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Salerno Economy XI.34 – 30.09.2022

La domanda più gettonata: ma chi ci governerà e prenderà tutte quelle decisioni che restano importanti?

La politica detta sempre i tempi (inutili) delle cose da fare

Mentre i problemi avanzano perché non realmente governati ma narcotizzati, in attesa dei nuovi equilibri, dei nuovi assestamenti, delle nuove designazioni che procedono con la “giusta” calma e a rilento.

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Incertezze problematiche
I tempi di reazione della politica in senso esteso a quanto si manifesta in termini di bisogni effettivi da parte delle società e dei contesti, in maniera più ampia, civili, diventano sempre più disaggregati rispetto alle dinamiche reali che si vivono ordinariamente in questo ultimo periodo. La riflessione non è principalmente “filosofica”, ma strettamente legata a quanto sta accadendo proprio in queste giornate che proseguono nella tipologia del “né capo, né coda”. O meglio: l’attuazione dei tempi della politica vera e propria - la parte, cioè, delle decisioni che, poi, prendono la forma e la sostanza della rilevanza più autentica - è una vera e propria sciagura rispetto alle attese del contesto sociale, prima di tutto, che resta, in questo modo, quasi sempre “represso” rispetto alle “cose che deve fare” e che “non può non fare”. In altre parole, la separazione delle cosiddette urgenze dalla vita reale, in Italia più che altrove - al Sud più che al Nord - diventa una componente dello “stato delle cose”, rispetto alle aspettative, ai progetti, agli stessi “sogni” che si trasformano in forme inattuabili di chissà che cosa.
(continua)
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Si complica il quadro economico. Diventa “urgente un tetto alle tariffe di energia e gas”.

“Caro energia ed inflazione affossano imprese e famiglie”

Confesercenti: “A rischio 2,5 miliardi di consumi nel prossimo trimestre, nel 2023 la spesa tornerà al livello del 2016. Possibilità di una fase recessiva sempre più concreta”.
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Prospettiva difficile
“La fiducia delle attività economiche, con il terzo calo consecutivo, scende ai minimi da oltre un anno, come sottolinea l’Istat. L’incertezza sul prossimo futuro sta mettendo in difficoltà anche famiglie e consumi: senza un’inversione di tendenza, la spesa potrebbe calare nel prossimo trimestre di 2,5 miliardi rispetto ai tre mesi precedenti. Un ulteriore fattore negativo per le imprese e per l’economia, che rende sempre più concreto il rischio di entrare in una fase recessiva”. Questo il quadro delineato in una nota dalla Confesercenti. “La forte caduta del clima di fiducia sia per i consumatori che per le imprese - che si traduce in un vero e proprio crollo per quelle dei servizi di mercato con -7 punti - è indice di un pericoloso avvitamento in negativo della situazione economica. La Nadef sancirà purtroppo questo quadro di crisi, con un deciso ridimensionamento della crescita per il prossimo anno, inferiore al punto percentuale”. Per la Confesercenti "il nuovo Parlamento è chiamato ad agire ed assumere decisioni fondamentali per fronteggiare questa fase critica per le imprese e le famiglie, schiacciate dal peso dei costi energetici".
(Fonte: confesercenti.it/28.09.2022)
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La modificazione profonda della spesa pubblica va riportata nell’alveo del tema del debito buono.

A proposito del libro di Minsky, “potrebbe ripetersi”?

L’insegnamento di Keynes è il punto di partenza per andare oltre: l’economia capitalistica da studiare come insieme di flussi monetari e riscoprire da questa posizione il ruolo dell’euro.
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Pasquale Persico
di Pasquale Persico

“Europa Europa” è stato un programma televisivo italiano di intrattenimento, in onda su Rai Uno il sabato, in prima serata, tra il1988 e il 1990. Condotto da Elisabetta Gardini da Fabrizio Frizzi, è andato in onda, presso il Teatro delle Vittorie di Roma, dal marzo 1988 al giugno 1990. Ha avuto pertanto tre edizioni, articolate in un numero variabile di puntate (da 14 a 16) e svoltesi fra i mesi di febbraio e giugno. Ideatore e autore della trasmissione Michele Guardì, coautore Giorgio Calabrese. Ospiti fissi: l’attrice, ballerina e showgirl Alessandra Martines, il ballerino Raffaele Paganini, il coreografo e ballerino Andrè De La Roche e il Trioreno. Anche il celebre attore e uomo di spettacolo Leo Gullotta prese parte, come invitato d'onore, ad alcune puntate (1988). Il programma rappresentò per Frizzi l'esordio in prima serata e l'inizio della fortunata collaborazione con Michele Guardì.
Invocare la possibilità di rifare una trasmissione del genere, potrebbe aiutare a capire dove siamo per non  avere paura della fase storica in cui stiamo per precipitare, dove instabilità e finanza dominano il mondo e solo il policentrismo culturale può ispirare la buona politica.
Il futuro ministro delle finanze, allora, dovrebbe tenere presente  il libro di Hyman Minsky (“Potrebbe ripetersi? Instabilità e finanza dopo la crisi del ‘29”, Einaudi, 1984, con l’introduzione del non dimenticato professore di economia politica Augusto Graziani). L’insegnamento di Keynes è il punto di partenza, per, poi, cercare di andare oltre: l’economia capitalistica va studiata come insieme di flussi monetari, e riscoprire da questa posizione il ruolo dell’Euro, che potrebbe aiutare a rivedere i filmati di  “Europa Europa” in diverse versioni.
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Il dato allarmante: la bassa affluenza alle urne, il rifugio nella pratica dell’astensione.

Ritroviamo la vera strada per il futuro

Forte “scollamento” tra cittadinanza e istituzioni, che va avanti nell’indifferenza generale. Ma chi si farà veramente carico di proporre un cambio di legge elettorale?
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Tempo di cambiare
di Giuseppe Gallozzi*

Il dato più allarmante delle elezioni che abbiamo da pochi giorni vissuto non è tanto il risultato, seppur complesso e da analizzare approfonditamente, quanto, a mio avviso, la bassa affluenza registrata ovunque nel Paese, con un picco al ribasso proprio in Campania. La più bassa nella storia della Repubblica. Ovviamente questo dato non si è registrato così all’improvviso: è stato il frutto di un lungo percorso, compiuto negli ultimi anni, di allontanamento reciproco dei cittadini dalla politica e della politica dai cittadini.
Con questo “scollamento” tra Paese e Istituzione, che va avanti nonostante l’indifferenza generale, chi si farà carico di proporre un cambio di legge elettorale? Chi potrà presentare le vere istanze - divenute patrimonio comune: lavoro, politiche giovanili, sviluppo culturale, tutela ambientale - in modo serio ed organizzato?
Finché la metà - o peggio: la maggioranza - della popolazione continuerà a pensare di poter vivere, lavorare, aggregarsi in contesti apolitici, questa tendenza non potrà essere invertita. Tutti hanno bisogno della “Politica”, il luogo delle decisioni che influenzano il Paese e la vita di ciascuno di noi. Nessuno può tirarsene fuori, anche se è in una condizione di forte degrado. Soprattutto quando è pienamente avvolta in questa situazione. E’ di fondamentale importanza che si torni a parlare di “Politica”, con la “P” maiuscola. Che lo si faccia nelle famiglie, nei luoghi di formazione, nei contesti aggregativi.

* Imprenditore
(continua)
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Analisi Coldiretti, Filiera Italia e Unaproa sulla spesa delle famiglie nel primo semestre dell’anno.

Il “caro prezzi” taglia gli acquisti di frutta e verdura a tavola (-11%)

Ma il quadro della situazione è più complesso, perché bisogna tenere conto anche dei “valori riconosciuti agli agricoltori, che, spesso, non coprono neppure i costi di produzione dei raccolti”.
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Problemi a catena
“Per effetto delle difficoltà economiche e del caro prezzi nel carrello della spesa gli italiani hanno tagliato gli acquisti di frutta e verdura che crollano nel 2022 dell’11% in quantità rispetto allo scorso anno, ai minimi da inizio secolo con 2,6 miliardi di chili”. È questo il quadro descritto dall’analisi di Coldiretti, Filiera Italia e Unaproa “sulla spesa delle famiglie nel primo semestre dell’anno in occasione del vertice dell’Unione nazionale dei produttori di ortofrutta e agrumi (Unaproa) su aumento dei costi e crisi dei consumi, secondo dati Cso Italy/Gfk Italia”. E’ stata ridotta del “16% le quantità di zucchine, del 12% i pomodori, del 9% le patate, del 7% le carote e del 4% le insalate, mentre per la frutta - evidenziano Coldiretti Filiera Italia e Unaproa - si registra addirittura un calo dell’8% per gli acquisti di arance. Cresce solo la quarta gamma, come le insalate in busta, le cui vendite nei primi 6 mesi del 2022 sono salite del 7% sullo stesso periodo del 2021”.
Ma il quadro della situazione è più complesso, perché bisogna tenere conto - oltre che dell’aumento dei prezzi al dettaglio, dei "valori riconosciuti agli agricoltori che - sottolineano Coldiretti, Filiera Italia e Unaproa - spesso non coprono neppure i costi di produzione dei raccolti già falcidiati da grandine e siccità".
(Fonte: coldiretti.it/20.09.2022)
(continua)
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