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Un albero eretico in cemento (Italcementi) che assorbe in maniera efficiente C02, (contestato dagli esperti di forestazione urbana), è stato presentato a Caggiano come produzione sperimentale della Prefabios, nell’ambito dell’incontro annuale sul design, organizzato da studio Cafaro, e con ospite stellare online il Prof. Arch. Alvaro Siza protagonista a Napoli della realizzazione della stazione Metro di Piazza Municipio. L’albero sarà oggetto di approfondimento presso la sede Federcostruttori di Salerno invitato dal presidente, Antonio Lombardi, sui temi della transizione ecologica, energetica e climatica. La caratteristica dell’albero è che esso è metafora di una potenziale rivoluzione sul come sottrarre incoerenze dalla città esistente ed orientare la valutazione macro per eliminare l’emissione di C02 dalle aree urbanizzate, a partire dalle città metropolitane.
L’incontro è stato per me occasione per suggerire all’amico Arch. Giuseppe Cafaro di disegnare una panchina-arredo urbano utilizzando i frutti dell’albero; una panchina capace di rappresentare il segno di Pistoletto del terzo Paradiso; il tronco a sette lati dell’albero al centro del segno del doppio infinito chiama a raccolta i responsabili dell’urbanistica delle aree metropolitane, che dovranno inventare la reciprocità e la sussidiarietà necessaria ad abbattere la massa critica avversa alla transizione ecologica, sia essa istituzionale o della popolazione che abita la città. La stessa panchina potrebbe invitare a raccolta i responsabili di un nuovo “G Tutti” di cui parla Papa Francesco. Si tratta anche di correggere o dare un diverso significato alla maestosa Venere degli Stracci, presente in Piazza Municipio, che avrebbe meritato un approfondimento sulla sua forza espressiva, dopo la sua presenza non statica ad Atene.
Su Salerno Economy ho già segnalato che oggi non è più possibile pensare di fare salire i valori quantitativi della C02 in atmosfera se si vuole essere credibili nella lotta ai cambiamenti climatici ed alla disuguaglianza del diritto alla città. La misura è colma e l’albero eretico diventa la sfida per una presa di coscienza sulle inefficienza nella gestione del verde urbano, per non parlare della mobilità, rispetto ai temi di cui C02 è la proxy di riferimento (riscaldamento globale, rischio sistemi di biodiversità, aumento di malattie tumorali, etc)
Ai costruttori ed ai responsabili della politica industriale spetta immaginare la nuova rivoluzione culturale, dove la fabbrica creativa della città è anche Fabbrica Etica. E, bene, è già stato fatto in Europa dalle associazioni industriali in un convegno internazionale, esse hanno richiamato gli Stati a dare uno slancio alla politica industriale ed alla politica per l’abitare, evitando l’approccio del campanile. L’esperienza del PNRR senza un macroscopio adatto alla valutazione, ha fatto salire il debito non buono a scapito di quello buono ed ora c’è il rischio che i più forti siano gli unici a non pagare il giusto contributo al risanamento necessario.
La prossima finanziaria già dovrà parlare con le coerenze della nuova Commissione Europea, e se le asimmetrie aumenteranno, all’albero eretico non resta che far compagnia al Nibbio (disegnato ossessivamente da Leonardo), il rapace che ha il macroscopio istintivo per valutare l’emissione di C02 nell’area vasta: il nibbio, anche quello che era a Vinci, non a caso vive tra le montagne a ridosso di Caggiano, già città del quarto paesaggio che sperimenta laboratori membrana di ricerca della quinta urbanità, insieme ai comuni dell’assenza in crescente abbondanza nell’appennino meridionale, e non solo.
