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Le comunità produttive e quelle dei consumatori sono rimaste sbalordite quando non pochi sono apparsi, per corsi dire, lontani dalla conoscenza sulle cause reali del fenomeno speculativo relativo alla crescita incontrollata del costo dell’energia. Gli amministratori delle grandi compagnie italiane di produzione (dell’energia) sono ancora di nomina governativa: forse è stato difficile per loro informare correttamente quanti si trovano a ricoprire, per conto dell’esecutivo, precise responsabilità?
Ancora oggi – quando le guerre nel mondo sono ispirate dal tema del controllo delle fonti energetiche – non ha preso forma la capacità di coordinare ed integrare i processi di produzione di energia, rinnovabili e non rinnovabili. In questo periodo, con il mio Macroscopio concettuale – disponibile ovviamente (vedi la Lampada della Mente, di cui ho parlato altre volte, sia in Val D’Agri che nell’area del terremoto dell’Emilia Romagna – osservo un fermento innovativo sul tema della sussidiarietà integrale (Prof. Stefano Zamagni). Le nuove comunità energetiche in ripartenza cercano di aggregare comunità in amicizia, piuttosto che nuovi sindaci in amicizia, per tentare una integrazione progettuale delle diverse fonti, proprio per superare le tante asimmetrie presenti in termini di governance verticale, dall’alto verso il basso.
Si tratta di fare nascere comunità energetiche poggiate su nuove soggettività politiche a struttura orizzontale, capaci di sviluppare economie di scopo ed economie di diversità nell’integrazione o sostituzione delle fonti di energia. C’è molto strada da fare, ma deve crescere la consapevolezza del poter far nascere un nuova città energetica, utilizzando un salto di scala nella capacità di integrare più fonti (energetiche), una transizione ecologica dalle fossili alle rinnovabili.
In Val D’Agri, a Montemurro – dove è nato Leonardo Sinisgalli nel lontano 1908 – è dove la sua visione poetica ha partorito il cane a sei zampe, per far camminare anche la mente e l’immaginario, ben tre progetti sugli ecosistemi di innovazione hanno abbracciato questa visione; essa camminerà spedita, insieme al cavaliere di Grumento, anche senza le provvidenze del Pnrr, nascerà la città degli ibridi fertili, tra cultura, ricerca ed ambiente.
