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Salerno Economy XI.23 – 17.06.2022

Il complicato atteggiamento legato ai consumi, mentre si rafforza la prudenza nel fare spese.

Inflazione, rincari? Ma anche ondate di acquisti (non prevedibili)

E si delinea, nuovamente, un prolungato ritorno alla pratica effettiva del risparmio per fronteggiare una stagione che si annuncia non priva di rischi patrimoniali.
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Spesa e risparmi
A volte capita di assistere a un “fenomeno” che, ormai, si avvia a diventare una delle tante variabili che si ripetono nel tempo a ciclo continuo, affermando un principio che è diventato stabile. In pratica, si tratta dell’apparente scarsa reattività di fronte ad ondate - per esempio di tipo inflazionistico - che di fatto aggrediscono il normale flusso della quotidianità di milioni di persone. Perché parlare dell’inflazione non soltanto dal punto di vista strettamente tecnico? Perché, anche nel momento più significativo dell’impatto di questo tipologia di evento economico, diventa particolarmente rilevante soffermarsi ad osservare che cosa stia realmente accadendo per rendersi conto che, a ben vedere, uno degli effetti del drammatico combinato epidemia pandemica/conseguenze del ciclo bellico si rivela essenzialmente la presunta “assenza” di condizioni che, pure, sono state definite fino a poco tempo fa emergenziali. Tra i banchi della spesa - mentre i prezzi assecondano il rialzo per così dire naturale sollecitato dal processo inflazionistico, sebbene connotato anche da valenze senza dubbio speculative - si può chiaramente percepire una diffusa reattività del consumatore a quanto accade anche attraverso comportamenti non del tutto spiegabili.
(continua)
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L’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio (“Nota sulle economie regionali”).

Nel 2022 Pil e consumi +2,5%, inflazione +6,3%

“Negli ultimi 25 anni il Mezzogiorno è cresciuto quasi cinque volte in meno della media nazionale e ha perso il 2% della popolazione”.
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Percorso ad ostacoli
Revisione al rialzo di circa lo 0,4% “rispetto alla valutazione precedente, che conferma quanto osservato nel 2021 e nella prima parte dell’anno in corso: ovvero che il sistema Italia ha sorpreso per capacità di vitalissima reazione”. Rimane il problema inflazione - in aumento, +6,3% quest’anno - ma“nel 2023 dovrebbe tornare a un meno allarmante +2,9%”. Non manca, poi, “la solita lunga lista di problemi strutturali che affliggono l’economia italiana e, in particolare, il Mezzogiorno”, che “ha perso di meno nel 2020, ma è cresciuto meno nel 2021 e potrebbe crescere un po’ meglio del resto del Paese nel 2022”. Ma soprattutto resta“vittima privilegiata di un forte calo demografico che colpisce tutto il Paese” e che - secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio - è “la questione cui dedicare il massimo impegno in termini di politiche di lungo termine”.
Pil regionale.
“Viene confermata la consueta dicotomia Nord-Sud: tra il 1996 e il 2019 il Pil reale del Mezzogiorno è infatti cresciuto in termini cumulati solo del 3,4%, quasi cinque volte in meno rispetto alla media nazionale (15,3%) e quasi otto volte rispetto al Nord-Est (23,8%). In valore assoluto, nel 2022 il Pil pro capite al Sud è quasi la metà di quello del Nord: 20.900 euro contro i 38.600 euro del Nord-Ovest e i 37.400 euro del Nord-Est”.
(Fonte: confcommercio.it/08.06.2022)
(continua)
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Da noi tutti in discussione, il dopo-Draghi farà sciogliere le alleanze anche dentro le correnti interne ai partiti.

Elezioni, Francia e Italia: lo spazio si è fatto troppo stretto

E la “guerra di destino” per Putin non potrà che continuare, ma l’Europa non ha gli “attrezzi” per allargare la strada maestra.
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Pasquale Persico
di Pasquale Persico

Ecco a mio giudizio la fotografia della difficile transizione storica che abbiamo davanti. L’incertezza non implica paura, bisogna moltiplicare le aspettative per poterle consolidare, allargando il percorso, quando la politica, prima o poi, si farà riconoscere. Il risultato delle elezioni in Francia - per esempio - rimette in discussione il modello (ipotetico) di stabilità per dare voce a decisioni che dovranno essere prese. Anche in Francia la parola plurale implicherà un compromesso o un patto tra più visioni delle cose da fare e l’Europa - come prospettiva di politica del fare - risulta un punto di riferimento ancora non partecipato da una maggioranza con idee appropriate. In Italia il disastro referendum ha messo a nudo il tema della mobilitazione per quasi tutti i partiti e le leadership: tutti in discussione, il dopo-Draghi farà sciogliere le alleanze anche dentro le correnti interne ai partiti. Dovranno emergere altre parole chiave di riferimento, più credibili, e la solitudine di Mattarella riapparirà in tutta la sua valenza drammatica.
Il dopo-Draghi è già augurabile per lo stesso Draghi, la sua moralità verso il senso di comunità è emerso finalmente con luce chiara, ma la comunità non è ancora immune dalla nostalgia di un mondo che non c’è più, fatto di mediazioni e privilegi accumulati. La storia arriva a presentare la guerra di destino di Putin come un evento contemporaneo inatteso, perché poggiato su una visione imperialista senza fondamenti storici; ma la storia è difficile da raccontare quando si parla di futuro augurabile ed il futuro spesso ha le gambe corte per fare il salto necessario.
(continua)
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Prende sempre più forma il piano di interventi per procedere a una gestione “intelligente” della risorsa acqua.

Consac, in arrivo stanziamenti per 26,6 milioni

Due progetti finanziati - grazie ai fondi React-Eu e Pnrr - per ridurre le perdite nelle reti idriche e per sostituire alcuni tratti della condotta del Faraone.
Foto Consac-Gennaro Maione
Gennaro Maione (Consac)
Riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, gestione “intelligente” della risorsa idrica per evitare gli sprechi (attraverso la digitalizzazione e il monitoraggio delle strutture), efficientamento energetico per il contenimento dei consumi elettrici, ottimizzazione del servizio e sostituzione di alcuni “importanti tratti della condotta del Faraone”. Questi gli obiettivi di due progetti “per i quali Consac ha avuto conferma del finanziamento attraverso il React-Eu e il Pnrr. Uno stanziamento totale di oltre 26,6 milioni di euro”.
I progetti. In particolare, per quanto riguarda il primo intervento - “gestione ottimale delle risorse idriche del Cilento e Vallo di Diano tra digitalizzazione delle reti, tecnologie di misura smart e sistemi di monitoraggio avanzati” - è giunta comunicazione dell’inserimento nella graduatoria dei programmi finanziati “in quanto c’è stato un incremento dei fondi disponibili”. L’importo assegnato è pari a 12.032.932 euro, “che saranno impiegati fino a tutto settembre 2023, tra l’altro, per installare 641 misuratori di portata in entrata/uscita dai serbatoi, 270 datalogger di misura dei livelli idrici nei serbatoi e 5.000 smart meter (contatori di ultima generazione) per le utenze; ma anche per inserire valvole riduttrici di pressione e, soprattutto, per sostituire tratti di rete per una lunghezza stimata di 17,5 km”.
(Fonte: Ufficio Stampa Consac/11.06.2022)
(continua)
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