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Il Punto di Arpocrate di Pasquale Persico/Le biblioteche della democrazia, la Val D’Agri e Taranto

Da qualche anno continua la mia riflessione su come affrontare il problema che ha avuto la sua principale affermazione nel Novecento, il pericolo, cioè, di nuove e immani  tragedie, nell’area euro-mediterranea, e non solo. Non resta, a mio parere, che moltiplicare idee ed azioni  per ampliare la soggettività democratica e l’inclusione dei territori che la letteratura dell’Assenza (Ernesto  De Martino, Carlo Levi e Primo Levi) considera in ritardo di soggettività politica  e culturale. Da tempo e non sempre con risultati trascurabili, i temi della città e l’altra città sono stati affrontati , da me  e dagli amici ricercatori di più discipline, citando le parole Utopia ed Eutopia (buoni luoghi dove abitare e crescere culturalmente). Il portale vivilemuse.it definisce un’area di riferimento che abbraccia più regioni (Calabria, Basilicata e Campania) e che sarà oggetto di una idea progetto di eutopia. Il bel libro “La Biblioteca di Raskolnikov” a cura di Simonetta Fiori (Ed. Einaudi), ha di recente incoraggiato me a moltiplicare le energie collaborative che mi circondano, sul presupposto che la storia non finisce. La Scrittrice, non a caso, suggerisce di vigilare su ogni segnale di crisi, perché l’infezione autoritaria è sempre presente e guardare soltanto quello che avviene al corpo democratico degli Stati non basta. Lei ha chiesto ad otto studiosi e scienziati di indicare le nuove bussole per proteggere i territori dai pericoli di involuzione democratica e sociale.

Con DNAMarateacontemporanea e la rete di collaborazioni istituzionali, è prevista una esplosione delle biblioteche democratiche di cui parla il libro, con i suoi saggi. Nell’ambito del protocollo culturale sottoscritto con la direzione dei Musei della Basilicata si è progettato di riaprire, sussidiando, o di sostenere, tutte le biblioteche dei comuni dell’Assenza. Uno scaffale di libri connessi al Progetto “Ancor Camus” dell’Artista Mimmo Longobardi, con la collaborazione degli scrittori Alessandro Bresolin e Sara Carbone, aiuterà ogni comunità incontrata a federarsi orizzontalmente per moltiplicare il peso di territori marginali, spesso assenti nei tempi critici della storia. Tornano così in campo i temi di Camus e Silone sulla decolonizzazione sincera e sulla mentalità democratica da ibridare; l’esperimento progettuale dovrà rispondere alle stesse domande di Simonetta Fiori: come si amplia una mentalità democratica in una macroarea? Ci sono saggi, romanzi, e libri di storia locale, che hanno la forza di trasmettere l’idea della partecipazione necessaria (a partire dal voto), per sviluppare almeno una resistenza attiva? La ricerca da fare dovrà avere l‘obiettivo di moltiplicare la creatività territoriale orientata alla consapevolezza che  democrazia e biblioteche moltiplicate devono stare insieme, per garantire tutte le varietà di democrazie e di partecipazioni. Calvino ci aiuterà a scoprire tutte le distanze tra i partigiani amanti delle libertà ed i ragazzi di Salò, questi sono stati lanciati nel buio del Novecento  senza attrezzature morali e culturali. Riappare una domanda; come mai Il Gatto Selvatico, la rivista dell’ENI fondata da Mattei nel 1955, e diretta dal Poeta Bertolucci, pur essendo piena di temi letterari connessi al tema della Fabbrica creativa (ENI) come Fabbrica Etica, non ha contributi sulla Val D’Agri e sugli oltre trenta buchi di estrazione nel solo territorio di Tramutola? Ma allora, Il Gatto Selvatico, solo in Val d’Agri è bianco, senza colori civici? Non resta che rifondare una rivista da affidare alle scuole e selezionare i migliori articoli capaci di dare voce alle giovani generazioni, fino a  ipotizzare un girotondo di apprendimento sui temi della letteratura e della terza ecologia; le altre discipline seguiranno e finalmente diventeranno in-discipline, cioè capaci di guardare oltre.


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