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Il Dr. Antonio Mastandrea, responsabile ESG (Environmental, ambiente), Social (società) e (Governance) della BCC Monte Pruno, con riferimento alla Val d’Agri ed alla fragilità del sistema delle PMI, ha manifestato la disponibilità per aprire un laboratorio-membrana di ricerca e sviluppo per le piccole e medie imprese. L’obiettivo è provare a fare nascere un “listino finestra” delle piccolissime imprese che, però, si riconoscono in una volontà esplicita di affrontare, con un approccio condiviso, i nuovi temi della transizione ambientale ed energetica, sociale e della governance trasparente. L’affollamento delle fonti energetiche fossili, ma anche rinnovabili, in Val d’Agri, merita un’attenzione particolare, in termini di coordinamento. L’ENI nella sua nuova immagine di comunicazione sembra avere abbandonato il colore nero del suo cane a sei zampe, questo, non solo in televisione, ed ora appare in gialloverde o arancione. Un cambio di strategia ENI e di attenzione nuova anche per la Val d’Agri ed un ripensamento sul percorso fatto a partire dall’accordo sull’uso delle royalty? Si vedrà. Il ragionamento della Banca, premiata , spesso, per la sua attenzione allo sviluppo locale, appare, ancora una volta, di tipo “pioneristico”, nel senso più che positivo del termine. Ascoltando la posizione del presidente esecutivo di Hera, Cristian Fabbri, sposa l’idea di dovere affrontare la necessità di una strategia più incisiva per le aree interne (l’Altra città con voglia di nuova urbanità nel mio personale linguaggio), guardando all’interno delle imprese; si pensa, cioè, di potere condividere una strategia ESG anche per il tessuto fragile della Val d’Agri a partire dalla transizione energetica ed ambientale. Per fare emergere questa ipotesi in maniera concreta, occorre fare nascere una cultura sperimentale su questi temi, che diventi poi occasione di riflessione sulla politica industriale che manca in Europa ed in Italia; una politica industriale che sia orientata non più solo sui contributi, defiscalizzazione del capitale e del lavoro, ma sulla necessità di fare salire gli standard localizzati materiali ed immateriali degli ecosistemi di innovazione. Si tratta di trovare una nuova sintonia o relazione tra incentivi all’aumento della ricerca e sviluppo e strategia degli investimenti pubblici e privati, coerenti con le recenti teorie a largo spettro ambientale sugli ecosistemi di innovazione territoriali.
Il punto di forza della strategia BCC Montepruno è il volere incoraggiare le imprese, attraverso le parole chiavi della valutazione ESG, a trovare la capacità di sviluppare economie di scopo e di rete accanto alle economie di scala. Utopia? No, necessità di ripartire da nuove idee: solo la sussidiarietà delle imprese e dei lavoratori consapevoli potrà definire una serie di nuove economie esterne capaci di allargare la geografia sostenibile dell’Area Vasta della Lucania. Le imprese devono individuare nuovi bacini potenziali della domanda ed offerta di lavoro connessi alle catene globali della globalizzazione in ristrutturazione. Lo slogan di Hera è diventato lo stesso della banca: il processo di de-carbonizzazione deve avere un ruolo cruciale per il Paese, generare valore e valori della sostenibilità e della trasparenza; esso farà crescere il vantaggio competitivo localizzato. Il Gruppo Hera è meno presente nel Mezzogiorno rispetto alle aree del Nord, ma potrebbe essere proprio quel gruppo capace di aiutare il territorio a riconoscere la verità sul cambio di colore del cane a sei zampe.
Ma proviamo a mettere a punto la strategia potenziale della Banca Montepruno; una Banca originariamente delle aree interne che ha ascoltato le strategie connesse al paradosso di Zenone , su Achille e la Tartaruga, ed ha deciso, come tartaruga sapiente, di affrettarsi lentamente innalzando la vela capace di accelerare le nuove direzioni strategiche sulla sostenibilità. Aprirà un laboratorio-finestra ESG per fare emergere il cambiamento di sensibilità anche nelle PMI non obbligate a fare un bilancio di sostenibilità ESG. Molte imprese già lo fanno con una maggiore attenzione al produrre energia sostenibile e sicurezza interna. Per le banche la prospettiva di avere misure di questo nuovo atteggiamento facilita anche il calcolo del rischio del credito, fino ad avanzare ipotesi di allargamento delle modalità di credito alle imprese (partecipazione minoritaria di Fondi ESG). Le informazioni non finanziarie sui comportamenti delle imprese sono sempre più utilizzate dalle banche ed istituzioni altre, per finanziare le partecipazioni nelle PMI (Anna Lambiase a capo di IR Top Consulting ha offerto su Affari e Finanza di Repubblica un brillante resoconto della cultura del suo gruppo di consulenza finanziaria in questa direzione).Un percorso difficile ed improbabile di nuova geografia territoriale sostenibile? La storia della Val D’Agri, a partire dalla città di Grumentum, racconta di molte altre città di passaggio connesse alla particolare posizione della Val d’Agri. Essa può rilanciare il tema, Geography and Trade, del Premio Nobel Krugman. Superare l’attuale approccio burocratico del PNRR è il tema complesso da affrontare, per poi guardare al Mediterraneo ed alla strategia dell’Europa che verrà. Una Europa che dovrà essere capace di rivedere il l’analisi delle economie dei continenti; stanno emergendo dinamiche di riposizionamento guidate dalla ristrutturazione del peso dei vari continenti nella leadership delle catene del valore globalizzate. La sostenibilità misurabile concorre alla sicurezza ed alla credibilità dei partenariati ed implica un nuovo modello di governance non gerarchico ma a sussidiarietà forte e trasparenza moltiplicata. Un nuovo rapporto banca-impresa aumenta il protagonismo territoriale negli ecosistemi di area vasta (le macroregioni euro-mediterranee sono da riscoprire).
