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Il saluto al Punto di Arpocrate di Pasquale Persico/Festina lente: il viaggio verso la terza ecologia?

Festìna lente (“affrettati lentamente”) è una espressione attribuita a Cesare Augusto dallo storico latino Svetonio. La frase lega, in un ossìmoro (due concetti antitetici), la velocità e la lentezza, invitando ad agire senza indugi, ma con cautela. LA TARTARUGA con LA VELA, allora, è una metodologia per lo sviluppo? Nel XVI secolo, Cosimo I de’Medici, duca di Firenze, associò a quel motto il simbolo di una tartaruga sormontata da una vela, facendone l’emblema della sua flotta: la tartaruga, per la sua lentezza, richiama alla prudenza, mentre la vela gonfiata dal vento, simboleggia l’azione necessaria. Molte rappresentazioni di questo simbolo possono essere oggi ammirate, in Palazzo Vecchio, a Firenze. Ma la Tartaruga con la vela compare, come scultura, in ceramica Raku, per la prima volta a Pieve di Cento, nel 2022, come premio alla Pinacoteca ed al complesso “Le Scuole”. Il Comune colpito dal terremoto in Emilia, con l’azione, e la riflessione strategica, produsse uno standard culturale di grande rilievo, allargando i confini della visione percepita del luogo. L’Opera dell’Artista Paolo Tommasini venne  donata dal Cugri, Centro Grandi Rischi dell’Università di Salerno, al Comune, perché nel progetto di valutazione riconobbe la buona amministrazione nella gestione dei fondi emergenza, quasi una lungimiranza nella visione di Cesare Augusto. In questo senso, l’azione e la prudenza della spesa pubblica e privata, richiama il concetto di Debito Buono dell’economista Keynes, più volte ripreso da Mario Draghi, a tutela della spesa strategica del PNRR. Io stesso con i tanti contributi firmati, “Il Punto di Arpocrate”, ho spaziato in ascolto, silenzi e raccomandazioni per uscire dal buio che ci circonda e sottolineare l’assenza di questo criterio di valutazione nella gestione del PNRR. Ma ecco sopraggiungere la Tartaruga con la vela in marmo di Antonella Carucci. La tartaruga con la vela in marmo richiama, invece, il pensiero di Albert Camus, registrato su  “ I Taccuini” , durante il suo viaggio a Paestum; egli rimprovera alla città romana ed ai suoi costruttori, di aver importato la tecnologia greca senza il pensiero greco sulla città desiderabile (Ecco l’Utopia: l’Europa come città culturale per Vittorio Gregotti, l’Europa Arcipelago di urbanità di Massimo Cacciari, e stratificazione del pensiero filosofico e politico). L’artista  risponde a questa sollecitazione e fa arrivare da Atene una pietra di marmo pentelico (quello presente nell’antica città greca di Atene) per scolpire la vela associandola al marmo di Carrara ben presente nelle città romane del mondo antico. Questa volta, seguendo Camus, l’arrivo della Tartaruga annuncia che Lui  e Mattei possono essere associati a Silone, Spinelli e Biko,  e tanti altri intellettuali ed azionisti che non si sono mai rassegnati alla politica adattiva dell’Europa. Si rimettono, concettualmente, in campo  tutte quelle popolazioni che aspirano ad entrare in una nuova era di multilaterismo illuminato ed efficace (ad esempio, revisione dei G7 e dell’ONU).  La Tartaruga annuncia un investimento importante in arte, creatività e letteratura da affiancare alle azioni,  per nuove velocità dei territori dell’Assenza, di cui parlavano Levi e De Martino.

A proposito del  Mezzogiorno e dei Mezzogiorni del mondo, la mia riflessione sulla newsletter di venerdì prossimo rende esplicito il perché farò riferimento al Gatto Selvatico come ipotesi di nuova Salerno Economy invece di firmarmi come “Il Punto di Arpocrate”. Vorrei   richiamare con forza il coraggio di Enrico Mattei e di tutti coloro che sono sempre in rivolta per fare uscire l’Europa dalla stallo della colonizzazione permanente. In questo senso “Affrettarsi lentamente” diventa nuovo paradigma; con più azioni, la metodologia dell’economista A. Hirshman, che  sottolinea “l’importanza di arrivare tardi”, per riconoscere il potenziale non utilizzato di un’area vasta”, ipotizza di dare piena voce all’azione necessaria ad interpretare i temi dello sviluppo inclusivo. Con l’arrivo delle risorse PNRR e i fondi coesione 2011-2027 si va e si andrà in altra direzione? Invece di fare risalire il potenziale degli ecosistemi a definizione geografica larga,  si ritarda la sostenibilità della città e dell’altra città ? Una nuova utopia da coltivare e proporre, come nel caso del Vallo di Diano e della Val d’Agri, può guadagnare campo?  La leggerezza e la complessità di cui parla Calvino nelle Lezioni Americane, potrebbero essere l’Utopia di riferimento per moltiplicare i milieu creativi potenziali.? Bisognerà fare riferimento ai buoni luoghi dove individuare i laboratori membrana di ricerca e sviluppo capaci di alimentare l’idea di un arcipelago europeo di nuova urbanità (vedi  Vittorio Gregotti, L’identità dell’architettura europea e la sua crisi)? Una nuova storia di Straordinaria Eutopia  potrà essere raccontata parlando di decolonizzazione sincera, e fare  abbracciare aree vaste dell’Italia ed aree vaste dell’Africa e dell’Asia utilizzando una rete di studiosi in empatia?

Il Gatto Selvatico, di Enrico Mattei, rientra  nel racconto dell’Italia da amare come e più dei Paesi colonizzati? Lui, Mattei, nel proporre i temi della transizione ecologica e della transizione energetica, aveva elaborato  una visone di sussidiarietà e reciprocità ad etica moltiplicata.

 


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