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Il Punto di Arpocrate di Pasquale Persico/La sostenibilità ambientale, la Campania e il risparmio di energia.

Mi preparo a proporre – mercoledì 25 gennaio – alla tavola rotonda, promossa dalla Università degli Studi Suor Orsola Benincasa con un focus sulle nuove idee relative alla sostenibilità ambientale (alla presenza dell’Assessore Regionale all’Ambiente On. Fulvio Bonavitacola e del Rettore Prof. Lucio D’Alessandro), di esplorare il grado di “resilienza” della Campania nell’utilizzo della geotermia a bassa e  media entalpia in complementarietà con il solare. Il ragionamento tiene conto delle mie esplorazioni in Campania a partire dal settore agroalimentare connesso all’agricoltura di alta gamma. La proposta – come risulta da precedenti articoli su www.salernoeconomy.it – ha trovato buona accoglienza nell’area del terremoto in Emilia Romagna (distretto agroalimentare del Modenese). Lo scorso 13 gennaio le imprese del settore convenute ad un incontro promosso dall’Agenzia del Terremoto,  hanno incontrato ricercatori dell’Università di Ferrara ed aziende di impiantistica del settore energetico specifico, geotermia e solare, presso il Comune di S. Prospero, ed hanno trasformato il loro interesse in domanda di studi di fattibilità.

Per la Campania ci troviamo di fronte ad una dimensione delle imprese che non è la stessa di quelle del Nord e ad una sensibilità diversa. Ma il nodo è per così dire strutturale – collo di bottiglia? – e riguarda l’assenza nel Mezzogiorno di imprese di impianti in questo specifico segmento di azioni. Ci sono, certamente, professori e ricercatori sensibili, ma manca un tessuto di ricerca applicata sperimentale. Come fare ?

Ho sollecitato il settore delle imprese delle costruzioni ad ampliare le loro competenze, attendo con serenità risposte, mentre il Dr. Antonio Lombardi – Federcepicostruzioni – ha già manifestato la sua disponibilità a finanziare il primo progetto di fattibilità in questa direzione.

Ecco, allora, una possibile riflessione o idea da fare circolare: visto che i casi in realizzazione al Nord di nuova progettazione prevedono risultati di risparmio energetico al di sopra del 60 % con un recupero del costo degli investimenti entro il quinto anno e visto che la permanenza del risparmio senza costi aggiuntivi dura oltre un trentennio, perché non mettere al centro questa strategia per alzare il livello di resistenza della nostra regione rispetto alla crisi energetica ed alla necessità di una transizione ecologica veloce?

Un bando della Regione Campania sarebbe auspicabile, e le sette Università ed i centri di ricerca della Campania potrebbero fare crescere la loro propensione a misurare la resilienza del territorio che accoglierebbe le loro proposte innovative.

Le nuove comunità energetiche, poi, specie quelle che nascono intorno alle scuole, potrebbero anch’esse usufruire di questa strategia adatta a tutta la Campania ed in alcuni casi anche ad un livello più largo di efficacia, quando  ci si avvicina a luoghi di media entalpia.

 


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