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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

In molte regioni si cerca di definire il “quadro” delle forze in campo, ma aumentano le polemiche.
La strana stagione della politica senza consenso
La platea elettorale si trova di fronte uno scenario molto consolidato, prospettive di lavoro (non solo giovanile) confuse e difficile gestione economica e finanziaria delle imprese e delle famiglie continuamente richiamate dall’attivazione del debito.

Le giornate si susseguono avvolte nelle dinamiche del virus cinese, mentre le “tristi” vicende della politica e dell’economia viaggiano, in ogni caso, su binari francamente contorti (per la politica) e non semplici (per l’economia) da decodificare. Potrà rivelarsi interessante comprendere a distanza di qualche tempo come, a capire bene, siano andate realmente le cose sia dal punto di vista della gestione operativa dell’emergenza sanitaria, che sotto il profilo “evolutivo” dell’assestamento, per così dire, del quadro politico nazionale e nelle varie regioni che si apprestano al voto. Le due cose, per la verità, potrebbero sembrare “slegate”, ma in tanti si chiedono se in qualche circostanza la lotta per il “predominio” politico non abbia avuto riflessi anche sugli approcci – e soprattutto sul “racconto”, sulle dichiarazioni e sulle “interpretazioni” –  alle emergenze sanitarie.

Nel frattempo in molte regioni si è cercato di definire il “quadro” delle forze in campo, dovendo tenere conto di come si è di fatto delineato il complesso dei rapporti e delle aspettative nei due sostanziali schieramenti. In altre parole, il Pd procede nella realizzazione di un’alleanza strategica con il M5S (con una serie di interrogativi non di poco conto da una parte e dall’altra), mentre sull’altro versante la Lega di Salvini è chiamata a riservare adeguata attenzione alla nuova dimensione che va assumendo Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Appare questo il profilo innovativo del centrodestra nell’articolazione dei rapporti di forza, mentre si “consolida” la forma declinante di Forza Italia.

Se può essere “perimetrato” in questo modo il piano del confronto tra le forze in campo – con tutto quello che ne deriva tante volte in termini di propagazione di messaggi davvero forzatamente lontani da una modalità di comunicazione pacata e responsabile – i mesi che ci attendono “promettono” una dialettica politico/partitica a dir poco involutiva. Ed è su questo aspetto che sarebbe, invece, opportuno richiamare l’attenzione generale: siamo in un contesto che richiederebbe la massima franchezza e l’abbandono di spirali polemiche che non portano da nessuna parte.

Ma, intanto, si prosegue, invece, nella “battaglia” quotidiana, trascurando l’elaborazione di proposte effettivamente in grado di mobilitare i potenziali elettori. Insomma, siamo alle solite attività di verifica della consistenza degli schieramenti, senza preoccuparsi troppo di immaginare e creare consenso sulle risposte che, invece, si attendono in una platea che di fatto si trova di fronte uno scenario molto consolidato rispetto, per esempio, alla poca saldezza delle prospettive di lavoro (non solo giovanile) in campo e alla difficile gestione economica e finanziaria delle imprese (che in maggioranza non sono quelle solide e articolate) e delle famiglie (continuamente richiamate dall’attivazione del debito).

E’ in questo contesto che ci apprestiamo, quindi, a non pochi mesi di “precarietà”, auspicando, naturalmente, che si normalizzi al più presto la dinamica del virus cinese.

Ernesto Pappalardo

direttore@salernoeconomy.it

@PappalardoE

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