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Salerno Economy XIII.32 – 11.10.2024

In altre parole, il perimetro incanala una linea di sviluppo che genera preoccupazione, che provoca il timore di rimanere molto indietro.

Non cambia niente, la politica va avanti (solo) così

E imperversa, intanto, la dimensione del possibilismo che non accade ma, intanto, domina: di prospettiva in prospettiva, fino a sfiorare quello che, prima o poi, non ci sarà più. Ma è quasi successo. E non è poco. O no?
Meloni-Schlein images Virgilio Notizie
Meloni e Schlein, la politica va avanti
A leggere bene le statistiche settimanali che si susseguono a delineare l’andamento dell’elettorato politico, la situazione che si delinea non determina alcun cambiamento dal punto di vista della forza effettiva dei partiti e delle varie formazioni in campo. E’ apparentemente facile, quindi, farsi una precisa idea su come la condizione, settimana per settimana, non si sia minimamente evoluta o abbia assunto una prospettiva diversa rispetto ai mesi nei quali si è manifestata con chiarezza la scelta degli italiani che hanno deciso di seguire una strada diversa (almeno a livello nazionale, perché nei Comuni e in non poche Regioni, oltre che in Europa, non è così), di cambiare spartito, di puntare su una vera e propria alternativa. Insomma di scegliere la destra - non il centrodestra - per mutare registro: all’epoca, insomma, a livello di governo centrale occorreva cambiare del tutto, girare pagina, provare a ripartire. Lo hanno capito, lo hanno compreso sul serio, ma l’altro versante si è interrogato profondamente sulla bocciatura, inesorabile, ricevuta? Oppure ha continuato e continua a scimmiottare chissà quale mondo che verrà? La sensazione, ad osservare bene quello che accade, nel pieno di una crisi esistenziale, alle forze che non si riconoscono a destra e anche al centro, è che si faccia ancora molta fatica a comprendere, senza elaborazioni fuori tempo massimo, che la stroncatura non solo permane, nonostante le scivolate di un centrodestra effettivamente avvolto nelle gaffe di tante personalità inappropriate, ma è destinata ad allargarsi, pur riservando un andamento, a nostro avviso, costantemente non negativo nei Comuni e in alcune Regioni.
A livello Ue e nazionale, non si intravedono mutamenti concreti, che abbiano un peso ribaltante lo scenario che si è determinato. E’ chiaro, quindi, che Schlein e tutto il resto del cambiamento annunciato e in qualche modo (sbagliato) perseguito, deve (dovrebbe) voltare pagina e meglio sintonizzarsi su quello che si auspica in tanta parte della sinistra, che non riesce ancora ad affermarsi in un panorama più ampio ed aperto. Sembra permanere, invece, la vocazione a rivendicare alcune posizioni che non rientrano del tutto nelle alchimie più contemporanee delle varie elaborazioni di centrosinistra, alimentando, in realtà, solo ulteriore confusione.
(continua)
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Quando in Italia incominciò lo sfruttamento dell’energia idroelettrica, mettendo in rete l’energia alpina, la Val Padana si industrializzò come per incanto, il Centro-Sud rimase povero.

Il Piano Mattei? Sono io, firmato Descalzi . . .

Il racconto che si intravede dietro gli intrecci della finanza monopolistica globale, che diventa sempre più capace di condizionare i comportamenti delle singole nazioni.
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Pasquale Persico
di Pasquale Persico

Nelle ultime settimane al tandem Meloni-Descalzi si è aggiunto anche il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e l’amministratore delegato del fondo statunitense BlackRock, Flink, interessato a tutte le infrastrutture di supporto alla distribuzione e produzione di energia. I quattro hanno in più incontri reso esplicita la distanza tra il loro linguaggio sull’energia e quello di Enrico Mattei. Richiamando ancora una volta il pensiero scritto di Enrico Mattei rendiamo esplicita la misura di questa distanza e proponiamo di parlare in futuro di Piano Descalzi, in modo da rendere più comprensibili gli intrecci della finanza monopolistica globale, capace di condizionare i comportamenti delle singole nazioni. Mattei teneva ben in mente cosa significasse far risalire la soggettività delle imprese e del governo, a partire dall’Eni: “Nell’Ottocento il costo del Carbone, unica fonte di energia del tempo, a Genova , era il doppio di quello dei Paesi produttori di carbone, Il racconto che si intravede dietro gli intrecci della finanza monopolistica globale, che diventa sempre più capace di condizionare i comportamenti delle singole nazioni. Quando in Italia incominciò lo sfruttamento dell’energia idroelettrica, mettendo in rete l’energia alpina, la Val Padana si industrializzò come per incanto, mentre il Centro-Sud povero di acque adeguate rimase indietro, ma molto indietro. Oggi noi possediamo dei quantitativi di metano, fonte a più basso prezzo in Europa, così come la benzina ed il prezzo del diesel. Noi vendiamo la benzina e le altre fonti energetiche, senza imposte, ad un prezzo inferiore perfino agli Stati Uniti. Andare incontro agli interessi dei consumatori ed ai produttori è il nostro contributo al Paese. Anche i prezzi dei fertilizzanti, nel nostro Paese, sono i più bassi del mondo.
Ecco un primo scenario, o racconto di una politica per l’energia con pochi condizionamenti esterni all’Italia ed a supporto del governo per l’ efficacia della politica industriale. Poi una dichiarazione esplicita, che possiamo definire Piano Mattei per l’Africa e l’Oriente: “Abbiamo immense possibilità di sviluppo in Europa, Africa ed Oriente. Nei Paesi che hanno necessità di iniziare uno sviluppo industriale, abbiamo la possibilità di moltiplicare le collaborazioni. Abbiamo iniziato queste collaborazioni con una formula nuova; un’associazione al cinquanta per cento sia nei consigli di amministrazioni, sia nella distribuzione degli incarichi tecnici. Pensiamo che questa opera sia utile per tutto l’Occidente, che a sua volta ha bisogno di nuovi modelli collaborativi”.
(continua)
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Illustrati i contenuti della settima edizione nella sede della Fondazione Carisal.

Presentato il premio “Start Up evolution-Pinuccio Lamura”

Innovazione, imprenditoria, giovani, sviluppo del territorio, transizione ecologica e sostenibilità: le “parole chiave” che caratterizzano l’iniziativa con sempre maggiore risonanza nel territorio salernitano (e non solo).
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Il presidente Credendino con Pasquale e Francesco Lamura
Si rinnova anche nel 2024, l’appuntamento con “Start Up evolution-Pinuccio Lamura”, il premio nato con l’obiettivo di premiare i giovani talenti e le realtà innovative, ricordando Pinuccio Lamura, imprenditore del salernitano e fondatore dell’omonimo Gruppo, portato avanti dai figli Pasquale, Francesco e Carol. La call di presentazione della VII edizione, ha avuto luogo nel Complesso San Michele presso la Fondazione Carisal, nell’ambito della mostra Restart Timoria. Il premio quest’anno avrà il patrocinio della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Salerno. Innovazione, imprenditoria, giovani, sviluppo del territorio, transizione ecologica e sostenibilità: sono tante le “parole chiave” che caratterizzano un’iniziativa che sta acquistando sempre più risonanza nel territorio salernitano e non solo. Il convegno, moderato dal direttore marketing DFL, Pasquale Orlando, ha visto i contributi di voci autorevoli che hanno sposato l’idea e i valori del Gruppo Lamura. A fare gli onori di casa Francesco Lamura, CFO-Gruppo Lamura. “Sono sempre emozionato - ha detto - dall’idea di vedere il ricordo di nostro padre, rinnovarsi negli anni e per una giusta causa. Il premio Start Up è il nostro fiore all’occhiello ma siamo e continueremo ad essere molto attivi ed è proprio da questi presupposti che nasce l’idea di creare una Fondazione. La Fondazione Lamura sarà un ente nuovo e con una vocazione completamente benefica, che riuscirà a canalizzare e convogliare tutte le idee a supporto del territorio e del tessuto sociale”. Domenico Credendino, presidente Fondazione Carisal, ha, poi, sottolineato la concordanza con gli obiettivi strategici del premio: “La Fondazione Carisal-Cassa di Risparmio Salernitana per il secondo anno promuove e collabora al progetto Startup Evolution Lamura, pienamente in linea con i nostri obiettivi strategici, orientati a sostenere i più giovani ed a creare nuove opportunità per
chi vuole investire sulle proprie competenze e nel proprio territorio, in particolare valorizzando la green economy che rappresenta un settore di intervento al quale prestiamo molta attenzione. Ci accomuna l’intento di sostenere la crescita del territorio ed il benessere della nostra comunità”.
(continua)
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Con 37 trofei nazionali i nerazzurri sono il secondo undici italiano più titolato dopo la Juventus.

Inter, un palmarès che incanta tutto il mondo

Scelta come squadra mondiale dell’anno (World’s Club Team of the Year) nel 1998 e nel 2010 dall’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio, occupa il terzo posto tra i club italiani, il sesto a livello globale relativamente al periodo 1991-2008, e il sesto nella classifica delle migliori compagini europee del XX secolo tra il 1901 e il 2000.
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Sala Trofei dell'Inter-Maggio 2024
Lothar Matthäus, numero 10, centrocampista totale e trascinatore dell’Inter dei record: è stato il primo a vincere il Pallone d’Oro da giocatore dell’Inter. Ma il palmarès del Football Club Internazionale Milano è molto ampio e fa diventare i nerazzurri una delle squadre più vittoriose d’Italia, oltre che più titolate d’Europa e del mondo. Il club milanese ha vinto il campionato italiano per 20 volte, seconda in Italia per numero di scudetti dietro la Juventus, compresa una serie di cinque titoli consecutivi dal 2006 al 2010, eguagliando la Juventus del quinquennio d’oro e il Grande Torino. I nerazzurri hanno vinto la Coppa Italia per 9 volte, di cui due consecutive in tre bienni differenti (2004-2005 e 2005-2006, 2009-2010 e 2010-2011, 2021-2022 e 2022-2023), posizionandosi al secondo posto a pari merito con la Roma a quota 9 trofei e dietro la Juventus a quota 14. L’Inter ha, infine, vinto 8 Supercoppe italiane, di cui detiene il record di tre vittorie di fila tra il 2021 e il 2023. Complessivamente, i 37 trofei nazionali fanno dei nerazzurri il secondo club italiano più titolato dopo la Juventus.
Le stelle dorate presenti sulla divisa nerazzurra rappresentano i 20 campionati nazionali vinti dalla società. Il decimo alloro nazionale fu conquistato nella stagione 1965-1966 (l’Inter fu il secondo club italiano, dopo la Juventus, a poter esporre sulle maglie tale riconoscimento). Il ventesimo scudetto è stato conquistato nella stagione 2023-2024.
I suoi 9 trofei vinti e riconosciuti dalla FIFA in ambito internazionale la rendono attualmente la terza squadra italiana dietro Milan e Juventus, l’ottava in Europa e la diciassettesima al mondo per numero di tornei conquistati. L’Inter è seconda, a pari merito con la Juventus e il Liverpool, per numero di titoli in Coppa UEFA (nota come Europa League dall’edizione 2009-2010).
(continua)
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