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Produzione e fatturato:il Mezzogiorno “crolla”

L’analisi del Centro Studi di Unioncamere conferma la falsa partenza nel primo trimestre 2012 Bilanci negativi in tutti i settori, molto critici i dati relativi ai comparti dell’industria e dei servizi Si presenta negativo il bilancio registrato per i settori industria, commercio e servizi nel corso del primo trimestre 2012, soprattutto per le imprese al di sotto dei 50 dipendenti, ma inizia ad intravedersi, per il futuro, qualche spiraglio, almeno per quanto riguarda l’export. Questo il quadro emerso dall’indagine congiunturale del Centro Studi di Unioncamere, riguardante l’andamento delle imprese industriali, commerciali e dei servizi nel I trimestre 2012 e le previsioni per il II trimestre dell’anno. Per il periodo aprile-giugno 2012 permangono negative le aspettative del settore industria rispetto ai primi tre mesi dell’anno (-4,3% il saldo fra imprese con aumento e quelle con diminuzione della produzione, -4% per il fatturato), ma con una netta differenza tra imprese con oltre i 50 addetti (+6,4% il saldo tra attese di incremento e di riduzione della produzione e +9,3% quello del fatturato) ed imprese con meno di 50 addetti che mostrano, invece, valutazioni prospettiche tutte in negativo. I settori che evidenziano previsioni più pessimistiche sono quello dei metalli (-10,6% e -10,5%, rispettivamente) e del sistema moda (-10% e -12,5%, rispettivamente), mentre prevale un debole segno positivo solo per quanto riguarda le industrie alimentari e meccaniche. Territorialmente è il Sud a mostrare un “sentiment” più positivo, soprattutto per la prevalenza delle aspettative più incoraggianti da parte degli operatori sopra i 50 addetti, mentre previsioni negative provengono dal Centro ma, ancora di più, dal Nord Est e dal Nord Ovest. Da registrare le attese legate agli ordinativi esteri, che evidenziano segnali di segno positivo per tutte le classi dimensionali (ad eccezione dell’artigianato), con punte del 30,1% per le industrie alimentari e del 22,4% per le industrie chimico-farmaceutiche. E’ negativo anche il “sentiment” mostrato dalle attività commerciali (-7,4% rispetto al I trimestre dell’anno) ma, anche in questo caso, il dato è molto differente se si considerano solo gli operatori più grandi (+19,3%) e decisamente diverso se si considera la Gdo (attese a +26,8%). In generale il dato riscontrato territorialmente indica un maggiore pessimismo nelle regioni centrali (-11,3%), mentre è meno pessimistico nel Settentrione (sopra il -6%) e nel Mezzogiorno, dove si riscontra una stabilità delle vendite. Sono abbastanza positivi i segnali che provengono dal complesso degli “Altri servizi” (+7,2%), derivanti soprattutto dal traino della stagionalità riportato dalla filiera dell’accoglienza e dalle mense e servizi bar. Territorialmente molto bene le aspettative nel Nord Ovest (+8,5%), più contenute quelle riscontrate negli altri territori. Riguardo al bilancio dei primi tre mesi dell’anno, l’industria ha sofferto un calo del 5,4% relativamente alla produzione e del 4,4% per quel che concerne il fatturato. Sono le imprese sotto i 49 addetti a registrare le maggiori sofferenze con perdite produttive vicine al -7% (quasi -8% nell’artigianato) e cali nei ricavi fino al -5,8% (-6,9% per l’artigianato), mentre più contenute risultano le riduzioni di produzione (-2,8%) e fatturato (-2,0%) per le imprese sopra i 50 dipendenti. Settorialmente contengono le perdite i settori meccanico, chimico ed alimentare, che riportano cali di produzione sopra la soglia del -4% e di fatturato compresi tra il -1,6% ed il -2,4%. Peggiore, invece, la situazione in tutti gli altri settori industriali. Territorialmente “tiene” meglio il Nord con cali di produzione pari al -4,2% nel Nord Ovest ed al -4,5% nel Nord Est e cali del fatturato del 3,5% nel Nord Ovest e del 3,8% nel Nord Est. Più critica la situazione dell’industria al Centro e soprattutto nel Sud ed Isole, dove la produzione arriva a cedere anche il 9,2% ed il fatturato l’8,4%. In generale, restano positivi i dati sulle vendite all’estero, sebbene in rallentamento rispetto ai trimestri precedenti e dove unicamente le industrie elettriche ed elettroniche e del sistema moda (-1,8%) fanno segnare dati in negativo. Il fatturato estero non si incrementa solo nelle imprese del Centro (-1,8%), mentre sono positivi i dati di Sud e Isole (+0,3%), Nord Est (+1,6%) e, soprattutto, Nord Ovest (+2,7%), per un incremento nazionale medio delle esportazioni pari all’1,5%. I buoni dati dell’export non trovano riscontro, però, nelle dinamiche del mercato interno, con ordinativi in contrazione media del 5,6% ed una flessione che giunge quasi al 10% nelle regioni meridionali. Nel commercio prosegue la parabola discendente che ha caratterizzato il secondo semestre 2011 sul quale il primo trimestre 2012 riporta una perdita del 6,3%. Buona, però, la capacità di tenuta della Gdo, con il trimestre chiuso con solo lo 0,5% in meno. Le perdite del commercio si concentrano particolarmente nel Centro (-9%). Arretramento del volume d’affari anche per i servizi (-4,6%), con Centro e regioni meridionali che soffrono le riduzioni più pesanti (rispettivamente, -8,3% e -8,9%), derivanti da andamenti particolarmente negativi degli operatori più piccoli. Mario Gallo

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