La domanda più gettonata: ma chi ci governerà e prenderà tutte quelle decisioni che restano importanti?
La politica detta sempre i tempi (inutili) delle cose da fare
Mentre i problemi avanzano perché non realmente governati ma narcotizzati, in attesa dei nuovi equilibri, dei nuovi assestamenti, delle nuove designazioni che procedono con la “giusta” calma e a rilento.

Incertezze problematiche
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Si complica il quadro economico. Diventa “urgente un tetto alle tariffe di energia e gas”.
“Caro energia ed inflazione affossano imprese e famiglie”
Confesercenti: “A rischio 2,5 miliardi di consumi nel prossimo trimestre, nel 2023 la spesa tornerà al livello del 2016. Possibilità di una fase recessiva sempre più concreta”.

Prospettiva difficile
(Fonte: confesercenti.it/28.09.2022)
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La modificazione profonda della spesa pubblica va riportata nell’alveo del tema del debito buono.
A proposito del libro di Minsky, “potrebbe ripetersi”?
L’insegnamento di Keynes è il punto di partenza per andare oltre: l’economia capitalistica da studiare come insieme di flussi monetari e riscoprire da questa posizione il ruolo dell’euro.

Pasquale Persico
“Europa Europa” è stato un programma televisivo italiano di intrattenimento, in onda su Rai Uno il sabato, in prima serata, tra il1988 e il 1990. Condotto da Elisabetta Gardini da Fabrizio Frizzi, è andato in onda, presso il Teatro delle Vittorie di Roma, dal marzo 1988 al giugno 1990. Ha avuto pertanto tre edizioni, articolate in un numero variabile di puntate (da 14 a 16) e svoltesi fra i mesi di febbraio e giugno. Ideatore e autore della trasmissione Michele Guardì, coautore Giorgio Calabrese. Ospiti fissi: l’attrice, ballerina e showgirl Alessandra Martines, il ballerino Raffaele Paganini, il coreografo e ballerino Andrè De La Roche e il Trioreno. Anche il celebre attore e uomo di spettacolo Leo Gullotta prese parte, come invitato d'onore, ad alcune puntate (1988). Il programma rappresentò per Frizzi l'esordio in prima serata e l'inizio della fortunata collaborazione con Michele Guardì.
Invocare la possibilità di rifare una trasmissione del genere, potrebbe aiutare a capire dove siamo per non avere paura della fase storica in cui stiamo per precipitare, dove instabilità e finanza dominano il mondo e solo il policentrismo culturale può ispirare la buona politica.
Il futuro ministro delle finanze, allora, dovrebbe tenere presente il libro di Hyman Minsky (“Potrebbe ripetersi? Instabilità e finanza dopo la crisi del ‘29”, Einaudi, 1984, con l’introduzione del non dimenticato professore di economia politica Augusto Graziani). L’insegnamento di Keynes è il punto di partenza, per, poi, cercare di andare oltre: l’economia capitalistica va studiata come insieme di flussi monetari, e riscoprire da questa posizione il ruolo dell’Euro, che potrebbe aiutare a rivedere i filmati di “Europa Europa” in diverse versioni.
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Il dato allarmante: la bassa affluenza alle urne, il rifugio nella pratica dell’astensione.
Ritroviamo la vera strada per il futuro
Forte “scollamento” tra cittadinanza e istituzioni, che va avanti nell’indifferenza generale. Ma chi si farà veramente carico di proporre un cambio di legge elettorale?

Tempo di cambiare
Il dato più allarmante delle elezioni che abbiamo da pochi giorni vissuto non è tanto il risultato, seppur complesso e da analizzare approfonditamente, quanto, a mio avviso, la bassa affluenza registrata ovunque nel Paese, con un picco al ribasso proprio in Campania. La più bassa nella storia della Repubblica. Ovviamente questo dato non si è registrato così all’improvviso: è stato il frutto di un lungo percorso, compiuto negli ultimi anni, di allontanamento reciproco dei cittadini dalla politica e della politica dai cittadini.
Con questo “scollamento” tra Paese e Istituzione, che va avanti nonostante l’indifferenza generale, chi si farà carico di proporre un cambio di legge elettorale? Chi potrà presentare le vere istanze - divenute patrimonio comune: lavoro, politiche giovanili, sviluppo culturale, tutela ambientale - in modo serio ed organizzato?
Finché la metà - o peggio: la maggioranza - della popolazione continuerà a pensare di poter vivere, lavorare, aggregarsi in contesti apolitici, questa tendenza non potrà essere invertita. Tutti hanno bisogno della “Politica”, il luogo delle decisioni che influenzano il Paese e la vita di ciascuno di noi. Nessuno può tirarsene fuori, anche se è in una condizione di forte degrado. Soprattutto quando è pienamente avvolta in questa situazione. E’ di fondamentale importanza che si torni a parlare di “Politica”, con la “P” maiuscola. Che lo si faccia nelle famiglie, nei luoghi di formazione, nei contesti aggregativi.
* Imprenditore
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Analisi Coldiretti, Filiera Italia e Unaproa sulla spesa delle famiglie nel primo semestre dell’anno.
Il “caro prezzi” taglia gli acquisti di frutta e verdura a tavola (-11%)
Ma il quadro della situazione è più complesso, perché bisogna tenere conto anche dei “valori riconosciuti agli agricoltori, che, spesso, non coprono neppure i costi di produzione dei raccolti”.

Problemi a catena
Ma il quadro della situazione è più complesso, perché bisogna tenere conto - oltre che dell’aumento dei prezzi al dettaglio, dei "valori riconosciuti agli agricoltori che - sottolineano Coldiretti, Filiera Italia e Unaproa - spesso non coprono neppure i costi di produzione dei raccolti già falcidiati da grandine e siccità".
(Fonte: coldiretti.it/20.09.2022)
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