitalità, con una crescita del 6,2% rispetto al 2012”.

L’Ufficio Studi sottolinea “che il processo di terziarizzazione della nostra economia continua: le imprese che Confcommercio rappresenta hanno sfiorato i 2,8 milioni nel primo trimestre di quest’anno (il 54,8% del totale, record storico) e tra il 2012 e il 2023 sono cresciute complessivamente del 2,5% a fronte del calo del 2,6% del numero di imprese attive in tutti i settori economici”.

(Fonte: confcommercio.it/05.06.2023)

nord sud 1
Divari
Back To Top
Cerca