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Inventare nuovi percorsi di ricerca, evitando che gli archivi diventino archivi di archeologia del contemporaneo, “nuovamente nel temporaneo contemporaneo”.
La Prof.ssa D’Ambrosio con Paul Goodman all’Archivio del Living di Caggiano
Judith Maline descrive come si giunse all’evoluzione verso opzioni libertarie sulla formazione culturale alla base della svolta che portò al pacifismo.

di Pasquale Persico

Nella sua recente visita a Caggiano,  la Prof.ssa Maria d’Ambrosio, con i suoi assistenti e studenti della cattedra di professore Ordinario  di Pedagogia  Generale e Sociale, scopre la presenza di un Archivio Paul Goodman a meno di cinque minuti di cammino dall’Archivio Living della Fondazione Morra, dove una foto di Paul Goodman  e Julian Beck testimonia l’associazione tra i due e li connette ad una gruppo di anarchici pacifisti newyorchesi tra cui J. Cage.  Non a caso Judith Maline sottolinea che proprio lo studioso Goodman ebbe un ruolo culturale ispirando  l’evoluzione del Living verso le opzioni libertarie sulla formazione culturale  e sul pacifismo. Perfino il tema del teatro itinerante potrebbe essere stato ispirato dalla lettura di Comunitas, oggi in italiano dal titolo Individuo e Comunità. Questa riflessione ultima porta la Prof.ssa Maria D’Ambrosio ad incrociare i temi della Prof.ssa Cristina Valenti, Unibo, che offrì, lo scorso anno, sempre a Caggiano, le indicazioni sulle nuove ricerche da fare per dare agli archivi una vitalità contemporanea.

Si tratta, allora, di inventare nuovi percorsi di ricerca, capaci di portare gli archivi, che, come precisato dalla Valenti, con la morte degli artisti rischiano di diventare archivi di archeologia  del contemporaneo, nuovamente nel temporaneo contemporaneo. Ecco, allora, l’idea da proporre:  immaginare un nuova performance teatrale, la quindicesima, che ripartendo dalle 14 scritte per il Living, faccia ritrovare i temi dell’anarchia del possibile, adatti ad ispirare le nuove azioni di libertà nella formazione artistica e culturale di ogni ordine e grado della scuola e delle università, oggi. Allora, i due archivi a Caggiano, con l’aiuto di due teatri già in campo su questi temi, Il Teatro delle Bambole e il Teatro Avamposto Numero Zero, possono con l’Università Suor Orsola e la Fondazione tentare l’avventura di una nuova accademia partendo da un primo esperimento di azione specifica. Si tratta di arricchire i due  archivi con una nuova opera teatrale capace di entrare nella storia contemporanea che ci circonda, ridando senso al tema voice dell’economista Albert O. Hirschman, che visse i temi ancora oggi drammatici, cambiando 5 volte identità per effetto delle persecuzioni multiple.

La Prof.ssa Valenti suggerì  tre aree di ricerca per arare a Cacciano i campi attrattori del fare: il rapporto tra arte e mercato, il rapporto tra arte e politica, la rivoluzione dei costumi, tra etica e cultura; a questi, aggiungerei la nuova rivoluzione dell’apprendimento del terzo tipo, dell’apprendere ad apprendere, suggerito da Gregory Bateson.

Caggiano, da tempo, ispirati dalla terza ecologia, propone la sottrazione addizionante come la metodologia di ripartenza, il silenzio di J. Cage ritorna come ispirazione per molti temi, la creazione del vuoto come opportunità. A partire dai luoghi comuni dominanti sulla formazione del  lavoro, l’apprendimento attraverso il viaggio per archivi e biblioteche ritenute lontane, fa riemergere la biblioteca Warburg e la sua storia. La cultura artigiana ancora presente come realtà creativa aspetta l’iniziativa della professoressa, e di molti altri ricercatori, come ipotesi per ritrovare Atlantide a poca distanza dagli archivi e dalle biblioteche di Caggiano e dei territori dell’arcipelago connesso dell’altra città; arcipelago  poggiato sulle montagne dell’Appennino, impropriamente chiamato Osso o aree interne dell’Italia,  oggi troppo addormentata.

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Pasquale Persico
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