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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Quanto accaduto è un cambio di passo concreto, che ora pone a tutti gli attori una domanda: che cosa, prima o poi, dovremo fare?
Kamala? Ha salvato l’estate (made in Italy) delle cose che non succedono
I fatti americani ci riportano con i piedi per terra. Vedremo in televisione, a novembre, come si concluderà la storia, nel frattempo occupiamoci anche di come perdere un po’ di tempo per fare scivolare via l’estate, il caldo e le vacanze.

Alla fine, in fondo, questa estate, almeno nel periodo che si può intendere come un vero e proprio passaggio nel vuoto delle cose che non accadono, la sorpresa – con tanto di clamore mediatico che non finisce, certo, qui – ha saputo non solo costruirla, ma addirittura inventarla e, poi, lasciarla così, ormai pronta per essere degustata in varie salse, con il contorno convinto di analisti e commentatori tv/carta stampata, di vario genere, che ci racconteranno ogni giorno i presunti retroscena della candidatura di Kamala Harris, l’anti-Trump, nella corsa alla Casa Bianca. Con tanto di sconcerto – vero o presunto –  nella politica italiana che, finalmente, ha trovato di che cosa occuparsi: un quasi fatto nuovo, di fronte al nullismo che fin qui le cose rilevanti, anche nel perimetro Ue, hanno generato. In altre parole, quando proprio diventa difficile o addirittura “rischioso” riprendere, o non abbandonare del tutto al caldo estivo, le tracce della responsabilità politica made in Italy, con non poche “distrazioni” a Bruxelles, arriva quasi sempre, il fatto inatteso che costringe tutti a riprendere la questione: Biden è andato in pensione, o, forse, lo hanno messo in pensione, ed è riuscito anche a indicare la persona, che – ora – per tutti è quella giusta, nella corsa alla Casa Bianca. Insomma, il fatto che teneva banco – senza riuscire ad emergere con la chiarezza necessaria, dalle seconde o terze file del dibattito che oscillava tra politica vera e propria e più o meno opinabili chiacchiere – ha seguito la parabola, sempre virtuosa, che va dal niente vero e proprio alla nuova sedimentazione del fatto che diventa realtà.

Quanto accaduto è un cambio di passo concreto, che ora pone a tutti gli attori una domanda: che cosa, prima o poi, dovremo fare?

Come già abbiamo argomentato la settimana scorsa, la tendenza italiana a tracciare più che altro una serie di disegni politici che fanno dell’inconsistenza – pratica e anche teorica – il proprio punto di forza, rimane il vero principio ispiratore di ogni azione che in queste (lunghe) giornate estive  consente, paradossalmente, a vari non-protagonisti di prendere la palla a centrocampo, dribblare l’avversario e depositare la palla in rete. Perché la valorizzazione della non-politica trova sulle sponde italiche varie occasioni di manifestarsi, soprattutto quando la vera politica – Biden o chi per esso, a breve, Macron, von der Leyen, etc etc – ha deciso di non parlare troppo, perché si sta occupando di cose che risultano importanti. E in questo vuoto più che altro mediatico è evidente che diventano attori protagonisti tutti quegli attori che, in realtà, non lo sono davvero.

Il cambio di passo avvenuto in Usa ci riporta con i piedi per terra. Vedremo in televisione, a novembre, come si concluderà la storia, nel frattempo occupiamoci anche di come perdere un po’ di tempo per fare scivolare via l’estate, il caldo e le vacanze. Per tutto il resto c’è sempre tempo (dicevano i saggi di una volta).

Ernesto Pappalardo

direttore@salernoeconomy.it

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Mosse e contromosse
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