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Lo speciale. Info-Comunicazione e razionalità come antivirus alla velocità della IA: la tartaruga con la vela e la fragilità di Achille piè veloce.
Lo speciale. Info-Comunicazione e razionalità come antivirus alla velocità della IA: la tartaruga con la vela e la fragilità di Achille piè veloce.

di Pasquale Persico

La grande scienziata, Levi Montalcini, in una delle sue lezioni, nell’Alta Irpinia, fece l’elogio del cervello cognitivo, perché cresce più del cervello adattivo. La sua riflessione ci aiuta ad associare il cervello cognitivo al concetto di Techne, richiamato dal filosofo Remo Bodei a rappresentare la razionalità scientifica; questa deve fare da contrappunto alla Techne, intesa come tecnologia delle macchine. Possiamo, allora, introdurre una contrapposizione tra info-comunicazione (IC) corretta e/o razionale (Techne) alla intelligenza artificiale (IA) a velocità sostenuta ma adattiva a largo spettro di correlazioni? Negli anni ’70 la info-comunicazione fu riconosciuta come strumento necessario alla rivoluzione aziendale in termini di management strategico, necessario all’evoluzione organizzativa dell’impresa nelle reti globalizzate. Emersero teorie sulla trasparenza e la razionalità dei comportamenti, all’interno ed all’esterno delle imprese. Possiamo affermare oggi che l’intelligenza artificiale, a supporto delle decisioni, trascura questi temi per dare velocità ai risultati poggiati su azioni adattive? La risposta è aperta a più riflessioni. La produttività appare come scorciatoia verso l’efficienza? Possiamo considerare la info-comunicazione come un vaccino preventivo all’eccessiva velocità delle decisioni adattive? L’info-comunicazione a spettro scientifico più consapevole, apre ai temi dell’efficacia prima di valutare l’efficienza, ed offre più frecce alla governance strategica sulle economie di scopo e di varietà sulle reti esterne. Inoltre, vengono date indicazioni preventive sui temi dell’Anticipatory Governance dei processi realizzativi delle strategie sostenibili. Sulla storia delle aree interne e delle medicine per il recupero della produttività, il nostro ragionamento offre spunti di riflessione. Diversi studi avviati sull’Appennino, per definire il ruolo delle PMI (Piccole e Medie Imprese) riprendono il tema dell’Osso (Appennino) e della Polpa (le Pianure), introdotto dal meridionalista e studioso, Il Prof. Manlio Rossi Doria. Nei due gruppi di territorio le velocità delle decisioni aziendali erano diverse. Tutti seguivano Achille, per superare rapidamente la tartaruga , che si attardava lentamente nelle montagne. La produttività cresceva nel territorio di pianura (meno del 20% dell’intero territorio), mentre era stagnante o regressivo nelle aree di montagna. Nessun cambio di paradigma venne esplorato, l’osservazione adattiva sembrava dare ragione alle evidenze. Il miracolo economico fu associato alla “techno salvifica”. Oggi il ragionamento viene ripreso, sopravvalutando, ancora una volta, il ruolo della IA. Tornano in campo le avvertenze della Levi Montalcini e del filosofo Bodei. Un approccio più mirato sul ruolo della info-comunicazione poggiato sulla Techne potrebbe rivelare che la tartaruga ha altre frecce nel sua arco decisionale, esplorando nuovi paradigmi…Un cambio di paradigma appare, pertanto, necessario, in questo periodo di turbolenze e di scontro tra autocrazie dominanti a pensiero adattive. Uno scudo culturale deve essere progettato per la sicurezza della mente, a partire dalla messa in discussione sul come le PMI devono affrontare i temi ESG (Environnement, Social e Governance strategica). Per ridare forza al loro protagonismo in termini di efficacia verso obiettivi strategici, oggi la loro sussidiarietà operativa é necessaria. Antonella Carucci, artista della Pietra, nel programmare il suo viaggio a Parigi, città globale, rimette in campo i temi della Terza ecologia e/o dell’ecologia profonda, maturati nel Milieu Creativo di Caggiano, con argomenti che sono assenti nel dibattito sulla transizione ecologica. I temi della soggettività della Natura e del Pianeta Terra sono oggi dominanti, ma trascurati. Per dare voce alla Terra, l’artista mette una vela in Marmo Greco alla sua tartaruga in marmo di Carrara, ed annuncia i perché del suo viaggio a Parigi: riposizionare i temi della Techne rispetto alla Techno, come critica costruttiva alla crisi delle global city sui temi dello sviluppo inclusivo, temi annunciati dal pensiero Camussiano visitando Paestum. La metafora è evidente, il cambio di paradigma implica il cambio di pensieri sulla velocità, l’affrettarsi lentamente significa avere la possibilità di dare alla Techne più spazio strategico e osservare il perché Achille perde velocità relativa. Il calo dell’uso del dollaro, ad esempio, non è un segnale che il tallone di Achille è molto scoperto? L’artista ci apre la mente: dalla complessità del disordine finanziario si può passare alla semplicità dei modelli della mente? In termini di ecologia della mente, bisogna ritrovare, nei territori, i segni decisionali per un cambio dei paradigmi: Techne e techno, in parallelo con specchi neurali vivi. Gli economisti sono in crisi nelle loro tane decisionali protette, i loro modelli sono spesso basati su visioni euristiche affrettate; quando la variabilità è non lineare le difficoltà sono tutte in campo. I limiti cognitivi emergono, la differenza tra correlazioni e cause probabili si moltiplicano. La natura dell’incertezza mostra tutta la sua complessità. Il dollaro perde peso e nessuno si accorge che Achille non sa misurare più la sua distanza come ritardo dalla tartaruga con la vela della cultura aperta, che la storia ancora offre.

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Pasquale Persico
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