L'intervista »
diErnesto Pappalardo
“Dieci priorità per provare a dare una scossa, per tentare di aggregare intorno ad una piattaforma programmatica il massimo del consenso di istituzioni, forze sociali, rappresentanze categoriali, parti politiche”. L’obiettivo? “Mettere in campo una visione concreta, anche dal punto di vista operativo, delle progettualità indispensabili per attuare una vera e propria exit strategy dalla crisi economica e produttiva che attanaglia da troppo tempo il territorio salernitano”. Roberto De Luca, responsabile del Dipartimento Economia del Pd di Salerno, sintetizza così il significato del documento che è stato elaborato dai democrat e che è stato presentato anche ai vertici romani del partito nei giorni scorsi.
Roberto De Luca, su quali presupposti si basa il documento che il Pd si appresta a sottoporre agli attori dello sviluppo locale?
“Il documento focalizza le principali questioni legate alla crisi che continua a segnare profondamente le diverse aree del Mezzogiorno. Dal rilancio di un’industria sostenibile e dell’edilizia all’individuazione di nuove strategie di attrazione di capitali e sostegno alle start up; dalle opportunità della logistica integrata e dell’economia del mare alle proposte per sfruttare appieno le potenzialità del comparto turistico-culturale; e ancora, uno sguardo attento alle occasioni offerte dalla green economy e dal mondo del non profit: questi i temi approfonditi nel documento, perché siamo consapevoli di dovere puntare sulle peculiarità e sulle vocazioni del nostro territorio e del nostro capitale umano, senza dimenticare le troppo spesso trascurate aree interne”.
Eppure la politica rispetto al disastro che si è determinato dal punto di vista del quasi completo naufragio delle dinamiche produttive ed occupazionali ha notevoli responsabilità.
“Il documento del Pd salernitano nasce, naturalmente, anche da questa piena consapevolezza ed, infatti, riteniamo necessario partire da un’analisi critica del quadro politico delineatosi negli ultimi venti anni, il cui giudizio non può che essere in larga parte insoddisfacente: il costante scontro tra i due schieramenti opposti ha lasciato da parte la sostanza dei problemi del nostro sistema economico. Per decenni la crescita è stata supportata prevalentemente dal massiccio impiego di risorse pubbliche che, tuttavia, non ha rappresentato una forma di investimento ma solo una forma di spesa, non contribuendo in alcun modo allo sviluppo del Paese e lasciando in eredità solo debito, disoccupazione, scarsa competitività, limitato potere d’acquisto, welfare insufficiente. La politica spensierata degli anni scorsi, dunque, non ha portato nulla di buono né alle famiglie, né alle imprese, né alle casse dello Stato”.
E, quindi, la vostra proposta a che cosa ambisce in concreto?
“Noi ci stiamo muovendo cercando di essere protagonisti in relazione alla forte esigenza di rinnovamento dell’azione politica che il nostro partito non può e non vuole più ignorare. Il Pd intende presentarsi in maniera credibile come forza di governo e di cambiamento, in grado di formulare proposte concrete per lo sviluppo locale. La politica dovrà fare anche un passo indietro quando necessario, nella convinzione che spesso le imprese, più che di meri sussidi o interventi di matrice eccessivamente statalista, necessitano principalmente di un contesto competitivo corretto ed equo, di una politica economica in grado di realizzare una programmazione organica e coerente”.
Quali le direttrici di marcia fondamentali nel breve e medio periodo?
“Nell’ottica del Pd salernitano comprendere il territorio e le sue istanze vuol dire muoversi su due direttrici fondamentali, combinando due tendenze che potrebbero sembrare in conflitto ma che dovremo riuscire a conciliare: da un lato, è innegabile che in molti casi non si può prescindere da ragionamenti di area vasta, dettati da esigenze di risparmio ed efficienza, in una logica extra-comunale volta a organizzare la mobilità e il trasporto, contenere il consumo di suolo, facilitare i flussi di persone e merci, organizzare i servizi in maniera efficiente e su scala adeguata, pianificare gli insediamenti produttivi, tutelare gli aspetti ambientali, per programmare lo sviluppo locale e garantire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. Dall’altro, tuttavia, è opportuno rilevare come spesso permanga la necessità di elaborare strategie e programmi differenziati, che puntino ad affrontare problematiche specifiche e a intervenire in maniera mirata, atteso che sia le famiglie che i sistemi imprenditoriali agiscono (e reagiscono) in maniera differenziata in base alla “geocomunità di riferimento”.
Come procederete sul piano operativo?
“Ovviamente, le proposte che abbiamo sintetizzato non hanno pretesa di esaustività o completezza. Ecco perché, è nostra intenzione sottoporre il presente documento a un confronto con i diversi attori dello sviluppo per declinare al meglio le modalità di effettiva realizzazione dei punti programmatici. Il Dipartimento Economia del Partito Democratico di Salerno, infatti, ritiene che una discussione aperta con il mondo delle imprese, del sindacato, della ricerca, dal volontariato, della cultura, sia fondamentale e possa rivelarsi feconda e foriera di ulteriori proposte e miglioramenti, partendo dalle dieci proposte specifiche per poi estendere l’analisi a quelli che abbiamo individuato come gli “assi trasversali” generali ritenuti fondamentali per lo sviluppo:infrastrutture, connettività, energia, fisco, capitali, credito, formazione e ricerca. Oltre che ai propri rappresentanti salernitani presenti in Parlamento e in Consiglio Regionale, il Pd provinciale intende presentare i contenuti del documento anche agli esponenti di altre forze politiche, per confrontarci nel merito dei temi affrontati e delle soluzioni elaborate. A nostro avviso, c’è bisogno del contributo di tutti coloro che hanno a cuore il nostro territorio, in alcuni casi anche al di là di steccati o barriere ideologiche, pur mantenendo ferma l’identità del nostro partito e le idee di fondo alla base delle nostre linee programmatiche”.

Roberto De Luca
