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L’analisi di Unioncamere sulle dinamiche delle iscrizioni nel periodo 2007/2016.
Imprese extra-Ue, Campania prima al Sud
Circa 40.000 gli immigrati che risultano in larga parte titolari di ditte individuali o soci (non di capitale) sul territorio regionale. I settori principali: commercio, costruzioni, alloggio e ristorazione.

(Er.Pa.) – In Campania sono 39.321 le persone nate in Paesi extra-Ue che risultano titolari di imprese o che ricoprono cariche di amministratori e soci (non di capitale) o che partecipano ad altro titolo all’attività aziendale. Nel dettaglio: i titolari (in larga parte di imprese individuali) sono 30.549; gli amministratori 5.701; i soci 2.304. L’incidenza percentuale di questi imprenditori extracomunitari operativi in Campania sul totale/Italia è del 6,9%. La Campania nella graduatoria delle regioni che prende in considerazione le imprese guidate da stranieri extra-Ue si colloca al sesto posto subito dopo il Veneto ed è la prima tra le regioni meridionali. In testa alla classifica la Lombardia seguita da Lazio, Emilia Romagna, Toscana e, appunto, Veneto e Campania. E’ questo il quadro delineato dalla ricerca Unioncamere resa nota nei giorni scorsi.
Lo scenario nazionale.
A livello nazionale alla fine del mese di marzo scorso, i cittadini immigrati iscritti nei registri delle Camere di Commercio erano 568.749, il 53,6% in più rispetto alla stessa data del 2007. “La quota più rilevante (il 63%) – spiega Unioncamere – è costituita da titolari di imprese individuali, la forma giuridica più semplice e ancora la più diffusa – anche tra gli italiani – per operare sul mercato. Quasi 142mila, cioè uno su 4, ricoprono invece una carica di amministratore”. Il 25% di queste posizioni fa capo a una donna di nazionalità extracomunitaria, mentre la quota dei titolari d’impresa con meno di 30 anni si ferma all’8% del totale.
L’analisi di Unioncamere.
“La foto aggiornata che risulta dalla lettura dei numeri – specifica in una nota Unioncamere – evidenzia il progressivo rafforzamento della presenza di immigrati nel tessuto imprenditoriale nazionale. Un processo che conferma l’attitudine dell’impresa ad essere veicolo privilegiato di integrazione e promozione sociale per chi arriva nel nostro Paese”.
Le dinamiche nei territori.
“Dal punto di vista territoriale, il cuore dell’imprenditoria immigrata è nel Centro-Nord, con quasi 280mila persone (il 49% del totale). Su tutte le regioni svetta la Lombardia: i suoi 123mila imprenditori immigrati sono quasi il doppio di quelli del Lazio. Sul terzo gradino di questo podio si affiancano Emilia-Romagna, Toscana e Veneto, tutte con circa 50mila amministratori non-UE alla guida di imprese italiane. Prima regione del Sud è la Campania con 39mila persone non-UE con cariche nelle imprese locali”.
I Paesi di provenienza.
Il Marocco è il Paese che esprime più titolari d’impresa in Italia. Dal Marocco “provengono 78.342 persone tra amministratori, titolari e soci (il 14% del totale) seguiti ad un’incollatura dai cinesi (74.244 persone). Al terzo posto l’Albania seguita da Svizzera e Bangladesh. Insieme, le prime cinque nazionalità rappresentano quasi la metà del totale delle persone con cariche nate fuori dall’Ue”.
I settori trainanti.
L’attività che risulta predominante è il commercio, “che conta una rappresentanza imprenditoriale non Ue superiore alle 200mila cariche. Seguono le costruzioni (98.202), le attività di alloggio e ristorazione (55.853) e le attività manifatturiere (50.301)”.
(Fonte: unioncamere.it/16.06.2016)

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La ristorazione tra i settori trainanti delle imprese extra Ue
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