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Il Punto di Arpocrate di Pasquale Persico/Le Fabbriche Creative di Ugo Marano e l’Emilia Romagna.

Le Fabbriche Creative di Ugo Marano (artista) ispirano i  nuovi comportamenti delle Fabbriche dell’Area Terremoto dell’Emilia Romagna come produttori di energia rinnovabile per la comunità larga della città che verrà ed il suo paesaggio. Potremmo partire dal concetto del “terremoto dei capannoni” per raccontare l’evoluzione della responsabilità sociale delle imprese di un’area critica,  e del loro sforzo, post terremoto, per diventare nuovamente il sistema produttivo trainante della macroregione di riferimento. In effetti, per le ragioni richiamate, oggi è possibile affermare che alle imprese può essere attribuito un  ruolo chiave nel disegnare la nuova visione del paesaggio che dovrà tener conto dei temi del Pnrr e dare al territorio nuovi vantaggi competitivi localizzati.

Non ultimo, allora,  potrebbe essere l’obiettivo di fare emergere dalle imprese una visione operativa della loro idea di “effetto città”,  integrando e riposizionando, insieme a loro, il ruolo a vantaggio anche dei centri storici.

L’Agenzia del Terremoto dell’Emilia – insieme al CUGRI di Salerno – persegue questo tentativo per dare scala nuova alle politiche di governance territoriale nell’area dei comuni che per diverse e differenziate ragioni hanno ancora un ritardo nell’utilizzo del potenziale del modello di ricostruzione; ripartendo dai lusinghieri risultati del sistema industriale del cosiddetto  Territorio del “terremoto dei Capannoni”, appena citato, questa ipotesi non è balorda.

Si tratta di rimescolare le competenze, quelle delle imprese e quelle degli uffici tecnici dei comuni, sul tema della transizione ecologica innovativa, massimizzando le opportunità di sussidiarietà sulle nuove architetture del paesaggio. Le zone rosse devono avere una nuova lettura comprensoriale sul tema dei rischi e del rischio ambientale in particolare. La messa insicurezza dei siti rivisita in profondità il tema delle eco-regioni per riposizionare l’approccio macro-regioni in termini di governance,  e definire le nuove infrastrutture strategiche di area vasta. La sicurezza dei capannoni si allarga al grande tema della percezione innovativa del paesaggio in evoluzione. Il concetto di paesaggi in amicizia, già adottato come tema strategico in alcune province, esaltando la visione che vede “industria” l’abitare, “La città dei servizi ed il centro storico”, appartenere ad un’unica percezione della transizione

Ecco allora che l’elaborazione di una strategia “Fabbrica Creative” prevede di assegnare al capitale umano impegnato nel settore industriale ed a quello dei servizi esterni un nuovo ruolo proattivo in relazione ai temi del bilancio sociale e di sostenibilità che le imprese dovranno elaborare per il 2024, ma che potrebbe essere anticipato al 2023 come sperimentazione avanzata dei temi appena richiamati. Questi passaggi introducono argomenti di ricucitura, rammendo e tessitura dei caratteri lacerati del territorio. La messa in campo di un nuovo elenco di beni relazionali sussidiari (delle imprese, delle famiglie, delle istituzioni non profit e dei comuni) consentirà di selezionare le nuove direzioni innovative a fattibilità più partecipata e quindi fattibile.

Si tratta di assecondare la linea già presente nel Pnrr ed approvata nei recenti decreti di semplificazione e di dare voce diretta alle imprese per far salire di scala la loro soggettività territoriale. Forse più del 110 in edilizia questa strada, già proposta da me ed Ugo Marano nel Copparese, potrebbe essere oggi una chiave che apre più porte sui futuri delle macro-aree a Nord ed a Sud, per fare leva sul capitale umano competitivo esistente per allargare il suo potenziale da attrarre nel disegno di uno sviluppo largo ed inclusivo.


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