L’opinione di Ernesto Pappalardo/Il nuovo mondo: l’antica (perduta) scommessa di Trump, ma la Cina (con India e Russia) avanza in silenzio

Un nuovo ordine mondiale
Situazione globale - globale - davvero difficile da interpretare, ma il disegno del mondo è cambiato in pochi mesi, o, almeno, è così sembrato a milioni di teleutenti ingarbugliati dal vero padrone di tutte le cose (la tv, appunto). Le immagini che delicatamente ci hanno bombardato dalla Cina, che ospitava un nuovo ordine pressante delle cose, ci hanno spiegato bene che non c’è solo la forza dell’America o il vecchiume che, nonostante tutto, esprime l’Europa con non pochi Paesi tenacemente abbarbicati intorno all’indecifrabile magma messo in piedi (?) dal presidente Trump. Ci hanno spiegato che intorno alla forza della Cina, ci sono l’India e anche la Russia. Una platea di milioni di persone che propone un paradigma nuovo, mai visto prima, e riapre, quindi, il mondo a una geografia a volte, per caso, intravista, o almeno così è sembrato fino a questo momento. L’Europa appare come ha spiegato Mario Draghi a una platea di sordi che spinge ancora sulla soluzione dei riarmamenti per fare respirare il mondo che è senza più alcun equilibrio. E la gente, tanta e troppa gente innocente, intanto muore in Ucraina e a Gaza già trasformata in una scommessa impietosa del tycoon che, pure, è bene sottolinearlo, è il presidente degli Stati Uniti d’America, una vera super potenza mondiale: come dimenticarlo?
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Lo speciale/Storia della Scuola Medica, il ricordo di un Maestro

La vera eredità della Scuola Medica
di Giuseppe Ferrantino
Il 23 aprile 2025, il dottor Giuseppe Lauriello, come avrebbero detto i componenti del Collegio Medico di Salerno “E’ stato chiamato dal Signore a miglior vita”. Io dico che abbiamo perso un punto di riferimento sicuro. Lui era un medico, primario emerito di pneumologia, io sono un medico, ma il dottor Lauriello che io rispettosamente chiamavo professore, è stato e sarà, con i suoi scritti, per me un Maestro di storia della medicina. Ricordo le sue parole, oggi con nostalgia, quando mi invitava a fargli visita a casa sua: “Solo con te posso parlare di storia della medicina”. Ora non ho con chi parlarne, non ho con chi parlare della storia della Scuola Medica di Salerno. Un amore per la storia del nostro passato che ci accomunava. Mi conforta il ricordo dei nostri progetti, quelli realizzati e anche quelli non realizzati; come la presentazione di una delle tante sue pubblicazioni: il libro “Grandezza e drammi nella letteratura italiana. Un percorso medico-filosofico” del 2019: il convegno non si è mai tenuto a causa del Covid. E da ultimo il convegno sull’endocrinologia nella Scuola Medica di Salerno, a me aveva affidato la presentazione sul “Gozzo”, non c’è stato il tempo di tenerlo. Ricordo l’occasione mancata di vederlo e di parlargli in quanto il giorno che io ed il dottor Giuseppe De Nicola avevamo scelto per fargli visita è stato ricoverato presso l’ospedale cittadino. Ricordo gli incontri nel suo studio, ricolmo di libri, con la finestra che si apre sulla città, per progettare convegni di storia della medicina o solo per parlare dei sui libri. Ricordo le tante volte che mi ha invitato a scrivere non solo dei vari aspetti della storia della Scuola Medica di Salerno ma anche di altre cose. Mi disse: “Allarga i tuoi orizzonti”.
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Lo speciale 1/I Cannoni di Trump e la società del burro che si individualizza e si liquefa.

Pasquale Persico
di Pasquale Persico
Gli economisti nei loro manuali sulle strategie dello sviluppo utilizzano, spesso, un grafico a due dimensioni, per parlare delle due opzioni strategiche: produrre più cannoni o più burro per l’economia del futuro benessere? Il Piano strategico delle Aree Interne, approvato in primavera , ancora una volta mostra tutta la sua retorica nell’affrontare questo tema: esso, per le disuguaglianze da correggere, prevede strumenti fuori dalla storia e dalla geografia del reale contemporaneo. Proprio l’allargamento della geografia delle aree interne dovrebbe segnalarci che si allontana sempre più l’ipotesi di riequilibrio tra città ed altra città (l’altra città è il linguaggio mio e di Maria Cristina Treu ); con la nascita di una nostra collana di ricerca, segnalammo la crisi della pianificazione urbana connessa alla scomparsa di una politica economica strutturante rispetto ai disequilibri storici ereditati dall’Italia diventata repubblicana). La questione meridionale deve essere riposizionata su nuovi paradigmi di ricerca che sono ancora lontani dalla filosofia e dal linguaggio, rielaborato anche con i contributi, pigri, del CNEL e dell’Anci, aggiunti alle inerzie strutturali dei governi recenti. L’imposizione di un ordine nuovo nella strategia della globalizzazione finanziaria è chiaramente in contrasto con il concetto di Geografia e commercio, elaborato a suo tempo dall’economista Krugman, guardando alla storia delle popolazioni. I vettori del cambiamento hanno direzioni contrastanti ed il concetto di innovazione sembra tradire le aspettative dei popoli che aspirano a riconoscersi come portatori di pace e scambi di beni essenziali. Le risorse e le strategie esplicitate nel documento sembrano voler accompagnare i territori verso uno svuotamento della società dei valori umanitari, a vantaggio della società opulenta individualizzata. Affrontare il problema dalla parte radicale del cambiamento ABBRACCEREBBE UNA POLITICA SCOMODA: la de verticalizzazione delle decisioni, come sussidiarietà per l’efficacia delle economie di scopo e di varietà o reti territoriali .Nel libro Quale Europa, Capire, Discutere, e Scegliere, a cura di Elena Granaglia e Gloria Riva , il forum delle disuguaglianza fa emergere molti temi , ma a mio avviso, non c’è il dissenso strategico radicale, pur se emerge un impegno politico e morale. Non viene denunciato con forza la tendenza della società burocratica e tecnologica dominante a disumanizzare la politica fino ad imporre la trappola del militarismo come antidoto alla guerra (più cannoni per tutti); questa ipotesi comunque, per molti economisti, produrrebbe benefici all’efficienza, misurata dalla crescita finanziaria, la regina madre dei nuovi imperi ad autocrazia crescente.
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Lo speciale 2/Salernitana, si è già “ri”partiti nell’inferno della C: e mettiamo da parte i soliti ritardi.

Il vecchio cuore granata
di Ubaldo Gatto
La Salernitana è partita con un successo, ma l’attenzione generale è ancora incentrata sugli esiti del mercato dove i granata si muovono sempre con millimetrica attenzione. All’appello sarà necessario verificare l’effettiva rispondenza di quanti sono arrivati a Salerno e se possono ricoprire effettivamente il ruolo previsto nello scacchiere di mister Raffaele, come già più volte ribadito dal tecnico. Va detto che, nello specifico, si rincorrevano due/ tre centrocampisti, un terzino destro più esperto che potesse fare da chioccia al più giovane in rosa e una punta che garantisse reti. Altra nota dolente alla quale porre rimedio sono le amnesie difensive che possono essere curate davvero solo con innesti sostanziali, per esempio, di un centrale difensivo effettivamente di buon livello, veloce, che riesce a garantire la copertura durante il contropiede avversario. Per ovviare alla proverbiale sterilità offensiva, si spera momentanea, si dovrebbe ingaggiare un attaccante che possa fungere da prima o da seconda punta, che sia tecnica e anche killer istinct sotto porta. E’ stato fatto davvero? Lo scopriremo nel corso del campionato. Se poi, si volesse fare un regalo alla piazza, ricordiamo che Simone Verdi è attualmente svincolato e legatissimo ai colori granata tanto da avere celebrato il suo matrimonio a Salerno ai tempi della sua avventura veronese. L’ex granata sarebbe proprio il colpo di mercato che, con gli innesti già in precedenza indicati, farebbe balzare la Salernitana in pole per la conquista della promozione. Va, poi, fatto notare che non si potrà mai recuperare quanto speso e che una sorta di immobilismo apparente può solo indispettire la tifoseria granata già provata dalla doppia retrocessione.
Le troppe “scommesse” presenti poco tempo fa nell’organico sono da considerarsi purtroppo fattori determinanti nella scorsa stagione disastrata dei granata.
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