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diMario Gallo
Cresce l’export nei primi tre mesi del 2015 e, contestualmente, aumentano anche le esportazioni del settore agroalimentare nazionale, soprattutto nelle regioni Nord-Orientali e meridionali, aree nelle quali, all’interno di un incremento delle esportazioni pari, rispettivamente, al 2,9 ed al 2,5%, spicca il contributo dei prodotti agroalimentari, cresciuto del 9%. A segnalarlo è il coordinatore di Agrinsieme Dino Scanavino.
Agroalimentare settore strategico per il commercio estero.
i dati Istat sulle esportazioni delle regioni italiane del primo trimestre 2015 confermano l’importanza dell’agroalimentare all’interno dell’export nazionale: quella agricola – rileva Agrinsieme – è la terza voce in termini di crescita percentuale (+7,8%) dell’export tricolore, con l’alimentare (+5,8%) terza “potenza” tra le attività manifatturiere. E se nell’Italia Nord-Occidentale le vendite oltre confine di prodotti agricoli crescono a un ritmo più che doppio (+5%) rispetto al totale nazionale (+2,1%) – mentre l’export alimentare aumenta del 2,5% – nel Mezzogiorno l’aumento tendenziale delle spedizioni agricole è di oltre 18 punti percentuali, a cui si aggiunge anche una crescita relativa di prodotti alimentari che sfiora il 9%. Cibi e bevande trainano anche l’export del Nord-Est (+6,7%) e del Centro Italia, dove l’aumento dell’8% rappresenta una delle tendenze più importanti nella bilancia commerciale del territorio.
Export dal Sud 1° trimestre 2015: balzo in avanti per prodotti agricoli in Puglia (+45,5%) e alimentari in Campania (+13,4%).
I dati Istat riferiti alle esportazioni delle regioni meridionali nel corso del 1° trimestre 2015 evidenziano, all’interno di una crescita complessiva del 18,1% dei flussi commerciali relativi ai prodotti dell’agricoltura e dell’8,7% del manifatturiero alimentare, un forte incremento delle spedizioni agricole dalla Puglia (+45,5%) e dell’export alimentare dalla Campania (+13,4%) che portano le relative quote sul totale nazionale di settore rispettivamente all’8,7 ed al 9,2.
Distretti alimentari: nel 2014 export +2,4% in valore.
Dai distretti alimentari viene un importante contributo all’export che nel 2014 ha fatto registrare il record storico per i prodotti agroalimentari e bevande nazionali raggiungendo il valore di 34,3 miliardi, con un aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente. Il risultato dello scorso anno, estrapolato da una analisi Coldiretti su dati Istat., è stato ottenuto “nonostante le difficoltà – sottolinea Coldiretti- che si sono registrate a seguito dell’embargo russo che ha sancito, a partire dall’8 agosto, il divieto all’ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce. A spingere le esportazioni è stata invece – aggiunge la Coldiretti – la caduta del tasso di cambio dell’euro nei confronti del dollaro con effetti soprattutto per il mercato Usa. I 2/3 del fatturato realizzato all’estero sono stati ottenuti con l’esportazione di prodotti agroalimentari verso i paesi dell’Unione Europea, ma il Made in Italy va forte anche nelle Americhe e nei mercati emergenti come quelli asiatici. Il prodotto Made in Italy più esportato è il vino, ma rilevanti sono anche le spedizioni all’estero di ortofrutta, quelle di pasta e di olio di oliva”.
Agrinsieme: “Urgono interventi per rafforzare il “made in Italy” ed affrontare crisi internazionali”.
Il coordinatore di Agrinsieme, Dino Scanavino , ha sottolineato che “per rafforzare la leadership e trovare efficaci percorsi di valorizzazione sui mercati esteri, dove i competitor sono sempre più agguerriti, però, è indispensabile che lo straordinario patrimonio “Made in Italy” sia affiancato da adeguati strumenti e interventi volti a consolidarne la base strutturale delle aziende e la sfera organizzativa della filiera. Oltre a ciò, il calo drammatico delle vendite sul mercato russo per effetto della crisi con l’Ucraina, rende urgente una revisione del quadro di strumenti per la gestione delle crisi e dei rischi in agricoltura che passi attraverso politiche innovative rispetto al passato, sia in ambito nazionale sia a livello comunitario”.
(Fonti: cia.it/11.06.15 – istat.it/11.06.15 – coldiretti.it)

