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Il Punto di Arpocrate di Pasquale Persico/Governo e città metropolitana di Napoli non ascoltano Birol …

Fatih Birol, economista  e direttore esecutivo dell’IEA (Agenzia internazionale dell’energia) avverte l’Italia: pensateci bene prima di costruire nuovi gasdotti. Ed io aggiungere per l’area flegrea, fate scomparire presto ogni ipotesi di uso del gas e del petrolio per dare fattibilità della prevenzione.

Poi Birol aggiunge: se volete dare valore al piano Mattei  in Africa, fornite alle donne africane strumenti sicuri per cucinare, legno e rifiuti come fonte energetica influenzano, come seconda causa,  la morte prematura.

Se io fossi un sindaco dell’area flegrea e avessi letto con più attenzione le diverse raccomandazioni della Commissione grandi rischi, avrei convocato l’Enel, per la sua esperienza sui temi della geotermia, e avrei esplorato la possibilità di usare la geotermia come prima fonte per l’area flegrea per poi affiancare tutte le altre ipotesi di fonti energetiche rinnovabili , anche  per creare risparmio finanziario per le famiglie e per le imprese, dell’area flegrea.

Questo risparmio finanziario, necessario, potrebbe essere  destinato, in parte, all’acquisto di obbligazioni Enel ed ai premi assicurativi contro i grandi rischi, come in Gran Bretagna o i Paesi del Nord Europa. Questo nuovo humus culturale e di risorse, servirebbe ad  accelerare la transizione ecologica dell’area flegrea fino a rendere fattibile la sottrazione dell’edificato in pericolo, per farlo emergere  in altre parti della stessa macro area, rendendo omogeneo il rischio di insuccesso del costruito e del da costruire.

Dico Enel per non parlare anche di altri gruppi privati a tecnologia adeguata, capaci di dare voce a questa mia ipotesi. Questa strategia è stata  già sperimentata da Enel. L’area flegrea ha una storia,  come l’Islanda, la popolazione insediata e il territorio sanno che non possono separarsi. A livello mondiale la maggior parte della popolazione urbana vive in luoghi dove i vulcani sono protagonisti del paesaggio e non bisogna studiare la teoria quantistica aggiornata per capirlo. Tempo, vita e rischi fanno parte di una visione complessa in cui bisogna entrare,  per sentirsi dentro ad una processo in cui anche la scelta individuale ha un suo peso. Trovare una nuova armonia nel disegnare la possibile città, arcipelago flegreo di nuova urbanità, non è un esercizio accademico della pianificazione, ma è il bisogno  di non dimenticare che la complessità che ci circonda non è altro che la manifestazione della realtà in cui viviamo.

Il tentativo politico dei sindaci e di chi si occupa della governance dei processi complessi non può non essere quello di cercare una condivisione larga dei temi da affrontare. Il mistero dell’esistenza e della scomparsa dei luoghi richiede un approfondimento sulla storia degli insediamenti urbani e l’Italia del Piano Mattei deve farsi riconoscere quando sarà alla guida del G7 o ai summit con i Paesi africani, per quello che fa anche per la propria popolazione. Questa raccomandazione ultima è del Presidente Birol, e dovrebbe spingere la città metropolitana a rivedere il proprio piano per  l’energia e la transizione ecologica rendendo omogenei gli approcci per l’Africa e per l’area flegrea. Questo ragionamento vale  per altre aree di intervento, anche se a diversa velocità: si tratta, perciò,  di fare diminuire  velocemente, l’uso del gas e del petrolio nelle aree dove non è difficile avvantaggiarsi delle energie rinnovabili , basta avere gli occhiali della fisica sincronica o della mente dell’artista Shimamoto e saper immaginare i colori desiderabili del paesaggio che verrà.

 


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