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A distanza di circa un mese dalla festività natalizie, il “sentiment” degli italiani su come sarà questo Natale delinea un quadro poco confortante sul clima con cui essi affronteranno questo periodo dell’anno. Quasi sette italiani su dieci (il 69,3%), infatti, lo vivrà in maniera “molto dimessa”, un dato che risulta in evidente incremento rispetto al 66,4% registrato nello stesso periodo dodici mesi or sono. A dirlo è l’Indagine Confcommercio – Format Ricerche sul sentiment degli italiani a un mese dalle festività natalizie, che conferma come, a partire dal 2008, gli italiani siano convinti di vivere un “Natale di crisi” anche nel 2013.
Natale in crisi? Ancora per almeno due anni.
Gli italiani che pensano che quello del 2013 sia l’ultimo Natale di crisi non sono molti: il 20% circa la pensa in questo modo (1,1% ne è sicuro, il 19,5% lo ritiene probabile), ma il 68,6% degli italiani ritiene che “certamente” quello del 2013 non sarà l’ultimo Natale di crisi, altri ne seguiranno. Tale opinione si relaziona strettamente con il fatto che, per quattro italiani su dieci, la crisi in atto perdurerà per oltre due anni ancora e, nel complesso, oltre il 60% degli intervistati non si aspetta la fine della crisi prima dei prossimi due anni. Solo meno del 5% degli italiani ritiene che la crisi in atto terminerà entro pochi mesi e poco meno del 15% ritiene che si protrarrà un altro anno ancora.
La propensione agli acquisti nel periodo natalizio.
All’evidente riconoscimento di uno stato di grande precarietà economica, l’indagine, parallelamente, evidenzia anche l’aumento di coloro che dichiarano di “non” essere intenzionati a fare acquisti per i regali di Natale, passati dal 13,7% nel mese di novembre del 2012 all’attuale 14,2%. In ogni caso la gran parte delle famiglie (l’85,8%) restano comunque intenzionate ad effettuare i regali (erano l’86,3% l’anno scorso).
La “tradizione” del regalo comunque vince.
L’annunciata contrazione degli acquisti nel periodo di Natale se, da un lato, è diretta conseguenza della diminuita capacità di spesa degli italiani e della minore propensione ad effettuare acquisti in un periodo di crisi, dall’altro non ha, comunque, cambiato il sentiment dei consumatori verso il Natale in sé e ciò che le festività rappresentano e festeggiano con la tradizione del regalo. Infatti la percentuale dei consumatori che considera gli acquisti natalizi una “spesa necessaria e piacevole” aumenta leggermene rispetto al 2012 (51,7% rispetto al precedente 49%), mentre la pensa diversamente poco meno di un italiano ogni due, con il 30% circa dei consumatori che ritiene gli acquisti per i regali di Natale una spesa “necessaria”, ma della quale farebbe volentieri a meno, ed il 17% circa che ritiene gli acquisti per i regali di Natale una spesa del tutto inutile ma che comunque è costretto ad affrontare.
Questo Natale gli italiani si sentono ancora “più poveri” di prima.
Quasi la metà degli italiani si ritiene più povera dell’anno precedente. Ben il 47,4% di essi si ritiene, difatti, “più povero” rispetto a prima. In sostanza la popolazione si divide in due parti se si pensa che esiste una seconda metà che non denota cambiamenti della propria situazione e che risulta del tutto minimale la quota di chi, al contrario, si pensa attualmente più ricco. Nel dettaglio il 34,6% degli italiani ritiene che nel 2013 la situazione economica della propria famiglia è diventata “un po’ meno buona” rispetto al 2012, mentre il 9,8% ritiene che la condizione economica della propria famiglia oggi è diventata “assai meno buona” rispetto a quella dei dodici mesi precedenti. Per il 54,1% la situazione è rimasta stazionaria A questi dati fanno riscontro quelli relativi alla previsione degli italiani circa la condizione economica della propria famiglia per il 2014 (prossimi 12 mesi): solo il 4% di essi ritiene che la condizione economica della propria famiglia migliorerà entro i prossimi 12 mesi; secondo il 20% circa la condizione economica della propria famiglia peggiorerà ancora nel corso del 2014, mentre secondo il 72,4% la propria condizione economica resterà pressoché la stessa del 2013.
(Fonte: confcommercio.itdel22.11.13)

