I numeri dell'economia »
di Alfonso Schiavino
Fra il 2011 e il 2019 la spesa per i rifiuti, che poi determina la tariffa e la bolletta, è aumentata mediamente di 19 euro pro capite in Italia. La dinamica generale ha tratteggiato vistosi divari fra le aree e le macroaree italiane. L’esborso è salito di 35 euro nel Mezzogiorno, 19 nel Centro e 12 nel Nord. Un campano ha “pagato” 31 euro in più, un veneto 82 centesimi. Fin qui troviamo il classico paesaggio differenziato nazionale. Come spesso accade in vari campi, invece, i confini spariscono se l’osservazione scende nei territori. A livello comunale gli incrementi sono estesi e diversificati, ma qualche realtà in controtendenza emerge, da Milano a Positano, passando per Cava e diverse altre città campane. Le dinamiche della popolazione c’entrano poco, quindi per spiegare i risparmi restano due possibilità: miracolo o organizzazione?
I dati che stiamo esaminando sono estratti dal database dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). L’ente statale analizza la gestione dell’igiene urbana con un’indagine campionaria annuale che riguarda quote crescenti di comuni e popolazione (rispettivamente 78% e 86% nel 2019). Una delle indagini mette in relazione a livello locale la popolazione residente con i costi nudi totali del settore, al netto dei ricavi per la vendita di beni riciclabili o di energia. I valori determinati definiscono i costi medi generali e pro capite nel singolo comune e ai livelli maggiori. La serie storica si allunga dal 2011 al 2019.
In questo arco di tempo l’importo pro capite presenta molte oscillazioni annuali all’interno dei comuni. Nella maggior parte dei casi la curva tende anche nettamente verso l’alto, ma esistono importanti passi contrari. Per motivi di sintesi e di opportunità, qui possiamo verificare come sono andate le cose nel novennio, un periodo considerevole per interpretare i caratteri della programmazione nei contesti comunali. L’aumento dell’importo pro capite viene attribuito spesso al calo dei residenti, una spiegazione con qualche elemento di parzialità. In realtà può essere vero anche il contrario: quando i residenti aumentano notevolmente, dovrebbe aumentare il costo delle attività, a meno che l’organizzazione di scala non abbia assunto un certo equilibrio, come forse avviene a Milano. Ad ogni modo gli specchietti seguenti dimostrano che il costo può scendere anche quando la popolazione diminuisce. Ogni rigo presenta la variazione dell’importo pro capite nel periodo compreso fra il 2011 e il 2019. Per i comuni il rigo prosegue con il saldo della popolazione, negativo o positivo.
VARIAZIONE DEL COSTO PRO CAPITE E SALDO DELLA POPOLAZIONE
Periodo dal 2011 al 2019. Euro pro capite, valori arrotondati dai dati Ispra
IN MAIUSCOLO le città con il costo pro capite in diminuzione
– Riepilogo nazionale
Italia da 157 a 176 euro
Mezzogiorno da 156 a 191 euro
Centro da 192 a 211 euro
Nord da 143 a 155 euro
Campania da 175 a 206 euro
Veneto da 145,09 a 145,91 euro
– Capoluoghi della Campania
Nel periodo considerato, Caserta presenta l’importo pro capite in diminuzione. Per Napoli e Avellino l’escursione parte qualche anno più tardi, perché non ci sono i dati precedenti.
Avellino da 187 (anno 2014) a 215 euro / Saldo abitanti -1825
Benevento da 216 a 286 euro / Saldo abitanti -3.155
CASERTA da 265 a 192 euro / Saldo abitanti -1650
Napoli da 220 (anno 2015) a 231 euro / Saldo abitanti -25.224
Salerno da 252 a 370 euro / Saldo abitanti -1.050
– Capoluoghi italiani
Torino e Palermo, in forte calo di popolazione, aumentano un po’ l’importo pro capite. A Potenza, Frosinone e Gorizia diminuiscono popolazione e spesa individuale. Roma e Milano, con un aumento di popolazione percentualmente quasi uguale, presentano dinamiche pro capite inverse.
Bari da 178 a 230 euro / Saldo abitanti -649
Bologna da 174 a 197 euro / Saldo abitanti 24.079
FIRENZE da 217 a 206 euro / Saldo abitanti 8.848
FROSINONE da 184 a 153 euro/ Saldo abitanti -1.818
GORIZIA da 169 a 150 euro / Saldo abitanti -1.643
MILANO da 234 a 225 euro / Saldo abitanti 164.120
Palermo da 179 a 188 euro / Saldo abitanti -10.139
Perugia da 191 a 264 euro / Saldo abitanti 2.431
Pescara da 122 a 207 euro / Saldo abitanti -1.818
POTENZA da 255 (anno 2014) a 209 euro / Saldo abitanti -955
Roma da 251 a 258 euro / Saldo abitanti 191.119
Torino da 205 a 210 euro / Saldo abitanti -14.457
– Capoluoghi medi
Facciamo un raffronto specifico, con una nostra elaborazione. I seguenti comuni hanno grosso modo la stessa popolazione di Salerno, quindi possono essere compresi in una stessa fascia demografica. Vediamo l’evoluzione del costo pro capite per la gestione dei rifiuti e il saldo della popolazione fra il 2011 e il 2019. Bergamo segue la tendenza di Milano: la popolazione aumenta, l’importo individuale diminuisce.
BERGAMO da 171 a 150 euro / Saldo abitanti 5.430
Ferrara da 197 a 207 euro / Saldo abitanti 386
Foggia da 102 a 149 euro / Saldo abitanti -3470
Latina da 171 a 208 euro / Saldo abitanti 9.145
Monza da 160 a 167 euro / Saldo abitanti 4.984
Salerno da 252 a 370 euro / Saldo abitanti -1.050
Sassari da 182 a 207 euro / Saldo abitanti 1.491
– Provincia di Salerno
Infine diamo uno sguardo a una buona parte dei 158 comuni salernitani. Quelli con gli importi in diminuzione sono scritti in maiuscolo. Nocera Inferiore e Cava (seconda città della provincia) spiccano per la combinazione fra importo pro capite e saldo abitanti, entrambi in discesa.
Agropoli da 216 a 219 euro / Saldo abitanti 1.136
Amalfi da 425 a 506 euro / Saldo abitanti -262
Angri da 87 a 159 euro / Saldo abitanti 1.326
Battipaglia da 191 a 237 euro / Saldo abitanti -52
Bellizzi da 157 (anno 2014) a 171 euro / Saldo abitanti -117
Campagna da 111 (2012) a 136 euro / Saldo abitanti 807
Capaccio da 234 a 235 euro / Saldo abitanti 786
Eboli da 171 a 184 euro / Saldo abitanti 531
Fisciano da 215 a 375 euro / Saldo abitanti 85
Giffoni Valle Piana, periodo indisponibile
Maiori, dati assenti
Mercato S. S. da 194 a 227 euro (2016) / Saldo abitanti 301
Montecorvino P. da 146 a 161 euro / Saldo abitanti 1.061
Montecorvino R., periodo non disponibile
Nocera Superiore da 100 a 193 euro / Saldo abitanti -236
Pagani da 152 (anno 2013) a 198 euro / Saldo abitanti -820
Pellezzano da 172 a 193 euro / Saldo abitanti -46
Polla, periodo indisponibile
Pontecagnano da 180 a 195 euro / Saldo abitanti 906
Ravello da 292 a 440 euro / Saldo abitanti -23
San Mango Piemonte, periodo indisponibile
San Marzano da 207 (2012) a 286 euro / Saldo abitanti 222
Sapri, periodo indisponibile
Sarno da 160 a 193 euro / Saldo abitanti -192
Scafati da 121 a 151 euro / Saldo abitanti -914
Siano da 151 a 178 euro / Saldo abitanti -511
Vallo, periodo indisponibile
Vietri da 82 a 272 euro / Saldo abitanti -568
BARONISSI da 167 a 165 euro / Saldo abitanti 207
CAMEROTA da 260 a 250 euro / Saldo abitanti 322
CAVA da 208 a 170 euro / Saldo abitanti -2.784
COLLIANO da 100 a 73 euro / Saldo abitanti -275
CORBARA da 178 a 143 euro / Saldo abitanti -3
ISPANI da 383 a 353 euro / Saldo abitanti -26
NOCERA INFERIORE da 248 a 226 euro / Saldo abitanti -1.594
PADULA da 103 (anno 2014) a 100 euro / Saldo abitanti -186
POSITANO da 964 a 627 euro / Saldo abitanti -21
ROCCAPIEMONTE da 201 a 171 euro / Saldo abitanti -189
SALA CONSILINA da 173 a 165 euro / Saldo abitanti -310
ROMAGNANO da 137 (2012) a 87 euro / Saldo abitanti -12
SICIGNANO D.A. da 175 a 160 (2018) euro / Saldo abitanti -69
TORCHIARA da 182 a 162 euro / Saldo abitanti -6
TORRE ORSAIA da 128 a 105 euro / Saldo abitanti -112

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