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Il termine anticipatory governance va incontro alla complessità delle problematiche legate all’area Flegrea, che, poi, si sposano con l’evoluzione contemporanea della nuova urbanistica e la trasformazione del potere esecutivo imposta dalle crescenti complessità e velocità dei processi politici e sociali. Si tratta di riconoscere e fare crescere la consapevolezza che la decentralizzazione e la nuova flessibilità delle strutture gerarchiche potrebbero migliorare la capacità delle varie istituzioni di auto-organizzarsi, accentuando la propensione di queste ultime ad adattarsi al cambiamento. Il concetto di complessità viene pienamente incorporato nel principio di anticipatory governance, mentre i sistemi tradizionali di formulazione delle politiche sono basati sul presupposto della linearità. Va detto che la linearità distorce la nostra nozione di causa ed effetto rispetto ai temi legati al rischio. Se accettiamo che il concetto di anticipatory governance possa essere letto come contesto appropriato per introdurre la complessità all’interno delle strutture esistenti di governo, è lecito aspettarsi di trovare un governo capace di implementare i cambiamenti rispetto ai maggiori eventi di rischio. Sviluppare un sistema a rete capace di integrare anticipazione progettuale e processi politici con un sistema di feedback in grado di valutare le prestazioni e gestire la conoscenza “istituzionale”, diventa una cultura nova istituzionale aperta alla reciprocità e alla sussidiarietà. L’idea riguarda la sperimentazione di possibile futura fusione tra il Comune di Napoli e il Comune di Pozzuoli e suggerisce la necessità di una quinta componente sistemica, ossia l’adozione di “tattiche mission-oriented”.
Alla fine degli anni Settanta, alcuni studiosi hanno introdotto l’idea di “malattia dinamica”. Una malattia dinamica si verifica quando alcuni dei ritmi di un sistema non sono più reciprocamente sincronizzati. Da un lato, se i processi del sistema continuano a lavorare fuori sincrono, dopo un po’ le parti del sistema cominciano a deteriorarsi. La causa della malattia, tuttavia, non può essere ricondotta al pezzo difettoso. L’origine del problema è il concatenarsi di fallite sincronizzazioni di ritmi dinamici e non la rottura di singoli pezzi. È il sistema nel suo insieme che è malato, non le parti del sistema, anche se, dopo un po’ – come conseguenza e non come causa delle fallite sincronizzazioni – le parti stesse iniziano a disintegrarsi. Qualunque siano le cause delle fallite sincronizzazioni, qualsiasi aumento del grado di fallite sincronizzazioni consuma il futuro del sistema, e ogni diminuzione delle fallite sincronizzazioni genera maggior rischio futuro per il sistema. Il dibattito sulla anticipatory governance spiega perché abbiamo bisogno di nuove strutture di riferimento. In breve, tre questioni principali devono essere affrontate e cioè:
1) allargare gli strumenti in grado di affrontare il ritmo accelerato e la maggiore complessità delle dinamiche sociali e politiche;
2) moltiplicare i modi per sviluppare una maggiore sensibilità verso scenari futuri alternativi;
3) inventare forme di gestione capaci di cambiare forma rapidamente in modo da rispecchiare la continua evoluzione delle diverse sfide.
Per tutte queste ragioni, ipotizzare una fusione del comune di Pozzuoli con quello di Napoli consente una revisione profonda ed un salto delle economie di scopo e di reti per affrontare il tema della mitigazione dei rischi come occasione irrinunciabile per un esperimento di transizione ambientale, climatica , energetica e sociale. Il Dipartimento Casa del Ministero della Protezione civile e le Politiche del Mare potrebbe essere un riferimento per aprire un dialogo tra Regione, Comune di Napoli e Comune di Pozzuoli per generare un’idea di paesaggi in amicizia (vedi piano strategico provincia di Ferrara) capaci di fare emergere la nuova idea di quinta urbanità.
Una città/infrastruttura complessa si dota di nuovi standard materiali ed immateriali a largo spettro e produce un nuovo accesso alla città connesso al basso rischio di insuccesso del già costruito e del nuovo da costruire come progetto della sottrazione addizionante, (con una eliminazione dell’abusivismo precario ed insicuro).
