L'intervista »
La crisi della liquidità. Il ruolo dei Consorzi di Garanzia Fidi Il Presidente del Confidi Province Lombarde rilancia l’allarme per le piccole e medie imprese “Bisogna prendere atto che in questo momento si sta verificando una situazione di stallo che “ingessa” tutto il sistema economico e produttivo. Il rallentamento nell’erogazione del credito è un fatto, non una sensazione. Non per fare dietrologia sui comportamenti delle banche, ma la carenza di liquidità è un dato accertato che penalizza soprattutto le piccole e medie imprese. L’unico spiraglio di ottimismo che in questo momento si apre è legato alle “dichiarazioni di intenti” che provengono dal Governo e dal sistema bancario: inducono a pensare che nel brevissimo periodo dovrebbe aumentare la quota di circolante. Ma, ripeto, allo stato attuale dei fatti sono “dichiarazioni di intenti”, nulla di più. E, quindi, è pienamente giustificata la preoccupazione degli imprenditori del Sud come del Nord. Da questo punto di vista non mi sembra di notare differenze significative”. Massimo Perini (nella foto), presidente di Confidi Province Lombarde – Consorzio di Garanzia Fidi per le Pmi vigilato dalla Banca d’Italia ex art. 107, che raccoglie oltre 6.000 soci ed è presente in Campania con sedi a Salerno e Caserta – “fotografa” la situazione e non riscontra un’inversione di tendenza rispetto ad alcuni mesi fa. “Posso solo dire – dichiara a salernoeconomy.it – che i prodotti che le banche stanno rendendo disponibili per le imprese del Mezzogiorno mi sembrano più conformi alle esigenze del tessuto economico e produttivo delle regioni del Sud rispetto a quanto sta accadendo al Nord”. Da quale punto di vista? “Nel senso che gli strumenti di cui è possibile usufruire nel Meridione tengono conto anche di interventi strutturali in sintonia con l’esigenza di rafforzare il profilo delle Pmi, mentre al Nord resta prevalente l’esigenza di incentivare la liquidità ed è in questo senso che andrebbe ampliata la gamma di opzioni praticabili”. Per Perini diventa prioritario “lavorare maggiormente tenendo conto della necessità di individuare iniziative basate sulla “filosofia” del “taylor made”: ogni azienda ha bisogno di un abito su misura per garantirsi la strategia più adatta rispetto alle leve creditizie di cui ha bisogno”. Ed è su queste versante che il presidente di Cpl ritiene fondamentale il ruolo dei Consorzi di Garanzia Fidi: “E’ proprio nel contesto difficile nel quale ci troviamo a “navigare” che l’anello di congiunzione tra Pmi e circuito del credito può e deve essere rappresentato dai Confidi che con la loro capacità di offrire garanzie adeguate agli istituti bancari – garanzie vere, a prima richiesta per quanto riguarda Cpl – possono incentivare il ritorno ad una sana applicazione del merito creditizio”. Si può spiegare meglio? “La prossimità al territorio, la conoscenza diretta delle progettualità e delle storie aziendali rimangono punti di riferimento ineludibili per “garantire” la massima attenzione alla valenza propositiva del “fare impresa”. E’ da questo punto di vista che le banche devono assolutamente ricominciare a verificare la fattibilità dei progetti e non soltanto la solidità delle garanzie. Ma per fare questo occorre essere “dentro”, ripeto, al territorio. Ed è in questa direzione che Cpl sta profondendo il massimo sforzo, al Sud come al Nord”. Con quali “prodotti”? “Guardi, al Sud, in Campania abbiamo il programma “Jeremie” – cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dalla Regione Campania in collaborazione con Unicredit (concessionaria esclusiva), con 155milioni di euro disponibili; beneficiarie dell’iniziativa le micro, piccole e medie imprese industriali, artigianali, commerciali e di servizi con sede legale e unità produttiva nel territorio della Campania, che realizzano investimenti materiali ed immateriali volti alla promozione di azioni per lo sviluppo del sistema produttivo – e “Liquidità pronto cassa”, una linea di credito di breve termine finalizzata a sostenere temporanee esigenze aziendali derivanti da squilibri passeggeri tra entrate e uscite correnti. Nello specifico stiamo parlando di finanziamenti dedicati a soddisfare le esigenze straordinarie di cassa in occasione del pagamento di imposte, tasse e contributi. Cpl in questi casi è pronto a garantire il 50 per cento dell’importo finanziato con un’apertura di credito in conto corrente con rimborsi mensili”. In conclusione, presidente Perini, in quale ambito di riferimento ritiene importante – nel breve e medio periodo – l’azione dei Confidi? “Per quanto ci riguarda accompagneremo per mano le imprese che ci sceglieranno come partner nel rapporto con il mondo del credito. Sia dal punto di vista della messa a punto del rating, che sotto il profilo della attività consulenziale vera e propria, ritengo che Cpl possa agevolare in maniera costruttiva ed evolutiva la ricerca di una maggiore consapevolezza da parte delle aziende di dovere possedere una visione ampia ed articolata delle potenzialità insite in una relazione corretta e propositiva con il circuito delle banche. D’altro canto – conclude Perini – i Confidi sono uno strumento di primissimo piano anche e soprattutto per quanto concerne la diffusione della cultura d’impresa”. Umberto Adinolfi

