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Salerno Economy XIV.15 – 25.04.2025

Ci ha messo poco per cambiare il mondo, per voltare pagina e tentare di riportarci tutti lì dove, in fondo, abbiamo sempre tentato di stare.

Il battito d’ali di Papa Francesco

Grazie per averci insegnato a camminare. E a non perdere mai di vista gli altri, quelli che soffrono, che hanno ogni momento bisogno di noi. Grazie.
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Papa Francesco
La morte di un Papa, Papa Francesco, diventa un episodio più che centrale, centralizzante, perché all’improvviso assume di per sé le caratteristiche di evento fotografante moltitudini di esistenze che sembravano lì così, non si sa bene a cosa aggrappate o semplicemente abbandonate a se stesse, forse in attesa di chissà che cosa per cambiare o non cambiare il segno di un percorso o per continuare a rimanere abbandonati a quello che pure era sembrato, in un tempo lontano, l’inizio di chissà che cosa, forse di niente. Eppure, il Papa, Papa Francesco, ci ha messo poco per cambiare il mondo, per voltare pagina e tentare di riportarci tutti, come in un battito d’ali, lì dove, in fondo, abbiamo sempre tentato di stare: senza divisioni, senza finte supremazie, senza primati. Perché , Francesco, ha rimesso al centro un antico e fondamentale principio: il principio di umanità. Sì, siamo e rimaniamo centrali nel percorso di crescita di quello che siamo e di quello che diventiamo, anche di quello che pure rimaniamo. Eppure, troppo spesso, quasi sempre, ormai non ci riconosciamo. Siamo cambiati nel nostro profondo, abbiamo tralasciato tutto quello che pure siamo, non abbiamo più niente di quanto ci ha consentito, e ancora ci consente, di andare avanti, al di là del nostro egoismo - egoismo - che è diventato sempre più dominante. E’ per queste motivazioni, per questi principi basilari che sono di nuovo e per sempre al centro di tutto quanto faremo o non faremo che ciascuno di noi è oggi più povero: ha perso il riferimento centrale di ogni percorso già avvitato al futuro, perché è quella speranza di un mondo migliore, più giusto, più aperto su tutti gli altri mondi che pure sono dentro di noi.
Grazie Francesco, per averci insegnato a camminare. E a non perdere mai di vista gli altri, quelli che soffrono, che hanno ogni momento bisogno di noi. Grazie.


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Manfred Pinzger, Vice Presidente Confcommercio con delega al Turismo, sottolinea che i “numeri sono incoraggianti e confermano una voglia diffusa di spostarsi, soprattutto all’interno del nostro Paese”.

Ponti di primavera, 21 milioni in viaggio

Cresce non solo la quota di chi ha già programmato, ma anche l’anticipo con cui le scelte vengono effettuate.
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Turismo in crescita a Pasqua
“L’Italia riscopre la voglia di viaggiare. La stagione primaverile si apre con un deciso aumento dell’intenzione di partenza da parte degli italiani, che già da marzo hanno avviato la pianificazione delle vacanze di Pasqua e dei prossimi ponti festivi. I dati su Pasqua e ponti di primavera dell’Osservatorio Turismo Confcommercio, in collaborazione con SWG, confermano un cambio di passo: cresce non solo la quota di chi ha già programmato un viaggio, ma anche l’anticipo con cui le scelte vengono effettuate. Secondo le ultime rilevazioni, tra aprile e maggio si prevedono oltre 21 milioni di italiani in viaggio, con un totale di circa 27 milioni di partenze, considerando anche chi effettuerà più di una vacanza sfruttando la combinazione tra Pasqua, 25 aprile e 1° maggio. Un dato che riflette un atteggiamento più dinamico e proattivo nei confronti del turismo di prossimità, nonostante un contesto internazionale ancora segnato da incertezze economiche e tensioni commerciali, in particolare sul fronte dei dazi, che rischiano di pesare anche sul morale dei consumatori. Le vacanze saranno prevalentemente brevi e domestiche: il 64% dei viaggiatori partirà in coppia, con una durata media di 3-4 notti”. Questa l’analisi dall’Osservatorio Turismo di Confcommercio che specifica che “le mete preferite restano italiane, con una marcata preferenza per le località balneari e le città d’arte. Toscana, Lazio e le grandi città del Centro-Nord continuano a guidare le scelte. Tra le sistemazioni più richieste, alberghi e B&B si confermano al vertice, ma resta elevata anche la quota di chi si appoggia a seconde case o ospitalità privata. Nel dettaglio, per le vacanze pasquali si stimano oltre 10 milioni di italiani in viaggio (+25% rispetto allo scorso anno), con una spesa media pro capite di 335 euro. L’81% rimarrà entro i confini nazionali, mentre il 19% sceglierà l’estero, con Spagna e Francia in testa tra le mete preferite. L’alloggio più frequente sarà la casa privata, seguita da strutture alberghiere”.
Il ponte del 25 aprile attira circa 9 milioni di viaggiatori.
“La pianificazione è ancora in corso, ma la maggior parte ha già definito destinazione, compagnia e alloggio. Un quarto opterà per mete estere, ma l’Italia - ancora una volta - sarà protagonista, con Toscana e Lazio tra le regioni più scelte. Per il primo maggio si prevede un ulteriore flusso di oltre 8 milioni di persone, in aumento del 13% rispetto al 2024. Anche in questo caso, la maggioranza delle partenze sarà verso località italiane, con una netta preferenza per le strutture ricettive tradizionali”.
(Fonte: confcommercio.it/18.04.2025)
(continua)
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La terra, vista come territorio riservato alla vita naturale ed alla specie umana, è uno spazio chiuso, limitato da frontiere varie.

Il giardiniere planetario? Esiste, è il vero re della pace

Ma bisogna avere consapevolezza che il cip dell’intelligenza artificiale di Trump, purtroppo, non è proprio riparabile.
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Pasquale Persico
di Pasquale Persico

Gilles Clément nel bel libro Il Giardiniere Planetario, immagina di poter rispondere alla domanda: Il capitalismo è un albero? Il suo racconto immaginario è poggiato su i suoi ricordi di formazione a l’E’cole National d’Horticulture di Versailles, nel 1968. Con l’America e la Francia, poi, in rivolta, lui dava inizio al suo erbario e si faceva la stessa domanda sotto altra forma: l’albero , le erbe ed i fiori sono capitalisti? La terra, vista come territorio riservato alla vita naturale ed alla specie umana, è uno spazio chiuso, limitato dalle frontiere varie (biosfera); in questa definizione, per lui la terra è un giardino planetario, la cui mente è la complessità (il giardiniere) degli ecosistemi in evoluzione. Allora, questa ipotesi non c’era nei libri ed il suo viaggio di formazione lo porta a notare che la natura si esprime come terzo paesaggio proprio dove il capitalismo esprime le sue grandi contraddizioni: nel costruire le città metropolitane si generano periferie, lasciando alla natura la possibilità di esprimersi appena all’1%. Il ministero dell’ecologia nel mondo era già allora immerso nel gasolio. La cittadinanza del giardino era in cerca di un concetto condiviso come salvagente per nuotare nei mari della conoscenza e della ricerca. La parola “paesaggio” appartenente all’arte pittorica poteva, finalmente, essere concettualizzata per diventare programma di risalita del giardinaggio urbano. Il manifesto del terzo paesaggio capovolgeva l’approccio alla pianificazione prevedendo, appunto, la risalita del terzo paesaggio verso percentuali capaci di contrastare la visione miope dell’accumulazione delle rendite, in tutte le loro forme, moltiplicate nei processi di globalizzazione. L’estensione del concetto di giardino all’intero pianeta pone il problema di come riconoscere la regia illuminata del giardiniere planetario; Il come, poi , la regia possa diventare controtendenza globale, giardinaggio planetario in alternativa alle rendite distruttive dell’ecologia vitale, è il tema che oggi si pone come questione politica per tutti i continenti. Trump sembra incarnare il “cavaliere nero” orientato a contrastare ogni idea di copione per il futuro regista dell’ecologia vitale. I suoi seguaci lo applaudono ma sono incapaci di capire il perché.
Per fortuna la sua tecnostruttura di riferimento fa troppo affidamento alle correlazioni spurie dei Big data e le sconnessioni sono evidenti, la comunicazione sul che fare è fuori dalla storia, ed il cavallo bianco del giardiniere planetario appare più affidabile, seguito dalla sapienza degli asini di pace del vangelo di Luca, ben dipinti da Giotto. La biodiversità diventa il vangelo da predicare e la risalita dal terso paesaggio presuppone che il concetto di paesaggio abbia misure di valutazione sulla efficacia degli ecosistemi, intese come nuovi equilibri tra città costruita e rete ecologica a vitalità complessa. L’ecologia non può diventare un paravento elastico del teatro retorico; la politica, a differenza degli Indios dell’America Latina, ha difficoltà a considerare l’albero ed il puma titolari degli stessi diritti dell’uomo. Le nuove mappe sugli ecosistemi complessi allargano la mente rompendo i sistemi definiti dai confini amministrativi delle città e degli Stati, e per Clément il giardiniere planetario sta assumendo nuovi progettisti, strutturalmente “nemici” invisibili del Modello-Trump.
(continua)
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Negli altri due precedenti, più vicini in ordine di tempo, arrivarono un pareggio, nell’anno della promozione, e una bruciante sconfitta.

“Crocevia” Cosenza sulla strada della Bersagliera

La partita contro i calabresi è molto meno facile di quello che si possa pensare. Nelle ultime uscite in casa contro questo avversario, la Salernitana è stata vittoriosa una sola volta, con mister Ventura in panchina.
Salernitana
Una sfida fondamentale
di Ubaldo Gatto

In seguito alla morte del Santo Padre, la Salernitana tornerà in campo in quel dell’Arechi il 25 aprile contro il Cosenza. Tale decisione arriva dopo ben due Consigli di Lega dove tutte le società hanno espresso il proprio voto per via telematica. Nella medesima riunione si era ventilata anche l’ipotesi di uno slittamento del calendario che avrebbe visto, in caso di arrivo a tale delibera, la squadra granata impegnata sul difficile campo del Cittadella. Per quanto riguarda il recupero degli infortunati, questa proroga del calendario permette il recupero, salvo ulteriori ritardi, di Zuccon per la delicata sfida con i silani, oltre alla possibilità di incrementare la conoscenza del gruppo da parte del nuovo allenatore.
I calabresi, nella settimana che precede il match, dovranno discutere il ricorso sui quattro punti di penalizzazione inflitti, oramai, mesi fa. Il prossimo turno di campionato, quindi, potrebbe rappresentare un vero e proprio snodo per le speranze-salvezza dei granata. Una vittoria, con contestuali risultati positivi dagli altri campi, riporterebbe i granata fuori dalla zona retrocessione dopo mesi in zona rossa. Questa condizione di classifica permetterebbe di approcciare le restanti gare con maggiore serenità sia per i calciatori sia per gli stessi tifosi.
La partita contro i calabresi è molto meno facile di quello che si possa pensare. Infatti, nelle ultime uscite in casa contro questo avversario, la Salernitana è stata vittoriosa una sola volta, con Ventura in panchina. Negli altri due precedenti, più vicini in ordine di tempo, arrivarono un pareggio, nell’anno della promozione, e una bruciante sconfitta che avrebbe poi portato al play-out contro il Venezia. Per questo motivo, molto importante sarà la spinta del pubblico chiamato ad affollare le gradinate dell’Arechi nelle ultime due partite casalinghe che saranno focali per le speranze di salvezza dei granata. Sarebbe utile che la società procedesse nell’abbassare ulteriormente i prezzi al fine di facilitare i supporters granata nel riempire lo stadio in un turno infrasettimanale.
Allo stato attuale sono tremila i biglietti venduti, pochi per una partita così importante come quella di oggi, venerdì. Quindi, ora più che mai riempiamolo questo stadio!


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