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Sapeva aspettare l’occasione giusta per mettere la palla in rete. Era soprannominato Nacka, come il quartiere della capitale svedese, dove era nato.
Skoglund, l’arte del pallone con la maglia dell’Inter
La genialità sul lato sinistro del campo, dove giocava mezzala o proprio come ala, pronto al dribbling per saltare chi era stato scelto per marcarlo. Ma era anche un grandissimo fornitore di assist.

Lo svedese Karl Lennart Skoglund (Stoccolma, 24 dicembre del 1929/Stoccolma, 8 luglio del 1975) ha saputo rivelare all’Inter che cosa può rappresentare la genialità sul lato sinistro del campo, dove giocava mezzala o proprio come ala, pronto al dribbling per saltare chi era stato scelto per marcarlo. Ma era anche  un  grandissimo fornitore di assist. E, poi, sapeva aspettare l’occasione giusta per mettere la palla in rete. Era soprannominato Nacka, come il quartiere della capitale svedese, dove era nato. Nel 1952 sposò Nuccia Zirilli, Miss Calabria, da cui ebbe i figli Giorgio ed Evert, anch’essi calciatori. Dopo il ritiro dall’attività agonistica ritornò in Svezia, e lasciò in Italia la famiglia. Ebbe problemi di alcolismo, fu ricoverato più volte in ospedale, fino al suicidio nella sua casa d’infanzia: 8 luglio 1975. Nel 1984, proprio di fronte alla sua abitazione, vide la luce una statua raffigurante il calciatore. L’opera è ispirata ad un gol segnato direttamente dal calcio d’angolo, dopo il suo ritorno all’Hammarby. Nel 2001 la piazza è stata rinominata “Nackas Hörna”, “L’angolo di Nacka”.

La sua carriera iniziò nella terza divisione svedese, nella squadra dell’Hammarby, dove iniziò a giocare grazie al fratello maggiore. A 16 anni debuttò in prima squadra, 11 giocate nel torneo di serie B. A 18 anni fu eletto calciatore dell’anno, era già un fenomeno in quegli anni di frequentazione delle categorie inferiori, per guadagnarsi da vivere lavorava come elettricista. A 19 anni fu acquistato dall’AIK per 1.000 corone (circa 70 sterline) oltre a un cappotto per la madre e una tuta. Cominciò a giocare per la squadra riserve e durante la pausa invernale della stagione 1949-1950 partì per in tour nel Regno Unito e in Francia. La forza del suo talento cominciò a venire fuori. Nel mese di maggio fu selezionato per il Pressens lag, team scelto da giornalisti per giocare partite amichevoli contro la nazionale maggiore. Il CT George Raynor, consapevole del potenziale del giocatore, lo convocò per la Coppa del Mondo.

Durante la Coppa le sue prestazioni richiamarono l’attenzione degli osservatori della squadra brasiliana del San Paolo, che per lui offrirono l’equivalente di 10.000 dollari, ma il conguaglio fu ritenuto insufficiente da parte del dirigente dell’AIK che accompagnava la nazionale svedese. In meno di un mese, Skoglund sarà venduto per un prezzo cinque volte superiore all’Inter. Ritornò in patria e giocò cinque gare con l’AIK, oltre alla finale di Svenska Cupen vinta contro l’Helsingborg, ma la squadra retrocesse. Fu ingaggiato dall’Inter per 12 milioni di lire e fu accolto da 10.000 tifosi. A Milano vinse due scudetti consecutivi (nel 1953 e nel 1954) sotto la guida del tecnico Alfredo Foni. Era la spalla di due attaccanti come István Nyers e Benito Lorenzi.

Esordio in maglia nerazzurra: il 5 novembre del 1950, nella partita Inter-Sampdoria (5-1); la domenica seguente segnò la sua prima rete, mise la palla in rete nel derby vinto per 3-2.

Ma la celebrità si accompagnava a un vizio come l’alcool. Il 4 aprile 1954 segnò due reti nella gara dominata per 6-0 contro la Juventus. In nove stagioni all’Inter disputò 246 partite, realizzando 57 reti. Nel 1959, dopo una stagione condizionata da un infortunio e dalla dipendenza dall’alcol, fu ceduto alla Sampdoria. Giocò due stagioni a Genova, poi si trasferì al Palermo. In terra siciliana, con un contratto a gettone, giocò 6 partite prima di fare ritorno in patria, nella prima squadra della sua carriera calcistica. Proprio in quell’anno (1964) guadagnò la promozione in prima divisione con l’Hammarby. La società fece tutti gli sforzi possibili per trovargli un lavoro: venditore di macchine, tappeti e libri. Tuttavia non riuscì a mantenerli per più di due mesi. Si ritirò nel 1968 dopo una breve parentesi nel Kärrtorps IK, squadra di quarta serie allenata dal fratello Georg “Jojje” Skoglund.

Con la Nazionale svedese totalizzò 11 presenze, partecipando ai campionati mondiali nel 1950 e nel 1958, nel quale si consacrò come uno dei protagonisti della manifestazione: ottenne rispettivamente il terzo ed il secondo posto. Nel torneo ospitato proprio in Svezia, segnò la sua unica rete in nazionale nella semifinale contro la Germania Ovest.

 

Foto Skoglund-Wikipedia
Karl Lennart Skoglund
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