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Il Punto di Arpocrate di Pasquale Persico/Un albero in cemento, come sulla montagna di Caggiano.

Un laboratorio artigianale di design, Prefabios (Caggiano, Salerno) – oggetti in cemento per arredo urbano per le città del mondo – dopo avere incontrato i pensieri di Ugo Marano sulla Pietra Utopica (Guida Editori), scopre che Italcementi dal 2011 produce cemento che assorbe CO2 dall’atmosfera insieme ad altri inquinanti. Riconosce il contributo dell’artista sui temi della terza ecologia e decide di invitare i giovani allievi di design della Prof.ssa Patrizia Ranzo – Officina Vanvitelli, S. Leucio, Ce – per disegnare un Albero Eretico (non riconosciuto dagli Alberi Natura) da poggiare  sulla Montagna Giurassica, che rende planetario e  contemporaneo  il paesaggio caggianese. L’immaginario da comunicare è che l’Albero possa fare ombra al pensiero ed agli occhi della mente di Giordano Bruno, che guardano gli infiniti mondi; a lui  bisogna  raccordarsi per ragionare sulla finitudine delle città di passaggio, del  passato e del futuro. Il 17 Febbraio, un giovedì di circa 424 anni fa, l’odore di alberi bruciati, e non solo, invadeva Campo dei Fiori. Questa volta la foresta di alberi,  disegnata e da disegnare, dai giovani designer non bruceranno, nonostante la protesta di molti urbanisti, che vedranno negli alberi eretici  in cemento i possibili protagonisti, desiderati e non desiderati, di una transizione ecologica del paesaggio urbano ancora in panne. In realtà, basterebbe misurare la incapacità di assorbimento di CO2 della Città Metropolitana di Napoli  per capire che concettualmente i modelli della forestazione urbana hanno bisogno di essere visitati da una revisione radicale, utopica, scientifica ed eretica. Troppa poca transizione ambientale è misurabile  senza dubbi sulla valutazione positiva in termini di macroarea. L’albero eretico non sarà il solito gesto riparatorio, ma ci aiuterà  a pensare di essere ribelli ai dogmi che vengono proposti dalla politica economica miope. Rifare il viaggio di Bruno nei santuari dell’economia politica nazionale ed internazionale, passando per i suoi luoghi – Ginevra, Tolosa, Parigi, Oxford, Londra, Marburgo, la Wittemberg di Lutero, Praga, Francoforte, Venezia, Roma e Napoli – è necessario  per aggiungere quelli del nuovo mondo a cui lui già prefigurava di andare. L’universo è infinito ed il nostro pianeta non è al centro dell’universo, anche per la Madre Terra è prevista una finitudine dei fenomeni della vita che noi osserviamo. L’approccio alla politica economica delle città è oggi sicuramente miope, il tema delle città intelligenti visto con la descrizione delle rendite e delle quasi rendite in accumulazione crescente a livello globale, ha bisogno di una nuova analisi complessa, non adattiva e falsamente evolutiva della geografia dei distretti e delle città.

L’industria si è  evoluta in In-Dustria, cioè con enormi capacità di produrre fuori, nelle catene globalizzate del valore, e si ha difficoltà ad inseguire i luoghi di nuova urbanità. I reperti archeologici delle città estinte, si mischiano con quelli del costruito contemporaneo, e  si moltiplica le visioni dei cocci da illuminare sulla storia del pensiero urbano. La Nuova Geografia Economica dei Continenti sfugge alla visione della Politica (economica) per nazioni. La nuova percezione sulla  retorica del benessere che arriva dal PNRR é giunta alla frutta, si  rende necessario aprire il dibattito sulla incapacità della politica e delle discipline di parlare di una vera transizione ecologica ed ambientale (già definita dalla letteratura  terza ecologia).

A Caggiano sarà inaugurata una passeggiata sul Monte Giurassico per apprendere dal respiro dell’albero eretico, che assorbe CO2 .Ci si interrogherà  sul  cammino da fare nella complessità dei mondi di cui si parlava appena mezzo millennio fa. Intanto, un bosco di alberi disegnati è già in partenza da più luoghi della creatività del pensiero dei giovani del design. Sguardi e pensieri danzeranno tra utopia ed efficacia della transizione verso la quinta urbanità; questa è già immaginata dal pensiero utopico di Giordano Bruno (L’ombra del filosofo. Giordano Bruno, Fabrizio Mordente. Biblioteca nazionale centrale di Roma 22 febbraio-22 maggio 2024-Mostra), che ci parla delle sue riflessioni sulle operazioni del compasso di proporzione.


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