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La grave crisi del settore costruzioni trova ulteriore conferma negli ultimi dati pubblicati dall’Istat relativamente all’indice destagionalizzato della produzione che, nel mese di febbraio, ha fatto segnare un crollo del 9,9 per cento rispetto al mese precedente, dato che, corretto per gli effetti del calendario, rapportato a febbraio 2011 evidenzia una diminuzione del 23 per cento (l’indice grezzo, relativamente allo stesso periodo, fa segnare un calo tendenziale del 20,3 per cento). Insomma, questo avvio del 2012 inizia a fornire dati che acuiscono il trend negativo del comparto che tra alti (pochi) e bassi (molti) ha caratterizzato tutto il periodo a partire dal 2008. Tangibili i negativi effetti della crisi che toccano, inevitabilmente, anche l’occupazione, soprattutto nel Sud. In Campania, nel 2011, il settore costruzioni ha fatto registrare (dati Svimez) un calo occupazionale del 9,5 per cento rispetto al 2010, ben al di sopra del dato medio riferito al Mezzogiorno (meno 6,2 per cento) ed al Centro-Nord (meno 4,8 per cento) e, quindi, alla media nazionale (meno 5,3 per cento). Il dato acquisisce una valenza ancora più importante se si considera che il settore edilizio, in Campania, rappresenta un valore aggiunto, a prezzi correnti, di circa 5 miliardi di euro ed un peso nella distribuzione settoriale delle aziende sul territorio di oltre il 12 per cento (dato all’interno del quale la provincia salernitana rappresenta oltre il 20 per cento). E non inducono all’ottimismo le previsioni riferite negli scorsi giorni dal Censis che parla, nel 2012, di un calo dei prezzi degli immobili dal 20 al 50 per cento: aumento della tassazione con l’introduzione dell’Imu e forte incremento delle famiglie in difficoltà nei pagamenti dei mutui le principali cause di una prevista necessità di vendere che, aumentando drasticamente l’offerta, inciderà al ribasso sui prezzi immobiliari. Più che fondate, quindi, le preoccupazioni del settore edilizio che, nella provincia salernitana, hanno visto il presidente dell’Unione Costruttori Salernitani, Pietro Andreozzi, lanciare nei mesi scorsi un accorato allarme sull’entità della crisi nel comparto: “Il comparto edilizio in provincia di Salerno – ribadisce Andreozzi – è sull’orlo del collasso. La crisi di liquidità tocca anche le aziende più solide che non riescono ad esigere i crediti vantati dalle Pubbliche Amministrazioni ed hanno grosse difficoltà ad accedere al credito bancario. E’ di vitale importanza affrontare la questione del credito, individuando forme di compensazione tra le contribuzione obbligatorie a cui sono soggette le aziende ed i crediti vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni. Indispensabile anche, in tempi brevissimi, un fronte comune con Camera di Commercio, altre associazioni di categoria ed organizzazioni sindacali per portare sui tavoli istituzionali proposte forti ed omogenee che siano idonee a sostenere un comparto che sta sprofondando in una crisi sempre più pesante.” Per Andreozzi le prospettive settoriali in provincia di Salerno sono estremamente negative anche per i prossimi mesi. “Andiamo incontro – sottolinea – ad una situazione di estrema delicatezza. Il silenzio assordante che circonda queste problematiche è la conferma di uno scenario molto grave anche sotto il profilo della condivisione di un’emergenza che si rifletterà inevitabilmente non solo sugli imprenditori, ma anche su centinaia e centinaia di lavoratori”.
