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Il Ministro del Lavoro e Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze hanno firmato il cosiddetto Decreto “Part Time Agevolato”: si tratta di un contratto part-time da stipulare con i lavoratori del settore privato prossimi alla pensione come previsto dall’art. 1 comma 284 della L. 208/2015. In pratica i datori di lavoro del settore privato possono stipulare un part time “agevolato” con i lavoratori che entro il 31 dicembre 2018 raggiungono i requisiti per il trattamento pensionistico di vecchiaia. Come funziona il part time agevolato? Il lavoratore, titolare di un contratto a tempo indeterminato Full Time, si rivolge all’Inps o ad un Patronato per ottenere la certificazione che attesta il possesso del requisito contributivo e la maturazione di quello anagrafico entro il 31 dicembre 2018. Il requisito contributivo prevede il versamento di almeno 20 anni di contributi, quello anagrafico è pari a 63 anni e 7 mesi.
Ottenuta la certificazione il datore di lavoro ed il lavoratore stipuleranno un contratto di lavoro definito “part time agevolato” prevedendo una riduzione dell’orario di lavoro dal 40% al 60%. Il contratto stipulato deve essere inviato dal datore di lavoro alla Dtl competente che entro5 giornirilascia il provvedimento di accesso al beneficio. Acquisito il provvedimento il datore di lavoro lo trasmette telematicamente all’Inps che verifica il possesso dei requisiti e la copertura finanziaria; entro i 5 giornisuccessivi l’Inps comunica l’accoglimento o il rigetto.
Gli effetti del contratto decorrono dal primo giorno del periodo di paga mensile successivo all’accoglimento, mentre la durata del contratto è pari al periodo che intercorre dall’accoglimento alla maturazione del diritto alla pensione.
Quali sono le agevolazioni? Per il datore di lavoro la possibilità di trasformare un contratto full time in part time per le persone prossime alla pensione e che, probabilmente, non rientrano in pieno nelle dinamiche aziendali. La possibilità di poter assumere un nuovo lavoratore, anche part time, da affiancare al lavoratore in uscita in maniera da permettere l’acquisizione delle competenze necessarie. Il datore di lavoro deve versareal dipendente “agevolato” oltre la normale retribuzione,la quota di contributi ai fini pensionistici che il lavoratore perde a seguito della riduzione dell’orario di lavoro,la quota è esente sia fiscalmente che contributivamente.
Per il lavoratore il vantaggio è dato dalla possibilità di lavorare part time, percepire una quota netta pari ai contributi non versati dal datore di lavoro per la riduzione dell’orario, vedersi accreditare figurativamente ai fini pensionistici la contribuzione per le ore non lavorate.
Conviene veramente aderire? La domanda è lecita in quanto la prassi ci mostra che il datore di lavoro che vuole accompagnare all’uscita un lavoratore prossimo alla pensione effettua il licenziamento dello stesso, che diventa percettore Naspi per due anni e alla fine accede alla pensione, il tutto accompagnato da un incentivo all’uscita in aggiunta alle spettanze normalmente dovute. Il nuovo scenario che si propone agli imprenditori è certamente più snello e forse anche favorevole nel medio lungo periodo. Infatti non bisogna sottovalutare la possibilità di utilizzare il lavoratore prossimo al pensionamento come “tutor” per i nuovi assunti e quindi valorizzare le conoscenze del lavoratore affinché le trasferisca alla nuove leve. Proprio in questo modo possiamo realizzare il passaggio generazionale senza rischiare, come spesso accade, di perdere quel valore di competenza e professionalità nonché di esperienza che i lavoratori anziani hanno acquisito negli anni. Come sempre lo strumento previsto dal legislatore deve essere utilizzato per fini migliorativi e di crescita. Passare al part time per poi utilizzare manodopera in nero o affidare all’esterno parte del processo produttivo non è sicuramente la strada maestra. L’appunto che si può muovere al decreto potrebbe essere quello di legare alla trasformazione da full time in part time la contestuale assunzione di un nuovo dipendente in modo da verificare concretamente la genuinità dello strumento cercando di ridurre il tasso di disoccupazione.
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Part time agevolato possibile per i pensionandi entro il 2018
