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Salerno Economy XIII.18 – 17.05.2024

Si è scatenata una vera e propria sequenza continua di fatti (e opinioni di vario genere) che devono farci ritenere che siamo a tutti gli effetti in una congiuntura astrale implacabile.

All’inseguimento della Ue, la vera corsa sulle colline del debito pubblico

Rimaniamo imperterriti a scegliere le forme “giuste” che ci conducono il più possibile “indenni”, ma consapevoli, nella perpetuazione di uno Stato che consegue risultati impensabili, che restano, comunque, importanti.
Immagine Cartina Europa
Nuovi profili
In pochi minuti, nel mezzo di una tempesta mediatica che spazia dalla Palestina a Israele, dall’Ucraina alla Russia, da Roma a Bruxelles, senza dimenticare Genova e il resto d’Italia, si è scatenata una vera e propria sequenza continua di fatti (e opinioni di vario genere) che devono farci ritenere che siamo a tutti gli effetti in una congiuntura astrale che non può ammettere distrazioni. La verità è che stiamo attraversando, da non poco tempo, un passaggio epocale (con un inizio ben definito e strutturato: la pandemia, 2020) che non è affatto giunto a un punto di arrivo, ma continua ad arrampicarsi sulle cose da fare, sulle decisioni da prendere (o da non prendere). Ma, intanto, si auto-paralizza e tergiversa in attesa di chissà che cosa. Mentre prende forma la profonda consapevolezza che la tragedia di vite umane disperse per conflitti inammissibili e ingiustificabili nel ventunesimo secolo, resta scolpita per sempre l’immagine di un mondo intero che guarda e scorge soltanto l’interesse, per così dire, “privato” di tante nazioni unite, almeno formalmente, contro colossi, o parodie di colossi. In attesa di promuovere una linea di continuità che non ammette deroghe: occorre - sostengono - perseverare, a vario titolo, nella cultura della piena consapevolezza del predominio costante, anche urticante, che, però, “tutela” la pace, le alleanze, eppure, in fondo, non tutela niente. E’ questa la sintesi prevalente di un globo che non è stato più vicino di oggi allo sprofondamento generato da bombe, missili, armi, mitra, carri armati che sono divenuti i mostri viventi che imperano sugli schermi e confermano che le vite restano appese a un filo sottile e impercettibile.
Allora, si può comprendere veramente bene quanto possa contare, di fronte alle dinamiche di vita e di morte, un altro “spettacolo” in nome di quello che è rimasto in piedi e che fa riferimento al concetto di politica (ma quale?) e di quello che oggi rappresenta: che cosa veramente la “politica”nel frattempo è diventata? Lo abbiamo capito, o, almeno, è una domanda che ci siamo posti? Una larga maggioranza, così ci racconta la stessa Europa, non si recherà al voto, proprio perché, nel frattempo, gli elettori si sono del tutto distaccati dalla necessità di essere pienamente e motivatamente consapevoli di che cosa sia diventata l’appartenenza, sempre meno formale e più sostanziale, alla Ue. Siamo cioè caduti nel ristretto ambito di contenimento della “palazzina” made in Italy, che da solo, a vedere bene, non conta molto di più di niente. E riesce a mantenere un solo e serio impegno, l’accumulazione - continua - ed anche accelerata del debito pubblico. Una scelta, per così dire, pienamente coerente e che non potrà essere rimossa per niente al mondo.
(continua)
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Le tre tipologie per le nuove assunzioni di giovani nel Sud e nelle isole.

Agevolazioni contributive, in attesa di conferme

Sicuramente positivi gli interventi, ma sarebbe auspicabile un riordino totale delle misure presenti, semmai prevedendo un taglio lineare, per tutti i lavoratori, sfoltendo i bonus e semplificando le regole.
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Nuove regole
di Antonio Viviano*

Il DL 60/2024, in vigore dall’8 maggio, introduce tre tipologie di agevolazioni per le nuove assunzioni di giovani, donne in determinate condizioni e lavoratori del Sud e delle isole. Prima di analizzare queste misure è necessario fare un approfondimento sulla Decontribuzione Sud, agevolazione in vigore dal 2020. Questa agevolazione, che prevede una riduzione dei contributi a carico del datore di lavoro pari al 30% fino a dicembre 2025, è stata introdotta nel quadro del Temporary Framework legato prima al Covid19 e, poi, alla crisi in Ucraina. L’agevolazione è oggetto di autorizzazione da parte della Commissione Europea, autorizzazione valida fino al 30 giugno 2024. Ad oggi pare che la Commissione Europea abbia espresso parere negativo ad un’ulteriore proroga della misura in quanto è venuto meno il contesto socio economico presente al momento della sua introduzione. In termini pratici, da luglio i datori di lavoro del Sud e delle isole vedrebbero aumentare, o meglio tornare al normale livello, la contribuzione a loro carico da versare all’Inps per i rapporti di lavoro dipendente. In numeri, un’azienda di 10 dipendenti vedrebbe aumentare l’importo da versare di circa 22.500 € su base annua. La Decontribuzione Sud nel 2023 ha avuto un ruolo da leone nei rapporti incentivati del 2023 che sono pari al 25,6% del totale delle assunzioni.

Le nuove agevolazioni riguardano:

- per l’assunzione di giovani fino a 35 anni che non abbiano mai avuto un rapporto a tempo indeterminato, spetta uno sgravio contributivo fino 500 euro mese, per 24 mesi, che diventano 650 al Sud e nelle isole.

- per i datori di lavoro, fino a 10 dipendenti, che assumono lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi in unità produttive ubicate nelle regioni svantaggiate, spetta un esonero contributivo fino a 650 euro al mese per 24 mesi.

Per l’assunzione di donne, ovunque residenti, senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 2 anni o 6 mesi se residenti al Sud o nelle isole, è previsto uno sgravio contributivo pari a 650 euro al mese per 24 mesi.

Le prime due misure sono soggette all’autorizzazione Ue mentre l’assunzione di donne deve comportare un incremento occupazionale netto. Tutte le misure saranno in vigore dal 1 settembre 2024 al 31 dicembre 2025.
Si tratta di misure già viste, anche se con forme diverse, che presentano criticità già conosciute come, ad esempio, la mancanza di rapporti a tempo indeterminato per il Bonus Giovani, oggettivamente una situazione difficile da riscontrare se non per i lavoratori che si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro. Così come l’essere soggetti ad autorizzazione Ue è elemento di incertezza. Lo dimostra la “battaglia” che l’attuale Governo sta facendo per trovare una strada “alternativa” per l’autorizzazione alla Decontribuzione Sud. I datori di lavoro, quindi, si trovano a dover affrontare l’incertezza dello sgravio contributivo in scadenza al 30 giugno, non poter programmare nuove assunzioni in quanto le misure in vigore dal 1 settembre sono in attesa di autorizzazione Ue e, inoltre, sono misure a tempo. A tutto ciò si sommano le decine e decine di atti di prassi che governano gli esoneri tra decreti attuativi e circolari dei vari Enti, con il rischio di commettere errori e poi vedersi revocare l’agevolazione con il pagamento, oltre sanzioni ed interessi, delle somme non versate. Un quadro non piacevole per chi fa impresa in Italia. Sicuramente positivi gli interventi, ma sarebbe auspicabile un riordino totale delle misure presenti, semmai prevedendo un taglio lineare, tangibile e per tutti i lavoratori, sfoltendo i bonus e semplificando le regole.

*Consulente del lavoro
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Le aree ricettive devono essere in grado di accompagnare la trasformazione degli arrivi in spesa sul territorio.

Confesercenti: Zes unica? “Può semplificare”

“Includere tra i beneficiari anche le imprese di turismo, commercio e servizi, settori fondamentali per lo sviluppo del Sud”.
Turismo Globale
Scelte rilevanti
“La Zona Economica Speciale (ZES) unica è una novità importante, che potrebbe aiutare a semplificare l’accesso delle imprese alle agevolazioni. È però indispensabile ampliare la platea di beneficiari, includendo le attività del turismo, del commercio e dei servizi, settori economici che riteniamo fondamentali per lo sviluppo delle regioni del Meridione e delle Isole”. Questa la posizione di Confesercenti espressa in occasione dell’incontro al tavolo partenariale del Terziario “per l’adozione del Piano Strategico della Zes Unica, presso il Ministero per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione ed il PNRR”. E’ stata ribadita la posizione che “il turismo è un volano imprescindibile per l’economia del Sud. Però, per approfittare di tutte le potenzialità di crescita che questo è in grado di attivare, bisogna sostenere anche i servizi ed il commercio di prossimità, che permettono di trasformare l’arrivo di flussi turistici in spesa sul territorio. Dobbiamo pensare al sistema turismo come ad un ecosistema, puntando a uno sviluppo consapevole in una nuova ottica sostenibile nella costruzione e nell’espansione di aree ricettive diffuse”, ha spiegato Vincenzo Schiavo, vicepresidente nazionale di Confesercenti con delega al Sud.
“In uno scenario competitivo come quello attuale sono tante le variabili che influenzano la scelta dei turisti e degli imprenditori-investitori. Queste variabili possono fare la differenza e rendere unica una destinazione, a partire dalla ricchezza dell’offerta ricettiva, ma anche dalle caratteristiche del tessuto imprenditoriale del territorio. Ad esempio, il livello qualitativo dei servizi - commerciali e non - per il turista ed i cittadini, il sistema dei trasporti, la fruibilità e la tutela delle risorse ambientali e storiche, la valorizzazione delle tradizioni culinarie, la presenza di aree di aggregazione e di scambio culturale e così via. Tutti questi elementi compongono quello che può definirsi ‘ambiente’ economico, socio-culturale e naturale. Diventa quindi necessario sviluppare nuovi modelli organizzativi per potenziare forme di turismo orientate alla produzione di valore e cioè tendenti a migliorare la qualità dell’offerta e ad aumentare i servizi forniti dai singoli operatori e dai territori”.
(Fonte: confesercenti.it/30.04.2024)
(continua)
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Lui pareva amare davvero il Vestuti e il presidente Tedesco. E il popolo granata amava lui e i segnali magici di Tom Rosati.

Mauro Pantani, gli anni dorati a caccia della serie B

Due stagioni vissute a Salerno (1970-1971 e 1971-1972), ma dense di emozioni e di gol. Fu il tempo necessario per stregare una piazza esigente, ma anche per mostrare una serie di colpi di classe che il calcio assegna in dono solo ai tifosi più fortunati e sempre pronti a seguire quelli che segnano e trascinano la squadra.
Foto Pantani-Piero Sapere-Facebook
Mauro Pantani con la maglia granata
(Er.Pa.) - Un campione con il tiro esplosivo, capace di dare del tu al pallone fino a fare innamorare i tifosi del bel calcio costruito con i piedi magici dei calciatori nati e cresciuti in quelle tipiche squadre circondate da appassionati, intenditori che seguono il pallone e riconoscono gli interpreti veri, quelli come Mauro Pantani: due sole stagioni vissute a Salerno, 1970-1971 e 1971-1972, ma dense di emozioni e di gol. Fu il tempo necessario per stregare una piazza esigente, ma anche per mostrare una serie di colpi di classe che il calcio assegna in dono solo ai tifosi più fortunati e sempre pronti a seguire quelli che segnano e trascinano la squadra. Il primo anno trascorso a Salerno fu un susseguirsi di magìe, toccando molto da vicino la promozione in serie B. Fino a doversi fermare davanti al Sorrento, che riuscì a vincere il campionato. A Pantani furono annullati - a Sorrento - due gol che non sembravano affatto richiamare il fuorigioco che fu fischiato. Il presidente dei sorrentini era all’epoca Achille Lauro. Ma va detto che fu la sconfitta della Salernitana a Barletta a determinare la mancata promozione. Nel campionato successivo Pantani si impose nella classifica dei goleador. Mise in rete qualcosa come 18 reti. Ma non bastarono, problemi a livello societario portarono anche alle dimissioni di un grande - grandissimo - presidente come Tedesco. Pantani lasciò Salerno e nella stagione 1973-1974 arrivò a un passo dalla B con il Lecce.
Se si pensa ancora oggi a questo calciatore - morto a Lecce il 19 gennaio del 2023, all’età di 82 anni - è perché si comprende bene che tra lui e i tifosi era nata una vera e propria passione, la sua classe, il suo modo di giocare, i suoi tiri fulminanti erano un vero e proprio spettacolo che illuminava il Vestuti in quegli anni dove tutto appariva possibile, come quei tiri radenti e veloci che Pantani regalava al quel pubblico che lo seguiva incantato. Sempre, aspettando il passaggio giusto, il dribbling veloce o il tiro che mandava a contare le stelle al portiere avversario. Lui pareva amare davvero il Vestuti e il presidente Tedesco. E il popolo granata amava lui e i segnali magici di Tom Rosati. Era un calcio fatto di campioni. Ma era un calcio bellissimo.
Grazie Pantani, non ti dimenticheremo mai.

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