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(Er.Pa.)- La presenza di imprese guidate da cittadini provenienti da Paesi extra-Ue è sempre più radicata sul territorio nazionale e costituisce, ormai, un riferimento estremamente positivo nell’ambito delle dinamiche della nati/mortalità. In provincia di Salerno il tasso di incidenza di ditte individuali (con titolare extra-Ue) sul totale di questa tipologia di aziende è pari al 7,3%. In termini assoluti si tratta di 5.145 aziende su un totale di 70.252 ditte individuali. A guidare la graduatoria regionale – per tasso di incidenza – è la provincia di Caserta con il 14 per cento (7.476 ditte individuali su 53.450). Dopo Terra di Lavoro si colloca la provincia di Napoli con l’11,1% (14.802 ditte individuali su 132.895). Al terzo posto il Salernitano; seguono la provincia di Avellino (5,2%, 1.407 ditte individuali su 27.070) e la provincia di Benevento con il 3,7% (822 ditte individuali su 22.129). In Campania le imprese con questa forma giuridica sono complessivamente 305.796 di cui 29.652 a guida extra-Ue per un tasso di incidenza pari al 9,7% a fronte di una media/Italia del 10,9 per cento. Dal punto di vista della provenienza geografica il Paese “Top” nella nostra regione è il Marocco. Le ditte individuali guidate da un cittadino marocchino in Campania sono 7.088 con un tasso di incidenza sul totale delle imprese a guida extra-Ue pari al 23,9%. I numeri sono stati estratti da salernoeconomy.it dall’analisi di Unioncamere-InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio.
Va detto, quindi, che solo in due province della regione – Caserta e Napoli – viene superato il tasso di incidenza percentuale medio nazionale, ma è evidente, in ogni caso, la consistenza del fenomeno delle micro/aziende messe in campo da imprenditori con passaporto straniero che hanno contribuito anche negli anni più difficili della crisi a movimentare lo scenario delle economie locali. “Fermento” ancora più consistente se si allarga lo sguardo al quadro nazionale.
“Nei dodici mesi dello scorso anno, le imprese individuali aperte da cittadini nati fuori dell’Unione Europea – si legge in una nota di Unioncamere- sono aumentate di quasi 23mila unità, portando il totale di queste realtà a superare quota 350mila, il 10,9% di tutte le imprese individuali operanti nel nostro Paese. Cinque anni fa, a fine 2010, erano 100.000 in meno”. “Il dato – scrive sempre Unioncamere – assume ancora maggior significato considerando che il saldo complessivo delle imprese individuali lo scorso anno è stato pari a -0,1%. La presenza di piccoli imprenditori extra-UE si rivela particolarmente significativa nelle attività artigiane: oggi sono oltre 120mila, un terzo di tutte le micro-aziende di immigrati, con forti specializzazioni in settori economici quali i servizi alle imprese (dove il 23% è extra-UE), il commercio (16,4%) e le costruzioni (15,2%)”.
Il dettaglio delle macro/aree evidenzia che “la loro presenza sul territorio vede ai primi posti Toscana, Lombardia, LiguriaeLazio (tutte con una rappresentanza di micro-imprese di immigrati superiore al 15% del totale delle imprese individuali regionali), con Prato che, dall’alto del 40,9% di imprese individuali con passaporto extra-UE, si conferma la capitale virtuale dell’imprenditoria immigrata in Italia”.
La dichiarazione del presidente Unioncamere Lo Bello.
“Per gli stranieri giunti in Italia -ha dichiarato il presidente nazionale di Unioncamere, Ivan Lo Bello- aprire un’impresa è certamente un modo per integrarsi nel nostro sistema economico e sociale”. Gli imponenti flussi migratori con i quali ci confrontiamo richiedono sicuramente politiche di accoglienza mirate. A queste, però, si possono affiancare strumenti e politiche di integrazione a basso costo quali quelle di supporto all’avvio dell’attività imprenditoriale. E’ questo un ambito nel quale le Camere di Commercio giocano un ruolo importante”.
(Fonte: Com. Stampa Unioncamere/25.03.2016)

Oltre 5mila le aziende con guida extra Ue nel Salernitano
