I numeri dell'economia »
di Paolo Coccorese ed Ernesto Pappalardo
Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano “Il Mattino” (edizione Salerno) giovedì 19 ottobre 2017.
Quanto vale in termini di retribuzione media la professionalità di un laureato all’Università degli Studi di Salerno? La domanda è rilevante in considerazione delle notevoli criticità che affliggono il mercato del lavoro in generale e più specificamente quello relativo alle fasce giovanili. La buona notizia è che i laureati che escono dal campus di Fisciano riescono ad incrementare il loro compenso professionale in cinque anni di oltre il 45 per cento rispetto alla base di partenza, collocando, quindi, l’Università di Salerno al settimo posto di questa speciale graduatoria riferita agli Atenei italiani. Nel 2012 – ad un anno dalla laurea – hanno ricevuto compensi medi pari ad 869 euro (a fronte di un indicatore/Italia di 1.006 euro). Nel 2016 – cinque anni dopo la laurea – si sono attestati a 1.262 euro (indicatore/Italia 1.386 euro). A conti fatti hanno guadagnato 393 euro (13 euro in più rispetto all’incremento medio registratosi a livello nazionale).
I dati sulle caratteristiche dei laureati presso l’Università di Salerno provengono dalla 19ma “Indagine Almalaurea sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati”, che nel 2016 ha indagato le performance formative e lavorative di oltre 270 mila ex-studenti. Sono stati, in particolare, esaminati i laureati che hanno conseguito il titolo nei percorsi magistrali biennali (coloro la cui destinazione finale è solitamente il mercato del lavoro) a cinque anni dalla laurea, al fine di monitorare un insieme di persone già da tempo alle prese con il contesto occupazionale.
Il confronto con le retribuzioni-medie a livello nazionale.
Se la buona notizia consente di affermare che le competenze acquisite rafforzano la competitività dei laureati a Salerno, va subito chiarito che il compenso percepito resta, comunque, al di sotto del livello nazionale, che ammonta a 1.386 euro. Se proseguiamo nell’analisi longitudinale – sempre seguendo nel tempo i laureati Unisa del 2011 – è possibile notare che la retribuzione netta di 869 euro ad un anno dalla laurea faceva registrare il -13,6% rispetto al valore medio del totale delle Università. Questa retribuzione è passata a 1.031 euro dopo tre anni (-12,8%), ed è diventata pari a 1,262 euro a cinque anni dalla laurea (-8.9%). In termini di crescita siamo, quindi – come rimarcato sopra – al +45,2%, un valore che colloca l’Università di Salerno al settimo posto in Italia su 54 atenei (analizzando solo quelli per i quali le interviste disponibili erano almeno 100, in modo da garantire una buona affidabilità dei dati).
Insomma, anche se ricorrono oggettivi svantaggi di partenza legati al contesto economico di provenienza, nel tempo gli ex-studenti dell’Ateneo di Salerno riescono ad imporsi in base alle loro competenze e a ridurre progressivamente il gap retributivo. Il tutto è ancora più apprezzabile se si pensa che – sempre secondo i dati Almalaurea – ben il 62,9% dei laureati sceglie di rimanere a lavorare al Sud, dove – secondo gli ultimi dati Istat disponibili, relativi al 2014 – le retribuzioni per occupato dipendente sono più basse del 13,6% rispetto alla media nazionale.
Il profilo caratteristico del laureato a Salerno.
Le interviste a questo campione di laureati magistrali nel 2011 consentono di individuarne il profilo caratteristico. L’età media alla laurea è di 27,4 anni (media Italia 27,8). Il voto – sempre in media – è di 108,2, superiore di circa un punto al risultato nazionale. Dopo cinque anni il 69,6% dei laureati a Salerno lavora (media Italia: 78,6%). L’11,1% non lavora e non cerca (Italia/ 9,2%); il 19,3% non lavora ma cerca (Italia/12,2%). La disparità di genere emerge, purtroppo, con chiarezza: lavora il 78,3% di uomini (Italia/83,3%) ed il 64,1% di donne (Italia/75,2%). Il tempo di ingresso nel mercato del lavoro è di 12,3 mesi a fronte di una media Italia di 10,5. Il 20,3% trova uno sbocco nel settore pubblico (19,4% Italia) ed il 75,9% nel privato (75% Italia). Il 3,2% entra, invece, nel non profit (5,2% Italia). Ma la tipologia contrattuale riserva una sorpresa positiva: il 53,6% dei laureati che trovano lavoro ottengono un contratto a tempo indeterminato (55,4% Italia). Mentre il 14,3% svolge lavoro autonomo (18,2% Italia).
La collocazione nei comparti produttivi.
L’1,2% dei laureati a Salerno che trovano lavoro viene assorbito nel settore agricolo (1,4% media Italia); il 18,3% nell’industria (Italia 21,6%) ed il 79,7 nel servizi (Italia 75,6%). Se si indaga all’interno dei servizi, spicca il dato del commercio (10,2%, superiore alla media Italia dell’8,5%), come pure è rilevante quello inquadrato nella casella “Istruzione e ricerca” (19,3%, Italia 14,7%). Un quadro – va detto – sostanzialmente coerente con lo scenario produttivo della provincia di Salerno.
Le aree geografiche di destinazione.
Dove trovano spazio i laureati a Salerno? Anche in questo caso il dato medio contribuisce a riportare nella sua reale dimensione il fenomeno dell’emigrazione intellettuale che, sebbene significativo, diventa “fisiologico” rispetto alla percentuale di disoccupazione giovanile mediamente diffusa in Campania e nel Mezzogiorno. Il 62,9% dei laureati a Salerno si posiziona al Sud; il 13,1% al Centro; il 5,4% nel Nord-Est; il 13,3% nel Nord-Ovest; l’1,2% nelle Isole ed il 3,4% all’estero.
L’utilizzo delle competenze.
Alla domanda sul livello di utilizzazione delle competenze il campione di laureati a Salerno che ha trovato lavoro risponde delineando un quadro complessivo incoraggiante. Il 47,4% mette in campo il proprio know how in misura elevata (Italia 45,4%); il 37,6% in misura ridotta (Italia 42,1%) ed il 14,7% per niente (Italia 12,3%).
L’auto-valutazione dell’adeguatezza della formazione ricevuta.
Anche in questo caso il campione di intervistati fornisce un panel di risposte positivo. Il 50,4% ritiene che la formazione ricevuta sia “molto adeguata” (Italia: 49%); il 36% “poco adeguata” (Italia: 40,2%) ed il 12,7% “per niente adeguata” (Italia: 10,7%).

Buona performance dei laureati Unisa
