Nel centrodestra non mancano importanti passaggi da compiere per definire meglio rapporti di forza stabili, superando “schematismi” più limitanti di quanto appaiono.
L’arena politica? Si “aggrappa” alle europee per sopravvivere
Da una parte e dall’altra prende forma il contrasto tra schieramenti in cerca di definire il processo di cambiamento ancora non del tutto chiaro e preciso.

Prospettive già chiare (più o meno)
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Per il 2023 “anche nel Sud sono attesi dei risultati lusinghieri”. In Campania “si prevede una crescita dello 0,62 per cento”.
Il nuovo triangolo industriale? “Mi-Bo-Ve traina il Paese”
La Cgia: “Le previsioni economiche regionali per l’anno in corso ci dicono che a guidare la crescita dell’Italia dovrebbero essere la Lombardia e e il Nordest”.

Dinamiche in atto
(cgiamestre.com/Ufficio Studi/06.05.2023)
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“Il tasso di disoccupazione totale scende al 7,6% (-0,1 punti), quello giovanile sale al 21,7% (+0,9 punti)”.
A maggio prosegue la crescita dell’occupazione
Istat: “Rispetto al mese precedente, all’aumento degli occupati si associa la diminuzione dei disoccupati e la sostanziale stabilità degli inattivi”.

Livelli in crescita
Il bacino di crescita dell’occupazione si concentra “(+0,1%, pari a +21mila unità) tra gli uomini, gli autonomi, i 25-34enni e tra chi ha almeno 50 anni; cala invece tra le donne, i dipendenti a termine, tra i più giovani (15-24 anni) e i 35-49enni. Il tasso di occupazione sale al 61,2% (+0,1 punti)”.
Altro dato da valutare con attenzione è quello relativo al numero di persone in cerca di lavoro, che “rispetto ad aprile 2023, diminuisce (-1,7%, pari a -34mila unità) tra gli uomini, i 25-34enni e chi ha almeno 50 anni. Il tasso di disoccupazione totale scende al 7,6% (-0,1 punti), quello giovanile sale al 21,7% (+0,9 punti)”. Come spiegare “la sostanziale stabilità del numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni”? Si tratta di una “sintesi della diminuzione tra gli uomini e i 25-34enni e dell’aumento tra le donne e tra chi ha almeno 35 anni. Il tasso di inattività rimane invariato al 33,7%”. Se si confronta “il trimestre marzo-maggio 2023 con quello precedente (dicembre 2022-febbraio 2023), si registra un incremento del numero di occupati (+0,5%, pari a +120mila unità). La crescita dell’occupazione, osservata nel confronto trimestrale, si associa alla diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-1,6%, pari a -33mila unità) e degli inattivi (-0,6%, pari a -74mila unità)”.
(Fonte: istat.it/30.06.2023)
(segue)
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“Il livello del potere d’acquisito resta oggi inferiore dell’1,1% rispetto alla situazione pre-pandemica”.
“Risparmio perduto”, sacrificati 7,5 miliardi di spesa
Confesercenti: Clima di incertezza rispetto ai prossimi mesi, “spinge le famiglie ad adottare comportamenti di grande prudenza”.

Consumi in compressione
L’analisi dei numeri segnala che “nel primo trimestre 2023 la spesa per consumi delle famiglie italiane ha registrato una variazione congiunturale del +0,6%, molto inferiore al +3% osservato nel trimestre finale del 2022. Il rallentamento è peraltro coerente con la stabilizzazione dell’inflazione, che nella misura fornita dal deflatore dei consumi delle famiglie è scesa, sempre in termini congiunturali, dal 4,8% del quarto trimestre 2022 allo 0,1% del primo trimestre 2023. Ciò ha permesso di registrare una crescita del potere d’acquisto del +3,1%, particolarmente elevata in prospettiva storica, ma comunque insufficiente a recuperare la perdita subita nell’ultimo trimestre 2022. Va inoltre sottolineato che il livello del potere d’acquisito delle famiglie resta oggi inferiore dell’1,1% rispetto alla situazione pre-pandemica”.
(Fonte: confesercenti.it/04.07.2023)
(continua)
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