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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Immersi nel momento difficile, che riposiziona davanti a noi un solo obiettivo: superare le gravi emergenze nelle quali con difficoltà navighiamo.
In corsa contro la crisi e nessuna ricerca del tempo perduto
Al di là delle controversie politiche, degli scontri, delle contrapposizioni, anche perché, nel frattempo, la sinistra si è proprio persa. E’ non è un dettaglio di poco conto.

“Si crede di poter cambiare le cose intorno a sé secondo il proprio desiderio, lo si crede perché non si vedono soluzioni favorevoli all’infuori di questa. Non si pensa a quella che si realizza più spesso e che è altrettanto favorevole: non riusciamo a cambiare le cose secondo il nostro desiderio ma, a poco a poco, il nostro desiderio cambia. La situazione che speravamo di cambiare perché ci era insopportabile, ci diventa indifferente. Non abbiamo potuto superare l’ostacolo, come assolutamente volevamo, ma la vita ce l’ha fatto aggirare, oltrepassare, ed è un miracolo se, tornando a volgerci verso la lontananza del passato, riusciamo ancora a scorgerlo, tanto impercettibile s’è fatto”. (Marcel Proust, “Alla ricerca del tempo perduto”).

I cambiamenti, si sa, sono fatti proprio così: quando non riusciamo a governarli, si resta nella sensazione che ogni cosa, alla fine, abbia “solo” preso una piega diversa, fino a giungere a uno stato di fatto che ci obbliga a constatare che gli eventi siano del tutto lontani da quello che auspicavamo. In altre parole, bisogna fare i conti con la realtà e predisporsi a navigare nel mare nuovo – e anche contrario? – che si delinea davanti a noi. Anzi, sarà il caso di non “barricarsi” troppo in una dimensione, quella del nuovo che verrà e non è venuto, che non ha prodotto e non produrrà, a breve, assolutamente nulla.

Porte aperte al confronto/scontro con il nuovo? Adattamento al nuovo che vince e avanza? Oppure leale presa d’atto che il nuovo ha, in verità, già vinto e, quindi, è pronto ad andare avanti per la sua strada che, però, è sempre più ampia e merita di essere percepita come la strada principale, in questo momento, mentre tutto il passato prova – deve provare? – a riprendere forma.

La prima prova di chi ha vinto – per quanto non manchino errori e imperfezioni, sebbene non addebitabili alla parte più consistente e attenta al difficile contesto nel quale siamo immersi dal punto di vista economico e sociale – conferma che il governo del Paese conquistato dalla destra è un fatto necessario e, fermamente, voluto dalla parte vincente dell’elettorato. E’ questa la base del ragionamento – tra le mille e pietose strategie messe in campo per (quasi) negare la sconfitta da parte della sinistra e del centro che guarda (guardava?) a sinistra – dalla quale partire in un momento per molti versi difficile, che riposiziona davanti a noi un solo obiettivo: superare le gravi emergenze nelle quali siamo immersi e che ci impongono di camminare con prudenza, ma anche con onesta determinazione. Emergenza energia e carenza strutturale di governo della macchina economica – che esprime chiaramente un forte deficit in termini di liquidità delle famiglie e delle imprese – sono sempre lì a incorniciare le scadenze che si delineano davanti a noi.

La vera sfida davanti ai nostri occhi è questa qui, con un’altra prova che sta entrando nei libri di storia: il primo governo di destra – o di destra con tenue centro – ce la farà a cogliere gli obiettivi che abbiamo di fronte? Nessuno può augurarsi il contrario: deve farcela, è chiamato a farcela. L’Italia non può permettersi altro in questo momento. Al di là delle controversie politiche, degli scontri, delle contrapposizioni. Anche perché, nel frattempo, la sinistra si è proprio persa. E’ non è un dettaglio di poco conto.

Ernesto Pappalardo

direttore@salernoeconomy.it

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Uniti verso la ripresa
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