L'intervista »
Politiche urbanistiche. Al via la “fase-2” del Piano Urbanistico Comunale di Salerno “Sulle aree-standard recuperate è importante valorizzare i talenti locali” “E’ indispensabile dare un segnale forte, concreto ai giovani professionisti locali: Salerno è una città dove è possibile confrontarsi con uno dei più importanti “laboratori” di urbanistica al mondo. Dopo avere faticosamente e caparbiamente realizzato l’infrastrutturazione di base del Piano Urbanistico Comunale (Puc), può partire una nuova stagione di interventi di grande rilevanza nelle aree-standard progressivamente recuperate con l’attuazione del Piano e nei comparti privati (Pua). Lo strumento è quello dei concorsi di idee. Pubblico e privato adesso devono fare un salto culturale, insieme, con lo stesso obiettivo: qualità e innovazione”. L’assessore all’Urbanistica del Comune di Salerno, Domenico De Maio, anticipa a salernoeconomy.it le iniziative che intende portare avanti nei prossimi mesi sotto il profilo della piena attuazione del Puc che resta tra le priorità assolute dell’Amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo De Luca. Assessore De Maio, pare di capire che dopo le archistar finalmente potrebbe arrivare il momento degli architetti e degli ingegneri salernitani. “Premesso che non partecipo volentieri al dibattito spesso demagogico sul ruolo delle archistar, perché è innegabile il valore aggiunto che conferiscono ad un territorio, ritengo, invece, importante specificare come il Comune di Salerno intende muoversi nell’individuazione dei progettisti per le aree nelle quali sarà necessario intervenire per completare il disegno urbanistico”. Che cosa intendete fare? “Va fatto un passo indietro. In questi anni di Amministrazione-De Luca ci siamo dovuti confrontare con uno scenario estremamente difficile: il recupero di qualcosa come 2,5 milioni di metri quadrati da destinare ad aree-standard: verde pubblico attrezzato, parcheggi eccetera. Proprio grazie alle opere realizzate stiamo iniziando a toccare con mano che cosa significa vivere in una città “equilibrata” da questo punto di vista. Ora, però, piantati sul campo i “pilastri”, costruito l’hardware del Piano Urbanistico (le grandi opere), possiamo ragionare del software, di tutti quei progetti destinati ad “incorniciare” il disegno immaginato”. Come possono entrare in gioco i giovani talenti salernitani? “Francamente non vedo altro strumento trasparente, democratico e meritocratico – diffusamente affermato – come quello del concorso di idee. Noi come Comune lo adotteremo su aree-standard di nostra competenza, ma proveremo ad “incentivare” anche i privati impegnati nei Piani Urbanistici Attuativi (Pua)”. In che modo? “Stiamo immaginando un sistema di premialità per i soggetti attuatori dei Pua che scelgono di ricorrere al concorso di idee destinato ai giovani professionisti locali: agevolazioni in relazione agli oneri concessori; calcolo migliorativo rispetto alle volumetrie; riduzione della tempistica degli atti procedurali, compatibilmente con il rispetto delle normative vigenti. Ma, ripeto, siamo in fase di approfondimento tecnico ed è ancora presto per entrare nel merito specifico. Il vero problema, però, è un altro”. Quale, assessore? “Manca ancora l’ultimo miglio”. Si può spiegare meglio? “Sì, è un mio modo di dire per sottolineare che sia le Amministrazioni Pubbliche competenti che le aziende coinvolte nella filiera delle costruzioni non riescono a compiere quello “scatto” che consente in altri territori di lavorare in maniera pienamente condivisa per la crescita qualitativa dei processi di riqualificazione delle aree urbane e dei territori più in generale”. Può entrare più nel merito? “Intendo sottolineare – anche riprendendo il ragionamento della presidente dell’Ordine degli Architetti Maria Gabriella Alfano – che è il momento di puntare ad innalzare il livello dell’intero percorso in ambito urbanistico ed edilizio dal punto di vista della sostenibilità: qualità dei materiali ed innovazione progettuale; bioedilizia e bioarchitettura; informatica e bioenergia. E’ in questo modo che le smart-city diventano veicolo di crescita socio-economica e modello da esportare – anche in termini di approccio economico e professionale – oltre i confini provinciali”. Che cosa è necessario perché si metta in moto questo processo? “Guardi, l’Amministrazione Comunale ha una visione molto chiara dell’assetto urbanistico della città: è un disegno che nel tempo acquisterà sempre più valore. Ora bisogna lavorare con grande intensità e spirito costruttivo alla definizione di tutte quelle progettualità complementari che sono in grado di conferire qualità diffusa al “racconto” di città che nella sua narrazione principale è già ben esposto”. Può fare un esempio concreto? “Prendiamo l’efficienza energetica dei fabbricati. Lo specifico regolamento comunale (Ruec) è stato segnalato dall’Onre (Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi) come tra i migliori per le indicazioni che recepisce. Ecco, se tutte le componenti che interagiscono con questo segmento di intervento si relazionano con livelli qualitativi alti, riusciamo a mettere in campo un’azione coordinata che spinge i nostri standard verso l’eccellenza. Non è proprio facilissimo, ma è un cambio di mentalità indispensabile, che premierà tutti nell’interesse della collettività”. Ernesto Pappalardo

