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Salerno Economy XIII.37 – 15.11.2024

La leader di questa nuova forma di consenso gioca, in realtà, una partita propria che solo sporadicamente incrocia altri personaggi.

Il melonismo, la nuova filosofia (non solo) della destra

E’ a sinistra che non si comprende, alla fine, che cosa si proverà ad aggregare. Per il momento si è solo disaggregato quel senso dell’unità che, invece, è diventato la parola magica della destra. Prima di Trump, sia ben chiaro.
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Lo scontro è diretto, senza mediazioni e ora prende forma, in virtù delle scadenze elettorali, una forma di precisazione - da un parte e dall’altra - destinata a incidere a fondo sulla profilazione delle forze in campo, per quanto questo possa poco interessare ad un elettorato né attento, né particolarmente intenzionato a conoscere la vera valenza politica delle aggregazioni che si confrontano. Il primo elemento che si è, fin qui, potuto cogliere è, invece, la ricerca di “altro” da parte di quanti hanno scelto il melonismo e non, invece, di schierarsi partiticamente. Perché è a nostro avviso abbastanza evidente che la leader di questa nuova forma di consenso gioca, in realtà, una partita propria che solo sporadicamente incrocia altri personaggi orientati a destra, all’autorevolezza, alle forme di autoritarismo che richiamano la destra o dintorni. In altre parole, il melonismo è, per caso, una vaga forma di trumpismo? No, assolutamente no. O è l’ungheresismo? Ancora no. Né il melonismo assomiglia al tedeschismo. Eppure - spiegano gli addetti ai lavori - è una forma di destra, o per meglio dire di destrismo. Eppure, abbiamo compreso, che pur non abbandonando percorsi già seguiti (per esempio, in Spagna e se ne è parlato e visto non poco), il melonismo, nella sua estrema pragmaticità, è ben altro, arrivando a toccare forme di democristianesimo tipicamente romano, aspirando, per dirla con enfasi, anche al post-andreottismo. E’ solo un’interpretazione delle cose che accadono, ovviamente. Ma se si mettono insieme queste forme di correntismo partitico, si riesce ad ottenere una non trasgressiva, vera e propria formula che, in realtà, si è già ben radicata nell’immaginario degli italiani, anche nella formula ridotta, in termini di proporzioni numeriche, che oggi caratterizza la effettiva quantità del popolo elettorale. Perché il melonismo tutto appare tranne che una riproposta politica/partitica, democratica, rapidamente inserita e governante nei vari livelli delle istituzioni europee. E questo aspetto le varie specificazioni della popolazione lo hanno colto o non hanno avvertito le differenze evidenziate dalle altre forme di rappresentazione politica. E dispiace vedere ed ascoltare esperti ed estensioni varie di un pragmatismo, questo sì, di centrosinistra, perdersi in forme di criticismo, a volte sconsolato di fronte al permanere di una differenza sondaggistica preponderante, quasi arrogante.
(continua)
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Ecco la mia visione sui beni posizionali distribuiti dai poteri nel settore pubblico ed in quello privato.

Mattarella, Prodi e la “Agnelli Chair” si confrontano (anche) in Cina

Il possibile nuovo ruolo internazionale del colosso basato in Oriente nel perseguire i nuovi sentieri già espressi e individuati dal multilateralismo nei vari continenti.
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Pasquale Persico
di Pasquale Persico

Sebbene i luoghi del discorso di Mattarella siano stati diversi, la sua presenza all’inaugurazione della “Agnelli Chair”, per l’accettazione della prima cattedra per Romano Prodi, ha posto qualche profilo ulteriore al magnifico discorso fatto sul possibile nuovo ruolo della Cina nel perseguire i nuovi sentieri potenziali del multilateralismo nei vari Continenti. Esterno queste riflessioni su un amico che seguo con empatia e militanza fin dalla nascita dell’esperienza dell’Ulivo. Ma nella giornata in cui il Sole 24 Ore parla addirittura della rivoluzione trumpiana, non posso che ribadire la mia visione sui beni posizionali distribuiti dai poteri nel settore pubblico ed in quello privato. I beni posizionali, spesso, sono rivali dei beni relazionali che concorrono ad una sana ed etica economia civile; quest’ultima deve sempre emergere nei comportamenti delle organizzazioni private e nei modelli di governance del settore pubblico. La presenza del presidente John Elkann e quelle di altri imprenditori e rappresentanti del mondo della finanza, non può non fare pensare che al tema del negoziato sulle tariffe doganali ed allo spazio del commercio internazionale da difendere, per le imprese esportatrici, fino a nascondere la miopia della politica industriale dell’Italia e dell’Europa.
In contributi recenti ho sottolineato come bisognerebbe inquadrare tutto il tema del terzo settore nel rilancio di una sana economia, ad etica esplicita, capace di fare emergere il debito buono come variabile di riferimento di una nuova e possibile politica industriale, che è soffocata dai vincoli dell’enorme debito da finanziare ubbidendo alle regole della sostenibilità di un vorace mondo dominato dalla finanza della grandi corporation, a cui non è estranea la storia della finanza Fiat, che, finalmente, emerge dalla storia patriottica del dopoguerra.
E allora? Allora ed in considerazione della conoscenza di Prodi e dei possibili genuini incontri con l’industria cinese, sarebbe utile approfondire il tema dell’etica di questi partner potenziali della nuova Via della Seta, fino a riconoscere la bassa quantità di beni relazionali presenti nelle loro strutture di governance, per rendere, così, esplicito l’ approccio rispetto a quello della Fondazione Agnelli. Essa persegue, legittimamente, la sua strategia di acquisizione di consenso in più settori, a cominciare da quelli della cultura e la distribuzione dei beni posizionali (Marketing Aziendali a più voci, le Cattedre nel Mondo).
(continua)
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Ma i contratti già siglati confermano che, anche nella seconda metà dell’anno, la crescita delle retribuzioni dovrebbe mantenersi vivace.

Confesercenti, il lavoro frena e rallenta l’economia

Il dato sull’occupazione del mese di settembre - diffuso da Istat - evidenzia una battuta d’arresto rispetto al mese precedente, con una flessione di 63mila unità.
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Battuta d'arresto
“Nuovi segnali di criticità emergono dal fronte economico: il dato sull’occupazione del mese di settembre diffuso da Istat evidenzia una battuta d’arresto rispetto al mese precedente - con una flessione di 63mila unità - che va monitorata con attenzione perché, pur mantenendo una crescita rispetto all’anno precedente, si collegherebbe alla frenata in atto dell’economia nel suo complesso. Migliori, invece, i segnali provenienti dal fronte dei prezzi che spingono ad un cauto ottimismo: il dato sull’inflazione - che si è portata su valori bassissimi oscillando intorno all’1 per cento da circa un anno - nonostante una lieve risalita su base tendenziale, si colloca infatti su un livello non preoccupante”. Questa l’analisi di Confesercenti che analizza la situazione relativa al mondo dell’occupazione.
“La frenata degli occupati, sembra confermata dall’aumento del ricorso alla cassa integrazione da parte delle imprese, soprattutto nell’industria: se si prendono in considerazione i primi otto mesi dell’anno e li si confronta con lo stesso periodo del 2023, le ore autorizzate di Cig risultano, infatti, complessivamente aumentate del 20 per cento per il totale dell’economia e del 32 per cento per l’industria manifatturiera. In particolare, a settembre rispetto ad agosto, si rileva la caduta di 61mila lavoratori dipendenti (0,3%) e la sostanziale tenuta, -2mila unità, degli indipendenti che ormai da alcuni mesi hanno superato la soglia simbolica dei 5 milioni. Va considerato sempre che nella categoria degli ‘indipendenti’ si trovano figure professionali abbastanza diverse: dai liberi professionisti, imprenditori, coadiuvanti e collaboratori, lavoratori in proprio che hanno dinamiche differenziate. Nell’ultimo anno, ad esempio, a fronte di una crescita di 29mila unità nel complesso, i lavoratori in proprio senza dipendenti sono diminuiti di 28mila, mentre sia i lavoratori in proprio che i liberi professionisti con dipendenti sono cresciuti, rispettivamente, di 41 e 10 mila unità”.
Confesercenti, poi, considera “uno scenario che non desta particolari preoccupazioni”, “quello dei prezzi: anche se il consolidamento definitivo del rientro dell’inflazione dipenderà dalla progressiva normalizzazione delle condizioni del mercato energetico”.
(Fonte: confesercenti.it/31.10.2024)
(continua)
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Dopo il cambio dell’allenatore si apre un’altra pagina, cambiano gli scenari per la squadra granata.

Forza e coraggio! La Salernitana prova a ripartire

Su Colantuono si aggregano le speranze di recuperare un campionato molto deludente, ma già si pensa a nuove prospettive in grado di aprire una pronta ripartenza.
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Nuove prospettive
di Ubaldo Gatto

Dopo la sconfitta col Bari la Salernitana ha provveduto ad esonerare il tecnico Martusciello affidando la squadra all’allenatore Stefano Colantuono in seguito alle dichiarazioni, nella conferenza stampa post-gara, dell’attuale presidente Busso e dell’amministratore delegato Milan che hanno lasciato molto perplessi i tifosi come si apprende dai vari comunicati dei gruppi organizzati. Quest’ultimi hanno sottolineato l’inadeguatezza di dichiarazioni che appaiono, perfino, “provocatorie” nei confronti del tifo granata. Dare per scontato la retrocessione dello scorso anno ci appare poco in linea con la volontà di riavvicinarsi, effettivamente, alla piazza.
Ricordiamo al presidente Busso che il fallimento dello scorso anno è dovuto ad una generale mancanza di attenzione, naturalmente anche da parte della proprietà, ed i problemi odierni sono riconducibili ad un mercato al risparmio che aveva come principale obbiettivo il contenimento delle perdite maturate.
Facciamo notare che la scelta di Colantuono, al quale auguriamo un buon lavoro, avviene sempre in seguito a esperienze poco esaltanti, soprattutto riferendoci all’annata 2021-22 che portò alla salvezza del 7%.
Consideriamo positiva la volontà da parte di Petrachi di volere rinforzare l’organico senza inciampare negli impedimenti estivi. Bene ha fatto il Ds a rispondere alla caduta di stile da parte della società, facendo presenti le condizioni ostative messe a suo tempo in atto.
Ora è il momento di fare scattare l’allarme verso una classifica al limite del deprimente che non consente distrazioni in vista di una parte di stagione determinante ai fini delle possibilità di salvezza dei granata.
(continua)
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