contatore visite free skip to Main Content
Ticker news is disabled.
info@salernoeconomy.it

La notizia del giorno »

Il Punto di Arpocrate di Pasquale Persico/Palazzo Fuga, anticipatory governance e pre-fattibilità sapiente.

Da diversi anni seguo con passione la formazione degli architetti che frequentano il Master d’eccellenza della città storica coordinato dal Prof Ferruccio Izzo. Il bagaglio di conoscenze sulle prassi per portare a realizzazione i tanti progetti elaborati con diversi gradi di fattibilità durante l’ultimo quindicennio per il Comune di Napoli inducono ad usare la massima attenzione sul nascente progetto di fattibilità di Palazzo Fuga. Il Master ebbe la sua prima esperienza con la nascita della grande iniziativa Unesco – per il centro storico – che allargava il perimetro oltre i decumani della città antica. E già in quel tempo Palazzo Fuga ed altri prestigiosi  grandi complessi storici furono inclusi nell’area dell’intervento allora quotato oltre 220 milioni di euro. Era il tempo della giunta Iervolino e ci fu molta disattenzione sui temi che oggi il vicesindaco – Prof.ssa Laura Lieto – mette, invece, al centro dell’iniziativa: l’inventario di tutte le proposte in campo difficili da valutare/eliminare o per diritti acquisiti o per situazioni non previste.

Gli  studi di fattibilità di solito trascurano questo aspetto dando per scontato che sia facile avviare, ad esempio, una variante di piano o una conferenza di servizi. Il tempo, poi, gioca un ruolo decisivo. Quel primo piano strategico a cui ho fatto riferimento subì un drastico ridimensionamento perché alcune ipotesi fatte, non valutarono che alcuni contenitori appartenevano al Demanio e che erano stati messi a garanzia – dall’allora ministro del Tesoro – del debito pubblico.

Il cambio, poi, della governance della Regione, ridimensionò il progetto nell’ambito del centro antico e eliminò quasi tutti gli interventi a titolarità comunale. Prevalsero quelli presentati dalle Soprintendenze e dalla Curia. Da 220 milioni di euro si passò a 100 milioni di euro ancora non spesi per intero, e tra poco sarà passato un ventennio.

Allora? Allora nell’Università Federico II vi sono molte persone capaci di valutare la valutazione scelta per i processi di governance, in termini di anticipatory governance. Si tratta, quindi, di una pre-fattibilità sapiente, culturalmente lontana dalle analisi tradizionali di fattibilità, in cui i rischi sulla reciprocità istituzionale di lungo periodo non vengono valutati.

Come ho accennato, questo è oggi il grande tema della politica economica efficace, vedi quello che sta accadendo al Pnrr e agli aiuti di Stato, in connessione con le incertezze sul debito buono da esplicitare e rendere credibile.

La cifra di 400 milioni di euro da prenotare, per il progetto di Palazzo Fuga, è una previsione fuori da questo ragionamento che dovrebbe seguire le analisi a cui si è fatto cenno.

Bisognerebbe approfittare del fatto che l’amico Richard Burdett – London School of Economics – parla italiano ed è in empatia con il tema dell’anticipatory governance di altri contesti istituzionali,  in cui la reciprocità è misurabile (o meglio, appariva misurabile).


Back To Top
Cerca