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Salerno Economy XIII.24 – 28.06.2024

La politica, le condivisioni. Ora occorre immediatamente porre mano alle mille problematiche da risolvere. L’era nuova è già iniziata.

L’Europa c’è, ha fatto le sue scelte e guarda lontano

Meloni-von der Leyen, la cosiddetta “amicizia politica” sopravvive sempre e va avanti. Almeno così sembra ancora accadere.
Foto von der Leyen-Meloni-Governo Italiano-download
Donne forti
Il racconto al quale abbiamo già assistito - che è ancora in corso e che, presumibilmente, continuerà anche nei prossimi giorni e mesi - a proposito di Europa e di Ue, in realtà, ci conferma che le condizioni che determinano le relazioni del nostro Paese con gli Stati che comandano nel contesto europeo (Francia e Germania, principalmente) non solo peggiorano sul piano generale dell’immagine e della comunicazione, ma, addirittura affondano (se possibile) con preordinata tattica esecutiva quando l’Italia prova a riaffermare la propria identità politica, la sua stessa esistenza in vita (politica e istituzionale), che, in fondo, rispetta la relazionalità più generale, le varie esperienze diplomatiche che vanno avanti, la titolarità di un ruolo affermato con chiarezza anche in sede diplomatica. Perché, invece, evidenziare con fermezza e con mancanza di buona capacità relazionale, ogni tipo di connessione politica con l’Italia? Perché relegare e subordinare al ruolo che l’amicizia personale può recitare, il senso di una scelta (politica) vera e propria che ha già raggiunto traguardi sicuramente positivi? Non è stato proprio il fattore politico che ha disegnato l’ampiezza e la solidità Ue in tanti episodi di fatto già vissuti con un buon livello di successo dalla coppia Meloni-van der Leyen? Perché fare finta di non vedere tutto questo e ignorare un fatto politico vero e proprio che è stato ed è davanti ai nostri occhi e che, a nostro avviso, ritroverà il filo del discorso che sembra ora interrotto? Che cosa ne pensano tutti gli attesi protagonisti di un nuovo racconto che l’Ue deve al più presto iniziare a scrivere per dare pieno senso alla sopravvivenza effettiva dell’unica e consistente parte che spetta a tutta l’Europa in un contesto globale per molti versi appeso alle sponde esterne degli Stati Uniti, che restano gli alleati anche nel nuovo mondo che c’è già e che ci pare, va detto, abbia già fatto le sue scelte?
(continua)
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Circa il 70% delle prenotazioni per l’estate sono state effettuate per servizi in aree di oltre confine.

Turismo, quattro milioni di italiani in viaggio

Assoviaggi-CST: Grecia e Spagna le destinazioni più gettonate. E ritorna la vacanza in USA.
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L'aumento dei prezzi contrae la domanda
“Inflazione, aumenti tariffari e guerre non hanno fermato la voglia di viaggiare degli italiani. E anche tra questo giugno e agosto saranno circa 4 milioni quelli che si metteranno in viaggio grazie ai servizi delle Agenzie di viaggi, per un aumento complessivo delle prenotazioni del +3,5% rispetto all’estate 2023. Un risultato in crescita, anche se agli ottimi risultati dei primi quattro mesi dell’anno (+9,5% sul 2023) è seguito un periodo di rallentamento, sotto le attese delle imprese del turismo organizzato”. È questo il quadro che prende forma dall’indagine di Assoviaggi Confesercenti, realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze (su un campione di 671 Agenzie di Viaggio).
Il primo quadrimestre. “In base alle indicazioni degli imprenditori, il volume di affari della prima parte dell’anno dovrebbe chiudere in positivo, con una crescita stimata del +9,5%, con risultati al di sopra della media per il Nord Est e il Centro. Ma l’andamento è stato a velocità alternata: una fase iniziale sostenuta da una robusta domanda di viaggi leisure a cui ha fatto seguito una netta decelerazione della domanda nei mesi di maggio e giugno. I viaggi leisure dovrebbero incidere per circa il 60% sul totale del volume di affari, mentre la quota derivante dalla vendita dei servizi di trasporto e di altri servizi turistici dovrebbe attestarsi al 18%, il business travel al 14%, seguito dall’8% delle polizze assicurative”.
Le previsioni per l’estate. “Un aumento moderato delle richieste è stimato anche per il periodo estivo, ma non sui livelli attesi dalle imprese del settore. Una quota consistente delle prenotazioni per l’estate è stata inoltre registrata con l’advanced booking nei primi quattro mesi dell’anno, mentre nei mesi di maggio e giugno si è manifestato un rallentamento della domanda. Si rileva un calo di interesse soprattutto verso il prodotto ‘Mare Italia’, oltre che un aumento di richieste verso destinazioni del breve raggio per contenere i costi del trasporto, ma soprattutto verso le mete vicine con un’offerta competitiva”.
Estero e Italia. “Circa il 70% delle prenotazioni per l’estate sono state effettuate per servizi in destinazioni oltre confine: secondo le nostre stime, le richieste per l’estero segnano un aumento del +6,7% rispetto al periodo giugno-agosto 2023, a fronte di una flessione del -3,1% delle richieste verso le destinazioni italiane. Un fenomeno su cui pesano la concorrenza di destinazioni estere, la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e l’aumento dei prezzi registrato nel nostro Paese, a partire dalle tariffe dei trasporti. Complessivamente, 2,8 milioni sceglieranno un viaggio fuori dall’Italia, mentre 1,2 milioni resterà nel Belpaese”.
(Fonte: confesercenti.it/22.06.2024)
(continua)
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Il numero di compravendite registra ancora una riduzione in tutto il Paese.

Case nuove? Costano +5,4%, Case già esistenti +0,8%

Nel primo trimestre del 2024 si è “sostanzialmente stabilizzata la crescita su base annua dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie”
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Andamento verso la stabilizzazione
“Secondo le stime preliminari, nel primo trimestre 2024 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, diminuisce dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e aumenta dell’1,7% nei confronti dello stesso periodo del 2023 (era +1,8% nel quarto trimestre 2023). L’aumento tendenziale dell’IPAB è da attribuire soprattutto ai prezzi delle abitazioni nuove che crescono del 5,4% (in decelerazione rispetto al +8,8% del trimestre precedente) e in misura minore ai prezzi delle abitazioni esistenti che salgono dello 0,8% (in accelerazione)”. Va specificato che “questi andamenti si manifestano in un contesto di calo dei volumi di compravendita (-7,2% la flessione tendenziale registrata nel primo trimestre 2024 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale, dopo il -3,3% del trimestre precedente)”. Su base congiunturale, “la lieve flessione dell’IPAB (-0,1%) è imputabile unicamente ai prezzi delle abitazioni nuove che diminuiscono dell’1,7%, mentre quelli delle abitazioni esistenti registrano una lieve crescita (+0,2%). Il tasso di variazione acquisito dell’IPAB per il 2024 è pari a +0,3%, sintesi di un aumento del 2,1% per le abitazioni nuove e una riduzione dello 0,2% per le abitazioni esistenti”.
Occorre precisare che “con i dati del primo trimestre 2024 sono stati aggiornati i pesi utilizzati per il calcolo degli indici dei prezzi delle abitazioni nuove e di quelle esistenti. In particolare il peso delle abitazioni nuove diminuisce leggermente portandosi al 17,36% (era il 17,72% nel 2023) mentre quello relativo alle abitazioni esistenti risulta pari all’82,64% (82,28% lo scorso anno)”.
Il commento.
“Nel primo trimestre 2024, si è sostanzialmente stabilizzata la crescita su base annua dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, interrompendo la fase di rallentamento iniziata nella seconda metà del 2022. La crescita è alimentata soprattutto dall’andamento dei prezzi delle abitazioni nuove che aumentano del 5,4% su base annua, mentre i prezzi delle abitazioni esistenti crescono solo dello 0,8%. Il numero di compravendite di abitazioni nel primo trimestre del 2024 registra ancora una riduzione in tutto il Paese”.
(Istat. Periodo di riferimento: I trimestre 2024)
(Istat. Data di pubblicazione: 21 giugno 2024)


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Sapeva aspettare l’occasione giusta per mettere la palla in rete. Era soprannominato Nacka, come il quartiere della capitale svedese, dove era nato.

Skoglund, l’arte del pallone con la maglia dell’Inter

La genialità sul lato sinistro del campo, dove giocava mezzala o proprio come ala, pronto al dribbling per saltare chi era stato scelto per marcarlo. Ma era anche un grandissimo fornitore di assist.
Foto Skoglund-Wikipedia
Karl Lennart Skoglund
Lo svedese Karl Lennart Skoglund (Stoccolma, 24 dicembre del 1929/Stoccolma, 8 luglio del 1975) ha saputo rivelare all’Inter che cosa può rappresentare la genialità sul lato sinistro del campo, dove giocava mezzala o proprio come ala, pronto al dribbling per saltare chi era stato scelto per marcarlo. Ma era anche un grandissimo fornitore di assist. E, poi, sapeva aspettare l’occasione giusta per mettere la palla in rete. Era soprannominato Nacka, come il quartiere della capitale svedese, dove era nato. Nel 1952 sposò Nuccia Zirilli, Miss Calabria, da cui ebbe i figli Giorgio ed Evert, anch’essi calciatori. Dopo il ritiro dall’attività agonistica ritornò in Svezia, e lasciò in Italia la famiglia. Ebbe problemi di alcolismo, fu ricoverato più volte in ospedale, fino al suicidio nella sua casa d’infanzia: 8 luglio 1975. Nel 1984, proprio di fronte alla sua abitazione, vide la luce una statua raffigurante il calciatore. L’opera è ispirata ad un gol segnato direttamente dal calcio d’angolo, dopo il suo ritorno all’Hammarby. Nel 2001 la piazza è stata rinominata “Nackas Hörna”, “L’angolo di Nacka”.
La sua carriera iniziò nella terza divisione svedese, nella squadra dell’Hammarby, dove iniziò a giocare grazie al fratello maggiore. A 16 anni debuttò in prima squadra, 11 giocate nel torneo di serie B. A 18 anni fu eletto calciatore dell’anno, era già un fenomeno in quegli anni di frequentazione delle categorie inferiori, per guadagnarsi da vivere lavorava come elettricista. A 19 anni fu acquistato dall’AIK per 1.000 corone (circa 70 sterline) oltre a un cappotto per la madre e una tuta. Cominciò a giocare per la squadra riserve e durante la pausa invernale della stagione 1949-1950 partì per in tour nel Regno Unito e in Francia. La forza del suo talento cominciò a venire fuori. Nel mese di maggio fu selezionato per il Pressens lag, team scelto da giornalisti per giocare partite amichevoli contro la nazionale maggiore. Il CT George Raynor, consapevole del potenziale del giocatore, lo convocò per la Coppa del Mondo.
Durante la Coppa le sue prestazioni richiamarono l’attenzione degli osservatori della squadra brasiliana del San Paolo, che per lui offrirono l’equivalente di 10.000 dollari, ma il conguaglio fu ritenuto insufficiente da parte del dirigente dell’AIK che accompagnava la nazionale svedese. In meno di un mese, Skoglund sarà venduto per un prezzo cinque volte superiore all’Inter. Ritornò in patria e giocò cinque gare con l’AIK, oltre alla finale di Svenska Cupen vinta contro l’Helsingborg, ma la squadra retrocesse. Fu ingaggiato dall’Inter per 12 milioni di lire e fu accolto da 10.000 tifosi. A Milano vinse due scudetti consecutivi (nel 1953 e nel 1954) sotto la guida del tecnico Alfredo Foni. Era la spalla di due attaccanti come István Nyers e Benito Lorenzi.
Esordio in maglia nerazzurra: il 5 novembre del 1950, nella partita Inter-Sampdoria (5-1); la domenica seguente segnò la sua prima rete, mise la palla in rete nel derby vinto per 3-2.
(continua)
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