Prende sempre maggiore consistenza l’individuazione di nuovi indicatori in grado di monitorare l’affidabilità sociale.
La reputazione? Asset strategico
Il calcolo del rischio derivante da una cattiva immagine personale o aziendale può spingere il sistema delle imprese a rafforzare le necessarie azioni info/comunicazionali per veicolare le buone pratiche ed ottenere l’incremento del patrimonio relazionale unitamente ad un rating bancario più elevato.

Il limite dei social
Quanto vale la reputazione personale? E la reputazione di un imprenditore? E la reputazione di un’azienda? Hanno un valore incalcolabile che incide molto più di quanto si possa pensare sulle capacità relazionali, anche perché le tre tipologie di reputazione – personale, imprenditoriale e aziendale – sono molto intrecciate ed interdipendenti al punto che spesso si confondono. Naturalmente, esistono diversi ambiti all’interno dei quali si manifestano gli effetti di una buona o cattiva reputazione, ma ce ne sono alcuni particolarmente rilevanti dal punto di vista della “capacità operativa” che finisce con il condizionare la qualità della vita delle persone, degli imprenditori e delle aziende. Va chiarito subito, quindi, che la reputazione non è un “asset” secondario – e cioè derivante in maniera automatica da alcune variabili sostanziali (solidità economica, percorsi di crescita, redditività e marginalità delle produzioni, eccetera eccetera) – ma, al contrario, è sempre più un “asset” primario. Al punto che incide prioritariamente sulla valutazione complessiva della persona, dell’imprenditore e dell’azienda.
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Il terzo rapporto realizzato da Ipsos per Fondazione Symbola e Unioncamere.
La coesione? Fa crescere imprese e territori
Indicatori positivi superiori alla media per le aziende che fanno rete ed intrattengono relazioni strutturate con le comunità, le istituzioni, i consumatori, il terzo settore.

Dualismi anche in base alla coesione
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Sfogliando il catalogo dei riconoscimenti basati sulle opinioni.
Travellers’ Choice, dove punta il turismo dei “commentatori”
Il Premio annuale di TripAdvisor (che pochi giorni fa ha siglato un accordo con Fipe-Confcommercio) propone sorprese a livello nazionale per Sorrento, Ischia, Napoli e Positano.

Le scelte dei viaggiatori
Per le vacanze estive avete già le idee chiare o cercate ispirazione? Preferite il relax completo, una cena vip nel Vaticano o un po’ di moto? Quale che sia la risposta, forse vi farà piacere scoprire aspetti poco conosciuti del gigantesco movimento – il turismo – che attraversa il mondo intero occupandone ogni piega. Una possibilità di sognare (o programmare) è offerta da TripAdvisor, il grande portale dei viaggi, che nelle sue pagine organizza il Premio “Travellers’ Choice”, ossia dichiaratamente “Le migliori strutture turistiche, scelte da milioni di viaggiatori”. Proviamo a sfogliare il “catalogo” come un gioco, annotando qualche spunto interessante. Nel contesto globale l’Italia è poco presente e la Campania praticamente assente. In compenso, a livello nazionale, Sorrento si piazza meglio di Rimini e Milano.
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Sempre più centrali il food e le filiere ad esso collegate dal punto di vista dell’appeal dei territori.
Il cibo? Vale il 35 per cento della spesa in vacanza
Coldiretti: “L’alimentazione è diventata la principale voce del budget turistico con un impatto economico nel 2017 pari a 30 miliardi di euro su base annua divisi tra italiani (60%) e stranieri (40%)”.

Il buon food nel mondo è Made in Italy
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I dati del rapporto Agrosserva Ismea evidenziano un quadro in progressivo recupero.
Agricoltura in ripartenza nel 2018
Nei primi tre mesi il valore aggiunto in termini reali guadagna 4,6 punti rispetto all'ultimo trimestre del 2017 e 0,6 su base annua.

Ripartenza nel 2018
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