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Info-comunicazione, web e social network. di Ernesto Pappalardo

E’ estremamente interessante – oltre che di grande attualità – provare ad esporre qualche riflessione sul ruolo del web – e dei social network in particolare – nell’ambito delle azioni di news-marketing. L’utilizzo dei siti web aziendali o di personalità politiche è sempre più strategico nella costruzione della reputazione da un lato, ma anche nell’ottimizzazione dei rapporti con gli organi di informazione. In effetti, dal primordiale sito-vetrina si è giunti al sito-“agenzia di stampa multimediale” che fornisce ogni genere di contenuti alle diverse tipologie di utente giornalistico interrogante. Un percorso che ha trasformato la stessa “sintassi” della relazione tra il polo che trasmette notizie e la “fabbrica” delle notizie. I social network hanno consentito di by-passare del tutto la mediazione giornalistica ed, anzi, hanno costretto gli operatori dell’informazione ad adeguarsi allo screening quotidiano della mole gigantesca di esternazioni-pensieri-riflessioni-annunci che vengono immessi in questa tipologia di canali di info-comunicazione. Si è giunti, quindi, alla configurazione di un nuovo macro-sistema di fonti on line che comprende i siti web – più o meno ufficiali – e le “utenze” collocate sui social network. Da una parte i siti web – la bacheca non sempre interattiva, ma in qualche modo fonte di riferimento – dall’altra i social network, il flusso continuo di materiale potenzialmente sensibile per il circuito giornalistico. E’ del tutto evidente che in questo contesto le azioni di news marketing precedentemente descritte acquisiscono di fatto nuove opportunità esplicative, dovendo, però, tenere ben presente la diversificazione del pubblico. Se, invece, si procede all’attuazione di strategie che puntano a “dirottare” target di pubblico differenti sui siti web e sui social network – e più precisamente: il pubblico dei siti web sui social network e viceversa – si attiva un vero e proprio effetto domino che “mescola” le opportunità di visibilità e raccoglie spazi sugli organi di informazione. In altre parole, sovvertire la “gerarchia” delle fonti – anteporre il canale ufficioso a quello ufficiale – è sicuramente utile ad accendere l’attenzione sul polo trasmittente e a creare quella visibilità altrimenti difficile da acquisire. Naturalmente, per procedere a tale tipo di interventi info-comunicativi bisogna avere ben chiaro l’obiettivo da raggiungere: quale profilo del polo trasmittente si vuole affermare? Con quale tassello della filiera mediatica ci si vuole relazionare? Con quale tempistica si desidera diffondere le notizie oggetto della divulgazione? Per ritornare all’origine del ragionamento: il sarto-giornalista-comunicatore deve prendere ben bene le misure prima di procedere al taglio del vestito da confezionare. E ancora prima deve concordare con il suo “cliente” il modello del capo di abbigliamento al quale ispirarsi, “pattuendo” certosinamente tessuto, colori e rifiniture. Un lavoro non semplice, artigianale (appunto), quotidianamente bisognoso di attenzioni e dedizione. Anche perché un piccolo errore si trasforma in un’ondata d’urto negativa che rischia di travolgere i vari livelli attuativi della strategia info-comunicativa. Opportunità, quindi, enormi, ma anche elevato ampliamento dei margini di errore o di coincidenza di fattori negativi. Proprio la misura di questa abilità conferisce valenza professionale al regista del news marketing che ogni giorno raccoglie una sfida non semplice, ma estremamente affascinante.


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