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L’intervento dell’artista del luogo sarà ispirato dai suoni di Max Neuhaus (sound designer, progettista di comunicazione sonora), vissuto a Maratea; l’opera prenderà forma nello spazio, instaurando un legame di necessità tra sound design dell’opera, appunto, e sound del luogo. L’installazione sonora diventerà un’“opera nel luogo”, definizione impiegata da Neuhaus per mettere in evidenza il luogo riposizionato, annunciato dall’opera, dove il suono è lo strumento in grado di dare forma a un’ inedita nuova percezione dello spazio e del paesaggio. Quel luogo ha già una sua caratteristica, guarda il centro antico di Caggiano, ed il castello; esso è un luogo di montagna dove ci sono fossili marini e lo sguardo arriva fino a Paestum ed al suo mare.
Come tutte le opere sonore dell’artista ispiratore, essa non può essere registrata o trasportata altrove, ma può essere esperita soltanto dai visitatori che accettino di dialogare con essa, interrogando anche l’artista del luogo ed il suo libro ispiratore. L’artista nasconderà la sua idea fino all’inaugurazione, aspetterà un giorno di vento per svelare l’invisibile, visibile in termini di ecologia della mente. I suoni udibili diventano il nuovo macroscopio che legge il potenziale dolce di un paesaggio, avvicinandosi alla percezione nascosta contemporanea. Non sempre il suono cercherà di imporsi all’attenzione ed il luogo ritroverà, in ogni caso, la libertà di sentire altro: resterà visibile la barca interrogativa come panchina inclusiva ed esplicativa sui temi dell’antiturismo.
Altri artisti ed architetti potrebbero incuriosirsi, fino a disegnare al posto di Max Neuhaus e fornire un campionario d’arte che legge il luogo come paesaggio sonoro in metamorfosi.
Max Neuhaus lasciava spesso trascorrere un certo lasso di tempo prima di riascoltare una sua opera per fare poi lo schizzo scultoreo. Attraverso tale distanza di tempo i disegni «a posteriori» integrano due forme di comunicazione per includere qualcosa sia invisibile che spesso indescrivibile. Neuhaus è stato il primo artista che ha definito il ruolo del suono nel contesto scultoreo, ideando un nuovo linguaggio nell’ambito dell’arte contemporanea. Max Neuhaus è sepolto a Maratea, ma la sua Columbia University di New York è molto più vicina a Caggiano di quanto si possa immaginare. E non pochi studiosi nel mondo hanno – a partire da New York – già prenotato un posto da favola a Grotticelle, per visitare il suo pianoro che parla di quando c’era il mare.
Ma oggi l’importante è vedere il mare con gli occhi del cambiamento d’Era.
