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Prodotto dalla fabbrica creativa Prefabios ed è ispirato dall’architettura di Rafael Moneo sui temi dell’Altra Modernità.
Jean Pierre Duriez incontra l’albero eretico
Quello situato a Caggiano è in cemento ed assorbe per 50 anni Co2. E’ stato ridisegnato per il presidente della Francia, Macron.

di Pasquale Persico

J.P. Duriez, artista a più dimensioni culturali, a Caggiano, la sua città dei Cuochi, ha incontrato l’albero che assorbe Co2, prodotto dalla  fabbrica creativa Prefabios ed ispirato dall’architettura di Rafael Moneo sui temi dell’Altra Modernità. L’artista ha voluto ampliare il significato estetico dell’Albero Eretico, a sette lati, come struttura geometrica concettuale. Ha pensato  di creare vuoti d’accoglienza per piante pioniere, come ad esempio, la Valle delle Orchidee, l’aglio selvatico e le orchidee naturali. L’esperimento in corso con il Prof. Nicola Di Novella, consentirà all’artista di comprare l’albero, con i diritti di immagine. Il suo primo obiettivo  è  dialogare, a Parigi, con Gilles Clement, sullo stadio dell’esperimento di terzo paesaggio, lungo la Senna, dove, aiutato dalla natura, il grande paesaggista cerca ancora, e da trenta anni, di dare valore alla transizione ecologica, sottraendo il costruito a favore dalle naturalità pioniera.

Ritorna di attualità lo sguardo colto dell’architetto Rafael Moneo, con il suo storico ampliamento del Museo Prado, a Madrid, per spingere Parigi e la su area metropolitana a salire di scala concettuale per non morire di rendering e di rendita urbana e finanziaria. Il progetto urbano deve guadagnare profondità: la sottrazione deve saper dare spazio alla naturalità, con la comparsa di un approccio tecnologico e naturalista colto ed informato. Continuità e rottura delle tradizioni per la modernità devono sapere trovare il nuovo sentiero evolutivo: luogo,spazio, tecnologia  e ricerca, frammentazione e cucitura, sono solo una parte delle nuove parole chiave per una sapiente costruzione delle città del futuro. La quinta urbanità e la terza ecologia sono ancora temi poco approfonditi. Dopo questo apprendimento  e confronto, l’artista , approfittando dei suoi momenti di pausa, nella residenza estiva a Le Touquet Paris Plage, accanto alla residenza natia di Macron,  ha pensato di portare l’Albero a Le Touquet. Anche in questo caso ci sarà un periodo di attesa per aspettare le piante e le erbe pioniere che vorranno abitare i vuoti dell’albero accogliente. Le Touquet diventa così, per un periodo, luogo dell’antiturismo e/o del turismo esperienziale : Clement e Moneo insieme all’artista, per suggerire a Macron le nuove accelerazioni sulla crisi della transizione ecologica in Europa.

L’artista ripete il ritornello di Benjami, ogni giorno a se stesso: “Il manque une chose à la reprodution la plus parfect: l’Ouvre d’Art”, spesso complementare e creativa per nuovi immaginari concettuali. Il ragionamento si fa semplice: l’architettura della sottrazione e del vuoto, la naturalità pioneristica ed il pensiero scientifico e creativo, e contemporaneamente in evoluzione, devono stare insieme. Ma Macron ne potrà parlare con Trump?

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Pasquale Persico
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