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Quando il tavolo del Paradiso – l’opera concettuale, metafora dello sviluppo sostenibile, di Ugo Marano – fu poggiato nella Valle delle Orchidee a Sassano, solo pochi ricercatori e cittadini parteciparono all’evento. Ma, del resto, l’artista lo aveva trasferito dal Maschio Angioino nella Valle, per gli abitanti della Valle. Il territorio di Sassano come bacino di biodiversità infinita era ancora poco conosciuto. Oggi, grazie alla comunicazione e alla sapiente disponibilità di Nicola Di Novella, vero direttore scientifico del Museo a cielo aperto, il luogo è noto in tutto il mondo ed il percorso di ricerca e di sviluppo sostenibile ha svolto la sua funzione: ha ispirato la politica regionale sulla biodiversità e sugli habitat sostenuti dall’uomo. E un nuovo ecomuseo a Sassano è archivio vivo sulla biodiversità, i grani antichi fanno la manutenzione del paesaggio della dieta mediterranea, riconosciuti da giovani imprenditori.
E’ tempo di muovere il tavolo, nuovamente, per farlo rimettere in moto da dove era partito per Napoli: la città metropolitana è ancora in difficoltà progettuale. Noi tutti, come in tanti comuni della città metropolitana, abbiamo bisogno di trovare la nuova casa Di Pitagora, cioè una casa che abitui l’uomo a riconoscere la soggettività della natura, la sua forza e la sua bellezza, senza volerla consumare ad ogni costo in ogni angolo del territorio.
Il tema nuovo da sviluppare, sia in termini di ricerca che di nuove attività dell’uomo e della natura, è quello dell’importanza dei boschi complessi, anche nell’urbano.
Nuovamente dobbiamo tornare bambini e riscoprire l’importanza della geografia che ci circonda? Si! Un profonda conoscenza botanica delle piante indesiderate e desiderate è necessaria, proprio la conoscenza si è dispersa, quella dei boschi complessi è importante, si tratta di ecologia profonda.
Il tavolo del Paradiso, ancora una volta, e per tutto il 2022, parlerà di ecologia della mente, perché la città di Salerno insieme con Napoli, città metropolitana, rivedano il loro modello di fruizione dei progetti della Natura e dell’Urbano; sarà una lezione infinita su un progetto sperimentale per le altre città metropolitane?
Il tavolo diventerà casa e cenacolo per un anno, per decidere, poi, se fare nuovamente un viaggio, lungo e germinativo, sui temi della transizione ecologica dell’Europa che verrà o diventare oggetto d’arte nella Casa Museo di Ugo Marano, anch’essa in attesa di diventare progetto che parla al mondo.
Tutti invitati sette giorni dopo il Natale 2021, oppure nove . . .
