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Oggi, lo studio e la conoscenza della biodiversità vegetale è di grande attualità, perché si collega direttamente alle politiche gestionali dell’ambiente in cui l’uomo vive, alle problematiche della conservazione della natura e, perché no, anche all’utilizzo di questa ricchezza naturale come risorsa primaria ed anche culturale di un territorio. La gestione della vegetazione all’interno delle aree archeologiche assume un’importanza fondamentale, perché è spesso causa di distruzione e di rovina delle opere artistiche ed architettoniche. Molto spesso, l’esigenza della tutela del verde può scontrarsi con gli interventi finalizzati al suo “controllo”, con la funzione estetico-ricreativa delle piante e con l’eventuale interesse scientifico-ecologico di specie e/o comunità vegetali viventi nell’area considerata (Guglielmo et altri, 2005).
L’integrazione tra monumenti e paesaggio naturale rappresenta oggi un aspetto di primaria importanza nell’istituzione di parchi archeologici e, secondo una nuova ottica, si ritiene opportuno rispettare il paesaggio botanico originario con la stessa attenzione dedicata alla conservazione dei monumenti. Nel caso di GRUMENTUM si parla, poi, di un vero e proprio “parco archeologico” all’interno di un Parco Nazionale, come quello dell’Appennino Lucano Val d’Agri e Lagonegrese: una realtà diversa e più complessa rispetto alla semplice “area archeologica”, un luogo che si presta particolarmente, per proprie caratteristiche, a realizzare una perfetta integrazione tra emergenze monumentali e paesaggio naturale, nuovamente in evoluzione .
Alla luce di queste considerazioni, si può raccontare di un esperimento di apprendimento voluto dal Parco Archeologico di Grumentum durante la giornata delle orchidee, e realizzato dal Dott. Nicola Di Novello già inventore della Valle delle Orchidee estesa ai tre parchi Nazionali.
Alle ore 10 del 30 aprile le classi della prima media dei comuni di Grumento Nova, Tramutola e Montemurro, hanno ascoltato una breve introduzione sul concetto di geografia dell’uomo e geografia della natura per segnalare la necessità di parlare di una nuova ecologia più idonea a sottrarre comportamenti avversi alla rete ecologica potenziale di un’area geografica, di cui ci vogliamo prendere cura
I ragazzi hanno aderito all’invito del Dott. Di Novello recintando un’area di soli 70 mq con un segno leggero a sette lati; questo per definire la presenza della componente botanica del parco e per conoscerne alcuni aspetti importanti e didattici da condividere anche con gli attuali abitanti della valle e con il mondo della Scuola. L’intrinseco valore naturalistico, la virulenza espressa dalla natura nel riprendersi ciò che l’uomo le aveva tolto nel costruire l’antica città, la presenza di alcune piante erbacee, arboree e arbustive figlie di quelle che vivevano già in epoca romana; la resistenza e l’incuranza delle piante nei confronti delle attività di estrazione petrolifera della Val d’Agri; la presenza di piante alimentari, medicinali, aromatiche, officinali, tintorie e utili per l’artigianato in genere, etc.. sono i temi emersi e donati alle scuole per futuri apprendimenti.
Un’area di forma eptagonale, limitata, posta oltre la Domus con Mosaici e tra la Domus stessa ed il recinto a Nord-Ovest dell’area archeologica, in accordo con la Direzione del Museo, non sarà sottoposta alla pulizia annuale di falciatura e potature, e sarà denominata UNITA’ VEGETALE IN EVOLUZIONE “GRUMENTUM n° 1”. Ma nel tempo altre unità potranno essere moltiplicate dentro e fuori l’area archeologica, ora delimitata per favorire una crescita culturale dialogante.
Un ulteriore studio botanico-floristico, specialistico e pluridisciplinare sull’intera area del Parco Archeologico di Grumentum, potrebbe essere quello di una Analisi Generale sull’impatto delle piante erbacee e cespugliose sui Resti Archeologici dell’antica Grumentum, e sarà proposta gli amici del CNR e del Parco
Ma, allora, tenendo conto dei temi ambientali dell’intera valle e del territorio fino al golfo di Taranto è possibile parlare di transizione ecologica e culturale verso la terza ecologia?
Le cinquantatre specie ritrovate, il sorriso e l’allegria dei ragazzi ci incoraggia a pensare che la cura e lo sviluppo sostenibile, delle città e delle altre città che verranno ripensate , saranno sempre possibili .
*L’ elenco floristico in ordine alfabetico si può richiedere a Salerno Economy o al Museo Archeologico di Grumentum.
- Acer campestre L.
- Agropyron repens (L.) P.B
- Allium roseum L.
- Anacamptis papilionacea (L.) R.M.Bat., Pridg. & M.W.Ch.
- Arum italicum Mill.
- Asparagus acutifolius L.
- Asperula arvensis L.
- Avena barbata L.
- Avena fatua L.
- Bellis perennis L.
- Borago officinalis L.
- Bromus erectus Huds.
- Cichorium inthybus L.
- Clematis vitalba L.
- Cornus sanguinea L.
- Crataegus monogyna Jacq
- Cruciata glabra (L.) C.Bauhin ex Opiz
- Cyclamen hederifolium Aiton
- Euphorbia helioscopia L.
- Filipendula vulgaris Moench
- Fumaria capreolata L.
- Fumaria officinalis L.
- Geranium robertianum L.
- Hedera helix L.
- Hordeum murinum L.
- Hypericum perforatum L.
- Lathyrus aphaca L.
- Lathyrus clymenum L.
- Lathyrus oleraceus Lam.
- Leopoldia comosa (L.) Parl
- Ligustrum vulgare L.
- Lysimachia arvensis (L.) U.Manns & Anderb.
- Malva sylvestris L.
- Ophrys incubacea L.
- Ophrys sphegodes Mill.
- Orchis purpurea Huds.
- Ornithogalum umbellatum L.
- Papaver roeas L.
- Plantago lanceolata L.
- Prunus spinosa L.
- Quercus cerris L.
- Quercus pubescens Willd.
- Ranunculus ficaria L.
- Ranunculus lanuginosus L.
- Rubus fruticosus L.
- Rubus ulmifolius Schott.
- Rumex crispus L.
- Ruscus aculeatus L
- Silene italica (L.) Pers.
- Sonchus asper (L.) Hill
- Sonchus oleraceus L.
- Taraxacum officinale L.
- Trifolium pratense L.
